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Agosto 2005 in Siria e Giordania

Il Mappamondo C.T.A.

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Turchia, Siria e Giordania 3 agosto - 29 agosto 2005

 

La partenza del gruppo è prevista per il 3 agosto, ed in diversi mi telefonano per sapere la situazione dopo gli attentati di Londra e Sharm el Sheik. Ma non vi sono motivi di allarme, Siria e Giordania rimangono tranquille e gli attentati non hanno nessuna relazione con i luoghi toccati dal nostro viaggio. Semmai è una bomba scoppiata a Cesme che può dare qualche preoccupazione, ma la Turchia la attraverseremo rapidamente. Nonostante gli allarmi ed il clima psicologico degli ultimi giorni di luglio, il gruppo rimane tranquillo, ed abbiamo una sola rinuncia.

Quindi siamo all'imbarco di Brindisi in 42 con 15 camper, ma il gruppo si completerà dopo alcuni giorni, ad Adana, dove Claudia e Marco ci raggiungono in aereo. Abbiamo un folto gruppo di giovani, 12 ragazzi tra i 13 ed i 22 anni, ed un paio di giovanissimi sotto i 10 anni che si dimostrano però sempre instancabili e pieni di entusiasmo (come i loro genitori...).

Dopo la veloce traversata della Turchia, senza però rinunciare ad un bagno nel lago di Egridir, arriviamo in Siria, ed impieghiamo alcune ore per passare la frontiera. Dal giorno dopo si iniziano a visitare le meraviglie di questi luoghi. In pullman giriamo per Aleppo, con la cittadella, le vestigia romane ed i vicoli del mercato. Proseguiamo verso l'Eufrate, sopra la diga Assad fino al bel panorama di Qulat Jabar, su un promontorio sul lago. Anche Sergiopoli ci colpisce, non solo per il caldo (ci fermiamo all'ora di pranzo), ma per l'estensione del campo di rovine in mezzo ad una zona di deserto piatto. Giustamente famosa Palmira, con le file di colonne, le tombe, i templi e la fortezza araba e la sera una cena con spettacolo musicale che coinvolge il gruppo nelle danze.

Ci si riposa poi passando tre notti nel bel campeggio di Damasco: acqua a volontà, docce, uno stupefacente prato verdissimo ed il proprietario molto disponibile che procura pane, cambio valuta, taxi, acqua minerale. Ma di giorno in bus visitiamo Damasco, prima la moderna moschea sciita di Zaira, frequentata da musulmani ortodossi, poi il museo archeologico, la moschea Omayyade, la casa Azem ed il mercato forse ancora più interessante di quello di Aleppo. La sera cena con danza dei dervisci, che ruotano all'infinito su se stessi per sentirsi più vicini a Dio. Il giorno dopo facciamo un'escursione in Libano a vistare le monumentali rovine di Baalbeck, uno dei più importanti oracoli di epoca romana, visitato anche dagli imperatori.

Ancora verso sud, dopo una sosta a Bursa, dove castello che rivela al suo interno un teatro praticamente intatto, recintato in epoca araba con mura e torri. Entriamo infine in Giordania, dove spesso la polizia ci scorta. Già 5 anni fa avevamo avuto le stesse attenzioni, ed anche nei bus dei viaggi organizzati ci dicono che spesso salgono dei poliziotti. Noi, a parte qualche problema nell'adeguare la nostra velocità a quella della scorta, ci abituiamo ai nostri accompagnatori anche se ci sembrano un poco troppo premurosi, specie quando la nostra colonna viene preceduta da un mezzo militare con mitragliatrice. Ma anche questa diventerà una storia da raccontare. Si visita Gerasa, altra bella città di epoca romana, poi diretti fino ad Aqaba, sul mar rosso.

Finora non abbiamo sofferto il caldo, certamente a metà giornata il sole picchia e la temperatura sale intorno ai 40 gradi, ma il clima secco e l'altitudine (si sta sempre intorno ai 700-800 metri) assicurano serate fresche. Anche il vento costante che tira nel deserto aiuta a superare le ore più calde. Ma ad Aqaba, come immaginavamo, il caldo si fa più afoso, di giorno siamo intorno a 46-48 gradi e la sera verso i 38-40. Ma il gruppo dimostra tutta la sua inventiva per riuscire a dormire: chi utilizza ventilatori potenziati, chi apre tutte le finestre ed anche le porte, chi dorme all'aperto, chi sulle sdraio del campeggio coprendosi con asciugamani bagnati. Ma il giorno si fa il bagno e si arriva in poche bracciate alla barriera corallina splendida nella sua varietà di coralli colorati e dei sui pesci: vediamo anche una tartaruga marina.

Da Aqaba andiamo a "rinfrescarci" nel deserto di Wadi Rum dove con i fuoristrada giriamo tra rocce scavate dal vento, dune di sabbia dai diversi colori, archi naturali e spaccature nella roccia. Risalendo verso nord ci fermiamo a Petra, la famosa città perduta, dove la bellezza del luogo fa dimenticare la fatica di una camminata di 10 km e la salita fino al monastero, immenso tempio scavato nella roccia.

Ormai siamo sulla via del ritorno, ma percorrendo l'antica strada dei re ci gustiamo i grandi paesaggi ed i canyon che solcano questa regione. Ancora una sosta a Kerak, con il castello, poi Madaba con i mosaici della chiesa di San Giorgio e di Monte Nebo. Non possiamo rinunciare al bagno nel Mar Morto, un obbligo per il turista, dove si galleggia talmente da risultare difficile anche nuotare, ma dove ogni minima escoriazione ci ricorda bruciando quanto l'acqua di questo mare sia ricca di minerali.

Prima di lasciare la Siria facciamo un giro nel deserto orientale, andando a visitare i cosiddetti castelli, suggestivi ruderi che hanno visto anche Lawrence d'Arabia.

In Siria, dopo una mezza giornata a Damasco per le ultime spese, ci spostiamo a vedere il crac dei cavalieri, possente fortezza dei crociati praticamente imprendibile e giunta a noi intatta. Ultime soste ad Hama, con le spettacolari norie sull'Oronte (ruote per l'irrigazione), ad Apamea (città romana) ed a San Simeone, chiesa bizantina costruita sul luogo dove il santo viveva in cima ad una colonna.

Ormai si ritorna in Turchia dove il costo del carburante, maggiore dell'Italia, ha invogliato alcuni di noi a comparare e riempire prima del confine delle taniche di carburante, visto che in Siria con un euro si fanno circa 7 litri di nafta. Dopo un giorno di sosta ad un campeggio sul mare vicino Adana ed un altro prima della partenza da Cesme, ci si imbarca alla volta dell'Italia.

E' tempo di bilanci: siamo molto soddisfatti, il gruppo è stato molto affiatato e pronto a superare qualsiasi difficoltà, che per altro non si è presentata spesso. Durante tutto il giro abbiamo avuto solo una foratura a Palmira (arrivando al campeggio e risolta senza muovere il camper) ed una cinghia del condizionatore rotta 200 km prima di arrivare al porto di imbarco (quando ormai non faceva più caldo): praticamente nessun guasto in 15 camper che hanno percorso fuori dall'Italia circa 6500 km.

Il caldo che preoccupava prima della partenza non si è sofferto, eccetto ad Aqaba, che è però diventata una cosa da raccontare agli amici. La cordialità dei giordani e soprattutto dei siriani ci hanno fatto sentire a nostro agio e ci hanno fatto dimenticare i timori del terrorismo.

Siamo ritornati ai nostri affanni quotidiani ma ci è restata la nostalgia di quelle chiacchierate serali in mezzo ai nostri camper con davanti una bottiglia di grappa o di vino, oppure dolci arabi o leccornie emerse dai gavoni dei nostri camper. Ma anche nostalgia delle frecce dimenticate, dei dossi non visti, della scorta della polizia, dei camaleonti, e perchè no, anche di quel bel ... caldo di Aqaba, mentre da noi cominciano le piogge d'autunno.

Giuseppe

P.S. Presto mi consolerò, ripartendo con altro gruppo sullo stesso percorso, ma Aqaba sicuramente non sarà più la stessa...

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