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Marocco
20 dicembre 2008 - 8 gennaio 2009


Ci imbarchiamo a Genova per raggiungere facilmente la nostra destinazione senza dover guidare attraverso mezza Europa. La nostra nave è grande e moderna, ma rimaniamo scontenti dei servizi a bordo, delle lunghe file al self service per i pasti (inclusi). Ci consoliamo con le voci che dicono che la nave dell'altra compagnia è anche peggio... Comunque dopo due giorni di forzato riposo, sbarchiamo infine in terra d'Africa.
Il primo giorno aggiungiamo al programma una passeggiata per la cittadina di Asilah, con la sua piacevole medina affacciata sul mare e decorata da moderni artisti con interessanti murales. Seconda tappa alle rovine romane di Volubilis, testimoni di un'epoca in cui il nord Africa era il granaio dell'impero.

Il gruppo tra le rovine di Volubilis

Irrinunciabila la Visita di Meknes e Fes, il cui passato di capitali imperiali ha lasciato splendide testimonianze artistiche, dalle moschee alle mederse (scuole coraniche) finemente decorate, dai palazzi alle porte sulle mura. Naturalmente ci immergiamo nei labirintici mercati, dove si vende di tutto, soprattutto prodotti artigianali giustamente rinomati come i migliori del Nord Africa.
Passiamo la notte di Natale al campeggio di Fes, organizzando una splendida tavolata (fatta di tavolini) tra i nostri camper. La sera prima abbiamo invece provato la raffinata cucina marocchina in uno sfarzoso ristorante della medina, con spettacoli musicali, danze ed anche i giochi di un prestigiatore.

Si prepara la tavolata di Natale

Avevamo qualche preoccupazione per la percorribilità dei valichi, nella settimana passata un'ondata di maltempo ha colpito il Marocco causando alluvioni e abbondanti nevicate. Ma ormai il sole splende deciso e così apprezziamo i paesaggi alpini della zona di Ifrane sotto la neve, ma sempre abitati da colonie di scimmie.

Musicisti originari del Mali nei dintorni dell'erg Chebbi

Nei giorni seguenti si visita il deserto, che in Marocco assume aspetti molto vari. Si passa infatti dai valichi dell'Atlante a 2000 metri ai vasti altipiani sassosi ed alle grandi estensioni di dune sabbiose. In mezzo le profonde gole che solcano le montagne, dove i fiumi permettono l'irrigazione e le coltivazioni a fondo valle, mentre le pareti risaltano per il colore rossiccio della roccia nuda. In questi paesaggi già splendidi l'uomo ha aggiunto delle costruzioni in fango e paglia che si ergono, spesso con torri, tra le rocce sopra le palme: le kasbha.

Una kasbha nella valle del Dades

E' sicuramente la parte più "esotica" del viaggio, dove si trovano anche gli oggetti a miglior prezzo, dai bellissimi fossili lavorati, ai minerali ed alle preparazioni cosmetiche a base di essenza di rose o di olio di argan.
Si ritorna ormai verso nord, alla grande Marrakech che riesce sempre a stupire per l'atmosfera senza tempo della grande piazza che ospita saltimbanchi, cantastorie, truffatori, ammaestratori di serpenti e di scimmie, contornati da bancarelle fumanti che preparano carne alla brace o spremute di frutta.

Un vasaio al lavoro sul tornio a pedale

Poi ancora lungo la costa atlantica, nella piacevole medina di Essaouira, circondata da possenti mura ancora munite di antichi cannoni e dove facciamo una grande mangiata di pesce fresco, acquistato e cucinato sul porto. Più a nord fino a Safi, dove ci attardiamo non solo nelle rinomate fabbriche di ceramiche, ma anche nei vicoli della medina che si presentano molto vivaci e poco turistici.

Si cucina il granchio sul porto di Essaouira

Il sole ci regala una piacevole sosta sulle sabbie di Oualidia, dove le grandi onde dell'oceano penetrano appena tra i sinuosi bassifondi della laguna che ospita coltivazioni di ostriche. Putroppo uno di noi dimentica un borsetto con passaporto e soldi sulla spiaggia. Il giorno dopo ritroverà il passaporto ma non i soldi...
A Casablanca passiamo la mattinata visitando la grandiosa moschea moderna dedicata ad Hassan II. Colpiscono le enormi dimensioni e le fini decorazioni in stile tradizionale. Anche a Rabat ci fermiamo a vedere le vestigia del passato di capitale e di base dei pirati, fermandoci alla fine a gustare un riposante tè alla menta nei giardini della kasbha degli Oudaias.

L'interno della moschea di Casablanca

L'ultimo giorno ci resta il tempo per una piacevole gita in barca in una laguna famosa per gli uccelli, dove si fermano fenicotteri, anatre, cormorani e gabbiani in grandi quantità. Un ultimo giro per i souk della medina di Tangeri e siamo di nuovo in nave per il lungo rientro a Genova.

In barca nella laguna in cerca degli uccelli

Ci rimangono dei piacevoli ricordi, soprattutto di un gruppo interessato alla conoscenza di questo paese, ma sempre sensibile e discreto. Indimenticabili le prelibatezze gastronomiche uscite dai camper del gruppo, dai nocini, limoncelli e zollette di zucchero di Giancarlo, al tonno di Rino, alle ottime paste ed antipasti che hanno allietato le nostre serate. In confronto i pasti sulla nave sono stati assai tristi, ma anche lì ci siamo consolati con qualche partita a burraco...

Testo e foto: Giuseppe Bacci

Vedi anche il programma ed il programma breve


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