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Marocco

2-23 agosto 2006

L'appuntamento è previsto al porto di Algeciras, per dar modo ai partecipanti di attraversare la Francia e la Spagna ognuno secondo i suoi tempi. Infatti c'è chi è già partito da giorni e sta visitando qua e là questa parte d'Europa. Ci incontriamo in diversi lungo la strada ed alla fine siamo tutti vicino Algeciras la sera prima dell'appuntamento. I traghetti verso Tangeri non hanno tutti il ponte auto molto alto e così ci dividiamo in due gruppi a seconda dell'altezza, una con me e l'altra con Sara per arrivare in Marocco dopo un paio di ore di navigazione.

Inizia così il nostro viaggio attraverso questa terra densa di fascino, ma l'impatto è progressivo, prima Tangeri con la sua atmosfera cosmopolita, poi Meknes e Fes dove le grandi medine ci avvolgono con gli odori, i colori ed i rumori dei mercati arabi, che nascondono nei loro vicoli moschee e scuole coraniche finemente decorate. Bisogna dire che gli odori non sempre sono piacevoli, come quando da una terrazza ammiriamo la lavorazione delle pelli da conciare..., ma ci consoliamo nel visitare un'erboristeria che vende ogni genere di spezie, profumi, farmaci e cosmetici naturali e tradizionali. La sera a Fes è prevista una cena tipica e così in taxi raggiungiamo un esclusivo hotel costruito all'interno di un riad, cioè un antico palazzo di una ricca famiglia, oggi completamente restaurato e riadattato. Ci sistemiamo sulla terrazza ed apprezziamo le specialità marocchine ottimamente cucinate, dal piccione farcito, al couscous con pollo e prugne.

I conciatori di pelli a Fes

Si prosegue ora verso le montagne dell'Atlante che con le loro cime di 2000-3000 metri separano la zona fertile del Marocco dal deserto. Lungo la strada ci si presentano paesaggi inattesi per un paese nordafricano: foreste di alti cedri popolate da colonie di scimmie che si lasciano avvicinare.

Il gruppo (incompleto) tra i monti dell'Atlante

Dopo una sosta alla sorgente blu di Meski, affollata ma sempre gradevole, ci dirigiamo con la nuova strada asfaltata verso le grandi dune di Merzouga, in pieno Sahara. Ma il deserto non ci accoglie nella maniera migliore, un forte vento solleva nuvole di polvere che impediscono le visuale e ci costringono a marciare con i fari accesi ed a bassa velocità. Inoltre la temperatura supera i 45 gradi, ed anche se in generale durante tutto il mese troveremo temperature relativamente basse, qui ed a Zagora, oasi poste ben dentro il deserto, il caldo si farà sentire. Saltata l'escursione in cammello al tramonto per la tempesta di sabbia, in diversi partono di notte per vedere l'alba dalla cima delle dune. Il vento si è calmato e l'atmosfera è suggestiva ed indimenticabile. Poi tutti insieme con dei fuoristrada facciamo un'escursione nella zona, dove un lago temporaneo con dei fenicotteri ricorda la grande alluvione del maggio scorso che ha spazzato via alcuni alberghi.

A Merzouga si fanno mattoni di fango per ricostruire dopo l'alluvione.

A Erfoud facciamo una sosta ai numerosi laboratori che con il locale marmo fossilifero, producono oggetti di notevole bellezza, dai tavolini ai soprammobili, dai lavelli alle grandi lastre con i fossili in rilievo. Poi si prosegue verso le grandi vallate e le gole che solcano l'Atlante nel versante orientale, le gole del Dades, quelle del Todra, le valli del Draa e dello Ziz. Passiamo così un paio di giorni tra valli racchiuse da rosse montagne brulle che delimitano un fondovalle verde di palme e coltivazioni. Sulle alture e sui punti strategici si ergono le antiche kasbha, spesso di forma quadrata con agli angoli quattro torri rastremate, ad indicare chiaramente il loro scopo di granaio fortificato. Ma la loro costruzione in paglia e fango le rende molto deperibili e spesso solo i monconi dei muri si alzano spettrali verso il cielo. A volte le valli si stringono in strette gole con alte pareti rocciose, dove affiora l'acqua dei fiumi che in questa stagione sono in genere asciutti. Insomma godiamo di questi paesaggi che sono caratteristici del Marocco e che non si trovano negli altri paesi nordafricani.

 

Il gruppo davanti alla kasbha di Amrdil

Dopo una sosta ad El Kalea, villaggio famoso per le coltivazioni di rose, dove è possibile acquistare a buon prezzo profumi e saponi di produzione locale, giungiamo a Ouarzazate, che sarà la tappa da cui effettuare alcune escursioni. Visitiamo così gli Atlas Studios, la cinecittà marocchina dove si ammirano gli scenari usati per diversi film famosi, da "Asterix" a "Le crociate", poi a Zagora dove con i nostri camper giungiamo fin sotto le dune, ed ancora la splendida kasbha di Ait Ben Addou.

Dopo Zagora, ai margini del deserto di dune.

Visitiamo poi Marrakech, la capitale del turismo marocchino, con la sua splendida piazza dove saltimbanchi, maghi ed imbonitori intrattengono un pubblico variopinto. Qui a Marrakech ci raggiunge in aereo l'ultimo componente del gruppo, diveniamo così 51 persone in 18 camper, il gruppo più grande finora da noi organizzato.

Dentista ambulante sulla piazza Djema El Fna a Marrakech.

Strette strade di curve ci conducono a Tafraoute, zona di montagna con strane formazioni rocciose dai nomi fantasiosi: il cappello di Napoleone, il leone... Per rendere ancora più strano il luogo un artista belga ha colorato alcuni macigni di granito con vernice rossa e di blu, creando un paesaggio surreale. Molto bella anche la camminata che andiamo a fare nelle vicine gole di Ait Mansour.

Ora ci siamo spostati verso la costa Atlantica con i suoi venti freschi ed umidi. Sosta ad Agadir e poi al grazioso porto di Essaouira, dove è d'obbligo un pranzo a base di pesce nelle bancarelle del porto. Anche la visita alle mura ed il reticolo di strade cosparse di negozietti che vendono oggetti di buon artigianato ci fanno passare un piacevole pomeriggio.

Siamo ormai sulla via del ritorno, ma dopo una sosta alle fabbriche di ceramiche di Safi, il destino ci attende qualche chilometro dopo El Jadida, ad interrompere una vacanza fin qui trascorsa piacevolmente con un clima estivo insolitamente fresco ed in allegra compagnia.

Alle 4 del pomeriggio, su un rettifilo trafficato un'auto in senso contrario esce in un impossibile sorpasso tra il mio camper ed il secondo della colonna. L'urto frontale è inevitabile e violentissimo, i nostri due amici riportano delle brutte fratture e devono essere ricoverati in ospedale. Dopo essersi prodigato nei soccorsi il gruppo riparte verso Tangeri e l'Italia, mentre io e Sara assistiamo gli infortunati in clinica prima ad El Jadida e poi a Casablanca fino all'arrivo dall'Italia dei figli. Dovranno passare diversi giorni di ricovero prima che possano far ritorno in aereo a casa.

Rimane un senso di impotenza, ci si chiede cosa si poteva fare per evitare l'incidente, ma non vi sono risposte, rimangono inspiegabili le cause. Da una parte si maledice la sfortuna di subire un evento così imprevedibile, dall'altro si ringrazia la buona sorte per un esito che per i nostri amici poteva essere molto più grave.

Giuseppe Bacci

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