Camper e Giramondo Viaggi di gruppo in camper
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Camper e Giramondo

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California e Arizona

PARTECIPANTI: 4 adulti e 2 bambini di 10 anni.
COSTO TOTALE: poco più di 4 milioni a testa, compresi i bambini.
DOCUMENTI: passaporto (non serve il visto), patente, molto consigliata la carta di credito e un'assicurazione medica.
MEZZI DI TRASPORTO: aereo + camper.
ITINERARIO: Bologna-Monaco-Los Angeles-San Diego-Joshua Tree-Grand Canyon-Sequoia Park-San Francisco-L.A.
PERIODO: Dal 28 giugno al 15 luglio 2001
PRINCIPALI ATTRATTIVE: Parchi naturali, città, Oceano Pacifico,deserto, zoo di San Diego, Acquario di Monterey.

Il camper ovviamente l'abbiamo prenotato dall'Italia. Si può fare tramite un'agenzia viaggi (volo + camper, così abbiamo fatto noi) oppure anche via Internet, i prezzi sono simili. Il consiglio che diamo è di muoversi con un buon anticipo per trovare disponibili i voli più economici. Le principali società di noleggio sono: MOTURIS, ELMONTE, CRUISEAMERICA, presenti tutte nelle maggiori città degli USA. Noi abbiamo viaggiato con un Chevrolet di circa 8 metri (e là era tra i più piccoli!!), dotato di aria condizionata, forno a micro-onde, frigorifero a gas, radio con lettore CD. I prezzi del noleggio e assicurazione, se si dividono per due famiglie, non sono proibitivi, ma è l'America in generale che in questo periodo per noi europei è  poco economica, per colpa del cambio certo, ma anche del costo della vita. Anche i tedeschi con cui abbiamo parlato al ritorno ci hanno confermato: "very expensive!". Ci hanno detto che 5 anni fa per un viaggio simile spesero esattamente la metà dei soldi.

gio 28 giugno: Con Lufthansa, partenza da Bologna per Monaco, poi per San Francisco e infine volo interno per Los Angeles; arriviamo verso sera con i bambini stanchissimi. Dall'aeroporto prendiamo uno shuttle-bus che ci conduce all'albergo già prenotato proprio nel cuore di Hollywood, l'Hollywood Roosvelt Hotel. Dalla stanza dell'albergo si vede la famosa scritta sulla collinetta e di fronte c'è il teatro cinese, sulla cui piazza si trovano le impronte dei più famosi divi del cinema. Se fosse stato per noi avremmo scelto un altro hotel anche con meno charm ma più vicino alla stazione di noleggio dei camper, che purtroppo si trova dall'altra parte della città. Questa è una pecca dell'agenzia che ci costerà qualche dollaro in più di taxi. E' assurdo infatti pensare di muoversi con altri mezzi per risparmiare, con tutti i bagagli, i bambini e in una città come Los Angeles. Alla sera prima di dormire facciamo una passeggiata in Hollywood Boulevard.

ven 29 giugno: Il fuso orario si fa sentire: malgrado la stanchezza ci svegliamo prestissimo, facciamo colazione e cerchiamo il taxi. Su Hollywood Boulevard ci agganciano due taxisti russi trapiantati negli USA di cui uno, con i baffoni è un po' fuori, ma simpatico; ci urla a squarciagola "Welcome to paradise" "Mamma mia". Subito ci chiedono 45 $ a famiglia, ma non accettiamo, allora poco dopo ci propongono 35$ che non è male. Dopo più di un'ora arriviamo al noleggio; si erano confusi con le strade pure loro...questa è Los Angeles: 40 città una attaccata all'altra!
Finalmente ritiriamo il nostro motorhome. E' nuovo di zecca (immatricolato nel febbraio 2001), è a presa diretta a benzina e quasi 6000 di cilindrata. Ci vengono forniti un ottimo atlante stradale e una monumentale guida ai campground che si rivelerà utilissima. Per 20 $  noleggiamo 6 sedie. Facciamo la spesa in un supermercato lì vicino e subito lasciamo L.A. lungo la mitica Pacific Coast Highway (1) in direzione San Diego. La prima tappa è mezz'ora prima di San Diego, dove c'è LEGOLAND, il parco giochi gemello (ma più nuovo) di quello di Copenaghen. Già la prima sera ci rendiamo conto che il costo dei campeggi inciderà non poco sul spesa finale. Ci fermiamo a Encinitas lungo la costa in un campeggio per 25 $ (sarà uno dei meno cari). Alla mattina la padrona ci condona il pagamento della nottata in cambio di una cartolina dall'Italia: questo è il biglietto da visita degli americani. Abbiamo sempre incontrato persone gentili e disponibili, nei negozi, nei campeggi e per la strada.
L'unico vero disagio è il caffè che è molto cattivo e viene servito ustionante; Ezio e Anna Maria si erano portati dietro la caffettiera che però è misteriosamente sparita.

 

sab 30 giugno: Visita a Legoland per la gioia dei bambini. Nel tardo pomeriggio ci dirigiamo verso San Diego sulla 5. Usciamo a La Jolla verso il tramonto, vediamo i surfisti e osserviamo dal camper questo bellissimo quartiere, ma nei paraggi niente campeggi. Ci fermiamo in un parcheggio che si affaccia sulla baia dove ci sono altri camper, sono tutti americani. Proviamo a chiedere ma ci dicono che lì per la notte non si può stare, nelle città è così quasi dappertutto. Un vecchio simpatico ci indica un campground sul mare non molto distante; lo troviamo ma il prezzo ci lascia inebetiti: 78 $!! In seguito un camperista americano ci dirà che è il più caro degli USA......che fortuna!

dom 1 luglio: Usciamo dal campeggio con la navetta a disposizione dei clienti per visitare la Old Town (XIX secolo). In un giardino vediamo i primi colibrì che poi incontreremo altre volte. Pranziamo in un ristorante messicano, qui ce ne sono moltissimi. Al pomeriggio con il treno ci spostiamo per visitare Down Town dove vediamo il Planet Hollywood, il ristorante credo di Schwartzenegger pieno di cimeli e costumi cinematografici. Passeggiamo sul gradevole ed elegante lungo mare e verso sera torniamo al camper.
Alla mattina ci eravamo spostati fuori dal campground in una zona franca e un po' isolata dove ci sono altri tre camper i cui proprietari non hanno intenzione di subire un salasso di 78 $ x 2300£ = 179 400 £. per entrare a "Campland on the bay".

lun 2 luglio: Visita allo zoo di San Diego, si dice uno dei più belli del mondo. Notevole veramente. Ci vogliono circa 4-5 ore per il giro (quasi) completo tra panda, koala, tigri, orsi,ecc... Un'abbuffata di animali. Splendidi, mi hanno raccontato (io non ci sono andato) i giardini botanici che si trovano vicino allo zoo, sempre a Balboa Park. San Diego meriterebbe almeno un altro giorno, ma il programma deve essere rispettato: domani si parte  per Joshua Tree, il deserto a cui gli U2 hanno dedicato titolo e copertina di un loro disco. A proposito di musica, se vi piace il rock qua le stazioni radio ne trasmettono a raffica.

mar 3 luglio: Si va verso Joshua Tree, Parco Nazionale. Lungo la costa il clima è sempre gradevole e ventilato, ma appena ci si sposta verso l'interno cambia totalmente. Lungo il tragitto attraversiamo Palm Spring, famosa come rifugio invernale di molte star di Hollywood che ora si sta trasformando in una località per pensionati agiati. In questa valle semidesertica ci sono 85 campi da golf!! Nella tarda mattinata entriamo nel parco e alle 4 del pomeriggio all'uscita, le ranger di una stazione ci comunicano che la temperatura è di 44,5°, e si sentono tutti. I coyotes che abbiamo visto però non erano un miraggio, erano due e si avvicinavano. Flavia, mia moglie, è scappata, urlando a mio figlio di fare lo stesso. Io sono uscito dal camper perché non capivo che succedeva e ho visto... Willie il coyote. Assomigliano a  un lupo, però più magro. Non sembrano pericolosi, qua c'è anche di peggio, ad esempio i serpenti a sonagli che per fortuna non abbiamo incontrato. Il paesaggio è incredibile per le rocce plastiche scolpite deformate dal caldo e dal vento e per la distesa dell'unico albero che cresce, il Joshua Tree appunto, il cui vero nome è Yucca. Per la permanenza all'interno del parco sono consigliati almeno 3 litri di acqua a testa al giorno. Un'attività che qui viene praticata è il free climbing, ma per ovvi motivi climatici i periodi di maggiore afflusso sono la primavera e l'autunno. Usciamo e ci avviamo lungo la 62 fino a Needle un abitato al confine tra la California e l'Arizona. Siamo quasi fuori dal deserto e la zona è molto desolata, domani contiamo di raggiungere il Grand Canyon.
Vediamo l'indicazione di un campeggio statale che si trova lungo le rive del Colorado; sono i campeggi più convenienti anche se molto spartani, costano dai 16 ai 18 $. I bambini fanno il bagno nel fiume Colorado con Anna Maria.
Anche qui è un caldo infernale. I camperisti, tutti americani, hanno tutti il generatore e ci spiegano che regolarmente manca l'energia elettrica....ma dove siamo? Alcuni di loro hanno un impianto con tendone davanti ai camper che spara ininterrottamente acqua nebulizzata fresca dall'alto. Noi invece non possiamo far funzionare il nostro condizionatore e siamo condannati a soffrire un temperatura insostenibile. Per fortuna all'una di notte viene data la corrente e si riesce a riposare grazie all'aria condizionata.


merc 4 luglio Indipendence day:
Si parte per il Grand Canyon sulla  Interstate 40, la freeway che ha preso il posto della storica Route 66. Attraversiamo la frontiera tra California e Nevada. Gradualmente il deserto lascia posto ad un altopiano dove comincia a comparire un po' di vegetazione. A mezzogiorno arriviamo in zona e ci fermiamo poche miglia prima dell'ingresso del mitico parco al Grand Canyon Camping Village, un ottimo campeggio. 
Sta per passare la parata del 4 luglio, con i mezzi bardati a festa e lancio di dolci di tutti i tipi per la gioia dei bambini; solo che quando ti chini a raccoglierli ti inondano d'acqua. Fa caldo, ma si sopporta: siamo alla latitudine del nord Africa, ma a circa 2000 m di altezza e la notte è molto fresca. Pranzo nella tipica steak house con bisteccone e arredamento da cowboy. La carne era veramente buona.

gio 5 luglio: Trascrivo le parole di Flavia: "Il Grand Canyon è lo spettacolo della natura più bello che abbia mai visto. Ti toglie il fiato è talmente immenso che sembra un gioco di specchi irreale". Lungo 365 km, largo all'incirca 16 km e profondo un miglio: l'erosione combinata di due fiumi (in seguito divenuti uno solo, il Colorado) ha creato questo spettacolo nell'arco di circa 5,5 milioni di anni. 
La natura è la padrona, ma non solo qua al G.C.; il rispetto per l'ambiente e gli innumerevoli parchi naturali fanno, della California in particolare, un vero paradiso per gli animali, che non conoscono la paura degli uomini. Gli scoiattoli si sono fatti accarezzare dai bambini e i cervi si lasciano avvicinare a pochi metri.

ven 6 luglio:ore 6, si riparte, destinazione Sequoia Park. Con la strada che vogliamo fare (attraversare le montagne invece di aggirarle a sud) è sicuramente il trasferimento più lungo, saranno quasi 1000 Km. Attraverseremo anche il deserto del Mojave, il più arido e il più caldo fra i deserti degli Stati Uniti. Ci fermiamo al tramonto sulle rive sassose del Lago Isabella: siamo quasi soli, c'è qualche pescatore e pochissimi campeggiatori. Due signori anziani del luogo ci regalano il loro fuoco per far divertire i bambini, a patto che alla fine lo si spenga con cura. Danziamo intorno al  fuoco e guardiamo le stelle.

sab 7 luglio: Secondo giorno di trasferimento. Percorriamo  varie ore di strade di montagna, poi rientriamo in pianura sulla 190, dove è tutto un susseguirsi di coltivazioni: aranceti, vigneti, ecc... Ci fermiamo a comprare dell'ottima frutta. Verso il pomeriggio, dopo aver mangiato in un pessimo ristorante messicano, arriviamo al parco Sequoia. L'ingresso è di 10 $, come in quasi tutti i parchi. Si può entrare da sud con la 198 (come noi) o da nord con la 190. Inizia la nostra visita ai giganteschi alberi, alcuni dei quali hanno 3500 anni: veramente impressionanti. Il più grande e famoso si chiama Generale Sherman. Pernottiamo in un  bosco meraviglioso in un campeggio pieno di cartelli che avvisano della presenza costante degli orsi e indicano anche come comportarsi in caso di incontro. Chi dorme in tenda deve tenere tutto il cibo in appositi contenitori di metallo a prova d'orso, dislocati in vari punti. Ezio dice che lui in tenda non ci dormirebbe e io non me la sento di dargli torto.  

dom 8 luglio: Al mattino ci svegliamo in compagnia di tre grandi cervi che brucano pacifici attorno al nostro camper.
Trasferimento a San Francisco.Oltrepassiamo Modesto la città dove è stato girato American Graffiti; a poche miglia da S.F. sulla 580 siamo circondati da colline piene di giganteschi generatori eolici che danno al paesaggio un aspetto surreale. Arriviamo nel pomeriggio entrando in città dallo spettacolare Oakland Bay Bridge e andiamo a visitare la casa di una nostra amica (ora in Italia per un breve periodo) che si è trasferita in California da ormai 10 anni. Verso sera troviamo un campeggio, gestito da cinesi, proprio di fronte allo stadio di football americano. In questo è stata veramente utile la guida fornitaci, dove oltre ai campeggi sono anche indicate con precisione le strade per raggiungerli. Fra l'altro girare in USA è abbastanza semplice. Nelle freeway a più corsie si può sorpassare sia a destra che a sinistra, la gente però non va veloce e rispetta i limiti. Le indicazione sono chiare e precise. In tutto il viaggio (3800 Km) abbiamo sbagliato strada una sola volta. Una curiosità: negli incroci dove non c'è il semaforo, tutte le auto hanno lo stop e la precedenza va al primo che arriva. Sembra una barzelletta, ma funziona veramente così e tutti rispettano questa regola. Da noi sarebbe improponibile. 

lun 9 luglio: Al mattino utilizziamo la navetta "truffa" dei cinesi (8 $ a testa per 10 minuti) che ci porta in centro. Ecco le famose strade di San Francisco che spesso si vedono nei film e telefilm, con salite fino al 25% di pendenza. Fa freddino e soffia un vento tagliente. Mi hanno spiegato che SF ha un clima piuttosto indecifrabile, comunque molto più fresco rispetto alla California del sud e spesso anche nebbioso. In ogni caso il nostro guardaroba è attrezzato anche con felpe e giubbotti. Visitiamo Chinatown dove ci fermiamo anche a mangiare, il molo 39 con le foche (classica trappola per turisti) da dove partono anche i traghetti per la visita ad Alcatraz.Visitiamo Haight Hasbury, il quartiere famoso per la nascita del movimento hippie alla fine degli anni sessanta. Qui la fauna umana è incredibile per varietà e originalità, sembra di toccare con mano la fucina delle mode e delle tendenze future. Un sacco di giovani ovunque, negozi strani, eccentrici, alternativi come ad esempio mistic haircutter cioè il barbiere mistico. A sera rientriamo un po' stanchi e infreddoliti. Avevamo preventivato un altro giorno, ma i bambini si annoierebbero, perciò domani si parte. 

mar 10 luglio: Lasciamo S.F. per andare verso sud di nuovo sulla 1 che costeggia l'oceano. La cosa più impressionante è il cambiamento continuo di paesaggi e vegetazione. Nnel giro di dieci minuti vedi palme lungo la costa, poi appena la strada sale un po' e si allontana dall'oceano, compaiono alberi e vegetazione che ti danno l'impressione di essere in montagna. Nel pomeriggio arriviamo nella penisola di Monterey, dove sulla costa c'è Carmel un paese di 4500 abitanti famoso perché ne è stato sindaco Clint Eastwood. Portiamo i bambini a giocare in un parco molto bello. C'è un pista per skateboard e restano a guardare affascinati alcuni ragazzini abili nelle acrobazie. Andiamo a visitare il molo da dove tutte le mattine partono escursioni organizzate per osservare le balene che in questa baia transitano di frequente. All'ora di cena molti ristoranti offrono assaggi gratuiti di clam chowder (zuppa di molluschi) a un banchetto davanti al proprio locale. Dopo averne assaggiate alcune, abbiamo scelto l'ultimo ristorante in fondo al pontile con vetrate vista baia per cenare. Ottima la zuppa di pesce.

mer 11 luglio: Visita al bellissimo acquario di Monterey, dalle cui terrazze si possono vedere foche e leoni marini liberi sulla costa e in acqua. Nel pomeriggio proseguiamo verso sud, nel tratto di costa più selvaggio. Superiamo Big Sur e poco prima di San Simeon ci fermiamo in una piazzola su un promontorio dove ci sono due signore col binocolo. Nell'acqua cominciamo a vedere degli spruzzi e dei dorsi che emergono: è un passaggio di balene, e sono anche tante, almeno sette o otto. E' uno spettacolo emozionante. Proseguendo lungo la costa ecco un'altra sorpresa! Sulla destra una spiaggia affollatissima di foche, leoni e elefanti marini ammassati indisturbati. Altra sosta e foto di rito. Al tramonto ci fermiamo in un campeggio statale, St.Simeon Park, che si trova su una collinetta con vista oceano. Facciamo un bel fuoco e cuociamo la carne per la cena.

gio 12 luglio: Ancora verso sud. Ci fermiamo a Refugio Beach dove pranziamo vicino alla spiaggia nella zona attrezzata a picnic all'ombra delle palme. Concediamo ai bambini l'unico vero bagno della vacanza: non ci sono onde pericolose ma l'acqua è veramente fredda. Ci fermiamo nel pomeriggio a Santa Barbara, cittadina turistica con un bellissimo lungomare con le palme e i negozi per surfisti. C'è una zona di bassa marea con tantissimi pellicani. Alla sera, ci si ferma a Carpinteria (economico State Park). 

ven 13 luglio: Verso Los Angeles. Domani dovremo restituire il camper. Al mattino ci fermiamo nei dintorni di Malibu per osservare i veri surfisti, ce ne saranno una trentina seduti sulla tavola ad aspettare le onde giuste. L'oceano è quasi piatto, ma ad intervalli più o meno regolari, si formano onde che valuto 2-3 metri. Non oso immaginare con il mare più mosso. Proseguiamo per Santa Monica (praticamente Los Angeles). Parcheggiamo per una passeggiata sul lungomare ma ci siamo fermati un po' oltre e in realtà ci ritroviamo a Venice Beach. Il lungomare è un susseguirsi di negozi, bancarelle e turisti da tutto il mondo; è una delle rare occasioni in cui abbiamo incontrato qualche turista italiano. La zona pedonale è piena di personaggi bizzarri: il chitarrista predicatore che ti urla "Believe in Jesus", una danzatrice del ventre, un altro chitarrista nero con i roller che pattina e suona Jimi Hendrix, un nerboruto ungherese che tiene in equilibrio sulla bocca un forno, tatuatori senza più parti del corpo libere, gente di tutte le età in roller, skateboard, monopattino, culturisti, freakettoni e così via. Il tutto molto tranquillo e divertente.
Verso sera ci trasferiamo a Long Beach. Per arrivare ci troviamo un po' imbottigliati nel groviglio delle freeway che attraversano L.A., ma è ora di punta. Per fortuna questa mattina avevamo telefonato per prenotare il campeggio, infatti è al completo, come tanti altri nei dintorni. Se non arrivavamo entro mezz'ora il nostro posto sarebbe andato ad altri. Ci sono una piscina e vasca idromassaggio riscaldate, chiudiamo in bellezza, con un bel bagno al tramonto. Il prezzo, rispetto altri campeggi non è neanche proibitivo (40 $). Qui i camper non sono camper, ma sembrano corriere da gran turismo, sono tutti americani. Per aprire la porta dei bagni bisogna digitare una combinazione in una tastiera come fosse una cassaforte. Idem per entrare dal cancello d'ingresso.

sab 14 luglio: Ci alziamo molto presto perché dobbiamo consegnare il camper entro le 10 e abbiamo paura di non fare in tempo. Bisogna fare i bagagli, svuotare tutti i serbatoi del camper, ripulirlo decentemente e fare il pieno di benzina. La benzina è l'unica cosa che ha un prezzo per noi vantaggioso costa circa due dollari a gallone (3,79 litri), quindi poco più di 1000 £ al litro.
Alla consegna è tutto a posto; paghiamo le miglia in più (32 cent per miglio) e alle 11 una navetta gratuita della Moturis ci accompagna all'aeroporto dove abbiamo il volo alle 14,30.

dom 15 luglio: Arriviamo a Monaco alle 10,30 di mattino. Questo volo è l'unica vera seccatura: è lungo (12 ore all'andata e 11 al ritorno, circa) e scomodo specialmente per chi, come me, ha le gambe lunghe, ma penso proprio che non ci siano alternative. A Monaco dobbiamo aspettare fino alle 14,30 per l'imbarco dormicchiando in aeroporto. L'aereo parte anche in ritardo, è molto piccolo e balla notevolmente per tutta l'ora che ci separa da Bologna. La birra di uno sfortunato passeggero parte verso l' alto e ricade sulla sua testa... la prende sul ridere. Nel tardo pomeriggio arriviamo a Bologna e per fortuna arrivano anche i nostri bagagli.

 Luciano Bertazzoni, Alfonsine (Ravenna)

 


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