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Marocco
4 - 22 agosto 2008
Testo di Sandro Nannucci - Foto di Gianni Baceda


Paese dal fascino primitivo, il Marocco, dove usi, costumi e modi di vita, oltre a variare profondamente dalle zone più remote alle grandi città, si incontrano, e più spesso si scontrano, con le ultime conquiste della società occidentale quali la televisione (e le parabole per ricevere i canali satellitari), i recipienti in plastica (soprattutto sacchetti), le automobili ed i camion.

Succede così che il mezzo di trasporto e di lavoro di gran lunga più utilizzato sia il somaro, indifferentemente cavalcato da vecchi e giovani, maschi e femmine fino dalla più tenera età, che si mischia con le persone nelle brulicanti medine e si scontra col traffico automobilistico, ancora scarso, lungo le strade ed ai bordi di queste.

Superato il caotico traffico della città di Tangeri, dove il gruppo è sbarcato, il viaggio inizia con la visita delle rovine di Volubilis, il sito archeologico di epoca romana più importante di tutto il Marocco, e prosegue con la visita di Meknès dove si iniziano a conoscere alcune delle principali realizzazioni dell'architettura marocchina. Elevata a rango di capitale nel 1672 dal sovrano Moulay Isama'il, la città conobbe un periodo fiorente, che vide la costruzione di imponenti edifici ed opere pubbliche, protrattosi fino alla morte del sovrano ismailita, avvenuta nel 1727.

artigiano marocchino

Il delicato lavoro di un artigiano marocchino

La tappa successiva è costituita da Fes una delle quattro (assieme a Meknès, Rabat e Marrakech) città imperiali. La visita della medina di questa città, dove ci soffermiamo nella medersa Bou Inania, ci proietta immediatamente in un'altra dimensione temporale. La densità delle persone, le ridotte dimensioni dei negozi e delle botteghe artigiane, la quantità di animali utilizzati per il trasporto di cose e persone, il frenetico scambio di voci ed i vari settori in cui è organizzato il souq, tra i quali spicca quello dei conciatori, dove le pelli degli animali, raccolte dalle varie macellerie, vengono tosate, sgrassate con la soda caustica, conciate in tini in muratura, lavate e commercializzate, un ambiente pervaso di odori di spezie mischiati a quelli delle innumerevoli merci esposte in vendita ci trasferisce in un mondo difficilmente immaginabile.

Ma il Marocco significa anche deserto e l'escursione nell'oasi di Merzouga fa conoscere anche questo aspetto del paese, dove le dune di sabbia si rincorrono mosse dal vento che libera sottili veli di granelli dorati dalle creste delle colline mobili.

dune di merzouga

A passeggio in cammello a Merzouga


L'escursione coi fuoristrada consente di farsi un'idea di quello che è l'immenso deserto sahariano, e la visita ad un villaggio, dove assistiamo ad uno spettacolo musicale, ci permette di apprezzare ancora meglio le tradizioni marocchine. Nella medesima zona vengono estratti, da numerose cave, animali marini fossilizzati che, levigati come il marmo, vengono utilizzati come pannelli decorativi di varie forme e dimensioni, soprammobili, fermacarte ed altri oggetti.

La prosecuzione del viaggio ci porta a conoscere nuovi aspetti della realtà marocchina: le gole del Todra e quelle del Dades, create dai rispettivi corsi d'acqua che scendendo attraverso i massicci calcarei per arrivare agli altopiani,. hanno creato strette gole di straordinaria bellezza. La strada costeggia i palmeti nati nel fondovalle, supera strette insenature ed a tratti si arrampica sulle pendici delle gole offrendo spettacolari scorci di suggestiva bellezza.

kasbha marocchine

La kasbha di Ait Benaddou domina la valle dello Ziz

Successivamente è la volta della cittadina di El Keala, famosa per la lavorazione delle rose che la tradizione vuole portata dai pellegrini di ritorno dalla Mecca, ad essere visitata dal gruppo. La produzione di acqua di rose, molto apprezzata dai marocchini ed impiegata nell'industria profumiera, è la principale attività della zona e le rose sono al centro della festa di primavera, epoca della raccolta di questi fiori, che coinvolge per tre giorni gli abitanti della città e dei dintorni.

E' quindi la volta di Marrakech, dove visitiamo, tra le altre cose, le tombe dei sauditi e la medersa di Ali ben Youssef, l'unica città al mondo a dare il nome al Paese di cui è capitale, un tempo meta delle carovane di cammelli provenienti dal Sud, l'oasi era uno dei luoghi più belli che molti avessero mai visto. Oggi è una delle maggiori attrazioni turistiche, con il suo souq e la sua piazza perennemente animata da venditori e giocolieri, cantastorie e incantatori di serpenti, rappresenta la sintesi dello spirito marocchino.

piazza Djem El fna a Marrakesh

La vivacissima piazza Jem El Fna attira non solo i turisti ma anche gli abitanti di Marrakech


Ci aspetta successivamente un tuffo in una delle zone più aspre e selvagge di tutto il Marocco: la cittadina di Tafraoute si trova infatti nella parte meridionale dell'Anti Atlante, una regione montuosa tanto affascinante quanto isolata. I monti brulli e scoscesi, i greggi di capre, la vegetazione spoglia e rada, la quantità di piante grasse che nascono spontanee tra i sassi costituiscono, agli occhi del viaggiatore, altrettanti motivi di fascino.

capre su arganier

Capre che si arrmpicano a mangiare le foglie di un albero di argan

Da qui riprende il viaggio in direzione Nord per puntare, sempre a tappe, verso Tangeri e l'imbarco per la Spagna. Prima meta è la cittadina litoranea di Essaouira, con il suo porto animato da un grande numero di pescherecci di varie dimensioni che riforniscono incessantemente le banchine di una grande quantità di pesce fresco. Qui il gruppo, oltre alla doverosa visita alla città, si lascia coinvolgere dalle tradizioni locali che prevedono l'acquisto del pesce dai banchi per essere immediatamente cucinato e consumato in piccoli ristoranti disseminati nei pressi del porto.

moschea Hassan II

La moderna moschea di Casablanca

La nuovissima, enorme, moschea di Hassan II, a Casablanca, rappresenta l'ultimo tuffo nel mondo islamico: le dimensioni e la ricchezza del maestoso edificio costituiscono un fattore di evidente contrasto con la realtà marocchina ma esprimono con chiarezza la volontà autocelebrativa dell'edificio.

Infine Rabat, l'attuale capitale del Marocco, richiama alla mente le vestigia di un passato che la vide fiorire quando iniziò ad essere popolata da musulmani in fuga dalla Spagna cristiana, pirati mori ed altri avventurieri provenienti da varie parti del mondo.

L'imbarco a Tangeri ed il ritorno in Spagna concludono questo viaggio che, sebbene impegnativo, ci ha portati a conoscere da vicino una realtà per certi aspetti assai lontana dalla nostra cultura e dal nostro modo di vivere.

 



 

 

 

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