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Samarcanda

5 - 12 aprile 2012

Samarcanda è una meta mitica per i camperisti, rappresenta una meta ultima sulla via della seta, dopo c'è solo la Cina. Noi vi abbiamo pensato da molto tempo, ma le notizie sulle strade per raggiungerla non erano rassicuranti: migliaia di chilometri con strade dissestate, voragini più che buche. La strada attraverso le ex-repubbliche sovietiche, al nord del mar Caspio, è quanto mai dissestata ed obbliga a tempi di percorrenza molto lunghi, mentre quella attraverso Turchia ed Iran anche se attraverso strade leggermente migliori ha i problemi legati alla fideiussione per l'importazione del veicolo in Iran. Comunque noi abbiamo scelto la via più comoda, lasciare per una volta il camper e volare in Uzbekistan per visitare questo splendido paese in hotel e bus.


L'ingresso delle mura di Khiva

Dopo essere arrivati nella capitale Tashkent ci trasferiamo, sempre in volo, a Khiva. Qui incontriamo Ravshan, la nostra guida che con un italiano perfetto, con pazienza e perizia, ci farà scoprire le meraviglie del paese.

L'antica città di Khiva ci introduce alle architetture tipiche dell'Asia centrale. Moschee ma soprattutto grandi madrase, scuole coraniche che sono state nei secoli importanti centri di cultura. La fama degli scienziati che qui si sono formati è giunta fino in Europa. Si pensi ad Al Khorezmi, insigne matematico che ha dato nome all'algoritmo ed all'algebra (dal titolo di un suo libro, Al Jebr). Khiva, cinta da antiche mura sorprende per l'atmosfera rilassata, dove sporadici turisti si mescolano ai novelli sposi nelle piazze ornate da splendide facciate ed alti minareti conici.


La moschea di Juma a Khiva, con le sue colonne di legno intagliato

Da Khiva il nostro bus ci porta attraverso una pianura irrigua con campi di cotone e di riso, ottenuta tramite canalizzazioni dell'acqua dell'Amu Dayra, il grande fiume che attraversa questa piana desertica. Dopo una giornata di chilometri, buche e lavori giungiamo a Bukhara, altra tappa obbligata lungo la via della seta. La piazza principale si raccoglie intorno ad una grande vasca, residuo di un vasto sistema idrico che con decine di vasche assicurava l'acqua a tutta la popolazione.


Il palazzo di Nadir Divanbegi si specchia sulla vasca della piazza Lyabi Hauz di Bukhara


Il portale di una medrasa di Bukhara


Andando verso Samarcanda ci fermiamo il pomeriggio a visitare Shakisabrz, la città natale di Tamerlano. Il grande sovrano ha portato questa cittadina al livello di capitale, qui aveva approntato il suo sepolcro, accanto a quelli dei suoi figli che erano morti prima di lui. Ma poi la sua morte a nord di Samarcanda aveva causato la sua sepoltura in quest'altra città, dove riposa ora.


Ragazze in gita scolastica


Il monumento a Tamerlano si staglia contro i resti dell'ingresso del suo palazzo reale, il palazzo bianco, a Shakhrisabz


A Samarcanda molti monumenti ricordano il suo passato glorioso, prima tra tutti la splendida piazza del Registan, circondata da pregevoli madrase. Ma anche i moderni mercati ed i mausolei sono stupefacenti.


La famosa piazza del Registan a Samarcanda


La medresa Tilla-Kari ha una moschea ricca di decorazioni in oro


Ragazze col vestito tradizionale


Cupola scanalata della medresa Sher Dor


Per ultimo ritorno a Tashkent e visita di questa città simbolo dell'epoca sovietica e post-sovietica.

In questa città è custodita tra l'altro una importante reliquia del culto islamico: il primo corano scritto, originale del VII secolo, e punto di riferimento per tutta la dottrina islamica.



Il gruppo davanti al Registan di Samarcanda