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Turchia classica

7 - 28 agosto 2010


Il gruppo davanti alla biblioteca di Efeso.
La Turchia occidentale si caratterizza per una particolare mistura di elementi di grande interesse e di profonda stratificazione storica. Accanto al fascino ineguagliabile di Istanbul che ci accoglie adagiata sul Bosforo con i suoi principali monumenti quali la Mosche Blù e Agia Sofia, il Topkapi, la Cisterna e la torre di Galata, si collocano realtà come Safranbolu, con le sue tipiche abitazioni ottomane e Ankara, la nuova capitale, in cui spicca il "Museo delle Civiltà Anatoliche" che il gruppo visita prima di indugiare nella vicina "cittadella".

Alla frontiera.

Istanbul: colori nel GRan Bazar.

Istanbul: interno di Aghia Sofia.

Istanbul: l'harem nel Top Kapi.

Ankara: Museo delle civiltà anatoliche.

La tappa successiva ci porta tra le meraviglie naturalistiche della Cappadocia dove è tutto un susseguirsi di stupefacenti realtà. Le chiese rupestri della valle di Ihlara, realizzate scavando delle grotte naturali e dove sono ancora visibili parti degli affreschi originali, la città sotterranea di Derinkuyu scavata su otto livelli sovrapposti e capace di accogliere diecimila persone, il paesaggio fiabesco di Göreme dove l’erosione ha creato quelle formazioni particolari non a caso definite “camini delle fate”, ci proiettano in una realtà lontana da quella a noi consueta. L'esperienza delle mongolfiere, che solo una parte del gruppo affronta, lascia entusiasti i partecipanti per i volteggi su quell'ambiente straordinario.

Cappadocia: le mongolfiere sulla valle dell'amore.

Cappadocia: desideri affidati al vento.

Cappadocia: la valle dei piccioni.

Lasciata la Cappadocia si compie un nuovo salto culturale di grande ampiezza in quanto la visita del Mevlana di Konia, facilmente riconoscibile per la cupola turchese, costituisce un incontro con il luogo di origine dei dervisci Mevlevi. Da qui si passa alla via della seta con la sosta al Sultanhani Karvansaray, eretto dai Selgiuchidi per dare ricovero alle carovane provenienti dall'Oriente. É quindi la volta di Beyşehir con i suoi edifici (moschea, mercato, hamam) risalenti al XIII secolo.

I camper davanti al caravanserraglio di Sultanhani.


La cupola del mevlana di Konia.

Ci muoviamo quindi verso la costa meridionale senza trascurare una sosta ad Aspendos, dove visitiamo il teatro romano perfettamente conservato. In serata raggiungiamo Cirali, da dove andiamo, in gita notturna, a vedere le fiammelle perenni che sembrano uscire dal terreno e che hanno dato origine al mito della Chimera, oltre ad avere suggestionato i naviganti che transitavano davanti alla gola che rende visibili i fuochi dal mare.
Si incontrano ancora particolari attrattive naturalistiche con la sosta a Kaş e con la gita in barca di una intera giornata all'isoletta di Kekowa dalla quale i partecipanti tornano entusiasti. Dopo un'altra sosta al mare sulla bianca spiaggia di Fethiye visitiamo le tombe-dimore rupestri di Myra, tra le più belle di tutta la Licia. Da qui raggiungiamo Pamukkale, dove storia e natura si sono incontrate per dare vita ad un altro paesaggio unico al mondo. La città di Hierapolis venne infatti fondata dai re di Pergamo alla sommità delle formazioni calcaree per sfruttare la proprietà terapeutiche di quelle acque. Da qui ci immergiamo nuovamente nell'antichità classica con le visite di Efeso e di Pergamo, due dei siti archeologici più conosciuti e frequentati dell'intera Turchia per concludere il viaggio in mezzo alle rovine di Trioa, un luogo che riesce ancora a suggestionarci con i miti e le leggende dei suoi dei ed eroi.

L'acropoli di Pergamo.


Lo stretto dei Dardanelli.


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