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Sudafrica agosto 2007

6 - 29 agosto 2007
Testo di Giuseppe Bacci, foto di Tiziano Bacci.

Con un notevole sforzo organizzativo abbiamo messo a punto questo giro del Sudafrica da Cape Town a Johannesburg. Siamo stati premiati con un grande interesse da parte vostra, che ha portato alla formazione di un gruppo di ben 37 persone su 14 equipaggi. In particolare 5 famiglie, il che non è poco pensando ai costi del viaggio aereo.


Una leonessa si avvicina al camper - foto Luigi Bonardi

 

Si parte separati, una parte da Milano, gli altri da Roma e quindi il gruppo si completa solo all'aeroporto di Londra, lo scalo da cui parte il lungo volo notturno che ci porterà la mattina a Città del Capo. Le prime due notti le passeremo in albergo, che ricorderemo per le abbondanti colazioni a buffet, e la cui posizione centrale ci permetterà di visitare agevolmente questa bella città.

Solo al terzo giorno prendiamo i nostri camper in affitto ed iniziamo il lungo itinerario che in 5000 km ci porterà a vedere molte delle bellezze naturali e no di questa terra: i parchi con i grandi animali, le cantine che producono vini vincitori di primati mondiali, l'oceano che ospita innumerevoli uccelli, balene, pinguini e foche, le tradizioni dei popoli neri come Zulu e Ndebele, i canyon e le cascate della regione del Mpumalanga, la difficile transizione da apartheid a democrazia, le ricchezze sotterranee e la vita dei minatori di oro e di diamanti, fino ai siti dove sono stati ritrovati fossili dei nostri progenitori di 3 milioni di anni fa.

Ma parliamo innanzitutto degli animali, forse l'aspetto più stupefacente di questo viaggio. Abbiamo visitato alcuni dei più famosi parchi naturali, tra cui Santa Lucia, Addo e soprattutto il Kruger. Nei parchi si è liberi di girare con il proprio mezzo lungo le strade che li attraversano, occorre solo non uscire dalle strade e non scendere dall'auto. Il camper è la maniera migliore di vedere gli animali, in quanto permette di sostare con libertà di movimento all'interno, magari consumare un pranzo osservando gli animali che si alternano nel venire a bere ad una pozza di acqua, apprezzando i diversi comportamenti.

I leoni, da veri re della savana, si curano poco di quello che li circonda... almeno finché non hanno fame. Questa leonessa con altre due compagne sta sbirciando senza farsi vedere un branco di zebre che bevono: deciderà che è ancora sazia.

 

Troveremo anche tre maschi che dormono vicino ad una carcassa di bufalo. Uno in particolare tiene a bada avvoltoi, iene e sciacalli che aspettano: gli basta agitare la coda o alzare la testa per allontanare gli intrusi.

Gli elefanti mostrano tutta la loro intelligenza negli spiccati comportamenti sociali, dalla cura con cui difendono ed educano i piccoli, alle gerarchie all'interno del gruppo, ai turni alternati di bevuta e guardia. Qui due giovani maschi giocano con le proboscidi.

 

 

 

 

 

 

 

L'eterna ansia delle antilopi che paventano sempre un pericolo imminente, perchè sanno di essere la base dell'alimentazione dei grandi carnivori e dei coccodrilli

 

La calma sorniona di coccodrilli ed ippopotami.

 

La possenza un poco ottusa di rinoceronti e bufali.

 

La grazia di giraffe ed uccelli

Senza dimenticare struzzi e pinguini....

 Insomma il giro dei parchi è uno spettacolo per grandi e piccini ed un paradiso per gli amanti della fotografia.


Un altro aspetto che il nostro viaggio ha toccato è stata la convivenza tra immigrati e popolazioni autoctone. I primi coloni bianchi che si sono stabiliti su questa terra abitata da vari popoli neri, una parte consistente erano calvinisti che fuggivano dall'Europa e cercavano una nuova terra promessa. Le successive immigrazioni di manodopera indiana e di altri europei hanno rimescolato ulteriormente le razze. Ma questa terra deve avere qualcosa di speciale se è vero che qui a Durban Ghandi iniziò la sua lotta ed il suo impegno non violento, e che due premi nobel (Mandela e Tutu) abitano nella stessa strada a Soweto. Così negli ultimi anni  il regime dell'apartheid è stato infine soppiantato da una democrazia completa. La fine delle sanzioni, la partecipazione agli eventi sportivi mondiali, fino ad ospitare le olimpiadi nel 2010, sono oggi motivo di orgoglio per questa popolazione così eterogenea ma così determinata nella ricerca di un equilibrio soddisfacente per tutti.

La visita del museo dedicato al Distrect Six, guidata da uno degli sfollati degli anni '70, ci ha illustrato le terribili leggi dell'apartheid. Mentre la visita della town ship di Langa a Cape Town ed ai villaggi culturali Zulu in Swaziland e Ndebele in Gauteng ci hanno fatto apprezzare altri aspetti delle culture autoctone.

I bimbi di Langa, ghetto nero restaurato, non si creano problemi davanti alla macchina fotografica.

 

 

Danzatrici zulu in Swaziland e donna Ndebele negli abiti tradizionali

 

Il gruppo al mitico Capo di Buona Speranza:

 

Insomma le cose memorabili non sono mancate, ma anche qualche difficoltà che però è stata affrontata con il giusto spirito. Dai piccoli problemi legati ai camper, alle notti fredde (siamo in inverno) a qualche giornata di maltempo (dalla "Finestra di Dio" la nebbia si tagliava a fette...). Ma penso siamo rimasti tutti soddisfatti di come il nostro giro di 5000 km ci abbia portato a conoscere una realtà che affianca una natura inconfondibilmente africana ad un paese moderno ed in rapida evoluzione, che speriamo diventi un modello di sviluppo per tutto il continente.

 (Giuseppe)


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