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Incominciare (BENE!) l'anno in Tunisia

A dire il vero, l'idea di, partire da Salerno nella serata di Natale, non ci sembrava il massimo: era la prima volta che non passavamo questa festa in famiglia, e la cosa non era da poco!

Si aggiunga la tensione di una nuova esperienza che ci portava ad essere in testa ad una colonna di 10 camper con tutto il carico organizzativo che ciò comportava: volere o non volere era un esame, e chi ha affrontato esami per una vita sa cosa vuol dire…

Poi, alle 12,30 del 25 dicembre 2006, ritirati i passaporti per il traghetto, tutto è andato così, direi naturalmente. Le prime strette di mani, il primo scambio di conoscenza, quella naturalezza che credo sia innata in tutti noi camperisti ha allentato la tensione ed anche l'accentuato ritardo è stato subito come naturale.

Senza dubbio ognuno dei 32 ha messo qualcosa di suo perché tutto andasse per il giusto verso, ma credo un contributo particolare è stato dato dai bambini: Qui, per tutti vorrei evidenziare la nostra mascotte: la piccola Fey, ma dovrei elencarli tutti da Claudia a Federico, salendo in età, per chiudere con lei, Federica (maestra o bidella, a seconda delle prospettive) che bene ha saputo muoversi tra bimbi, ragazzi, adulti e grandi adulti.

Una parola per il gruppo nel suo insieme: galvanizzato da un obiettivo comune, senza dubbio ha avuto dei momenti che si possono leggere come di assestamento, ma nelle occasioni importanti, quando si è trattato di essere operativi, di affrontare qualche difficoltà ha dimostrato una grande coesione e solidarietà.

Certamente un Pepe non lo si trova dappertutto, ma credo che ognuno abbia cercato di dare il suo meglio. Grazie, dunque ad ognuno ed un omaggio al gruppo.

Il percorso proposto si è rivelato agevole, non troppo stancante e vario nelle proposte.


Un mosaico nel museo del Bardo.

Della capitale Tunisi abbiamo assaggiato appena il caotico traffico, per immergerci nelle raffinate sale del museo del Bardo che con le sue proposte ci ha quasi riportato a casa nostra, mentre la magica atmosfera di SIDI BOU SAID ci ha invece lanciato nelle atmosfere andaluse.

Rapido il passaggio per Hammamet e le attrezzature alberghiere di Sousse, per respirare aria d'oriente nella medina, nel ribat e nella moschea di questa bella cittadina.

Ha complicato il nostro andare la FESTA DEL SACRIFICIO e i tre giorni di festa che l'hanno accompagnata: poco abbiamo visto e goduto di Gerba, ma poi ci siamo rifatti nella magica atmosfera di METAMEUR, TATOUINE con Chinini, Douret e Ksar Ouled.


Lo scenario del nostro Capodanno 2007.

Ci siamo così immersi nei villaggi berberi e nella magica atmosfera delle Gorfas per arrivare da monseur Achim Drifi che ci ha accolto con la sua calda ospitalità e ci ha traghettato da par suo nel nuovo anno. Il cenone a base di chorba, couscous e montone è stato seguito da cotechino, lenticchie e panettone con spumante: quant'è vero che i camperisti sanno adattarsi a tutto!

Siamo così nel pieno del nostro viaggio: ci addentriamo nel deserto di Zaafrane su cammelli dal passo dondolante e ci addentriamo con i fuoristrada nelle grandi dune di Ksar Ghilane. Una delle immagini che meglio ricordo è il rotolarsi dei nostri bambini e ragazzi giù dalle dune!

Tozeur, la sua splendida oasi, la medina ancora silenziosa e misteriosa ci hanno aperto le porte delle oasi di montagna. Chebica, Tamerza e Mides ci hanno regalato un'atmosfera rarefatta, quasi da favola, di un mondo certamente non facile da vivere, ma pieno di fascino e di vita.

A Tamerza abbiamo toccato con mano l'attenzione che viene data ai turisti: la polizia turistica da noi chiamata ci ha ascoltato con attenzione nelle nostre preoccupazioni e ci ha dato una nuova sistemazione protetta e ben guardata. Nulla di grave era accaduto, ma così abbiamo potuto veramente rilassarci nella cenetta che ci siamo organizzati.


Un panorama nei pressi di Matmata.

Ed eccoci rapidamente verso la fine: Sbeitla, la città dalle antiche vestigia ci ha offerto il ricordo di un passato che ben conosciamo e che avevamo assaggiato nel grandioso colosseo di El Djem, mentre Kairouan ci ha dato l'ultimo assaggio di una città santa, grandiosa nelle sue moschee, incantata nella sua medina, viva nel suo souk.

Non ci è rimasto altro che una galoppata verso La Goulette ad attendere il traghetto per Salerno, nella consapevolezza di aver passato dei giorni che non dimenticheremo per quanto abbiamo visto e per le meravigliose persone che abbiamo incontrato.

Il rientro riprenderà ognuno nel vortice della vita di sempre, ma difficilmente cancelleremo dalla nostra mente le immagini che la Tunisia vi ha stampato

Nice to meet you!

Oscar


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