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Primavera 2008 in Libia Cirenaica

18 aprile - 9 maggio 2008

Con un gruppetto di 6 camper ci accingiamo a percorrere la Libia orientale, dalla Cirenaica fino all'oasi di Awjilah (si legge òjila). Ci si imbarca da Salerno e dopo una sosta di alcune ore a Palermo impiegate ad apprezzare la rosticceria e la pasticceria locale, giungiamo alfine a Tunisi. Si percorre rapidamente la Tunisia, non senza una breve sosta ad El Jem con il suo Colosseo, e giungiamo in Libia, dove ci attende Mohammed, la nostra guida libica.

Prima tappa in Libia la visita delle rovine di Sabrata con il suo bellissimo teatro

.A Tripoli invece oltre al bellissimo Museo, visitiamo la medina. La sera andiamo a fare una grande cena di pesce, si compra il pesce, lo si porta al ristorante che lo cucina.

 

 Mentre ci spostiamo verso la Cirenaica facciamo una tappa ad alcune delle strutture del "Grande fiume fatto dall'uomo", un'immensa opera che preleva acqua dalle falde profonde del deserto e la distribuisce nella costa. Qui Mohammed ci illustra la mappa delle tubature.

Poi scendiamo verso il deserto, fino alle tre oasi di Awjilah, Jalu e Jakarrah. Ci colpisce molto l'architettura centro africana della antica moschea di Awjilah, con la struttura in fango e le caratteristiche cupole coniche.

Il gruppo sul tetto della moschea

Una escursione in fuoristrada ci porta a vedere le vicine oasi e le dune, ultime propaggini del Grande Mare di Sabbia

Un pozzo di petrolio fa da sfondo alle dune...

Si ritorna sulla costa e finalmente siamo in Cirenaica. Molto belle le rovine delle città fondate dai Greci

Il tempio di Apollo a Cirene....

... ed un panorama ad Apollonia

Ma anche le rovine di epoca bizantina ci affascinano, dagli splendidi mosaici di Qasr Libya alle suggestive basiliche su promontori a picco sul mare.

Un mosaico di Qasr Libya che rappresenta il faro di Alessandria poco prima del terremoto che lo distrusse

Le scogliere nei pressi di Ras Al Hilal

Siamo giunti quasi ai confini orientali della Libia ed è il momento di volgere i nostri camper verso occidente. Ma il nostri itinerario prevede ancora altre meraviglie. Infatti lungo la strada ci fermiamo a visitare le case troglodite, con i grandi cortili e le fresche stanze scavati nella roccia, poi i granai fortificati di varie tipologie ed infine la "perla del deserto" Ghadames. La sua medina fatta di stradine strette e per la maggior parte coperte evoca i tempi lontani in cui questo avamposto nel deserto ospitava carovane e commercianti (anche di schiavi), e la frescura che vi si trova ci risulta particolarmente gradita, visto che il termometro è salito rispetto alle temperature sulla costa.

Una escursione in fuoristrada ci porta a vedere alcuni luoghi notevoli della zona, i laghi detti "occhi di moscerino" ed un antica fortezza in rovina su cui si narrano leggende di maledizioni e briganti, ma di cui non si conosce l'epoca (romana? berbera?). Ultima tappa alle grandi dune che sono nei pressi dei confini di tre nazioni, Libia, Tunisia ed Algeria, e dove a sera godiamo una buona cena tipica servita sotto il tendone come da tradizione.

 I due laghi di acqua salmastra che ricordano gli occhi del moscerino, dove è possibile fare il bagno.

Le nostre guida alle prese con la chorba

Alcune cicogne si riposano nel deserto

I giorni sono passati e questa volta occorre veramente tornare, prima verso nord fino ad uscire dalla Libya e poi ancora attraverso la Tunisia fino al traghetto che da Tunisi ci riporta a Salerno. Ma il nostro spirito di viaggiatori non si placa e così lungo il percorso ci ritagliamo il tempo per vedere il grazioso porticciolo turistico di Port El Kantoui, per fare una passeggiata nella medina di Tunisi e nel pittoresco villaggio di Sidi Bou Said, senza dimenticare la veloce ma proficua incursione dalla nave ad un'ottima pasticceria e rosticceria nel porto di Palermo.

Foto e testo: Giuseppe Bacci


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