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Argentina, Patagonia, Terra del Fuoco
19 nov. - 4 dic. 2011

Siamo partiti da vari aeroporti italiani per ritrovarsi tutti e 29 all'aeroporto di Fiumicino, dove il volo per Buenos Aires parte con alcune ore di ritardo. Negli aeroporti argentini infatti vi sono dei problemi legati alla nuvola di ceneri che un vulcano cileno sta eruttando.
Comunque arrivamo a Buenos Aires e visitiamo questa grande metropoli.


Il pittoresco Caminito nel quartiere de La Boca.


Il gioco del calcio è nel cuore dei "portegni". Futuri Maradona?


L'obelisco, centro della città e punto di riferimento per il nostro hotel


Un pappagallo intrattiene i clienti in un negozio.


Il recipiente usato per il "mate", bevanda nazionale simile al te verde


Gauchos a cavallo all'estancia Santa Susana, a nord di Buenos Aires

Abbiamo fortuna a raggiungere in volo Puerto Madryn nell'unico giorno senza ceneri vulcaniche. Ci attende la penisola Valdes, luogo di nidificazione di leoni ed elefanti marini, pinguini, otarie e grandi balene.


Elefanti marini riposano sulle spiagge della penisola Valdes


Antico faro alla punta Delgada


La balena che ci ha intrattenuto con il suo piccolo ci mostra la possente coda a pochi metri dalla nostra barca

Quando dobbiamo raggiungere El Calafate, l'aeroporto è di nuovo chiuso. Partiamo quindi in bus per fare 1400 km in circa 22 ore. Sarà dura, ma il gruppo è ottimista e riusciremo a non perdere nulla delle attrazioni del lago Argentino, incluso il ghiacciaio Perito Moreno. In questa zona delle Ande grandi ghiacciai scendono a valle e raggiungono il lago, mentre poco a nord, a El Chalten, si trovano alcune delle vette più famose tra gli alpinisti, il Fitz Roy ed il Cerro Torre.


Un condor in volo tra le Ande


Icebergs nel lago Argentino


Il ghiacciaio Perito Moreno ha interrotto da un mese con la sua massa di ghiaccio il lago, causando un dislivello tra le due parti. Tra alcuni mesi la pressione dell'acqua scaverà un tunnel fino allo spettacolare crollo del ghiacciaio.


La caduta di un grosso masso di ghiaccio dalla parete del Perito Moreno

Di nuovo in aereo verso l'estremo sud, la cittadina di Ushuaia, la fine del mondo, che si affaccia sul canale Beagle e sulle terre più australi, ormai meta turistica anche perchè punto di partenza per le crociere verso l'Antartide.


Il gruppo ad Ushuaia, la città più australe del mondo


Una colonia di otarie nel canale Beagle, si lascia fotografare dai turisti


Il faro Les Eclaireurs nel canale Beagle

Infine le cascate dell'Iguazu, che il gruppo le apprezza come il degno finale di un viaggio costellato di luoghi meravigliosi. Siamo preparati al cambio di clima, dai ghiacci della Terra del Fuoco al clima tropicale del Brasile (il nostro hotel si trova sul lato Brasiliano delle cascate), e due giornate di splendido sole ci fanno apprezzare appieno la spettacolarità del luogo. Con un'altezza tra i 60 e gli 80 metri queste cascate si estendono per una lunghezza di 2,7 km


Una parte della cascate dell'Iguazu, viste dal lato brasiliano

Non ci resta che affrontare il lungo ritorno in aereo, diretto per l'Italia. Il gruppo, che ringraziamo, è stato splendido soprattutto nell'affrontare i disagi dell'imprevisto trasferimento in bus. Ma possiamo dire di aver visto tutta la Patagonia, metro per metro....

 


Il gruppo alla cascate dell'Iguazu