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Maggio 2009 in Siria e Giordania

9 maggio - 6 giugno 2009

Si parte con la nave da Ancona per Cesme, in Turchia, siamo un gruppo di 16 camper e 33 persone. Poi si attraversa rapidamente la Turchia, un poco meno rapidamente la frontiera ed eccoci in Siria.

San Simeone
Appena entrati in Siria ci accolgono le imponenti rovine di San Simeone, il santo stilita che passò la maggior parte della sua vita su una colonna.

Il nostro giro prevede un tratto lungo l'Eufrate e poi attraverso il deserto fino a Palmira, mitica oasi dove per secoli le caravone provenienti dall'Oriente facevano sosta prima di raggiungere i porti del Mediterraneo.
Qaaat Jabar
Il forte di Qalaat Jabar sulle rive dell'Eufrate (lago Assad).

Palmira di notte
Le rovine di Palmira circondano il nostro campeggio
Palmira di notte
L'arco di inizio della via colonnata di Palmira
Palmira
Il forte arabo di Palmira

gruppo Medioriente 2009
il gruppo a Palmira

Si prosegue fino a Damasco con il suo ricco mercato, la grande moschea ed il museo archeologico. Andiamo anche a visitare la moschea scita di Zeinaab, splendente nelle ricce decorazioni, ma soprattutto interessante per il flusso di devoti che vi vengono in pellegrinaggio anche da paesi molto lontani.
Moschea di Zeinaab
Le donne del gruppo si coprono per visitare la moschea scita di Zeinaab
Zeinaab
La cupola d'oro della moschea scita di Zeinaab nei pressi di Damasco

La sera la cena in un ristorante al centro della città vecchia è rallegrata da canti e danze, ma anche dalla mistica danza di un derviscio.
Derviscio danzante
La danza dei dervisci

Si va verso la Giordania, ma cominciano i primi guasti, un radiatore forato ci costringe ad una pausa per la sostituzione mentre il resto del gruppo visita il teatro di Bursa.
Radiatore forato
Paolo non si preoccupa per il suo radiatore, tra breve ne avrà uno nuovo di zecca.

In Giordania visitiamo le rovine di Gerasa, imponenti e con la caratteristica piazza colonnata ovale, e non perdiamo l'occasione di vedere uno spettacolo rievocativo delle armi e dei giochi al tempo dell'impero romano.
corsa delle bighe
La corsa delle bighe a Gerasa.

Si raggiunge infine il mar Rosso, il punto più a sud ed anche il punto più caldo del nostro giro, anzi l'unico punto dove si soffre il caldo. Ma la spiaggia con la barriera corallina ci ripaga di tutto.
coralli ad Aqaba
I variopinti coralli nel mare di Aqaba.
carro armato sul fondo
Una postazione antiarea semovente si sta ricoprendo di coralli nei fondali davanti al nostro campeggio.

Si comincia il ritorno, ma le cose più interessanti ancora ci attendono: il deserto di wadi Rum e le misteriose rovine di Petra.
tomba a Petra
L'interno della tomba dell'urna a Petra.

Dopo aver visitato Kerak, le chiese cristiane di Madaba e di monte Nebo con i loro mosaici, dopo aver provato la sensazione di un bagno nel Mar Morto ed aver visitato i castelli arabi nel deserto, ritorniamo in Siria. Ci fermiamo alla cittadina di Maaloula, dove la popolazione cristiana ortodossa parla ancora l'aramaico, l'antica lingua di Gesù. pane fresco a Maaloula
Davanti al forno a Maaloula le donne fanno asciugare il pane appena sfornato prima di imbustarlo e portarlo a casa.

Si fa poi tappa al Crac dei cavalieri, imponenente castello costruito dai crociati.
crac dei cavalieri
Le fortificazioni meridionali del crac dei cavalieri.

Prima di raggiungere Aleppo non manchiamo la visita di Apamea, le cui rovine con la lunga via colonnata occupano un altopiano.
cittadella di Aleppo
La cittadella, abitata da millenni, domina il centro della città vecchia di Aleppo.

Ad Aleppo riusciamo con difficoltà a sostituire un cuscinetto ormai completamente fuori uso. Non resta che ritornare attraverso la Turchia fino alla nave che ci riporterà in Italia. Ma altri piccoli guai ci attendono e quindi avremo ancora forature ed anche un iniettore che fa i capricci e che verrà riparato alla Fiat di Adana.
In effetti il nostro giro ha collezionato un numero incredibile di guasti meccanici, alcuni abbastanza seri, come la foratura del radiatore difettoso o il cuscinetto anteriore di un Ducato, altri più semplici da risolvere come la sostituzione delle pasticche dei freni per un anomalo consumo, il blocco di un iniettore a causa di un falso contatto, la perdita di nafta da una tubazione.

ricambi ad Aleppo
Il negozio di pezzi usati dove finalmente abbiamo trovato il cuscinetto, nuovo, per il Ducato.

Al ritorno contiamo 8 forature, di cui 2 con copertone da buttare. Eugenio ha avuto 3 forature su gomme diverse, la prima volta con due viti conficcate su due gomme contemporaneamente, ma ha sempre avuto la fortuna di forare davanti un gommista
Paolo ha subito i guasti maggiori, avendo durante il viaggio sostituito le pasticche dei freni, un cuscinetto ed aver marciato spesso con tre cilindri a causa dell'iniettore
Bisogna però dire che il gruppo non si è fatto intimidire ed ha mantenuto l'ottimismo riuscendo a rispettare il programma nonostante i contrattempi ed affrontando con simpatia e solidarietà le frequenti forature. Ne è prova la simpatica canzone, composta da Alessandro, riportata qui sotto.
Forse la meledizione della tomba dei tre fratelli di Palmira ci ha perseguitato? Oppure non volendo abbiamo fatto un torto a San Simeone che si dice sia il protettore dei camperisti?
Non sappiamo, ma il viaggio ce lo siamo goduto ugualmente ed in allegra compagnia.
Giuseppe

Ballata degli autisti felici

(Happy drivers ballade)

Testo di Alessandro su musica della canzone "Ho visto un re" di Iannacci

Ho visto un camperista
       (coro: Ah! Beh! ... Sì! Beh!)
un camperista strano,
un padovano,
col radiatore in mano,
il povero Paolo è!
       (coro: Ah! Beh! ... Sì! Beh!)
E povero anche Giusè!
       (coro: Ah! Beh! ... Sì! Beh!)
Ne ho visto un altro,
       (coro: Ah! Beh! ... Sì! Beh!)
un bellunese,
coi sudori da iniettori
un cuscinetto ed un freno
da buttare sotto un treno!
Un altro povero Paolo è!
       (coro: Ah! Beh! ... Sì! Beh!)
E povero anche Giusè!
       (coro: Ah! Beh! ... Sì! Beh!)
Ne ho visto un terzo,
       (coro: Ah! Beh! ... Sì! Beh!)
Anconetano,
che non andava piano
ma ultimo arrivava,
col berrettino...
ma senza un finestrino!
E questo Mariano è!
       (coro: Ah! Beh! ... Sì! Beh!)
E povero anche Giusè!
       (coro: Ah! Beh! ... Sì! Beh!)
Ho visto un aspirato
       (coro: Ah! Beh! ... Sì! Beh!)
in salita un po' impacciato
cha infine ha scollinato
con dentro un Maremmano
che a tutti dà una mano.
Il grande Antonio è!
       (coro: Ah! Beh! ... Sì! Beh!)
E povero anche Giusè!
       (coro: Ah! Beh! ... Sì! Beh!)
Ho visto una compagnia intera...
       (coro: Ah! Beh! ... Sì! Beh!)
con molte gomme a "tera"...
un poco sfortunata...
ma a CESME E' ARRIVATA!
E questo grazie a te Giusè!
       (coro: Ah! Beh! ... Sì! Beh!)

Nota n. 1:
- i peggiori guasti si sono accaniti sui due Paoli di Padova (vedi foto sopra) e di Belluno
- Mariano, maratoneta, ha con grande pazienza svolto il ruolo di ultimo della fila
- Antonio si è prodigato senza risparmio a smontare e riparare
- Cesme è il porto di imbarco della nave per l'Italia.
- Giuseppe come accompagnatore cercava di risolvere tutti i problemi.

Nota n. 2:
Per quanto sembra difficile capire quale attinenza ci sia tra un Santo che ha passato 40 anni immobile in cima ad una colonna con i camperisti che si muovono in continuazione per il mondo, sembra proprio che S. Simeone sia il loro santo patrono, si veda a proposito il sito del Camping Club "Mondo Natura del Frignano" che ha perorato questa causa www.mondonatura.info

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