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Il gruppone al completo a Ksar Ghilane

Capodanno 2003 in Tunisia
Resoconto del viaggio.


Il 26 dicembre, provenienti da mezza Italia, ci ritroviamo a Napoli per prendere il traghetto che ci porterà a Tunisi il primo pomeriggio del giorno dopo. Qui si unirà al gruppo l'equipaggio di Vito, che è nato a Tunisi e ci ha preceduto di qualche giorno per tornare a vedere i luoghi della sua infanzia.
Siamo un bel gruppone di 14 camper, 43 partecipanti di cui 15 tra ragazzi e ragazze. Il gruppo si rivelerà particolarmente affiatato e simpatico e verrà ripagato dalla quasi assenza di contrattempi durante il viaggio: niente forature, mare quasi calmo, temperature primaverili. Unici problemi: una sosta poco fuori Tunisi, prima di scoprire che è un fusibile a bloccare l'antifurto di Gianni; il camper di Sandro che si distingue per problemi di pompa e di centralina elettrica (ma alla fine si riesce a rimediare); la porta del camper di Giovanni che decide di staccarsi dai cardini.
Da Tunisi ci si sposta verso sud, fino a Sousse dove si comincia a prendere contatto con le abitudini locali: la sveglia mattutina del muezzin, il gusto della contrattazione nei mille negozietti, il tè alla menta, il couscous, il briq a l'oeuf.
Proseguiamo subito verso il sud ed il deserto, fermandoci la notte all'hotel Gorfas, nell'antico cortile di un granaio fortificato, circondati dalle caratteristiche stanzette con volta a botte ora divenute camere di un inconsueto albergo gestito dal simpatico Hachim.
Proseguiamo il viaggio visitando i villaggi berberi che si nascondono nei dintorni di Medenine, poi dopo una puntata all'isola di Jerba, si ritorna all'interno verso i villaggi trogloditi fino ad arrivare all'oasi di Douz.
E' la notte di capodanno e nello spazio a noi riservato nel campeggio organizziamo una grande tavolata all'aperto. Sara sincronizza la preparazione della pasta e così assaggiamo decine di primi piatti diversi, uno più buono dell'altro, seguiti dalla carne alla brace di Beppe, dallo zampone e lenticchie e naturalmente da svariati dolci. Cristiana ci rallegra cantando "The age of acquarius" con la sua splendida voce, e poi balli dei ragazzi e chiacchiere fino a mezzanotte, quando salutiamo il nuovo anno tra spumante, champagne e fuochi d'artificio. Certo non è stato il classico cenone di S. Silvestro, se non altro per aver mangiato all'aperto, ma dal punto di vista gastronomico non aveva nulla da invidiare.


L'Alba ci sorprende tra le ghorfas (Foto G. Scalabrini)
alba a Metameur
















La mattina i fuoristrada si fanno un po' attendere ma alla fine ci portano, attraversando prima un deserto di grandi distese e poi un mare di dune, fino al forte romano di Ksar Ghilane. Breve sosta poi, con tre chilometri di montagne russe sulle dune, i nostri autisti ci portano a riposare ai bordi della sorgente. L'acqua è calda al punto giusto e quasi tutti, specie i ragazzi, passano molto tempo a mollo.

Si comincia a risalire verso il nord, attraversiamo il grande lago salato, e visitiamo Tozeur città ormai meta di un notevole flusso turistico, ma che mantiene uno spirito particolare come la sua architettura a mattoncini.

Il giorno dopo il percorso delle oasi di montagna ci fa scoprire un aspetto ancora diverso del deserto: i canyons, le montagne di roccia, le piccole cascate e le oasi incastrate nelle gole con in alto i villaggi sciolti dalle grandi piogge del 1969.

Siamo ormai nel nord, dove visitiamo due splendidi villaggi mediterrannei che sono divenuti giustamente famose mete turistiche: Hammamet con le sue grandi spiagge e Sidi Bou Said con i suoi ristoranti e caffè frequentati soprattutto da artisti e studenti. Ancora una volta riusciamo ad organizzare una cena per l'intero gruppo in un ristorante sulla piazza principale; il giorno dopo ci imbarchiamo per l'Italia.

Molti saluti, molta nostalgia per la Tunisia e per i compagni di viaggio divenuti nuovi amici: qualcuno dei ragazzi vede interrompere una simpatia appena nata.

Cogliamo l'occasione per ringraziare in particolare Sergio e Giovanni, che ci hanno aiutato a mantenere il gruppo compatto durante i trasferimenti, e naturalmente anche Massimo.


I ragazzi in piena tempesta di sabbia a Zafrane


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