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Capodanno 2000 in Tunisia
Resoconto del viaggio.




Il gruppo nel punto più a sud raggiunto sulla strada per Doiret (foto Luigi Moroni). Il gruppo nel deserto


Il primo viaggio in gruppo di camper organizzato da Mappamondo 2000 si è felicemente concluso. Ha visto impegnati 10 campers con 24 partecipanti adulti e 12 ragazzi tra i 4 ed i 17 anni più Gerry un simpatico cagnolino che è stato la nostra mascotte.

Siamo partiti il 27 dicembre da Napoli e la traversata diciamo che è stato piuttosto travagliata per via del mare che in quei giorni, imperversava alla grande. Arrivati a destinazione con parecchie ore di ritardo, abbiamo dovuto saltare la nostra prima tappa (Thuburbo Majus) e puntare subito su Kairouan.

Un bel giro della città e dei suoi monumenti e poi via verso il deserto, meta principale del nostro viaggio. Prima sosta nei pressi di Gabes e poi giro degli splendidi paesini arroccati sulle montagne e valli desertiche dei dintorni. In questa zona i nomadi del deserto sono nei secoli passati diventati sedentari costruendo dei villaggi con lo scopo soprattutto di difendere i raccolti. Le soluzioni a seconda delle tribù e dei luoghi sono state diverse e noi abbiamo visitato quelle dei luoghi più caratteristici: dalle piccole celle dalla volta a botte dette 'ghorfas' (Ksar Hadada, Metameur), ai villaggi scavati nel fianco di colline rocciose (Chenini, Doiret), alle abitazioni trogloditiche sotterranee (Matmata).

Il giorno seguente dopo una visita a Matmata siamo partiti per l'oasi di Ksar Ghilane, la più bella destinazione di tutto il nostro viaggio. Abbiamo percorso la pista che ci portava all'oasi con poca difficoltà. C'erano lunghi tratti di ondulè (il terribile fondo ondulato che fa vibrare tutto il camper) e qualche guado coperto di sabbia ma con qualche attenzione siamo riusciti a passare tutti senza problemi. Giunti all'oasi verso le 14 ci siamo sistemati in un campeggio che in verità offriva poco ma dove siamo riusciti ad avere un bello spazio adeguato alla cena dell'ultimo dell'anno. Il pomeriggio bagno nella piscina termale: rilassarsi nell'acqua calda era proprio quello che ci voleva! La sera abbiamo deciso di mangiare all'aperto, nonostante il freddo, per salutare degnamente il nuovo millennio. Abbiamo acceso un bel fuoco con la legna che avevamo portato unita a quella che abbiamo trovato sul posto. La serata è trascorsa in allegria , a mezzanotte in tutta l'oasi si sono fatti fuochi d'artificio ed è stata fatta salire anche una mongolfiera di turisti che facevano il giro del deserto.

Eravamo tutti molto presi dal posto e dall'atmosfera che vi si respirava, purtroppo però la serenità del gruppo è finita quando i proprietari di Gerry ci hanno informano che il cane era scappato per il rumore dei fuochi artificiali e non riuscivano più a trovarlo. Questo fatto è stato purtroppo motivo di grande apprensione ma si è poi risolto felicemente dopo alcuni giorni grazie alla collaborazione della polizia che ha ritrovato il cane e lo ha riconsegnato ai proprietari accorsi a riprenderlo.

Nonostante il trambusto provocato dalla perdita del cane, la mattina dopo siamo riusciti ugualmente a fare la passeggiata tra le dune fino al fortino romano. Si tratta di un posto davvero magico, su un mare di dune rosse si erge questo piccolo forte dalla cui sommità è possibile controllare il deserto circostante in tutta la sua immensità. Dopo un pranzo veloce siamo partiti , non senza un po' di rimpianto, alla volta di Douz percorrendo a ritroso la pista del giorno precedente.

A Douz abbiamo visitato anche le oasi circostanti e passeggiato in mezzo alle dune. Da qui percorrendo la strada che costeggia il Chott abbiamo raggiunto Nefta dove una guida locale ci ha accompagnato nell'oasi e ci ha fatto assistere alla raccolta dei datteri. Da Nefta ci siamo spostati a Tozeur dove il gruppo si è rilassato nell'atmosfera orientale del parco a tema delle 'Mille e una notte'. Il mattino dopo visita al giardino botanico ed allo zoo dove ci attendevano scorpioni ammaestrati e vipere cornute.

Da Tozeur siamo partiti per il giro delle splendide oasi di montagna Chebika, Tamerza e Mides . Si tratta di luoghi bellissimi che ricordano il deserto americano dei film western che vedevamo da ragazzi , ricchi di canyon, rocce levigate dal vento e sorprendenti cascate e dove è possibile comprare o addirittura trovare minerali e bellissimi geoidi. E' inutile dire che il gruppo è rimasto affascinato da questi luoghi ed è qui che con non poco rammarico i 5 equipaggi che dovevano rientrare l'otto gennaio hanno dovuto lasciarci per intraprendere la via del ritorno. Noi insieme agli altri quattro camper rimasti ci siamo diretti verso la costa.

La prima sosta è stata a Metaloui dove abbiamo preso il trenino che attraversa le gole di Seldja. Il percorso è molto pittoresco e si snoda tra ponti e gallerie attraverso montagne a strapiombo. La tappa successiva è stata l'isola di Djerba percorrendo la strada che attraversa il lago salato. Il paesaggio del lago è davvero stupendo nella sua desolazione, la sua superficie è coperta da uno strato di sale che sembra ghiaccio. Percorrendo un piccolo tratto di pista abbiamo pranzato nei pressi di un autobus abbandonato in una atmosfera davvero irreale. In serata abbiamo raggiunto l'imbarco per l'isola.

A Djerba abbiamo trascorso due belle giornate girellando per le stradine di Houmt Souk ed ammirando le sue bellezze naturali. L'isola è molto bella anche in questo periodo soprattutto per il gran numero di uccelli, aironi, cormorani e fenicotteri , che vi svernano. Da Djerba ci siamo diretti a Sousse , città interessante per il suo monastero fortificato e la medina piena di negozietti e per il suo bel lungomare. Trovandoci sul posto abbiamo fatto una sosta a Port El Kantoui il grazioso porticciolo, costruito dal nulla in pochi anni, che somiglia a certi paesini della Costa azzurra.

Tappa successiva Hammamet dove abbiamo mangiato un ottimo couscus da Chez Achour , il ristorante che ormai è diventato un'istituzione per la cittadina. Il giorno dopo sosta d'obbligo a Nabeul dove ci siamo lanciati nell'acquisto sfrenato delle famosissime ceramiche. Avendo qualche ora di vantaggio sul programma originale abbiamo fatto una puntatina al graziosissimo villaggio di Sidi Bou Said celebre per i suoi panorami sul mare e le porte azzurre delle sue case. L'ultimo giorno lo abbiamo dedicato a Tunisi tra il museo del Bardo e le rovine di Cartagine. Il 12 gennaio a malincuore siamo dovuti salire sul traghetto che ci ha portato a Trapani, con il mare questa volta calmo.

Che dire di questa esperienza di viaggio in gruppo? Naturalmente tutto il bene possibile. Il gruppo che abbiamo avuto è stato eccezionale da tutti i punti di vista ed ha sopportato stoicamente tutte le sofferenze cui li abbiamo costretti, compresa la pista per Ksar Ghilane! Scherzi a parte crediamo che la buona riuscita del viaggio sia stata senz'altro dovuta alla collaborazione di tutti i partecipanti, alla bellezza dei luoghi visitati e forse, almeno un po', anche all'entusiasmo di noi che lo abbiamo organizzato. Siamo fiduciosi che anche nel nostro prossimo viaggio in medio oriente, avremo gli stessi risultati positivi del viaggio di Capodanno.

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