Camper e Giramondo Viaggi di gruppo in camper
per 5 continenti

www.camperisti.it - info@camperisti.it

Camper e Giramondo

camper gruppo
Viaggi Estivi:
Irlanda, Norvegia Baltico
Home
I nostri viaggi
Informazioni
Chi siamo
Viaggiatori
Tempio in cima la Nemrut Dagi

Agosto 2002 in camper in Turchia


L'altra Turchia

Storia, arte e natura nel crocevia delle civiltà


Vedi anche: Programma l'altra Turchia 2002


Da diverso tempo avevamo il desiderio di visitare l'estremità orientale della Turchia, ma per molti anni i movimenti separatisti curdi ed i militari che li contrastavano hanno reso pericolosa questa zona. Con la consegna del capo dei guerriglieri Ocialan si è però raggiunto un accordo sulla questione curda e così abbiamo valutato che la situazione era ora favorevole per compiere il nostro viaggio.
Mentre noi abbiamo anticipato il gruppo raggiungendo prima la Turchia, Guido organizza la partenza dal porto di Brindisi, da dove dopo 36 ore di navigazione si raggiunge il porto di Cesme in Turchia. Qui il gruppo si riunisce al completo: siamo 8 camper per un totale di 25 persone di cui 7 ragazzi tra i 12 ed i 18 anni. Purtroppo una grave malattia improvvisa alla madre di Gigi ha impedito all'ultimo la partenza del nono equipaggio.
Prima tappa ad Efeso, una delle città romane che hanno lasciato vestigia più imponenti, centro di scambi tra Roma e l'Oriente, e sede delle prime comunità cristiane. Il vicino campeggio sul mare ci permette di godere della bella spiaggia e del buon ristorante. Franco decide di prolungare la sosta al mare, ci raggiungerà dopo in Cappadocia.
Si prosegue per un'altra meta classica, Pamukkale, stupefacente zona di sorgenti termali calcaree che hanno reso la scarpata una gradinata di bianchissime vasche e cascate pietrificate. Intorno ed inglobate nel calcare le rovine di Ierapolis con la sua vasta necropoli di tombe a tumolo ed a sarcofago. Ma forse la cosa che ci rimarrà più impressa di questo luogo è la passeggiata notturna scalzi alla luce dei riflettori che illuminano l'acqua che scivola di vasca in vasca.
Ci addentriamo ancora e raggiungiamo Konia, antica capitale. Il campeggio dello stadio è stato chiuso e così troviamo posto in un posteggio a pagamento in centro. La sera riusciamo a partecipare allo spettacolo dei Dervisci danzanti: una danza, ma anche una preghiera, con la quale i seguaci di Mevlana si avvicinano a Dio in un'atmosfera molto mistica.
Siamo ormai sull'altipiano anatolico, attraversiamo grandi distese contornate da montagne lontane, ed ogni tanto le rovine di un caravanserraglio ci ricordano che questa è stata per secoli la via della seta. Raggiungiamo la zona della Cappadocia, dove antichissimi vulcani, che ancora svettano all'orizzonte, hanno riempito di pomice grandi vallate che nelle epoche successive sono state erose da acqua e vento o scavate dall'uomo, fino ad assumere le stupefacenti forme che oggi attirano turisti da tutto il mondo. Ma prima di visitare le mete classiche della regione il nostro programma prevede la sosta alla valle di Ilara. Questa valle è un canyon che solca invisibile l'altopiano, con chiese affrescate scavate nelle pareti che danno sul fiume. Ed è proprio nello stretto fondo della valle, dopo una ripida discesa, che ci sistemiamo in un campeggio sulla riva del fiume: il vicino villaggio ed il paesaggio sono splendidi. Il giorno dopo lunga passeggiata lungo il fiume per vedere le chiese, poi lasciamo la zona per raggiungere Derinkuyu, dove a partire dall'epoca Ittita gli uomini hanno scavato il sottosuolo dell'altopiano fino a creare una città di stanze, gallerie e porte di pietra che scendono per otto piani.
Dopo la visita di Ilara, dove ancora non giungono molti turisti, ci spostiamo a Goreme, centro della Cappadocia classica, e ci sistemiamo nell'omonimo campeggio con piscina che farà da base alle nostre escursioni nella zona.
Siamo ancora a metà tra l'Egeo ed il confine iraniano, ma da qui inizia il viaggio nella zona meno conosciuta della Turchia. Ormai siamo ambientati, siamo tutti pieni di soldi perchè la lira turca cambia un euro = 1.600.000 TL e la banconota più grande è da 20 milioni (circa 12 euro). I primi giorni ci voleva del tempo per contare gli zeri delle banconote, ma ormai riconosciamo facilmente i diversi tagli e paghiamo sorridendo conti di decine e centinaia di milioni, ed anche le nostre mance sono milionarie. In effetti a parte il carburante che costa quasi come in Italia, per il resto i prezzi sono molto bassi, alcuni campeggi costano 2-3 euro a camper, i ristoranti anche 7-8 euro a persona. Solo nella zona di Istanbul troveremo prezzi un po' più elevati.
Tappa successiva a Katha, dove ci sistemiamo nel bel campeggio annesso ad un hotel a 4 stelle, con una bella piscina. Il giorno dopo escursione in pullmino fino alla cima del monte Nemrut, dove erano rimaste per secoli sconosciute al mondo le rovine di due templi con statue colossali fatti costruire da Antioco Commagene. Il panorama si estende fino al lago sul fiume Eufrate ed anche le tappe, lungo il cammino, ai diversi siti archeologici sono interessanti.
Il giorno dopo dobbiamo prendere il traghetto per scavalcare l'Eufrate, ma un guasto gli ha impedito di fare le ultime corse. Mentre i marinai, sporchi di grasso e petrolio, armeggiano nella stiva sul motore, noi rimaniamo in fila e chiacchieriamo con i nostri compagni di attesa. Finalmente una grossa fumata nera ci avverte che il problema è risolto, ma dovremo attendere due corse perchè non riusciamo ad entrare tutti sulla chiatta.
Il tardo pomeriggio siamo in vista del lago Van, ma avendo avuto notizia di un altro monte Nemrut che vale la pena di visitare, propongo al gruppo la salita in camper, che comporterà poi la guida di notte fino al campeggio. Chi vuole può proseguire con Sara direttamente al campeggio, ma nonostante la giornata sia stata faticosa, tutti dimostrano entusiasmo ed al completo ci inerpichiamo per le pendici del vulcano. In cima siamo ripagati da paesaggi stupendi, infatti il grande cratere del vulcano spento è occupato da 5 laghi sulle cui rive i nomadi piantano le tende mentre i grandi greggi pascolano intorno o si muovono tra nuvole di polvere. Non abbiamo abbastanza tempo per vedere tutti i laghi ma la luce dorata del sole basso illumina i grandi spazi ed i grandi silenzi di questo luogo in una maniera irreale (vedi foto).
La sera si guida di notte e giungiamo quasi alle 22.00 al campeggio sulla riva del lago Van. La mattina una barca ci porterà di fronte, all'isola di Akdamar, dove sorge una splendida chiesa armena ricca di decorazioni. Il pomeriggio primo contrattempo ai nostri mezzi: un sasso si incastra nella ruote del gemellato di Mario, causando uno squarcio nel copertone. Un gommista locale applicherà una grossa toppa e la gomma tornerà come nuova....
Successivamente vedremo diversi luoghi notevoli di questa zona: lo spettacolare castello di Hosap, la fortezza di Van, le cascate di Muradiye, fino a raggiungere, dopo aver attraversato una zona interessata da colate laviche, la zona di Dugubayazit. Dopo una curva ecco apparire, inconfondibile con la sua punta coperta di ghiacciai, il monte Ararat. Non vi sono nuvole e lo spettacolo di questo monte conico alto 5200 metri è veramente stupefacente e riporta la mente alle descrizioni bibliche del diluvio universale. Ci fermiamo in un campeggio sotto la reggia di Ishak Pasha ed il giorno dopo con un escursione in pullmino visitiamo la reggia, i villaggi curdi, il sito dell'arca dove delle formazioni rocciose (legno pietrificato?) hanno la forma di un relitto, un cratere meteorico del 1920... e la fila lunga molti chilometri di camion che passano la frontiera verso l'Iran.
Nei giorni seguenti attraversiamo la zona montuosa che ci separa dal mar Nero non senza visitare luoghi di interesse. Come dimenticare le rovine della città di Ani con le sue chiese sull'orlo del canyon che segna il confine con l'Armenia, le chiese georgiane di Osk Vank e di Ishan, la lunghissima gola di Artvin, e come non ringraziare Franco che con il suo camper, più potente e maneggevole dei nostri, ha fatto la spola per portarci sulla stretta sterrata che sale ad Ishan?
In questa zona i campeggi sono molto pochi, così pernottiamo una volta nel parcheggio del migliore hotel di Kars, un'altra nel piazzale di una pompa di benzina dentro Artvin, un'altra nel campeggio su un promontorio sul lago Turtum, dove però non vi è doccia e scopriamo che l'acqua dei rubinetti viene direttamente dal lago (infatti il proprietario aveva detto che la doccia non serviva perchè vi era il lago). Si prosegue lungo la costa del Mar Nero, dove stanno costruendo un autostrada che corre per centinaia di chilometri praticamente sul bagno asciuga, rovinando sicuramente un eventuale sviluppo turistico della zona. Facciamo soste a Rize per la degustazione del te, alla chiesa di Aghia Sofia a Trabzon e soprattutto a Sumela dove ci sistemiamo in uno pseudo-campeggio in un allevamento di trote per visitare il famoso monastero costruito in un anfratto sul fianco della montagna tra vallate di abeti. Qualcuno risente di una certa stanchezza e preferisce precedere il gruppo verso il successivo campeggio sul mar Nero.
Dopo esserci ricongiunti si ritorna verso ovest non senza aver visitato le antiche rovine della capitale ittita di Hattusa ed il bellissimo museo delle Civiltà anatoliche di Ankara. Ultima giornata ad Istanbul, dove visitiamo i più importanti monumenti: il Top Kapi, Aghia Sofia, la Moschea blu, l'Ippodromo, la cisterna bizantina, il grande bazar ed il bazar egiziano; resta il tempo per fare una minicrociera sul Bosforo ed ammirare le ricche abitazioni antiche e moderne sovrastate dai due grandi ponti sospesi. Da Istanbul qualcuno prosegue via terra verso la Grecia, noi accompagniamo il gruppo a riprendere la nave che li porterà da Cesme a Brindisi.
Il viaggio è andato tutto bene, lamentiamo solo un paio di forature, un sasso che ha rotto un parabrezza, un altro sasso invece, lanciato da un teppistello, ha ammaccato la fiancata di un camper. Le strade si sono rivelate migliori del previsto, tranne alcuni tratti sterrati per lavori in corso, lunghi anche diversi chilometri, la Turchia sta migliorando notevolmente la condizione delle sue strade. Il tempo, che in Italia è stato pessimo, in questa zona non ha dato problemi. L'unica pioggia l'abbiamo avuta l'ultimo giorno ad Istanbul, ma non ha creato particolare disagio.
Rimane in noi non tanto il ricordo di alcune località splendide, quanto i grandi spazi ed i grandi silenzi di quei luoghi e la cordialità di un popolo che da sempre è nel crocevia delle civiltà.

Il gruppo nel cratere del monte Nemrut, sul lago Van (foto Franco Buglioni)

Altopiani di Nemrut sopra il lago Van

Giuseppe e Sara

Camper e Giramondo
Organizzazione a cura del C.T.A.

Camper e Giramondo Home Page