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Ottobre 2005 in Siria e Giordania

Non solo camper viaggi

di Camper e Giramondo

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Turchia, Siria e Giordania 1 ottobre - 26 ottobre 2005

 

E' passato appena un mese dal mio ritorno dal Medio Oriente fatto ad agosto e mi ritrovo contento di partire nuovamente per lo stesso itinerario. Questa volta i ragazzi non saranno con me in quanto impegnati con la scuola, mentre Sara mi raggiungerà in aereo direttamente a Damasco.

Siamo in 15 camper, ma senza nessun ragazzo, solo 31 adulti. La nave parte da Ancona ed il percorso fino a Cesme è molto lungo, oltre due giorni che passiamo tra chiacchiere e dormite. Si sbarca infine in terra d'Asia e subito ci muoviamo per raggiungere la Siria, con due giorni di trasferimento attraverso i bei paesaggi dell'altopiano turco.

Cominciamo ad avere le prime avvisaglie del ramadan, il mese islamico del digiuno e della preghiera. Di giorno infatti i negozi sono spesso chiusi, niente vendita di spuntini a portar via, solo qualche pasticceria, mentre la notte lunghe preghiere dagli altoparlanti dei minareti e rullo di tamburi. Subito dopo il tramonto, quando finalmente i musulmani possono interrompere il digiuno che dura dall'alba, tutto chiuso, a volte persino le pompe di benzina, e nessuno per strada. Per tutto il viaggio il ramadan influenzerà i nostri orari ed i nostri sonni che si dovranno adeguare ai poco prevedibili orari imposti dalla religione in questo mese.

Comunque ci armiamo di pazienza ed entriamo in Siria dopo circa 8 ore passate tra file, timbri, firme, cambi, tasse e mance. Riusciamo a visitare le rovine di San Simeone che subito ci fanno capire quali meraviglie archeologiche possa riservare il Medio Oriente. Perchè questo santo eremita del 5° secolo che ha passato alcuni decenni della sua vita in cima ad una colonna sia diventato il protettore dei camperisti ci risulta oscuro, ma restiamo affascinati dalle rovine dell'immensa basilica e dalla stranezza della sua storia.

Il clima ad ottobre è piacevole, abbastanza caldo di giorno, un poco più fresco di notte, ma l'ora legale in Siria e Giordania è finita e così ci ritroviamo con il tramonto alle 17.00, che ci costringe ad anticipare le nostre partenze mattutine per sfruttare meglio le ore di luce.

Istruiti dalla nostra guida Elia, che come si capisce dal nome è di religione greco-ortodossa, visitiamo Aleppo, il museo e la cittadella, mentre per il mercato il ramadan ed il fatto che è venerdì ce lo fanno trovare gran parte chiuso: ci rifaremo a Damasco.

Si riparte verso est fino all'Eufrate ed alla bella fortezza di Qulat Jabar sulle rive del lago artificiale formato dalla grande diga Assad. Poi attraverso il deserto verso Sergiopoli racchiusa tra mura ancora quasi integre, con la sua basilica a San Sergio e la porta nord ricca di decorazioni. Ci incamminiamo quindi verso sud per raggiungere Palmira e dobbiamo passare attraverso un paese dove vi sono stati episodi di lancio di sassi da parte dei ragazzini. Questa volta, dopo aver dato istruzione di regalare caramelle e biscotti ai ragazzini lungo la strada, mi metto in ultima posizione. Ma al nostro passaggio, forse perchè ricordano il gruppo di agosto, forse perchè questo gruppo è molto prodigo ed in un paio di minuti lascia vari chili di biscotti e caramelle, una folla di ragazzini ci accoglie festante, in difficoltà sul dove tenere i dolci ricevuti dai quattordici camper che mi precedono. Insomma questi terribili ragazzini lancia sassi si rivelano bambini come tutti gli altri e di sassi neanche l'ombra, se non altro perchè avevano le mani occupate per prendere biscotti e caramelle. Qualche battuta sull'aumento delle carie dentali nel paese e siamo passati. Arriviamo a Palmira per il tramonto e raggruppandoci su 5 camper arriviamo al forte islamico da cui si gode il panorama sulle rovine dell'antica città e sulla valle delle tombe. La sera cena tipica sotto la tenda tra canti e balli.

Giungiamo poi a Damasco, con la moschea omayyade, il museo, la casa Azem e questa volta il grande mercato coperto che si snoda tra i vicoli della città vecchia. Il giorno dopo escursione verso il Libano alle imponenti rovine di Baalbeck nella valle della Beckha, qualche problema alla frontiera dove il nostro visto collettivo comprende 31 persone, ma una coppia è rimasta in campeggio colpita dalla maledizione di Montezuma (= dissenteria) e quindi mancano all'appello. Ma con una buona mancia tutto si risolve. La maledizione di Montezuma ci colpirà durante tutto il viaggio in forma più o meno lieve passando da una persona all'altra, me compreso, senza alcun nesso apparente con il cibo mangiato.

La notte Sara ci raggiunge in aereo e resterà con noi fino al nostro ritorno a Damasco, quando insieme a Fernanda, richiamata in Italia da problemi familiari, volerà di nuovo verso casa.

Passiamo in Giordania, dove a differenza delle volte precedenti non ci aspettano per scortarci durante i nostri spostamenti. In effetti avremo un paio di episodi di sassi lanciati da ragazzini con conseguenti ammaccature delle pareti dei camper e forse questo era il motivo per cui veniva assegnata la scorta. Dopo una sosta a Gerasa con la sua splendida piazza ovale e la via colonnata, andiamo subito verso l'estremo sud, fino al mare di Aqaba.

Ad Aqaba fa abbastanza caldo, ma tutto sommato è piacevole, così si passa il tempo tra un bagno e l'altro, incontrando pesci e tartarughe e facendo anche qualche incontro troppo ravvicinato con i ricci neri dai lunghissimi aculei. Insieme ad altre tre persone io vado a fare un'immersione subacquea sul relitto della Cedar Pride, un mercantile affondato anni fa vicino alla barriera corallina e che si sta ricoprendo di coralli e gorgonie su un fondale di 25 metri. Nel frattempo gli altri si godono un giro sulla barca dal fondo di vetro ammirando anche il relitto.

Prossima tappa Wadi Rum dove ci aspettano gli scalcinati fuoristrada aperti che ci permetteranno comunque di godere pienamente dei grandi paesaggi che rendono famoso questo luogo. Vediamo così archi naturali, dune, montagne di arenaria scolpite dal vento, antiche iscrizioni e gole fino ad aspettare il tramonto sulle ampie vallate sabbiose. Da Wadi Rum ci spostiamo a Petra dove ci facciamo allettare dalla proposta di "Petra by night". In un gruppetto andiamo a fare questa camminata notturna fino al tesoro, ma si tratta solo di un cammino illuminato da centinaia di candele ed uno spettacolo in tono minore di musica e danza beduina. Per fortuna la luna piena ci ha permesso di ammirare il suggestivo paesaggio notturno, ma torniamo abbastanza delusi per quello che invece poteva essere uno spettacolo suoni e luci molto migliore.

Il giorno dopo rientriamo per il giro classico di Petra che nel nostro caso comprende tutto l'itinerario fino al museo e poi la salita al monastero, in tutto circa 10 km ed un dislivello di 400 metri. Qualcuno sale sull'asino, altri a piedi ma quasi tutti arriviamo in cima, anzi un gruppetto di allenati camminatori sale anche sulla montagna di fronte per ammirare altre tombe e l'altare dei sacrifici. Comunque il fascino di Petra rimarrà nei cuori di tutti.

Si risale ormai verso nord, percorrendo la strada dei re con il suo sali scendi attraverso vallate e paesaggi spettacolari, fino al possente castello crociato di Kerak. A Madaba vediamo i mosaici della chiesa di san Giorgio ed anche quelli della chiesa sul Monte Nebo, affacciata sulla depressione del Mar Morto. Scendiamo quindi fino alle rive di questo strano mare, per fare un bagno e provare lo strano galleggiamento che obbliga a movimenti diversi dai soliti per nuotare. In compenso in questo buco di 400 metri sotto il livello del mare fa più caldo e si sta in costume nonostante abbiamo incontrato le prime nuvole del nostro viaggio.

Il clima è rinfrescato, la notte in molti accendiamo le stufe, d'altra parte siamo spesso su altitudini di 700-800 metri, ma di giorno l'aria rimane piacevolmente tiepida. Dopo una puntata nel deserto orientale per visitare i tre castelli arabi nei pressi di Azraq, così diversi tra loro perchè nati per funzioni diverse. Colpisce in particolare quello con porte in pietra e travi dei solai in pietra, dove soggiornò Lawrence d'Arabia.

Si ritorna in Siria con un giorno di sosta a Damasco per fare tutti gli acquisti, ma prima con i taxi ci spostiamo dal campeggio a visitare la moschea di Saudi Zeinab, costruita 80 anni fa dai musulmani sciti e decorata splendidamente con intarsi colorati, specchi, stucchi e travi di legno scolpito. Mantenendo un atteggiamento consono al luogo santo (vi si venera la memoria di Alì, seguace di Maometto ucciso in una lotta fratricida), entriamo anche nella sala da preghiera dove uomini e donne, separati, pregano battendo il capo su piccoli dischi di argilla posti sul pavimento.

Ma bisogna lasciare anche Damasco, ma altre meraviglie ci attendono, il Crac dei cavalieri che materializza il castello medioevale dei nostri sogni ed Hama con i suoi vicoli e le sue norie, grandi ruote di legno per innalzare l'acqua dell'Oronte che stupiscono per dimensioni e per i rumori ritmici che producono sfregando il perno di legno sui mozzi.

Ultima tappa la visita di Apamea, con la lunghissima via colonnata e poi verso il confine, in molti appesantiti da taniche di nafta, vista la grande differenza di prezzo tra Siria e Turchia. Il profumo di questo carburante non lascerà presto i nostri camper...

Poi è il lungo ritorno, due giorni per attraversare la Turchia e poi altri due giorni e mezzo di navigazione fino ad Ancona. Si passa il tempo tra partite e a carte, visione di foto, chiacchiere ed i pasti al self service della nave.

Abbiamo terminato il nostro giro di oltre 6.000 km in terra d'Asia. Abbiamo avuto qualche guasto meccanico: un ammortizzatore sfilato, una quinta marcia fuori uso, una stufa lunatica, ma niente che abbia di fatto ostacolato il nostro cammino. Resta il ricordo di luoghi splendidi, di un bel gruppo che non si tirava indietro nel ridere, scherzare e cantare. In particolare mi piace ricordare:

- le serenate di Beppe e compagni

- le splendide lezioni di Remo

- i disegni e le sculture su sasso di Florio

- le allusioni alla turista belga di Gigi (quella mia notte brava ad Aleppo....)

- la vena poetica di Piero e Serenella (dai notiziari di Radio Piero al testo dell'inno del gruppo)

- tutti i vinelli ed i dolci usciti dai camper che ho assaggiato durante il viaggio....

Giuseppe Bacci

vedi anche l' itinerario

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