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Tunipasqua: Pasqua 2004 in Tunisia

Il Mappamondo C.T.A.

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Per questa Pasqua dovevamo essere un gruppo di massimo 16 camper, ma per una serie di imprevisti ci ritroviamo in 18 camper, compreso il nostro. Siamo 44 persone, di cui 7 ragazzi tra gli 8 ed i 17 anni.

Io e Sara mettiamo a frutto tutta la nostra esperienza accumulata nei precedenti viaggi per fare in modo che le cose vadano per il meglio e che i tempi di spostamento e di approvvigionamento non si dilunghino troppo. Pensiamo di essere riusciti nel nostro scopo e speriamo che anche i partecipanti siano dello stesso avviso.

In compenso in Tunisia non hanno visto spesso una colonna di camper così lunga, e per tutto il viaggio godiamo dell'appoggio della polizia stradale, che non appena ci vede blocca il traffico, ci fa passare agli incroci, anche con il semaforo rosso, ci permette di utilizzare posteggi riservati a taxi ed autobus, comunica al poliziotto successivo il nostro arrivo. Anche la polizia turistica, istituita da qualche anno, si premura di aiutarci, assicurandosi che non vi siano problemi e consigliandoci per il meglio.

Bisogna dire che l'ospitalità della Tunisia verso i turisti si tocca tangibilmente, ed anche l'insistenza con cui alcuni anni fa si era importunati in alcuni luoghi sta sparendo, probabilmente in seguito ad un opera di informazione fatta dalle scuole. Alcuni partecipanti mi chiedono se possono mettere i cunei o aprire i finestrini nel posteggio, o tirare fuori una sedia, ed io rispondo che questi sono problemi italiani che spero non arrivino mai nel sud tunisino. Insomma il camperista si sente tranquillo e la polizia è un'amica, a differenza di quello che capita spesso dalle nostre parti.

L'arrivo in Tunisia però ci crea qualche problema: ci tolgono 3 CB (le trasmittenti a 27 MHz sono vietate) che recupereremo all'uscita. Ma la partenza anticipata dall'Italia ci permette a Tunisi di fare un fuori programma: visitiamo il museo del Bardo, splendido palazzo con ancor più splendidi statue e mosaici romani. Poi si va a Sousse a dormire sotto le mura, non senza aver prima fatto un giro dei negozi della medina ed una passeggiata serale alla spiaggia.

Dedichiamo un giorno sano a visitare i villaggi berberi e per la prima volta l'itinerario ci porta a Ouled Sultane, pittoresco granaio fortificato formato da due cortili di gorfas: molto bello.

Quando ci addentriamo nel deserto siamo investiti da diversi nugoli di cavallette: dicono che le piogge abbondanti hanno fatto proliferare questi insetti che dal Marocco sono giunti fino a qui. Ed ancora deserto, sabbia e dune a Zaafrane e poi nell'escursione in fuoristrada fino a Ksar Ghilane, dove la calda pozza di acqua sorgente ci rilassa prima del ritorno.

Ogni giorno si vedono cose nuove, si comprano oggetti nei mercatini, si visitano posti indimenticabili. Anche noi che abbiamo fatto molte volte questo giro ci stupiamo quando attraversiamo il lago salato in una giornata di pioggia e vento. Pensavamo di non vedere quasi niente, invece ci stupisce l'acqua che per la prima volta troviamo in grande quantità nel lago ed i colori stupefacenti che assumono le pozze ai lati della strada: si va dal rosa al turchese attraverso una serie di sfumature quasi surreali in mezzo ad una distesa piatta che si perde all'orizzonte.

D'altra parte questo inverno la pioggia ha toccato molte località sahariane che da molti anni non vedevano l'acqua, ed il deserto è relativamente verde: i cespugli che di solito sono secchi ora hanno foglie e fiori.

E la sera si fa baldoria e si chiacchiera tutti insieme o a gruppetti, bevendo il "Laurino" di Mauro o stappando qualche bottiglia. Il giorno di Pasqua in molti ci cimentiamo in carbonelle e griglie.

Ma già si comincia la via del ritorno verso nord, anche se ancora ci stupiscono le oasi di montagna e le rovine di Sbeitla. Ultimo fuori programma ad Hammamet, per visitare la villa di Sebastian, il miliardario rumeno che per primo ha capito nei primi anni del novecento la bellezza di questa perla del mediterraneo, costruendovi una villa con originali soluzioni architettoniche.

Cogliamo l'occasione per ringraziare tutti per la splendida compagnia, sperando di ritrovarci ancora insieme per le strade del mondo.

Giuseppe e Sara

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