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Australia Capodanno 2007

17 dicembre 2006 - 9 gennaio 2007

L'Australia, questo continente così lontano e così misterioso, ci attende. Siamo un bel gruppetto di 21 persone, con me e Sara anche i nostri figli (che non si sono voluta perdere l'occasione di visitare questa terra), ed anche altri due ragazzi loro coetanei. Siamo abbastanza disomogenei, proveniamo da diverse città, da Salerno a Trieste, alcuni sono camperisti, altri hanno invece la roulotte, qualcuno è alla prima esperienza in camper, ma siamo tutti animati da spirito di avventura e voglia di viaggiare.

La consegna dei camper alla Britz di Melbourne.
Arriviamo a Melbourne, dove prendiamo subito i nostri mezzi e ci sistemiamo in un campeggio.
Certamente la guida dei nostri mezzi Mercedes Sprinter all'inizio non è agevole, la marcia a sinistra, ma soprattutto la leva del cambio dalla parte sbagliata crea qualche problema. Riusciremo anche questa volta a non avere guai, anche se il secondo giorno due dei nostri mezzi si fermeranno per problemi meccanici. Dopo mezza giornata di telefonate riusciamo comunque ad avere dei mezzi in sostituzione.

 

 


I faraglioni dei 12 apostoli.

La prima parte del nostro viaggio è lungo la costa sud orientale dell'Australia, dove incontriamo i primi animali caratteristici del continente: koala, echidna e canguri. La costa è un susseguirsi di scogliere dove nel secolo scorso sono naufragate molte navi in arrivo dall'Europa

 

 

 


Una foca che allatta il piccolo a Seal Bay.
Soprattutto a Cangaroo Island siamo colpiti dalla varietà della fauna che qui si arricchisce anche di pinguini, foche, leoni di mare. Rimarremo invece delusi dalla ricerca dell'ornitorinco che abita alcune remote pozze nella boscaglia, ma che non ci degna di una sua apparizione. Lo vedremo all'acquario di Sydney.
 

 

 

 

 


Un varano lungo un metro ci attraversa la strada.

Attraversata la zona di Adelaide dopo Port Augusta ci inoltriamo nel rosso deserto Australiano. Incontriamo enormi estensioni di boscaglia arida, il famoso bush, ma anche piatte distese di sassi o abbaglianti laghi salati. Sostiamo a Coober Pedy, città mineraria dalla pessima fama, che ora accoglie i turisti con le sue stranezze da luogo sperduto e con la sua produzione di splendidi opali. Andiamo anche a vedere la casa di Crokodile Harry, ma purtroppo il vecchio Harry da ottobre non c'è più, dopo una vita densa di avventure tra coccodrilli, belle donne ed opali. Ha lasciato la sua casa piena di ricordi, foto e souvenir... e la netta sensazione di uno che non ha voluto adeguarsi negli schemi sociali.

 


Le cupole dei monti Kata Tjuta (monti Olga).

Giungiamo infine nel cuore rosso di questa terra, la famosa Ayers Rock, o meglio Uluru, immenso monolite che si erge nella pianura. Passeggiamo così alla base della montagna sacra agli aborigeni, ed anche tra i non lontani Kata Tjuta (Monti Olga). Le grandi pietre levigate dal tempo si illuminano di rosso al tramonto ed all'alba. Qualche centinaio di chilometri più a nord il Kings Canyon ci offre l'occasione per una bella passeggiata tra strane rocce e vertiginosi strapiombi.

 


Vani i tentativi di suonare un didgeridoo....

Ad Alice Spring dopo aver festeggiato il Capodanno con una grande tavolata all'aperto bagnata da vini e spumanti australiani (niente male), restituiamo i camper e ci apprestiamo a concludere il nostro giro con una settimana in hotel. Prendiamo infatti un volo per Cairns, dove la natura è completamente diversa dal deserto: foresta tropicale, rigogliosa vegetazione e nel mare isole coralline. In tre giorni visiteremo le Frankland Islands, la foresta del Wooroonooran Park, un allevamento di coccodrilli, una riserva aviofaunistica, facendo il bagno tra i coralli o nelle cascate tra gli alberi.


Notturno dell'Opera House di Sydney.

 

 

Con un altro volo cambiamo di nuovo paesaggio e clima, ora siamo a Sydney, non più i 43° secchi di Alice Spring, nè i 30° umidi di Cairns, ma un clima primaverile. Passiamo così le ultime ore passeggiando lungo la baia o sul famoso ponte, senza tralasciare una gran mangiata di pesce al Fish Market di Sydney, con calamari, aragoste, gamberoni, saraghi in quantità.


Uno strano camper finto .... (è la camera di un motel)

 

 

 

Un solo rimpianto: la nostra valigia con i gadget per i partecipanti, persa a Francoforte. Ci consola il fatto che tra tutte le valigie del gruppo, era quella di cui potevamo fare più facilmente a meno.

(testo e foto: Giuseppe Bacci)


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