Camper e Giramondo Viaggi di gruppo in camper
per 5 continenti

www.camperisti.it - info@camperisti.it

Camper e Giramondo

camper gruppo
Viaggi Estivi:
Irlanda, Norvegia Baltico
Home
I nostri viaggi
Informazioni
Chi siamo
Viaggiatori

VACANZA in CAMPER a:

BRUXELLES - AMSTERDAM - KOPENHAGEN - BERLINO

PROTAGONISTI:

&#LINDA - PINO

ANTONELLA - ANGELO

LOREDANA - VINCENZO

E' una giornata tipica del periodo di inizio primavera, una leggera brezza rinfresca l'aria mitigando i caldi raggi del sole.

Linda, Io, Antonella e Angelo ci troviamo a Borgonovo Valtidone in visita alla nonna Giulia proprio nel bel mezzo di una gara di rally.

I motori rombanti delle auto stanno sfilando, a gara ultimata, per la premiazione tra due ali di folla festante accorsa per l'evento.

Il campanile della Rocca dove ha sede il Municipio di Borgonovo che campeggia la piazza nella quale si sta svolgendo la manifestazione sportiva rintocca sei colpi, sono le ore 18.00 è arrivato il momento di ritornare a casa tra due ore ci incontreremo con gli amici Loredana e Vincenzo con i quali quest'anno visiteremo quattro capitali Europee: Bruxelles, Amsterdam, Kopenhagen e Berlino.

 

 

 

24 Aprile 2008

Con i due camper viaggiamo tranquillamente, il traffico è scorrevole, la serata fresca e serena, al confine con la Svizzera ci sono poche vetture, nessun problema alla dogana.

Passata la mezza notte, comunicando con i walky-talky ci fermiamo in un autogrill dopo aver attraversato i 17 Km del traforo del San Gottardo, usciti dal quale ci accoglie un violento acquazzone.

La regione che stiamo attraversando è montagnosa visto le salite che stiamo percorrendo.

L'autogrill in cui sostiamo per dormire è circondato da montagne innevate, troviamo posto tra i numerosi camper (almeno trenta) tutti nostri connazionali e come loro ci prepariamo a trascorrere la notte in terra Elvetica.

25 Aprile 2008

Sono le ore 07.00 riprendiamo la strada, piove ancora tuttavia il cielo tende a rasserenarsi.

Il paesaggio Elvetico si combina tra montagne, vallate e colline dove sorgono piccoli villaggi, le case sono tutte identiche con il tetto spiovente, necessario per le condizioni atmosferiche visto che in queste zone la neve è frequente.

Alcuni villaggi ricordano i paesi che si vedono nella saga del film "SISSI Imperatrice d'Austria", case a due piani con balconi di legno, vasi di fiori multicolori, tetti spioventi, prati fioriti, animali al pascolo.

I colori delle bandiere NERO-GIALLO-ROSSO ci dicono che siamo entrati il Belgio.

Tramite il prezioso navigatore di Vincenzo ci dirigiamo sicuri verso il campeggio (royal camping) situato nelle vicinanze di Bruxelles.

Arriviamo che sono le ore 19.00, troviamo alla reception un nostro connazionale (pugliese) che ci accoglie e registra assegnandoci le piazzole.

I camper sono disposti l'uno dietro l'altro, lasciamo uno spazio tra i due per piazzarci il tavolo e le sedie.

Il campeggio non è molto grande, ci sono molte roulotte e una dozzina di camper due dei quali sono Italiani.

Nel caseggiato principale in legno dov'è ubicata la reception c'è anche un gran salone e il bar, all'esterno dei tavoli con sedie e ombrelloni.

Un po' più in la una struttura usata per il lavaggio delle stoviglie e ancor più distante i servizi igienici.

Il luogo dove ci troviamo e Wezembeek-Oppen che dista pochi Km da Bruxelles, le case a due piani non hanno recinzioni, inferriate, cancelli tutto e libero accessibile, le finestre non hanno persiane o tapparelle ma grandi vetrate con grandi tende all'interno, la strada è ben illuminata, nella piccola piazza del villaggio troviamo una chiesa, un'agenzia immobiliare e un piccolo albergo.

26 Aprile 2008

Il campeggio è situato in una zona silenziosa e tranquilla lontano da rumori, il sole si è alzato è una bella mattinata luminosa e serena.

Una passeggiata di 20 minuti e raggiungiamo la fermata del bus 76 che ci permetterà di raggiungere la stazione metropolitana per poi, con questa, giungere in centro città.

Durante il tragitto in metropolitana, consultando la cartina fornitaci dal nostro connazionale pugliese oramai naturalizzato, decidiamo di visitare per prima cosa l'Atomo che si trova nella zona nordest della città.

Usciti dalla metropolitana, un breve tratto a piedi ed ecco apparire la mastodontica struttura alta oltre 100 metri che con le sue nove sfere indica l'unione delle province che hanno dato origine alla Nazione Belga.

Vorremmo salire in cima per ammirare il panorama ma c'è una fila interminabile sia per salire sulla sfera più alta che per fare i biglietti, rinunciamo e ci consoliamo scattando delle fotografie.

Lasciamo l'Atomo e prendiamo un tram (N° 81) per recarci in centro città utilizzando sempre il biglietto valido 24ore acquistato in precedenza.

Lungo il percorso del tram, i palazzi non sono molto differenti tra loro, poca modernità si integra e si confonde con le strutture più classiche, lunghi e ampi viali tagliano la città in diverse direzioni, la capitale è attraversata da un canale il Bassin vergote dok.

Inaspettatamente il tram prende una direzione sotterranea affiancando così la linea metropolitana, cosa curiosa vedere il tram e la metro alla stessa fermata, cambiamo tram prendiamo il N° 56 due fermate e siamo in centro.

Pochi attimi e giungiamo nel cuore delle città alla Grand Place dominata dall'Hotel de Ville e circondata dalle case delle Corporazioni del XVII secolo, chiedo a due poliziotti dove posso trovare il bambino che fa pipì "Manneken Pis" simbolo della città.

 

La leggenda vuole che un bambino, facendo pipì, abbia spento una miccia collegata ad una carica esplosiva che avrebbe certamente distrutto la città.

Pochi passi e raggiungiamo tra le vie adiacenti la piccola statua dove naturalmente i turisti si accalcano per le foto di rito.

Le nostre pance vuote ci dicono che è giunta l'ora di trovare un posto per mangiare qualcosa, scorgo l'insegna di una pizzeria, entrati nel locale siamo accolti da nostri connazionali Romani Claudio e Mimmo, scambiamo qualche battuta scherzosa con i "Cesaroni" trasferiti a Bruxelles per lavorare.

Saziati e soddisfatti, lasciamo i pizzaioli Romani e riprendiamo la nostra visita.

Numerose persone, maggiormente turisti come ovvio, affollano le vie cittadine pulite e ordinate, nei numerosi negozi di souvenir le persone entrano ed escono in continuazione in cerca di cose a loro gradite pure l'odierno mercato con molte bancarelle e assiepato di persone, anche noi ci conformiamo.

Dopo lo shopping prendiamo il bus panoramico, il pulman sosta il tempo strettamente necessario dinnanzi alle varie attrattive per scattare delle fotografie, ammiriamo: il Palazzo Reale, Notre Dame du Sablon, la Tour Japonaise, il Palazzo Reale, l'arco di Trionfo, la Cattedrale di Sain-Michel, la Borsa, il Palazzo del Parlamento Europeo.

27 Aprile 2008

Percorriamo circa Km 200 per giungere nella Capitale Olandese, il paesaggio cambia quando lasciamo il Belgio ed entriamo in Olanda la campagna pressoche piatta predisposta al pascolo e a coltivazioni, come in precedenza piccoli villaggi con i tetti tutti uguali si inseriscono armoniosamente nella pianura Olandese.

Il Gasper Camping Amsterdam, dove sostiamo, è molto grande, pulito, ordinato e silenzioso, il regolamento estremamente severo del campeggio ci impone, tra le altre cose, di posteggiare tutti nello stesso senso, cioè con il muso del camper rivolto verso la strada per facilitare l'esodo in caso di necessità.

A pochi passi dal campeggio è convenientemente ubicata la fermata della metropolitana.

Acquistiamo i biglietti al distributore automatico, dopo averli timbrati saliamo sul convoglio N° 54 che ci porterà in centro alla stazione centrale, praticamente al capolinea opposto.

Arrivati a destinazione, saliamo i pochi gradini e usciamo in superficie.

Siamo ad Amsterdam ci pervade un po' d'emozione forse perché ci troviamo in una delle città più chiacchierate d'Europa o forse per le nostre aspettative da confrontare ciò che conosciamo con quello che vedremo.

L'antica struttura della stazione campeggia la grande piazza, che in questi giorni è occupata da lavori stradali, dove si snodano le strade percorse da vetture, tram e da innumerevoli biciclette, le barche per i turisti navigano sulle acquee, non proprio pulite nel sottostante canale, sul lato sinistro si nota una chiesa.

Acquistiamo l'amsterdam-card convenzionata con diverse possibilità, (trasporti, musei, battello, ristoranti e altro) valida per 48ore, costo singolo 43euro.

Utilizziamo immediatamente la card salendo, gratuitamente, sul battello che ci mostrerà la città navigando tra gli innumerevoli canali con cui la capitale è conosciuta.

Nella navigazione, purtroppo siamo senza audioguida, il battello ne e sprovvisto.

Molte barche di diversa taglia sono ormeggiate ai lati dei canali che ne restringono il passaggio, incrociamo barche con a bordo soprattutto giovani che navigano lentamente quasi come se passeggiassero e tutti tengono tra le mani la bionda bevanda molto consumata qui nel nord Europa, alcuni addirittura cucinano.

Il paesaggio è pressoché uguale ovunque: canali, ponti, viali alberati, bar, le case senza persiane o tapparelle, poche auto parcheggiate, persone e molte, molte biciclette.

Sbarcati proseguiamo a piedi percorrendo il lungo viale principale Damrak, molte persone affollano il marciapiede dove si trovano locali di diverso genere, souvenir, alimentari, bar con ragazze che servono i clienti con abiti ridotti all'essenziale, un casinò, quasi tutti concentrati nel lato destro della strada.

Alla fine del viale si trova Piazza Dam con il suo caratteristico obelisco, più in la sulla destra è installato un parco divertimenti proprio in mezzo al traffico cittadino, sono colpito e sorpreso nel vedere i ragazzi sorvolare con le attrazioni delle giostre i tram, le automobili e le biciclette che passano sotto di loro.

Come bravi turisti non ci sottraiamo alla tentazione di visitare il quartiere a luci rosse così caratteristico ad Amsterdam e famoso nel mondo, camminando giungiamo tra i canali e le vie che ospitano le famose vetrine e i locali che offrono divertimenti sessuali per tutti i gusti.

Forse per via dell'ora (sono le 18.00) molte vetrine sono vuote o hanno le tende accostate, osserviamo con curiosità le poche dove le ragazze si offrono e attendono i clienti per poi chiudere le tende e lavorare, l'interno è fornito dell'essenziale per svolgere le loro prestazioni.

Come noi, molti altri turisti affollano i canali, nel frattempo si sono accese le luci rendendo ancora più suggestivo e colorato il paesaggio.

Nostri connazionali non perdono occasione per fare commenti spiritosi quanto fantasiosi soffermandosi tra le vetrine che devo dire non ospitano grandi bellezze, le ragazze sono in maggioranza di colore o sudamericane (dai lineamenti e dall'idioma) addirittura alcune sono di taglia extra, extra ma extra large.

Lasciamo il quartiere a luci rosse che tutto sommato non ha suscitato in noi grandi emozioni, continuiamo a passeggiare tra le vie, ponti e canali, le persone che incrociamo sono di ogni tipo, di ogni età, di ogni colore è proprio una città multi tutto.

Non si vedono agenti di polizia, segno di una certa tranquillità.

 

28 Aprile 2008

Siamo al quarto giorno del nostro viaggio, abbiamo fatto una specie di programma, oggi utilizzando la card visiteremo: la casa di Anna Frank, il Museo di Van Gogh, il Museo di Rijks e un Mulino a Vento.

Sono le ore 8.00, la casa-museo ha da poco aperto al pubblico, una breve fila di visitatori si snoda sul marciapiede sotto la storica e famosa abitazione di una ragazza che, con la sua famiglia ed altre persone cercò di sottrarsi alla furia omicida dei nazisti durante la seconda guerra mondiale.

Acquistato i biglietti (in questo caso la card non è utilizzabile) seguiamo il percorso segnato con delle frecce.

In una prima stanza con l'ausilio dell'audioguida possiamo seguire, nella nostra lingua, il filmato che sta andando in onda attraverso alcuni televisori appesi alle pareti.

Racconta brevemente del periodo antecedente la conquista da parte della Germania, dell'Olanda, del Belgio e parte della Francia.

Seguendo il percorso saliamo una piccola scala di legno che ci porta al primo piano dove attraverso un passaggio segreto nascosto da una libreria, dal quale si accede al piano superiore.

Sempre con scale percorribili uno per volta o per salire o per scendere, al secondo piano troviamo la cucina, due piccole stanze da letto e il gabinetto, tutto ciò ospitava quattro famiglie, circa una dozzina di persone, le loro foto sono esposte alle pareti della casa.

Tutte queste persone dovevano osservare un totale silenzio durante il giorno per non insospettire gli operai che lavorano nel sottostante magazzino dove in precedenza il papà di Anna ne fu il direttore.

Sono toccato e commosso nel trovarmi di persona dentro la storia di una ragazzina dal volto allegro con lo sguardo curioso desideroso di conoscere, sapere ma che l'orrore di una guerra assurda quanto brutale ha spento per sempre, solo il padre Otto Frank ha fatto ritorno in quella casa e guardando la foto che campeggia in solitudine su una parete, ho immaginato cosa abbia provato nel ritrovarsi lì unico superstite.

Prima di uscire dalla conosciuta e visitata casa del famoso diario, scrivo due righe di ringraziamento in un libro posto su un tavolo che raccoglie le impressioni dei visitatori.

 

Prendiamo il tram N° 2 che ci porta dove sappiamo trovarsi il museo di Van Gogh.

Utilizzando la card entriamo gratuitamente nel famoso museo per ammirare alcuni dipinti del geniale pittore ed altre tele di altrettanti famosi pittori tra i quali l'amico Rembrant con il quale Van Gogh ha condiviso molti anni della sua vita artistica.

Terminata la visita riprendiamo ancora il tram N° 2 fino al suo capolinea dov'è situato un mulino a vento, visitabile gratuitamente grazie alla preziosa card.

Arrivati al capolinea del tram seguiamo le indicazioni come in una caccia al tesoro fino ad arrivare alla meta.

L'ingresso del mulino è costituito da un negozio di souvenir dove ci accolgono due sorridenti signore che in inglese ci spiegano che la visita avrà inizio subito con qualcuno che ci guiderà parlando la nostra lingua.

Un simpatico, allegro e spiritoso mugnaio c'invita a seguirlo, entriamo in un locale dov'è allestito un plastico di un mulino e un piccolo villaggio, la nostra guida si spiega l'utilità dei mulini non solo per macinare ma anche per salvaguardare l'Olanda dall'acqua.

Uscendo all'esterno del mulino ci viene spiegato il funzionamento della vite senza fine, inventata da Archimede, per spostare l'acqua da un canale ad un altro, quando la stessa supera i 2,10 metri, quota attuale dove l'OLANDA si trova sotto il livello del mare.

Proseguendo saliamo al primo piano dove un secondo plastico ci mostra il funzionamento delle pale, le quali sono orientabili manualmente prendendo così il vento in tutte le direzioni, le possiamo vedere da vicino uscendo in una specie di terrazzo, rientrati saliamo ancora di due piani utilizzando strette e ripide scale di legno per visitare e vedere il movimento degli ingranaggi.

Scesi al piano sottostante la simpatica guida ci invita ad accomodarci, un filmato nella nostra lingua concluderà la nostra visita.

Il filmato tratta la vita di Rembrant altrettanto famoso e conosciuto artista Olandese.

Il filmato è molto istruttivo, apprendiamo in poco tempo cose che riguardano il pittore che, probabilmente non avremmo saputo se non ci fossimo trovati qui.

Facciamo acquisti nel negozio di souvenir, scriviamo anche qui due righe su un libro bianco come nella casa di Anna Frank, paghiamo i nostri acquisti, salutiamo e usciamo.

 

 

Ci avviamo al capolinea del tram N°2 per tornare in città direzione, la famosa casa produttrice della birra heineken per visitarla, ma in verità per approfittarne, purtroppo è chiusa ci sono lavori di ristrutturazione, con molta delusione e con la bocca asciutta andiamo al nostro ultimo appuntamento prima che chiuda.

Siamo all'interno del museo di Rijks, ingresso gratuito con l'amsterdam-card, magnifici dipinti di Rembrant colpiscono i nostri sguardi, altre meraviglie sono custodite in questo museo, riproduzioni fedeli in scala di galeoni e poi dipinti, armi, stoviglie, gioielli e tanti altri splendidi oggetti.

Siamo proprio dei bravi turisti, nel tempo a nostra disposizione cerchiamo di dare il massimo.

Usciamo praticamente che è ora di chiusura, ci riposiamo un po' su una panchina prima di riprendere a ritroso il nostro cammino per tornare in campeggio.

29 Aprile 2008

La mattina e grigia e uggiosa, nel percorso inserito nel tom-tom ci fermiamo per una doverosa sosta allo sbarramento costruito appositamente, dagli Olandesi, per impedire che il mare possa inondare il loro Paese.

Questa diga ha una lunghezza di circa 30 Km ed è percorsa da ogni tipo di veicolo.

Proseguendo nel tragitto autostradale si nota che la campagna è organizzata a lotti pronti per la coltivazione ed altri lasciati al pascolo, si vedono mucche, capre, pecore, cavalli, poni.

Non si notano coltivazioni di tulipani anche se numerose serre lasciano intuire che al loro interno ci siano i tipici e famosi fiori Olandesi.

Dopo oltre un'ora di viaggio nei pressi di Groningen, in lontananza vediamo avvicinarsi sempre più variopinte zone colorate, ecco finalmente delle coltivazioni dei famosi fiori, intere distese in linea sia verticale che orizzontale di tulipani viola, rossi, gialli, bianchi sono però lontane e alla nostra sinistra, Angelo fa del suo meglio per riprendere con la telecamera i fiori così mirabilmente allineati.

Continuando la marcia finalmente un po' di fortuna, sulla destra si intravede in lontananza avvicinarsi un'area coltivata a tulipani, nelle vicinanze ci sono dei lavori stradali che ci impongono di rallentare, niente di meglio per Angelo che ha così la possibilità di effettuare un'ottima ripresa di quella distesa colorata dei fiori simbolo dell'Olanda.

Giungiamo al campeggio Wohnmobilplatz Johannisberg "Gruner Brink" a Puttgarden cittadina Tedesca posta ai margini di una sorta di penisola sul mare del nord che sono le ore 21.00, vediamo una luce accesa in un caseggiato, parcheggiati i camper Vincenzo ed Io ci rechiamo negli uffici per avere informazioni.

Entriamo nella struttura che accoglie diverse soluzioni: recepton, bar, ristorante e un salotto, ci sono tre persone che stanno giocando a carte, chiediamo (nel nostro inglese) se il campeggio è aperto e se c'è posto per due camper, un signore barbuto chiude le sue carte lasciandole sul tavolo e alzandosi silenzioso si dirige dietro il bancone del bar dove è allestita la reception e inizia a compilare un foglio chiedendoci in Inglese: quanti siamo, quante notti ci fermiamo se vogliamo l'elettricità, le solite cose.

Espletate le formalità e parcheggiato convenientemente i nostri camper ci prepariamo per la cena, Loredana e Vincenzo usufruiscono della cucina del ristorante del campeggio che il gentile signore barbuto apre per l'occasione.

Sta ancora piovendo larghe pozzanghere si notano sul terreno, spero che lo stesso possa drenare la pioggia altrimenti chissà che razza di piscina diventa questo posto, pensavo.

Dopo una lunga giornata di viaggio siamo stanchi, ci attardiamo ancora qualche minuto usufruendo della toilette, che scopriamo molto migliore di quanto a prima vista il campeggio piccolo e spartano non ci abbia dato, seppure i bagni siano semplici sono puliti e ordinati e cosa ancor più interessante l'ambiente e riscaldato da termosifoni elettrici e l'acqua che sgorga dai lavandini e dalle docce è calda.

30 Aprile 2008

Ci svegliamo tutti di buon mattino, (il fatto di alzarsi presto al mattino è diventata una condizione essenziale per chi come noi non ha molto tempo per visitare le città) una ragazza è impegnata a pulire i bagni che sono momentaneamente inaccessibili, vedo Vincenzo avvicinarsi alla ragazza, sento chiaramente i due parlare in dialetto campano, la ragazza è nostra connazionale, scambio con lei qualche battuta, mi sembra felice di potersi esprimere in Italiano Lei che si trova per lavoro così lontano dal suolo natio.

Sono le ore 8.00 ci accomodiamo in uno dei tavoli del locale multi funzione, mentre il barbuto personaggio armeggia con la macchina del caffè, da una porta entra una signora che sorridendo ci saluta e si dirige nella cucina uscendone pochi minuti più tardi con la nostra colazione così composta: pane bianco e nero (tipico della Germania), fette di Emmental, fette di salame a pasta fine, burro, pomodori, cetrioli, marmellata di ciliegie e tanto caffè (leggero ma ben caldo).

Spazzoliamo via tutto mostrando di gradire, io in particolare, l'abbondante e tipica colazione Germanica.

Regoliamo il conto e salutiamo il simpatico signore barbuto che con garbo si è occupato di noi nel nostro breve soggiorno nel suo campeggio e ci avviamo raggiungendo pochi minuti più tardi il casello per l'imbarco del traghetto per la Danimarca.

Al casello siamo i soli in quel momento del mattino, facciamo i biglietti e ci disponiamo nella fila assegnataci ed attendiamo l'arrivo del traghetto.

Ecco arrivare il traghetto, con la prua alzata attracca lentamente nel porto, disciplinatamente gli automezzi che contiene lasciano la nave.

La grossa pancia del traghetto ora è vuota, tocca a noi riempirla lentamente le file di automezzi che nel frattempo si sono formate, lasciano il porto di Puttgarden imbarcandosi sulla grande barca.

Servono circa 45 minuti per raggiungere la costa Danese a Rodbyhavn, durante l'attraversata prendiamo visione della nave curiosando nei locali riservati ai passeggeri dove troviamo: un mini market, un ristorante, un self-service, un bar, un negozio di profumi e pelletteria, ci sono anche delle slot-machine ed un ufficio cambia valute perché, se pur la Danimarca fa parte della Comunità Europea non ha adottato l'Euro quale moneta unica mantenendo ancora la Corona.

 

Usciamo sul ponte, la giornata è grigia, c'è foschia, il mare è calmo, l'attraversata è tranquilla senza scossoni.

Attracchiamo nel suolo Danese che sono le ore 10.30, sbarcati dal traghetto ci avviamo, seguendo il tom tom di Vincenzo, in direzione della Capitale che dista circa 150 Km.

Si nota un paesaggio simile al nostro, la campagna lascia il posto a fabbricati e capannoni tipici delle periferie delle grandi città industrializzate.

Arriviamo al campeggio Absalon che sono le ore 13.40 che è molto grande, ci sono: bungalow, roulotte e camper i bagni sono abbastanza grandi ed accoglienti, lavandini e docce hanno acqua calda corrente.

Muniti di cartina e delle informazioni ricevute alla reception, usciamo per visitare la Capitale Danese.

Non desideriamo pranzare, siamo ancora sazi della lauta colazione consumata in prima mattina a Puttgarden.

Ci rechiamo alla vicina stazione che raggiungiamo camminando per circa 15 minuti, facciamo i biglietti nel distributore automatico ed attendiamo qualche minuto prima dell'arrivo del treno che ci porterà alla stazione centrale.

Dopo nove fermate eccoci a Kopenhagen siamo emozionati, ci troviamo nella Capitale dei Vichinghi.

La giornata è un po' grigia, il sole si nasconde tra le nuvole, non fa freddo, sebbene l'aria sia fresca.

Pochi passi e giungiamo nella Piazza del Comune (Radhuspldsen) sulla facciata del Municipio è incastonata la statua d'oro del vescovo Absalon, sulla sinistra del palazzo, la statua in bronzo di H. A. Andersen l'immortale scrittore di fiabe per bambini. Sull'angolo di un palazzo che si affaccia sulla piazza si trova un enorme termometro che segna la temperatura, oggi è di 12 gradi centigradi, alla sommità del termometro (quasi sul tetto) si trova una sorta di doppia finestra dove si trovano due statue che raffigurano: una ragazza con l'ombrello che simboleggia il cattivo tempo e al suo fianco l'altra ragazza in bicicletta che simboleggia il bel tempo, in questo momento nessuna delle due figure è del tutto fuori quindi si rispecchia esattamente la giornata grigia e fresca.

Percorriamo le vie del centro affollate di persone con negozi di ogni genere anche di marchi Italiani.

Nel nostro passeggiare cerchiamo una fermata del bus panoramico, osservando con curiosità lo stile neoclassico della città.

Alla fine del Corso Stroget giungiamo in un'altra piazza dove si trova uno splendido palazzo che ospita l'ambasciata Francese, proseguendo poco più in la si arriva lungo un canale, utilizzato in passato come porto, dove sono ormeggiate molte barche di ogni dimensione, una ha issato sull'albero maestro la bandiera nera dei pirati con tanto di teschio, sul lato sinistro del canale per tutta la lunghezza della via una quantità indefinita di bar offrono ai clienti ristoro con tavoli ombreggiati e sulle sedie una coperta nel caso la giornata non fosse delle migliori.

Ci tratteniamo consumando le nostre ordinazioni e commentando le novità che stiamo vivendo senza l'ausilio delle coperte, nel frattempo il cielo si è aperto lasciando passare i caldi raggi del sole.

Proseguiamo sempre alla ricerca della fermata del bus panoramico, mentre ci dirigiamo consultando la cartina della città dove si trova la sirenetta.

La leggenda vuole che, una moglie aspettando il marito che ritornasse dal mare si sia, nell'attesa, trasformata in statua.

In tutto questo camminare scopriamo che, il servizio del bus panoramico termina alle ore 16.00 ecco perché non se ne vedeva più, mentre i negozi alle ore 18.00 chiudono i battenti, ce ne accorgiamo perché all'interno di un negozio di souvenir il titolare, in Francese e garbatamente, ci comunica che è giunta l'ora di chiusura.

La sirenetta è ancora lontana da raggiungere a piedi, il sole sta calando, ritorniamo sui nostri passi.

Rientrati in campeggio ci alterniamo alle docce e mentre io sto preparando il tavolo all'esterno per la cena, Loredana chiede ad Angelo le immediate condizioni meteo, Angelo risponde, alzando gli occhi al cielo, che non mancherà molto all'arrivo della pioggia, faccio gli scongiuri verso questa catastrofica previsione, ma come nelle nefaste profezie inizia veramente a piovere, la tentazione di strozzare Angelo è molto forte si è però salvato perché in quel momento non era presente era sotto la doccia.

Munito di ombrello e in accappatoio anche io mi reco alle docce.

Si cena sul camper poi una partita a carte al termine della quale come per incanto smette di piovere proprio, quando è l'ora di andare a nanna, mi riprende la voglia di strozzare Angelo, ma dov'è, non c'è e andato al bagno, salvo per la seconda volta.

Buona notte, domani e previsto per tutto il giorno la visita alla Capitale della Danimarca, Kopenhagen.

 

01 maggio 2008

Ha piovuto per quasi tutta la notte, di buon mattino accendo un po' il riscaldamento per togliere l'umidità e preparo il caffè.

Suona la sveglia del mio cellulare sono le ore 07.00.

Sveglia dormiglioni è ora di fare i turisti.

L'aroma del caffè si spande per tutto il camper ed ecco che come rapiti dal tentatore profumo i miei compagni di viaggio si alzano dai loro giacigli, anche Loredana e Vincenzo sono svegli, ci salutiamo attraverso le finestre dei camper che sono l'uno accanto all'altro.

Tornati in città, seguendo il percorso del giorno precedente, purtroppo il tempo è impietoso nuvole nere scaricano al suolo il loro contenuto di pioggia, muniti di ombrelli troviamo il bus panoramico per la visita guidata.

Siamo a bordo del pulman, necessariamente coperto visto le avverse condizioni atmosferiche, forniti di cuffie collegate all'audioguida selezionata nella nostra lingua, attendiamo pochi minuti che il bus inizi il giro turistico.

Credo che l'idea di utilizzare questo mezzo per visitare la città sia un'ottima soluzione che però va integrata con un'ulteriore visita a piedi per vivere meglio, per assaporare meglio il quotidiano dei suoi abitanti.

Consultando un opuscolo ricevuto unitamente ai biglietti sappiamo che alle ore 12.00 al Palazzo Reale ci sarà il cambio della guardia, prima però il pulman sosta qualche minuto dinnanzi alla statua della sirenetta per consentirci di ammirarla e allo stesso tempo scattare delle fotografie, un colpo di clacson ci avverte che il bus è pronto a riprendere il giro, arriviamo al Palazzo Reale che sono le 11.30, tre guardie presidiano il loro posto di guardia (copricapo di pelliccia, giacca blu scuro con cintura bianca incrociata sul busto, pantaloni blu con banda bianca) dei poliziotti controllano il flusso dei veicoli nella piazza, mi avvicino ad uno di loro e chiedo, nel mio inglese, come si svolgerà la cerimonia, il gentile poliziotto mi spiega che dal posto di guardia uscirà il drappello che presidia il palazzo, mentre dalla via adiacente arriverà un secondo drappello per il cambio, vedo delle righe sul terreno immagino che i militari debbano fare un percorso prestabilito, chiedo nuovamente al poliziotto dove per me e meglio piazzarmi, l'agente mi indica dove mettermi perché c'è un tracciato che le guardie devono percorrere, proprio come avevo immaginato, ringraziandolo prendo posizione sotto una lieve pioggerellina, copro la mia macchina fotografica con il giubbotto, Linda è al mio fianco, gli altri si attardano alla toilette.

L'ora che i militari svolgano il loro servizio si sta avvicinando, mancano cinque minuti a mezzogiorno, i turisti sono tutti schierati all'interno delle linee tracciate al suolo, i poliziotti sorvegliano che le persone rispettino il protocollo, i compagni ancora non arrivano.

Ecco uscire dal corpo di guardia sei militari comandati da un ufficiale, non conosco bene le uniformi ma immagino che sia così dappertutto in queste occasioni, dalla via adiacente ecco arrivare, a passo di marcia, il drappello della guardia che darà il cambio, sono in sette comandati sempre da un ufficiale, che curiosamente mi accorgo è di colore, i nuovi arrivati si dispongono di fronte ai compagni ed inizia il cerimoniale.

Finalmente le tre guardie che presidiavano le loro postazioni sono sostituite, il drappello che ha dato il cambio, ritorna su i suoi passi e gli altri rientrano nel posto di guardia e tutto si conclude.

La leggera pioggerella non ha turbato la manifestazione, ci riuniamo agli altri che visto il piccolo ritardo hanno trovato posto in un'altra zona della piazza e riprendiamo il bus panoramico per proseguire il giro turistico.

Durante il tragitto ammiriamo i preziosi reperti che qualificano la nordica città: la Sirenetta, Tivoli, il Castello di Rosemborg, la fontana dei Draghi, H. A. Andersen.

Terminato il tour, ritorniamo in centro, piove ancora, troviamo un ristorante dove mangiare qualcosa e ripararci dalla pioggia.

Si avvicina il personale del ristorante per le ordinazioni, semplifico le cose, con Linda portiamo il cameriere all'esterno del locale dove sono esposte le fotografie dei piatti che sono serviti, dopo una rapida quanto esauriente spiegazione delle portate facciamo la nostra scelta e rientriamo.

Ecco arrivare le nostre pietanze, per me della sogliola impanata, per Linda una cotoletta di maiale che dividiamo per assaporarne il gusto, il piatto pulito come appena lavato conferma che abbiamo trovato di nostro gradimento entrambi le vivande contornati da verdure e patate fritte, anche i nostri compagni di viaggio fanno la stessa cosa con le loro ordinazioni.

La pioggia non accenna a cessare, ci vuole ben altro per fermare dei turisti come noi che sono decisi e determinati.

Senza perderci d'animo usciamo dal ristorante e riprendiamo il bus panoramico che ci riporti al (Museo) Castello di Rosemborg (il biglietto è valido per tutto il giorno su tutti i bus di quella linea) quindi ne approfittiamo per farci portare alla destinazione prescelta.

Nel (Museo) Castello di Rosenborg, sorvegliato da guardie armate, sono conservate numerose meraviglie (come a Vienna) difficili da descrivere.

Questo Castello costruito da Christian IV (contemporaneo di Luigi XIV) custodisce tra le tantissime cose: magnifici arazzi, nella sala del trono tre leoni in argento a grandezza naturale, specchi, porcellane, nel sottosuolo che possiamo visitare all'interno del caveau si trovano le corone della Monarchia della Danimarca e poi gioielli, oggetti preziosi, avorio finemente lavorato, spade con gemme incastonate nell'impugnatura, armi da fuoco, abiti impreziositi da pietre preziose.

Sono totalmente rapito e affascinato da tanta magnificenza.

 

Terminata la visita uscendo dobbiamo farcela a piedi sono le ore 17.00 e il servizio dei pulman panoramici cessa alle ore 16.00 almeno ha smesso di piovere.

Ritroviamo le case gialle che il Re Frederik IV fece costruire appositamente per gli ufficiali della sua Marina.

La tradizione vuole che alla finestra venga posto un cane di porcellana che, se volge il muso alla finestra significa che il marinaio è in casa, viceversa se il didietro del cane è a contatto del vetro della finestra significa che la moglie è sola.

Notiamo su una finestra un cane di porcellana che guarda fuori dalla finestra e ci chiediamo se la tradizione in quella casa è stata rispettata.

Dopo una lunga passeggiata, ci accomodiamo all'esterno di un bar nelle adiacenze della stazione per bere qualcosa e riposarci dalla lunga camminata.

Notiamo dei tifosi festanti cantare perché oggi la loro squadra ha vinto, mentre gli sconfitti mestamente camminano a testa bassa, entrambi vincitori e vinti tengono nelle mani delle bottiglie di birra si festeggia e ci si consola tutti nella stessa maniera.

 

02 Maggio 2008

Di buon mattino prendiamo la strada in direzione di Gedser per imbarcarci sul traghetto che ci porti in Germania a Rostock.

In queste zone nella campagna si inseriscono ordinatamente i villaggi che incontriamo armonizzandosi con il paesaggio.

Arriviamo all'imbarco che sono le ore 10.50, acquistati i biglietti ci uniamo ai pochi viaggiatori che in quel momento si trovano diligentemente allineati nelle file assegnate dove anche noi ci accodiamo e da buoni Italiani ci prepariamo un buon caffè.

Occorre circa 1ora e 30 minuti per giungere sulla costa Tedesca, passiamo il tempo giocando a carte.

Trovato un tavolo che si presti allo scopo, incominciamo a distribuire le carte, trascorriamo così il tempo dell'attraversata tra uno sguardo all'orizzonte attraverso le vetrate panoramiche e l'arrabbiarsi con i soci perché invece di giocare un carico, si è giocato una scartina.

Arriviamo al Dcc Campingplatz Kladom di Berlino che sono le ore 18.00.

La serata e serena e luminosa ci sono quindi le condizioni per una bella riunione tutti insieme fuori all'aria aperta.

Per cena sono previste delle bistecche che Angelo ha confezionato sotto vuoto e che io cucino nelle piccole griglie usa e getta, per contorno patate fritte che le nostre signore hanno acquistato presso il mini ristorante del campeggio.

Siamo tutti riuniti intorno al desco serale trascorriamo allegramente la serata dando fondo alla bottiglia di grappa di Vincenzo e di nocino della nonna Giulia.

03 Maggio 2008

Pagato il conto del campeggio utilizzando sempre il navigatore di Vincenzo ci dirigiamo allo stadio olimpico dov'è ubicata la fermata del treno più vicina a noi in quel momento, durante il tragitto lungo la strada che costeggia un fiume, notiamo un gruppo di naturalisti, i quali, nudi stanno facendo il bagno, penso: "che freddo".

Dopo nove fermate arriviamo alla stazione centrale di Berlino, noto che sotto e sopra di me corrono delle linee ferroviarie, sono colpito ed ammirato nel trovare delle soluzioni così avveniristiche in una stazione ferroviaria.

Dalla discesa dal treno è necessario percorrere due rampe di scale per accedere al piano terra.

Prima di uscire facciamo i biglietti per il bus panoramico, la fermata si trova a pochi passi fuori della stazione, il personale addetto al controllo dei biglietti ci invita a sbrigarci il pulman è in partenza, infatti, appena saliti e non ancora seduti il bus si avvia, quella era solo una fermata non il capo linea, iniziamo cosi la nostra escursione.

Nel giro turistico ammiriamo la città che scopriamo essere molto bella e moderna, grandi viali alberati, molti parchi affollati, strade pulite, palazzi moderni, monumenti (quelli che la seconda guerra mondiale ha risparmiato) e proprio una gran bella città con un progetto di metropoli a misura d'uomo per i tre milioni e quattrocentomila suoi abitanti.

Terminato l'interessante giro turistico e ritornati alla stazione notiamo lungo le sponde del fiume dei locali dove le persone stanno mangiando, pensiamo che sia simpatico assaggiare qualche piatto locale seduti in riva al fiume.

Prima di accomodarci vogliamo vedere come e cosa si sta preparando di commestibile, utilizzando l'inglese ma soprattutto a gesti, facciamo le nostre ordinazioni tra le quali una patata al cartoccio cotta al forno e riempita, abbondantemente, di maionese ed erba cipollina.

Mangiamo con gusto appagando i nostri sensi e riempiendo le nostre pance, prima di riprendere il treno che ci riporti ai nostri camper facciamo gli ultimi acquisti di souvenir nei negozi che si trovano all'interno della grande stazione Hauptbahnhof.

 

Con i nostri pacchetti saliamo sul convoglio il quale è gremito di tifosi che si recano allo stadio, arrivati a destinazione il treno praticamente si svuota, una lunga fila di tifosi festanti si snoda lungo il marciapiede sotto l'occhio vigile di alcuni poliziotti.

La polizia sorveglia e dirige le operazioni, lasciamo la zona senza nessuna difficoltà, sono le ore 15.30 partiamo.

Nel tempo che ci rimane oggi, dobbiamo fare in maggior numero di chilometri prima di sostare per la notte.

Alle 20.30 ci fermiamo in un autogril nei pressi di Augsburg dove ci sono già molti camion in sosta, una roulotte e due camper, anche noi prendiamo posizione e prepariamo la cena.

Sono le 23.30 ci prepariamo a passare l'ultima notte in terra straniera, domani pomeriggio saremo a casa, buona notte.

 

04 Maggio 2008

E' domenica mattina, ultimo di questi splendidi 10 giorni di vacanza, lasciamo l'autogrill che sono le ore 8.30 destinazione casa.

Nella campagna Tedesca si alternano cascine, piccoli villaggi tra pascoli, coltivazioni, boschi e colline, il tutto circondato da montagne, le quali delimitano il confine con l'Austria e la Svizzera.

Ci avviciniamo al traforo del San Bernardino, in Svizzera, non troviamo coda alla dogana, le montagne sono innevate, una coltre bianca avvolge quasi tutte le vette, alcune pareti e le pendici, la strada che percorriamo ci porta talmente vicino che possiamo raccoglierla per giocare a palle di neve.

Stiamo percorrendo i 7 Km del traforo a 80 Km/h, non c'è molto traffico entrando in Svizzera, mentre una lunga coda di veicoli si snoda nel senso inverso.

Usciamo dal San Bernardino cominciamo a scendere, uso le marce basse cercando di risparmiare i freni vista la lunga e ripida discesa.

Raggiungiamo l'autostrada che sono le ore 13.30 ci fermiamo in un autogrill tra Roveredo e Bellinzona.

Un'ultima sosta, l'ultimo pranzo di questo meraviglioso viaggio.

Parcheggio che sono le ore 17.00, riporto tutto in casa svuotando il camper di ogni cosa, telefono a tutti d'essere arrivato e mi rilasso un momento prima di riassettare.

Si conclude così questa nostra meravigliosa vacanza.

 

CONCLUSIONI

Abbiamo percorso circa 3.400 Km, visitato 4 capitali del Nord Europa BRUXELLES - AMSTERDAM - KOPENHAGEN - BERLINO.

Abbiamo avuto la possibilità di vedere territori e paesaggi di Paesi lontani, siamo stati partecipi, anche se per pochi giorni, della vita di popoli con abitudini differenti dalle nostre, ammirato splendidi monumenti e meravigliosi reperti che raccontano la storia dei Paesi visitati, trovato freddo e pioggia, simpatia e cordialità e per finire la compagnia è stata dir poco insuperabile.

Pino

Camper e Giramondo Home Page