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Færøe e Islanda

12 agosto - 2 settembre 2006

Il sole illumina i ghiacci islandesi (foto di Renzo Cocchi)

Il belvedere che domina il porto di Hanstholm, in Danimarca, ricavato sui resti di una batteria tedesca piazzata a difesa del porto nella Seconda guerra mondiale, si propone come luogo naturale di incontro per chi intende imbarcarsi in questa località, ed infatti è proprio lì che i partecipanti a questo viaggio hanno scelto di riunirsi in attesa della partenza. Siamo 18 camper in tutto con 42 partecipanti (35 adulti e 7 ragazzi) a questo viaggio che si presenta estremamente avventuroso. Dopo i saluti e la prima conoscenza, ci imbarchiamo sulla motonave Nörrona che ci condurrà prima alle Færøe e poi in Islanda. L'arrivo al porto di Tórshavn, la capitale delle isole Færøe, trova il gruppo in attesa di iniziare questo viaggio: alle 8,00 siamo già tutti sbarcati e ci siamo riuniti, non senza qualche difficoltà data la mancanza di spazio, all'uscita del porto. Ci muoviamo per cominciare ad esplorare queste isole che godono la fama di essere un paradiso naturalistico e ci rendiamo subito conto che non è una fama usurpata. Le isole sono di rocce basaltiche con colline arrotondate, stratificate, con erba molto bassa e muschio, non ci sono alberi e cespugli. Casette multicolori, fiordi. I 50.000 abitanti sono ripartiti su 18 tra isole e isolotti, alcuni quasi disabitati: le strade sono strette, serpeggianti, le poche macchine che incontriamo si fermano per far passare la nostra lunga colonna La punta settentrionale dell'isola di Eysturoy con la vetta più alta dell'isola (882 mt.) ed i paesini Gjógv e di Eiđi offrono immediatamente uno stupendo spettacolo di scogliere a picco sul mare, faraglioni, gole e prati pieni di pecore al pascolo. La strada prosegue lungo il fiordo, costellato di piccoli gruppi di case che sembrano proteggersi a vicenda. Un altro spettacolo mozzafiato ci aspetta lungo Vestmannabjørgini, le scogliere che ammiriamo a bordo di un potente barcone che salpa dal paese di Vestmanna. Il tempo è piovigginoso ed il mare agitato, ma questo aggiunge fascino nordico a questi scenari di scogliere a picco sul mare popolate di uccelli di ogni genere. La barca, modernissima e potente, si infila in piccole insenature e passaggi angusti sotto scogliere alte centinaia di metri, sulle quali volano migliaia di uccelli e nidificano anche i puffin (i piccoli pulcinella di mare, ma che in questa stagione sono già migrati). I paesaggi sono sempre splendidi, nel fiordo passiamo accanto ad un allevamento di salmoni che si vedono a centinaia affiorare dall'acqua, sulla costa un villaggio di poche case, ancora privo di energia elettrica, raggiungibile solo via mare o a piedi, con un percorso di quattro ore.

Concluse queste operazioni ci imbarchiamo di nuovo sulla Nörrona (che nel frattempo ha toccato le isole Shetland e la Norvegia) per raggiungere l'Islanda, meta del nostro viaggio. Un viaggio in Islanda è un'esperienza particolare in una nazione che sotto molti aspetti è del tutto diversa da quella in cui viviamo e che ha modellato le nostre abitudini, le nostre relazioni spazio/temporali, le nostre aspettative. Un territorio grande un terzo dell'Italia, abitato da circa 300.000 persone, 170.000 delle quali concentrate nella capitale Rejkiavick, un ambiente di alta montagna posto a livello del mare, con una regione grande come l'Umbria occupata dal più vasto ghiacciaio europeo, il Vatnajokull, e dove le acque di scioglimento di detto ghiacciaio costituiscono le sorgenti di numerosi fiumi e fiumiciattoli uno dei quali alimenta Dettifoss, la più imponente cascata europea per portata d'acqua. Un'isola posta nella parte settentrionale dell'Oceano Atlantico, bagnata dal Mar di Norvegia ed il Mare di Groenlandia, subito a ridosso del Circolo Polare Artico, dove anche passando per l'unica strada interamente percorribile da automobili normali, la Ring Road, che percorre grossomodo l'intera circonferenza dell'isola, si incontrano lunghi tratti di sterrato. Un Paese sul quale si manifestano, in modo violento, le forze della natura: l'attività vulcanica, vecchia e nuova, padroneggia il territorio che ha modellato con faglie di roccia basaltica, campi di lava, cenere che annerisce i ghiacciai, spiagge di sabbia nera, ed ancora si manifesta in soffioni, geyser, sorgenti di acqua calda, piccole scosse telluriche e, di tanto in tanto, in violente eruzioni. Ed infine l'unico posto al mondo dove si vede la spaccatura tra la zolla continentale medio americana e quella europea.

Giovedì 17 agosto, giorno del nostro arrivo in Islanda, è una bellissima giornata di sole che ci anticipa quello che, per nostra buona sorte, sarà il tempo di quasi tutto il viaggio. Alle 7,30 siamo nel porto di Seyðisfjörður da dove inizieremo il nostro viaggio. La sera dello stesso giorno visitiamo già la prima ‘perla' di questa collana che sarà il nostro viaggio islandese: la laguna di Jokulsarlon dove si concentrano degli iceberg che si staccano da una lingua del ghiacciaio Vatnajokull, una immensa distesa di ghiaccio tra le montagne. L'ambiente è incantevole con blocchi di ghiaccio che galleggiano e si rispecchiano nell'acqua limpidissima, neri delle ceneri dei vulcani, bianchi per essersi lavati nell'acqua della laguna dopo essersi rovesciati a seguito dello scioglimento della parte sommersa. La laguna comunica col mare e gli iceberg si accalcano verso il canale di uscita, dove si incagliano nel fondale basso, in attesa di sciogliersi in parte e di passare nel mare aperto. Alcune foche nuotano nell'acqua e vengono "mitragliate" di fotografie. Decidiamo di cenare tutti insieme nel mezzo del parcheggio per quella che sarà la prima di una lunga serie di cene all'aperto tutti insieme. La mattina dopo visitiamo la laguna a bordo di alcuni mezzi anfibi: l'anfibio procede lentamente, quasi in punta di piedi per non spezzare l'incanto di questo luogo, sembra un ambiente fatato con iceberg e pezzi di ghiaccio che galleggiano, foche che nuotano e riposano sul ghiaccio, rondini di mare che effettuano spettacolari picchiate per pescare pesciolini e piccoli crostacei.

La baia di Jokulsarlon (foto di Sandro Nannucci)

La mattina seguente è la volta della prima cascata islandese, uno spettacolo che ammireremo più volte, sempre affascinante e sempre diverso. La cascata di Svartifoss con il suo getto d'acqua precipita in mezzo a colonne di basalto parzialmente crollate nella parte alta, che lasciano una mezza cupola al centro della quale scorre il fiume. Dopo avere sostato una mezz'oretta alla cascata, si prende un sentiero che ci consente di raggiungere uno sperone roccioso dalla sommità del quale si domina una lingua del ghiacciaio di Skaftafeljokull. E' la zona in cui nel 1996 è avvenuta un'eruzione subglaciale che ha provocato un fronte alluvionale di ghiaccio e lava largo 7 chilometri, che ha devastato un'ampia zona con la sua potenza distruttiva.

Il giorno seguente è la volta delle scogliere di Dyrholaey, una delle quali ancora abitata dai pulcinella di mare che vengono sottoposti ad un intenso bombardamento fotografico: lì accanto il promontorio col faro offre uno spettacolo mozzafiato, così come del tutto particolare appare la cascata di Seljalandsfoss, anche questa sopra una specie di grande grotta percorsa da un sentiero che consente di passare dietro il getto d'acqua.

La visita a Blaa Lonid (Laguna Blu) rappresenta un'altra delle tappe salienti di questo viaggio: l'impianto termale sorge in un paesaggio di rocce di lava coperte da licheni, preservato e mantenuto per conservare una certa suggestione, tipica del luogo: la notorietà attrae un intenso flusso turistico che ne sminuisce la suggestione, ma in un paese così poco abitato un po' di folla (si fa per dire) ci fa sentire più a casa. Un lungo bagno nell'acqua termale ci restituisce una pelle liscia e tonificata, oltre a rappresentare qualcosa di incredibile in mezzo a tanto ghiaccio.


Tutti a bagno nella laguna blu (foto di Sandro Nannucci)

Martedì 22 agosto è la giornata di Rejkiavick, la capitale dell'Islanda. La città conta circa 170.000 abitanti ed è la capitale posta più a Nord di tutto il pianeta e mostra sia l'anima di semplice cittadina e l'euforia della Capitale, con moderni edifici culturali, amministrativi e il palazzo del Parlamento. I luoghi ed i motivi di interesse sono molteplici: innanzi tutto è l'unico luogo dell'Islanda che può essere definito città e quindi dove si può entrare in contatto con molteplici aspetti della vita degli islandesi, dove si trovano raggruppati abitanti e negozi; la grande chiesa fatta in cemento che ricorda le colonne di basalto; il moderno municipio sul laghetto, al cui interno troneggia un grande plastico dell'Islanda; il porto, dal quale partono escursioni turistiche per avvistamenti di balene e per osservare un isolotto nato a seguito di un'eruzione subacquea; un enorme edificio sferico sorretto da sei colonne cilindriche, il deposito dell'acqua geotermica che alimenta Rejkjavick e infine il museo nazionale, allestito con criteri modernissimi.

Il giorno successivo è la volta di un altro ammirevole spettacolo della natura. Dopo avere visitato la cascata di Gullfoss con il suo imponente salto che si incunea in un canyon in mezzo ad una enorme nuvola di vapore è la volta della visita ai geyser. Nella zona ne troviamo alcuni dormienti, in attesa di tornare attivi quando si verificheranno le condizioni opportune ed uno che ogni cinque minuti lancia in aria un'alta colonna di acqua calda e di vapore, in uno spettacolare getto accompagnato da un improvviso boato. La medesima giornata ci riserva un'altra ‘perla' islandese, a poca distanza si trova infatti il parco nazionale di Þingvellir dove la frastagliata faglia della zolla continentale medio americana, si divide e progressivamente si allontana (2 cm. l'anno!!!, una velocità enorme per i movimenti geologici) da quella europea, producendo una ampia frattura della crosta terrestre particolarmente evidente in questa zona.


La potenza del geyser (foto Renzo Cocchi)

Giovedì 24 agosto: è la giornata dedicata alla penisola di Snaefellsnes, una delle zone meno popolate e più selvagge dell'Islanda (è tutto dire)! La prima tappa la facciamo ad una fattoria dove sgorga una sorgente di acqua calda a 100° con una portata di circa 200 lt/min. Molto particolare passare attraverso i vapori bollenti che si sprigionano a folate dalla sorgente più grande d'Islanda: la sorgente permette di riscaldare alcune serre e di produrre, a queste latitudini, pomodori e verdure fresche, inoltre, convogliata in apposite condutture, riscalda le fattorie dei dintorni e le case delle intere cittadine di Akranes e di Borgarnes. La sosta successiva viene compiuta lungo la costa, dove è possibile osservare una colonia di foche che staziona nel mare prospiciente. La sera il gruppo pernotta all'interno di un cratere vulcanico: un bellissimo posto dove organizziamo un'altra tavolata all'aperto e dove possiamo compiere una escursione sui bordi del cratere, molto panoramici e suggestivi: la mattina dopo ci aspetta un'altra ‘specialità' islandese. Ci rechiamo infatti alla fattoria di Bjarnarhofn dove producono pescane stagionato ed altri pesci secchi, molti tipici ma di dubbio gusto. La lavorazione dello squalo prevede una frollatura della carne di due mesi, chiusa in botti di legno, e la successiva essiccazione per quattro mesi dei tranci appesi (come foglie di tabacco) sotto una tettoia all'aperto. Viene offerto un assaggio della specialità, che si presenta in piccoli cubetti biancastri dentro una tazza ed in pezzi secchi e filamentosi in un piattino.

Domenica 27 agosto è la volta dell'escursione in barca dal porto di Húsavík a caccia di balene: il mare è mosso ed aggiunge un tocco di ‘ambiente' alla gita che per nostra fortuna si rivelerà proficua: nel corso della navigazione veniamo infatti accostati da dei grossi delfini che nuotano per in po' accanto alla barca e poco dopo si avvistano i primi balenotteri che spiccano dei grandi balzi ricadendo in mare con dei grandi tonfi e sollevando delle fontane di spruzzi. Dopo sei o sette avvistamenti, il principale dei quali di una balena della lunghezza stimata in 810 metri, si fa ritorno al porto, provati ma soddisfatti di questa esperienza difficilmente ripetibile.

Si ritorna sulla strada principale per raggiungere la cascata di Dettifoss, detta il Niagara d'Europa per la conformazione del salto d'acqua: poco più a monte si trova la cascata di Selfoss, che il gruppo elegge all'unanimità la più bella d'Islanda. Ci fermiamo per la notte in sosta libera nel parcheggio della cascata.

La fine del mese si avvicina e così la fine del viaggio: la stagione sembra avere deciso di favorire il nostro distacco da questa terra così aspra ed affascinante mettendosi al brutto. Lunedì 28 agosto si presenta pertanto con pioggia e nebbia che ci accompagneranno per la nostra prima escursione nella zona del Myvatn, pertanto solamente un gruppo di audaci sale fino sul bordo del cratere di un vulcano Hverfjell posto nelle vicinanze, dal quale, quando il tempo è bello, si gode uno spettacolare panorama su tutta la zona. Dipoi si va avanti fino al posteggio di Dimmuborgir dove c'è un campo di lava solidificata che ha dato vita a forme suggestive, la più bella delle quali è una grande caverna che chiamano ‘la chiesa' dove si tengono anche concerti.

La mattina successiva vengono a prenderci con due 2 bus uno da 30 ed uno da 16 posti, per l'escursione alla caldera dell'Askia Il tempo è incerto, percorriamo 100 km di pista, all'inizio solo ondulata, poi con tratti di ripide salite e discese, guadi di tre fiumiciattoli con l'acqua che arriva agli sportelli, nonostante l'assetto rialzato dei mezzi. Paesaggio desertico, pianeggiante, sabbia nera e rocce laviche per parecchi km. Arriviamo al nostro rifugio dopo circa 5 ore di pista: le nere distese di rocce laviche sono tappezzate da macchie bianchissime di neve caduta ieri sera e stamattina, mentre ci si avvicinava. La passeggiata al cratere Víti, al centro dell'Askja, si svolge sotto un leggero nevischio portato dal vento ma, nonostante le condizioni meteorologiche avverse, pochi rinunciano a questa escursione attraverso queste forme laviche bizzarre, diverse l'una dall'altra che concorrono a creare un paesaggio irreale, suggestivo ed incantato (siamo a -7°!): giunti alla sommità del cratere torniamo indietro senza scendere al lago di acqua calda che occupa il fondo nel quale, col bel tempo, molti escursionisti si tuffano per un bagno tonificante in un ambiente solitario ed incontaminato, fuori dal mondo.

Mercoledì 30 agosto è di fatto l'ultimo giorno del viaggio: andiamo al Krafla per visitare ancora soffioni, solfatare ed enormi pozze di fanghi ribollenti: il tempo continua ad essere inclemente, il fango si appiccica alle scarpe e le rende ingombranti e difficili da pulire: nel pomeriggio raggiungiamo Egilsstaðir dove la sera facciamo il brindisi finale tra commenti, applausi ed un po' di commozione.

La mattina dopo ci aspettano gli ultimi 30 km. di viaggio, gli ultimi scorci del panorama islandese, con le verdi montagne e le cascate ovunque: si torna indietro lungo la strada che abbiamo fatto all'arrivo e poco dopo si trova Seydisfjordur, porto d'imbarco.


Il capogruppo si rigenera nelle acque termali

 

Viaggio in Islanda

di Angelo Gerosa e Marina Del Sele

E' passata una settimana dal rientro
e sia io che Marina ci sentiamo vuoti dentro.
Che sia la nostalgia dell'Islanda?...
(Se continuiamo a parlarne nostro figlio là ci rimanda).

Che vacanze meravigliose: paesaggio unico, lunare, emozionante
associate ad un gruppo strepitoso, affiatato, esilarante.
Ma iniziamo con ordine: alle 18,30 dalla Danimarca
sulla Nörrona con 18 camper ci si imbarca.

Il tempo è brutto, il mare è mosso, siamo preoccupati
quindi per il viaggio ci siamo tutti impasticcati.
Però, onor del vero, tutto sommato,
sono poche le persone che hanno vomitato.

Dopo due giorni di viaggio
siamo giunti alle Færøe nel pomeriggio.
(Non è vero siamo giunti in mattinata
ma la necessità della rima và rispettata).

Due giorni su queste isole sono sufficienti
per scoprirne le bellezze prorompenti.
Si riparte quindi per l'Islanda, meta della vacanza,
e sulla Nörrona, ora, è vera danza.

Si sbarca a Seydisfjordur con un tempo meraviglioso,
speriamo che sia il preludio a qualcosa di grandioso.
Cosi è. La contraddizione di questa terra incerta:
ghiaccio, fuoco e mare così vicini tra loro, ci sconcerta.

Così vicini e così intrecciati al punto tale da non tollerare
come si possa vivere in così buona armonia senza bisticciare.
Tutto è stupendo ma l'Islanda nel dettaglio
la descrive meglio Sandro e non mi sbaglio.

Chi è Sandro? Con Franca e Stefano sono i conduttori
fiorentini con l'accento "strascicato da paura"
di questa carovana di chiassosi esploratori
ci hanno condotto in questo viaggio con estrema bravura.

Stefano poi, il loro figliolo prediletto,
traduceva dall'inglese in modo perfetto.
Famiglia allegra, spiritosa, di compagnia, sempre in moto,
ma distrutti al ritorno (vedi foto).

E' il momento di parlare del gruppo, delle persone,
cercherò di essere "soft", qui si rischia la prigione.
Il gruppo è formato da persone eterogenee, simpatiche, che per divertirsi
sono pronte a mettersi in gioco e persino a schernirsi.

Tutto questo, ben intesi, senza mancare di rispetto
perché si sa: in un clima sereno ogni atto é ben accetto.
Ci sono Mauro e Anna molto simpatici e spiritosi,
ma con un difetto: del Parma sono tifosi.

Carlo e Maria di Roma un po' sfortunati
fin dall'inizio la stufa li ha abbandonati
così, per scaldare l'ambiente intorno,
tenevano i fornelli accesi notte e giorno.

Roberto Alessandra Nicolò e Giorgia torinesi
hanno dormito con 60 gradi in camper per asciugare i panni stesi.
I bolognesi Cinzia e Renzo hanno fatto di tutto
per portare gasolio a equipaggi rimasti all'asciutto.

Dalla Sardegna Paola e Francesco ci hanno deliziato
con i loro dolci di sapore prelibato.
I romani Rosa e Fabio chiudevano la "processione"
controllando che nessuno mancasse dalla formazione.

L'avvocato Massimiliano una causa sola ha perso:
quella col tergicristallo, di farlo funzionare non c'è stato verso.
Ma il lucchese, con la moglie Anna, non ha perso il coraggio
e ha percorso tanta strada senza vedere, ed ha terminato il viaggio.

In compagnia dei figli, Diego, milanese, di professione dottore,
si è detto disponibile a difenderci da ogni malore.
Osvaldo e Teresa, bella coppia padovana,
descriverla non basterebbe una settimana.

Entrambi esimi professori
se dovessero giudicare questo scritto sarebbero dolori.
Per mia fortuna in questo viaggio
Osvaldo si è dedicato al fotomontaggio.
E Teresa molto buona non mi ritiene reo
di dover ripetere il liceo.

Il dottor Romano e Laura, piemontesi, hanno occhi lunghi
e persino in Islanda trovano numerosi funghi
che noi tutti cuciniamo in un colossale risotto
e tutti insieme facciamo un gran "casotto".

I romani Luciano e Simonetta
formano una coppia perfetta,
festeggiano l'anniversario durante la vacanza
e offrono da bere a tutti per la circostanza.

Giungeva da Roma Giulio con i genitori Vito e Luciana
che con la radio faceva da ponte a tutta la carovana.
Altri romani D.O.C. Adriana e Maurizio con la loro simpatia
tenevano alto il morale di tutta la compagnia;

Maurizio, col suo repertorio di barzellette e di stornelli,
mi ricordava tanto Paolo Panelli;
mentre Adriana, con la sua aria sbarazzina,
ha traviato anche la timida Marina.

Con Rosa e Francesco siamo partiti da Lomazzo,
Rosa è stupenda ma Francesco è un rompic..
Per il pizzighettonese Claudio (il marinaio)
fare la traversata è stato un vero guaio.

Soffre molto il mal di mare
e all'abbuffata di pesci non può partecipare.
La povera moglie Daniela lo sopporta un pochino,
ma se rinasce si sposa un alpino.

E per finire da Belluno Guerrina e Roberto
con loro non ti annoi, puoi starne certo.
Cantante, umorista, scalatore, alpino,
da Roberto trovi sempre del buon vino.

Mentre dalla dolce Guerrina
trovi sempre un sorriso e un caffè nella tazzina.
E finita così una bella vacanza.
È stata troppo bella per noi che abitiamo in Brianza!

Ma ci resterà per sempre nel cuore
(e qui ci scappa la rima con amore)
Ma è amore sincero che proviamo per tutti voi
che avete condiviso le emozioni con noi.

Baci a tutti.

 

 

 

DEDICATA ALL'ISLANDA

di Francesco Dessy

Mi ispira questo paese un canzone,
un inno di lode per il creato,
che qui ,con sapiente armonia, fonde
gli elementi più rilevanti del plasmato.

Tutto il percorso un universo di colori,
di suoni e di opposti elementi.
Sorgenti fumanti si alternano a ghiacciai gemmati,
deserti silenziosi a cascate irruenti.

Anche la lava, in Islanda, supera se stessa;
con perfetti equilibri e proporzioni
crea sporgenze, archi e colonne ,
sicure dimore di puffin e argentei gabbiani.

Su una spiaggia di finissima sabbia nera
percepisco chiaramente l' infinito e l' oceano,
che strimpella con i ciottoli lucenti una melodia,
mi accompagna nel volo tanto ambito.

Saziandosi d'erbe e bacche dense,
gli animali liberi nei prati
contribuiscono con eleganza all'equilibrio,
non mostran pazzia né ambiscono scoprire altri tratti.

Scioccanti pietraie stimolano la fantasia,
il fanciullino sopito si ridesta, festeggia.
Dopo mesi d'incuria, pigrizia e raziocinio
si trastulla di nuovo con la fantasticheria

Geyser, solfatare, lagune conducono altre l'immaginario
sorpresa, meraviglia, smarrimento!
Girandola di emozioni mi travolgono,
sono felice di questo godimento.