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Resoconto del viaggio in Islanda

Islanda Moonland 2003

19 agosto - 6 settembre 2003

Ci ritroviamo come previsto al porto di Bergen: oltre ai due camper di Beppe e Giuseppe (i due accompagnatori.), vi sono altri 16 camper: in tutto siamo 45 persone di cui 9 "ragazzi" tra i 4 ed i 21 anni. Diversi sono grandi viaggiatori, avendo portato il loro camper in Asia ed in America. Ci imbarchiamo sulla nuova nave Norrona insieme al gruppo di fuoristrada di Dimensione Avventura che sono 20 mezzi.

Il mare è mosso e la traghettata lunga anche se la sosta alle isole Faroer ci permette di sgranchirci le gambe passeggiando per Torshaven. Arriviamo infine a destinazione e l'Islanda ci accoglie con pioggia, freddo e nebbia. Ma, dopo il primo impatto, la fortuna ci aiuterà per tutto il giro perchè troveremo diverse giornate di cielo limpido, altre nuvolose ma non prenderemo praticamente mai la pioggia, tranne alla fine del giro vicino al porto di Seydisfjordur.

Paesaggio islandese.

La prima sera tentiamo di dormire nella cittadina di Hofn, ma veniamo perseguitati prima dalla proprietaria dei negozi (sfitti) davanti ai quali ci siamo fermati, poi dalla polizia che ci dice di allontanarci dalla cittadina, per volere del sindaco che ci sembra di capire sia amico del proprietario del campeggio. Ma anche nel luogo indicatoci dal poliziotto ci sono problemi ed alla fine ci accompagnano ad un posteggio ancora più lontano lungo la ring road dove finalmente dormiamo tranquilli. Il gruppo in questa occasione di disagio, forse l'unica del viaggio, si dimostra molto paziente, e viene ripagato, visto che ormai siamo vicini alla mezzanotte, da una splendida aurora boreale. Nei giorni successivi, quando il cielo è sereno, chi aspetterà il buio della notte, che dura solo 2-3 ore, avrà modo di rivedere questo straordinario fenomeno che riempie il cielo di luci, spesso a festone di colore verde con i margini rosati, a volte con sprazzi improvvisi e movimenti rapidi.

Il giorno dopo una magnifica giornata di sole ci fa godere di una delle meraviglie dell'Islanda: la laguna di Jokulsarlon, dove una propaggine del più grande ghiacciaio d'Europa rilascia iceberg che formano nella laguna un dedalo di ghiacci dai colori e dalle forme sempre diverse.

la laguna con gli iceberg di Jokulsarlon (foto Beppe Buico).

Ci spostiamo poi al parco dello Skaftafell, dove restiamo due notti in modo da poter effettuare delle indimenticabili escursioni a piedi: alle cascate di Svartifoss, al punto panoramico sopra il ghiacciaio, ed infine sulle ultime propaggini del ghiacciaio stesso dove si ha chiara la sensazione di una natura possente fatta di ghiaccio in continuo movimento, di acqua che compare e scompare nei suoi percorsi sopra e sotto il ghiaccio, di rocce e di sabbia trasportate verso il mare.

Nei giorni seguenti avremo modo di apprezzare la bellezza dei paesaggi islandesi: le numerose cascate che scendono dalle montagne, le verdi distese di muschio incredibilmente spesso e morbido, la scarsa presenza dell'uomo con isolate fattorie, le buffe pecore gonfie di lana, i boschetti di betulle nane che assomigliano più a cespugli che ad alberi, il basalto nero che spesso ha la forma di colonne esagonali, i campi di lava, i ghiacciai, le scogliere piene di uccelli. Troviamo anche moltissimi funghi, per lo più boleti, che grazie alla consulenza di Remo e Piero, due veri esperti, finiscono presto nelle nostre pentole.

Cascata nei pressi di Skogar.
L'arco naturale di Dyrholaey.

Proseguiamo il giro visitando la zona di Thingvellir dove le spaccature nel terreno mostrano chiaramente il passaggio della dorsale atlantica cioè l'allontanamento del blocco americano da quello europeo, e dove la storia fa nascere il primo parlamento europeo. Nei pressi anche Geyser con i suoi getti di acqua calda e solfatare e la possente cascata di Gullfoss. La sera alcuni si vanno a riposare facendo il bagno nella piscina all'aperto, ma calda, di un vicino hotel per un costo irrisorio, (una delle poche cose economiche dell'Islanda). Il giorno dopo passeggiata per la capitale e poi sosta alla Laguna Blu, per il bagno nelle finte acque termali, comunque molto gradevoli. Purtroppo Daniela è dovuta tornare in aereo in Italia per dei problemi familiari, ma rimane con noi Giovanni, specializzato nel fare foto in bilico sui punti più alti e scoscesi.

Il geysir sta per spruzzare (foto Claudio Lumiridi).
Il gruppo a mollo nella laguna blu (foto Beppe Buico).

Nei giorni seguenti visitiamo Akranes con il suo bel museo, Borgarnes, la penisola Snaefellsnes con il porticciolo di Arnarstapi incastrato nella nera scogliera e dove alcuni pescatori ci regalano tranci di merluzzo. Il merluzzo viene apprezzato dai nostri palati, mentre lo squalo putrefatto incontra meno consensi quando lo assaggiamo nella fattoria che produce questa famosa "leccornia" islandese.... Si inizia poi il ritorno, fermandoci al bel cratere di Gabrok, ed alla chiesetta di Thingeyrar che risalta al sole in mezzo ai verdi prati e nasconde un interno riccamente decorato.

Ad Akureri capitiamo nella festa della fine dell'estate, e così apprezziamo anche la voglia di divertirsi dei giovani islandesi, che finora ci erano apparsi abbastanza riservati. La birra scorre, si fa musica, danze e sfilate di moda nelle strade ed alla fine i fuochi di artificio concludono la festa.

In mattinata ci spostiamo ad Husavik, grazioso porto da cui partiamo per un'escursione alla ricerca delle balene: vedremo due balenottere che si immergono ripetutamente per pescare in profondità e diversi delfini.

Solfatare nella zona del Krafla (foto Roberto Bacci).

Prima di concludere il giro ci attende ancora una regione ricca di attrattive: quella del lago Myvatn. Qui un antico ghiacciaio ha lasciato una depressione poi invasa dalla lava di vicini vulcani, generando una serie di paesaggi notevoli. Vediamo quindi i falsi crateri di Skutustadir, saliamo sul bordo del cratere di Hverfjall, ci perdiamo tra le strane formazioni laviche di Dimmuborgir, entriamo nelle grotte con laghetti di acqua calda di Grottaja, passeggiamo tra soffioni, solfatare e sorgenti bollenti a Hverarond, fino alle colate laviche ed agli spettacolari laghi vulcanici della zona del Krafla.

Soffioni a Hverarond (foto Beppe Buico).

Sulla via del ritorno facciamo una deviazione su una pista di 28 Km. per vedere le cascate di Dettifoss. Nonostante siano le ultime di una lunga serie di cascate anche queste ci stupiscono per la quantità di acqua e per le belle escursioni a piedi che si possono fare lungo il canyon fino ad altre due cascate.

L'ultimo giorno in Islanda attraversiamo la zona chiamata giustamente il deserto: molti chilometri di pietraie e montagne senza vegetazione e senza fattorie. Il vento solleva grandi nuvole di polvere che ricordano le tempeste di sabbia del Sahara (sono diversi giorni che non piove). Su consiglio di Bruno e Rosetta andiamo a visitare una graziosissima chiesa ricostruita secondo i metodi vikinghi del 1100 con tetto di erba, muri di torba e facciata in legno. Raggiungiamo infine il campeggio di Egilstadir dove passeremo l'ultima notte. Organizziamo una cena all'aperto, ma l'Islanda decide di regalarci quella pioggia a cui eravamo preparati ma che ci negava da molti giorni. Poco male, il gruppo non demorde e tra ombrelloni e verande riusciamo a fare la nostra cena all'aperto.

La chiesa vichinga (foto Beppe Buico).

Anche un gruppo di 18 camper si disperde nella natura islandese (foto Franco Buglioni).

Il ritorno sarà lungo, 50 ore di traghettata fino in Danimarca, ma il mare dopo il primo tratto è calmo e ci divaghiamo convincendo il comandante a farci visitare la sala motori di questa bella nave varata ad aprile.

Cosa altro aggiungere se non un grazie a tutti i partecipanti che hanno contribuito a rendere incantevole il viaggio ed in particolare a Gigi che ci ha allietato con i suoi scherzi (terremoti, intossicazioni da funghi, teoremi di termodinamica....).


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