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Islanda 2004

Bergen 17 agosto - Hanstolm 4 settembre '04

Ripetiamo anche quest'estate la positiva esperienza del viaggio in Islanda. Con il mio siamo 14 camper per un totale di 42 persone provenienti da tutta Italia. Un gruppo eterogeneo che piano piano creerà un forte spirito di solidarietà e di amicizia.

Non siamo ancora giunti al punto di ritrovo, al porto di Bergen, che Oberdan mi telefona dalla Germania con i primi problemi meccanici: la quinta marcia del suo camper viene sputata dopo poco averla messa. Chiedo consulenza al meccanico e sembra non sia un grave problema, ma potrebbe peggiorare. Siamo a ridosso di ferragosto e le officine tedesche non hanno voglia di mettere le mani sul mezzo, per fortuna la situazione non peggiora ed Oberdan riuscirà senza la quinta marcia a fare tutto il giro dell'Islanda e ritornare in Italia.

gruppo Islanda 2004 Il gruppo Islanda 2004.
Islanda satellite La traccia GPS del nostro giro su una foto da satellite dell'Islanda (composizione di Riccardo Villa).

L'arrivo in Islanda, dopo la lunga traghettata, avviene sotto la pioggia, ma ormai sappiamo che questa zona dell'isola è quella che ha più spesso il brutto tempo. Dopo aver cambiato e fatto benzina prendiamo la statale 1, la "ring road" che ci accompagnerà per tutto il giro dell'isola. Subito iniziano dei tratti di sterrata, ma il fondo ben tenuto permette di mantenere comunque una certa velocità. In Islanda infatti è facile trovare, anche sulle strade più importanti tratti non asfaltati; per fortuna sono quasi sempre in buone condizioni, comunque sempre facilmente percorribili in camper, semmai il problema è la polvere, o il fango, e la velocità ridotta. Alla fine del giro calcolo circa 280 km di strade non asfaltate su 2600 km. fatti in Islanda, tra deviazioni per giungere a località di interesse e tratti di strada principale. L'unica che aveva un fondo abbastanza sconnesso erano i 50 km pieni di ondulè fatti per andare e tornare da Dettifoss.

La prima sera si dorme sulla riva della laguna di Jokulsarlon, questo incredibile luogo dove piccoli iceberg si muovono in un lago dal ghiacciaio verso il mare, tra foche che nuotano e pescano. La mattina il tempo è splendido e ci godiamo il giro con il mezzo anfibio tra i ghiacci, poi la bella passeggiata sulla spiaggia di sabbia nera.

Spiaggia di Jokulsarlon Giochi sulla spiaggia per bambini islandesi.

Dopo aver pranzato nel suggestivo scenario delle scogliere e dell'arco naturale di Dyrholaey giungiamo al parco dello Skaftafell. Il cielo è stellato ed attendiamo speranzosi la notte. Finalmente dopo le 23.00 è abbastanza buio e si cominciano a vedere i primi bagliori di un'aurora boreale, che poi crescono fino a coprire tutto il cielo con striature e sprazzi di luce verdina. Il giorno dopo nel parco vedremo la cascata di Svartifos e la lingua del grande ghiacciaio Vatnajokul, di gran lunga il più grande di Europa.

cascata di Svartifoss La cascata di Svartifoss.

Nella prima settimana il tempo è splendido, il cielo quasi sempre sereno e così visitiamo molte bellezze naturali di questa terra: cascate, vallate coperte dal muschio, scogliere piene di uccelli, montagne di basalto scuro e spiagge di sabbia nera. E poi naturalmente il paese di Geysir, che ha dato il nome a questi singolari getti di acqua bollente, qui per la gioia dei fotografi vi è il geysir Stokkur che esplode ogni 5 minuti.

Per mangiare ci si arrangia con le scorte che abbiamo in camper, ma appena possibile il gruppo dimostra tutta la sua inventiva cucinando sulle griglie pesci comprati dai pescatori per un euro al chilo o cosciotti di agnello, oppure cuocendo le uova sode sulle sorgenti di acqua bollente...

Dirholaey Faraglioni a Dirholaey.

Quando giungiamo a Reykjavik, dopo una rilassante serata passata a mollo nelle acque termali della Laguna blu, Silvio ha dei problemi con il suo motore che stenta a partire. Mentre il gruppo visita il centro della capitale, io lo accompagno in giro per alcune officine finché non troviamo un pompista che prende in consegna il camper. Dopo poche ore ce lo ridarà in perfetta efficienza, ma naturalmente il conto è abbastanza salato...

Nella penisola dello Snaefellsnes ci sono altre cose interessanti da vedere: la colonia di foche di Ytri-tunga, la scogliera di Arnarstapi, la fattoria che produce lo squalo putrefatto, i crateri di Holaholar. Passiamo una notte nel parcheggio naturale costituito dal fondo piatto di un cratere, sperando che per questa volta il vulcano non si risvegli...

le foche di Ytri-tunga Foche a Ytri-tunga.

Il tempo nella seconda settimana è meno favorevole: nuvole, squarci di sole e qualche pioggerella. Solo l'ultimo giorno la pioggia ci accompagna per tutto il tempo. Comunque facciamo le due escursioni previste: la prima in barca a vedere le balene al largo di Husavik, ma di balene non se ne vedono, solo dei delfini che per diversi minuti saltano e nuotano davanti alla prua della barca. Alcuni di noi poi vedranno le balene dalla strada costiera tornando da Dettifoss. La seconda escursione è con pullman fuoristrada all'Askia. Passiamo la giornata attraversando lande desolate, montagne vulcaniche, colate laviche, fiumi limacciosi e passando guadi. Culmine della giornata la passeggiata all'interno dell'Askia fino al piccolo lago vulcanico di Viti, dove è possibile fare il bagno. Ma il mutevole clima islandese ha fatto rinforzare il vento che ora solleva grosse nuvole di polvere nella pianura. In cima all'Askia raggiunge notevoli velocità e ci butta addosso polvere e sassi. Solo alcuni di noi arrivano con fatica sull'orlo del cratere del Viti, aiutando le ragazze che sono quasi sollevate dal vento. La sua velocità è tale che non solo sabbia e sassolini si sollevano, ma anche sassi di pomice di una certa dimensione vengono scagliati fino all'altezza del viso. Guardare lo stupendo panorama diviene molto difficile, solo con gli occhiali si riescono ad aprire a fatica gli occhi. Ma anche questo può capitare con la natura che domina sovrana in questi luoghi: che il vento sia così forte da impedire di vedere e di godere il panorama.

Il giorno dopo visitiamo invece la zona del lago Myvatn, con il vulcano del Krafla, i soffioni, le sorgenti di fango, i campi di lava.

Lago Viti al Krafla Panoramica del lago Viti nel Krafla.

Ormai è tempo di ripartire, si torna verso il porto, ultima tappa del viaggio la minuscola chiesa vichinga del X secolo ricostruita con torba, legno ed il tetto di erba.

Quando si parte con la nave per il lungo ritorno, c'è molta nostalgia nel lasciare questa terra dove l'uomo sembra un ospite occasionale, dove il ghiaccio ed il fuoco modellano in continuazione il paesaggio. Ma, chissà, forse prima o poi ritorneremo a visitarla. Qualcuno ipotizza in inverno...

ghiacciaio I ragazzi sul ghiacciaio.
guppo islanda 2004 Il gruppo sulla nave al ritorno.

Giuseppe Bacci


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