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DESTINAZIONE FRANCIA

Di Greta & Matteo

 

Venerdì 23.05.03

Tot. Km. 1100.

Una scammellata pazzesca !!

Abbiamo seguito anche se non del tutto convinti l'itinerario di attraversata.

Siamo partiti da Cà savio (ve) alle 22.30 direzione Milano dove siamo arrivati per le 02.30 poco prima di Varese .

Questa mattina sveglia alle 7.30 partenza alle 8.00 direzione Passo Sempione.

Abbiamo pagato la cifra di 26.00€ per avere la possibilità di girare indisturbati sulle strade svizzere.

Inutile soffermarsi sulla pulizia e la perfezione di tutto ciò che ci circondava

il paesaggio non a bisogno di commenti le alpi sono le alpi!

Abbiamo trovato non poche difficoltà nel cercare di passare Ginevra senza entrare.

Tutti mi hanno sconsigliato le autostrade francesi ,così abbiamo fatto il giro del creato senza ottenere buoni risultati e perdendo una discreta porzione di tempo.

Così arresi dall'evidenza che alla 14.00 ci si vedeva ancora annaspare verso il nulla, abbiamo preso l'autostrada a Nantua e seguito per Macon.

Per 100 km o poco più il costo è stato di 7.00 € effettivamente care, visto che dalla barriera di Mestre (Ve) all'uscita di Mi il costo è di 12.00€.

Da Macon a Bourges la s.s. è molto ampia e tutto un Sali e scendi in mezzo a distese piatte di grano.

Poche case e qualche paesino con tetti caratteristici ,tegole larghe quasi fossero state disegnate da un bambino.

Non ci sono incroci ad interrompere il nostro viaggio solo un sacco di rotatorie.

Ora siamo parcheggiati a Bourges sulla piazza ci sono le sbarre e non possiamo sostare dentro ma anche i posti a spina di pesce sono perfetti e non c'è divieto.

L'interno del camper è un disastro.

Siamo partiti di corsa e mi sono dimenticata mezza roba e anche se il centro sembra bello non abbiamo la forza di uscire e troppo stanchi.

Sabato 24.05.03

 

Partenza da Bourges direzione Chenonceaux

Per nostra sfortuna abbiamo trovato pioggia.

Un vero disastro perché il castello, costo d'entrata 8.00 €,

è molto bello ma i suoi giardini devono essere magnifici.

Abbiamo dovuto accontentarci e visitare solo l'interno.

Il famoso castello delle Dame.

La cosa che mi ha colpito di più: la cucina ,l'enorme corridoio che attraversa tutto il castello ,dove guardando dalle finestre vedi scorrere il fiume sotto.

La sensazione della servitù intenta nelle pulizie o nella preparazione del pranzo è molto forte, credo non sia sbagliato definirlo tra i castelli più belli.

Il parcheggio è gratuito e d'estate sono in molti ad approfittarne e rimanere per lo spettacolo delle luci.

Durante il periodo estivo, infatti, il castello ed i giardini sono aperti fino a tardi e i sentieri sono illuminati da un percorso di candele , luci e musica.

Noi non potevamo fermarci oltre e così dopo il pranzo siamo partiti in direzione Vitrè .

Ho fatto sbagliare strada a Teo e dopo aver sfoderato un francese vecchio di una decina d'anni sono riuscita a farmi dare le indicazioni corrette.

Vitrè è un borgo medioevale pieno di ristoranti stranieri.

Il parcheggio è dietro la chiesa, concretamente in pendenza ma illuminato e tranquillo.

Le case sono tutte in pietra e decisamente squadrate, sono le 22 e c'è ancora luce!

Lunedì 25.05.03

Compleanno Matteo.

Questa mattina sveglia alle 8.00 colazione con brioche e croassan sicuramente più grandi dei nostri.

Direzione d'oggi Fourgeres.

Anche questo un borgo medioevale ma la parte nuova è in definitiva una grossa città.

Il castello ha un grosso fossato che lo circonda con le quattro torri ed il ponte levatoio.

Oggi si teneva un raduno d'auto d'epoca e così abbiamo passato il pomeriggio tra la macchina di Lupin e quella di Diaboldik.

Il castello all'interno è tutto diroccato sono rimaste in piedi solo le mura ma è bello lo stesso. Costo : gratis

Dopo aver mangiato la nostra prima crepe in territorio gallico ci siamo spostati verso Mont San Michele.

L'apparizione dell'abazzia alla fine del paesino che la precede è qualcosa di meraviglioso.

Una sensazione da racconto alla Dumas, con conte di Montecristo.

Si staglia con la sua imponenza davanti al mare ,solo che quando arrivi scopri che il mare non c'è più, solo una distesa di sabbia.

Incredibile ,sembra che la marea si sia ritirata fino alle coste inglesi.

Questo fenomeno unico al mondo ti si presenta davanti lasciandoti a bocca aperta.

Parcheggiamo nella zona riservata ai camper 8.00€ per tutto il giorno e la notte.

C'incamminiamo verso l'abazzia ed un vento assurdo ci da il benvenuto, sembra la bora di Trieste!

Oltre al vento però c'è anche un sacco di gente.

Scolaresche in visita, le bancarelle e i negozietti hanno trasformato l'atmosfera del posto in qualcosa di puramente economico rovinando il silenzio che probabilmente una volta vi regnava.

Una lunga scalinata conduce alla vista della baia dall'alto, in ogni modo vada la tua vacanza, la vista che ti si presenta cancella ogni km fatto.

Il costo del biglietto di 7.00€ ti permette di entrare della basilica.

Offertori, sale comuni, il chiostro con la terrazza affacciata verso il nulla, le prigioni, c'è una classe che intona una canzone religiosa e tutti in silenzio li vedono esibirsi.

Tu lì con la tua estasi personale toccato dal silenzio, che ti fa dimenticare le bancarelle esterne.

La cappella non ha niente di fastoso o particolare è anche molto piccola, anche qui il rispetto per il silenzio non c'è e io sviluppo una voglia tremenda di prendere a calci alunni e insegnanti idioti, ma Teo mi trattiene e dopo aver dato uno sguardo al museo, dove è riprodotta la statua dell'Arcangelo che si trova sulla cuspide usciamo ad ammirare ancora il paesaggio e cominciamo la discesa.

Alla sera mentre guardiamo le luci lentamente accendersi, andiamo a fare una passeggiata sotto le mura, c'è da stare attenti alle zone dove la sabbia è morbida ma volendo si può arrivare chissà fino a dove, molte persone giocavano a pallone chi corre in bici e chi con la vela da surf e lo scayt sotto sfrutta il vento per scivolare sulla superficie che una volta era coperta dall'acqua.

26.05.03 martedì

Mt. St.Michele direzione St.Malò.

Le mie informazioni prevedevano che St. Malò fosse una piccola cittadina .

La realtà è stata un'altra.

Si tratta infatti di una grossa città con un porto abbastanza grande da far attraccare una nave della marina militare (quindi fate voi).

La cosa bella da vedere sono le mera che cintano la città.

Sono alte e larghe ci sono scale per salirci sopra e puoi fare il giro di tutta la città da lì .

All'interno la città non ha niente di medioevale anzi lo stile rinascimentale completa il nostro stupore.

Molti negozi di souvenir, peccato sia ancora presto per far il bagno l'acqua ha un bel colore chiaro.

Il parcheggio per il camper è vietato quasi ovunque e non ci sono cartelli che t'indichino un'alternativa, noi abbiamo parcheggiato al molo dopo aver chiesto alla Gendarmerì.

St. Malò direzione Cap Fréhel.

Abbiamo trovato la strada per le "Rotheneuf" il luogo della costa dove sulla scogliera sono scolpite delle figure gigantesche che servivano nell' 800 a spaventare i contrabbandieri e a non farli attraccare.

Il costo della visita di 2.50€.

Siamo arrivati strada facendo a Cancale.

A chi piace il paesino tipico sarà d'accordo con noi nel dire che vale la pena fare un salto.

Il parcheggio per il camper con cs è passato il paese seguendo la strada che porta fuori della città in destra, volendo ci si può rifornire d'acqua anche al porto ma la puzza di pesce è tutto un dire.

Il prezzo delle ostriche è davvero un affare, questa è la regione famosa per i suoi allevamenti, sei Hutres con pane e vino solo 6.00€.

Le barche sono anche qui in secca, hanno il loro fascino, non faccio altro che scattar foto a barche e pescatori, con Teo che mi assilla per il diritto alla privacy, se avete occasione tra le vie c'è un ottimo negozietto per le zuppe in scatola!!!

Cap Fréhel, un consiglio se potete passateci la notte.

Al tramonto tutte le rocce a strapiombo sul mare si tingono di rosso,le urla dei gabbiani si sentono fino al parcheggio, la zona non è attrezzata, solo un bel piazzale per la sosta pianeggiante ed illuminato.

Durante la notte il faro che funzione ti fa compagnia quindi oscuranti alzati e godetevi l'atmosfera.

27.05.03 mercoledì

Cap Fréel - Paimpol -Pont de l'alcovest

Alla mattina sveglia alle otto il sole colora ancora una volta le rocce.

Il giro tra le ardesie è di rito.

Sono molti i sentieri che si snodano dalla punta quindi per chi ha tempo c'è la possibilità di camminare occhio agli incontri con lucertole e serpenti innocui.

Non siamo riusciti a sostare a Paimpol, la fiera aveva bloccato tutta la città, e i parcheggi erano tutti pieni così abbiamo proseguito per Point de Alcovest.

I parcheggi sono tutti per le famiglie Romm che hanno deciso di stendere il bucato, e sfortuna in più il traghetto che ci doveva portare a Ile de Brehat fino a metà giugno fa l'attraversata solo alla mattina .

Costo del biglietto 7.50€ a/r (15.30 con bici)

Disponibile solo il giro delle isole di sei ore costo :14.00 o 35.00€ a seconda del giro.

Così coperti dalla sfiga ci siamo adattati e siamo andati bighellonando tra rocce ed acquitrini, se la marea fosse indietreggiata di un altro po' all'isola ci si poteva andare anche a piedi!

Siamo ripartiti in direzione Treguier dove ho voluto fermarmi per guardare, il porto, il più grande del paese ,ma a parte la cattedrale con il suo organo con musiche bretoni e alcune case costruite per metà in legno e metà in pietra non ci sono altri spunti.

Ultima tappa della giornata Plomanac'h che non è solo una spiaggia anche se il paese che la circonda non è molto grande.

Bisogna attraversare tutto il paese per trovare un parcheggio e le strade sono davvero strettine ma ci sono camper di sette metri parcheggiati , questo fa pensare che volere è potere.(attenzione il parcheggio è solo per brevi soste fuori dal paese seconda rotonda direzione Tregastel davanti al Suoer U si trova il cs con ampio parcheggio e ottima illuminazione).

Noi ci siamo accorti del divieto di sosta dalla 22.00-8.00 solo troppo tardi, infatti, abbiamo parcheggiato ci siamo fatti la doccia e siamo scesi proti per andare a mangiare.

Ci siamo accorti quasi subito che tutti i camper non erano più presenti e colti alla sprovvista abbiamo cominciato a guardaci in giro e ci siamo resi conto che non si poteva stare.

Sconforto totale per Matteo che voleva mangiare fuori, ci siamo spostati al parcheggio fuori città siamo andati a fare la spesa al supermercato e ci siamo messi a leggere fino a tardi inutile dire che la luce del sole rimane a farci compagnia fino alle 22.

Giovedì 28.05.03

Sveglia alle 9.30 scaricate la bici siamo scesi verso il parcheggio del giorno prima.

Dopo aver costatato che in tutto il paese non ci fosse un posteggio, per le biciclette abbiamo preferito legare ad un paletto vicino alla spiaggia.

La meta del nostro pellegrinaggio è il "sentiero dei Doganieri".

Plomanac'h soprattutto la spiaggia sembra l'entrata di un parco giochi, il Gardaland francese, proprio perché le rocce sembrano di cartapesta tanto sono lisce.

La proverbiale marea aveva lasciato in secca gran parte della spiaggia e le rocce tonde che tanto ci hanno incuriosito erano per la maggior parte scoperte e battute dal vento.

La "strada dei Doganieri" in realtà è un sentiero ben delineato e battuto che porta a costeggiare tutta la spiaggia, ci sono punti con panchine e vista la secca abbiamo trovato anche persone munite di secchiello che raccoglievano cozze e alghe!

La zona è molto turistica e lungo il sentiero un viavai di gente ,il vento freddo permette di godersi la passeggiata con la nostra bella felpa,il divieto per l'entrata con cani non ha scoraggiato nessuno, credo che anche qui le regole non vengano rispettate sempre, erano comunque tutti attrezzati per il recupero "kakka".

Dove si trova la spiaggia principale, in sinistra, si snoda tra degli scalini scavati sulle rocce un altro sentiero, decisamente più corto ma molto più particolare, la durata di 15min a/r ti porta a vedere alcuni scorci del porto e a camminare in mezzo a queste gigantesche rocce .

Nel pomeriggio il nostro più grosso problema era di trovare un Pub dove si potesse vedere la finale di Champions Ligue "Camillo" non è dotato di parabola e non si becca nessun canale decente con la nostra antenna , così io Juventina e Teo Milanista siamo passati per Tregastel -Lanion in ricerca , ma in entrambi i paesi non abbiamo visto locali significativi.

Siamo passati per Plestin les Greves, non ho saputo resistere alla tentazione, una spiaggia gigantesca si apriva davanti ai nostri occhi chiusa in una baia .

La sabbia bianca, le onde tranquille, il richiamo dei gabbiani, la nostra ricerca poteva aspettare un po'.

Per chi vuole fermarsi venendo da Lanion prima di arrivare al centro in sx, c'è un bel piazzale con scarico e la spiaggetta davanti.

L'acqua ,vista la bassa marea era calda ,il vento che soffiava perenne da queste parti un po' meno, al riparo dal vento il sole scaldava bene, c'èra qualche temerario che faceva anche il bagno.

Puliti i piedi dalla sabbia fina , siamo partiti per Morlax.

Altro buco nell'acqua in direzione Brest attraversando di taglio la città passando sotto il ponte romano al semaforo tenere la dx c'è Rue de Brest dove troviamo un distributore con cs ma non ci piaceva , e la città era abbastanza grossa da trovare più di un bar per guardare la partita , ma non eravamo convinti.

Decisi e rassegnati a perdere la finale ci siamo arresi e diretti verso la nostra successiva tappa la Foretre de Hoelgoat.

Passato il distributore con il cs tenere d'occhio il primo bivio sulla sx che si trova un cartello minuscolo indica la ss769, noi così attenti e perspicaci abbiamo dovuto fare il giro della città due volte per non averlo visto, e non ci sono altre strade .

Mentre si procedeva in direzione la mia mente cominciava a fantasticare sul significato di foresta, e pensavo all'entrata del Gran Paradiso o dello Stelvio….. sbagliato.

Hoelgoat è un piccolo paesino con un stupendo laghetto , il parcheggio è in dx appena entrati in paese segnali in loco, in stagione deve essere splendido ci sono anche le canoe ormeggiate in un campeggio dall'altra parte del lago ora però chiuso.

Parcheggiamo Camillo e andiamo a farci un giro.

Con il mio francese da elementari riusciamo a chiedere info sulla partita al pub "la Giraff" il titolare mi spiega (complimentandosi del mio francese, sono ingrassata di 2kg) che il posto è aperto da poco e non hanno ancora la licenza per far vedere le partite, dopo uno scambio confuso d'informazioni arriva il socio che con l'aggiunta di un po' di spagnolo mi dice che in centro c'è un bar la "pillotte" dove la padrona è italiana e li fanno vedere sicuramente la partita.

"apriti cielo".

Siamo rimasti lì con loro un altro po' a parlare di cucina italiana e vino francese poi li abbiamo salutati con la promessa di tornare in serata.

In piazza abbiamo trovato subito il bar, quando siamo entrati, uno squadrone di gente ci ha guardato da testa ai piedi, chiediamo della partita e ci conferma che alle 21.00 la si può vedere.

Torniamo in camper doccia, cena leggera e ci dirigiamo verso il bar, inizia così la nostra serata Bretone.

La Juve ha perso hai rigori, il mio sconforto è stato tale da ravvivare la serata alla gente presente (una donna che segue il calcio?), ma la compagnia poi è stata ottima.

Siamo stati fino alle 24.00 a parlare con Teresina la ciociara bretone, Philip assurdo Agrid del luogo una specie di guardia boschi del paese, e Penna bianca un ex camionista.

Lo scambio culturale che chiedevo.

Ho saputo un sacco di cose: il bretone è una lingua ancora parlata, gli italiani non sono ben visti perché cafoni e maleducati, costi inferiori ai nostri, usi , costumi ecc…

Alla fine della serata siamo ritornati alla Giraff un locale "particolare" dove io sono stata scambiata per una conoscenza di una ragazza seduta vicino a noi e non sono riuscita a convincerla che non ero io.

Teo dopo una birra ha deciso di sentirsi troppo osservato (eravamo l'unica coppia etero) e dopo aver salutato i titolari siamo usciti dalla bolgia.

Venerdì 29.05.03

Siamo andati bighellonando per la foresta di Huegoat

,la pietra che "traballa" non si muove, la grotta del diavolo è un buco ma a foresta è carina, l'aria è buona e la pace del lago fa venir sonno.

Prima di partire dopo aver pulito Camillo, siamo passati a salutare Teresa, in piazza c'era il mercato , un cacciatore regalava un cuccioli di Bretton, Teo lo avrebbe preso io sono riuscita a frenarlo, l'idea di passare il resto delle ferie a pulire non mi andava anche se la tentazione era forte!!!

Teresa ha apprezzato il nostro regalo (un pacco di pasta e del sugo della Barilla) e ci ha invitato per il futuro a passare al suo bar, mi ha ripetuto che un tavolo per guardare la partita lo troverò sempre.

Partenza per Point San.Matthie.

Siamo arrivati alle 17 circa, siamo passati per la punta ma abbiamo proseguito, ci sono punti dove a strapiombo sulla spiaggia si può trovare un posticino, ma visto che siamo arrivati per il fine settimana , noi non siamo stati così fortunati.

Proseguendo per 5Km in dx c'è un bel parcheggio con relativa spiaggetta e una vista bellissima e in abbinata il classico cs.

Ci siamo fermati ugualmente al faro, poco dopo sulla sx c'è un P.

Scesi siamo andati a farci un giro intorno a leggere la storia della chiesa, che si trova sopra il costone, e del fortino addicente costruito nella seconda guerra mondiale.

C'è anche una scultura in memoria delle vittime cadute durante gli scontri, il faro e la punta hanno altre storie da raccontare.

Durante la fine dell'800 sono numerose le barche ,anche grossi velieri, che si sono incagliati lungo la coste frastagliate di questa zona.

La punta era un passaggio obbligatorio per quelle navi che seguivano la rotta delle coste francesi per arrivare in Spagna.

Incagliarsi e perdere equipaggi o bottini faceva parte della sfida.

I colori sono molto diversi rispetto alle scogliere recedenti.

La vegetazione è molto più abbondante il mare s'infrange su scogli neri, inutile dire che il vento soffia forte anche qui ma fa sicuramente più caldo.

Dopo il giro ci siamo diretti al punto sosta sopra descritto.

Il rifornimento dell'acqua ci costa come sempre 2.00€, mentre lo facciamo scambiamo due parole con una coppia di francesi che apprezzano l'Italia ma soprattutto le sue scarpe!

Inutile dire che in tutto il mondo gli italiani sono conosciuti per pasta,pizza ,città famose e la moda!

Finito il carico siamo stati fortunati e abbiamo trovato un buco dove poter piazzare Camillo di traverso , così questa sera mentre si mangia possiamo ammirare la distesa infinita dell'oceano.

Mettiamo su le patate e facciamo le faccende, una bella doccia e dopo aver cenato eccoci di nuovo immersi nella letture serale che si protrae fino a tardi solito sono le 23 e c'è ancora il sole.

30.05.03 Sabato

NON FATE MAI QUELLO CHE ABBIAMO FATTO NOI!!! MAI!!!!!

Siamo partiti verso la 9.30 dal cs il sole scaldava ma l'arietta che soffiava ci rinfrescava, una classica giornata estiva di quelle che si presentano da noi dopo un temporale e che hanno portato via tutta l'afa.

Dal cs si snoda un sentiero che scende lungo la costa e serpeggia fino ad arrivare a Pont.San.Matthie.

E' stato un delirio!!!!!

Premettiamo che noi non siamo abituati il massimo della passeggiata quotidiana è quella di uscire per andare in piazza e sono 15min a piedi.

Il sentiero non è in ogni caso adatto ad una famiglia perché il passeggino è vietato (impossibile usarlo) e un bambino farebbe fatica ad arrampicarsi. Il sentiero è lo stesso praticabile probabilmente sono tante le persone che si avventurano in mezzo alle falesie per godersi un panorama che merita, profumi intensi salutano il nostro passaggio, una coppia di pony nani attende con ansia che chi passa regali a loro qualcosa di dolce, vediamo anche tanti sub che approfittano della bassa marea per andare a pesca.

Inutile dire che tutto sommato ne è valsa la pena , c'erto è che per la strada principale tutte queste sensazioni non le percepisci.

La parte odiosa da evitare è stato il ritorno.

Non siamo stati in grado di rifare la strada costiera, già stremati dalla fatica e disidratatati dal caldo che adesso si presentava con tutta la sua intensità, così abbiamo optato per la strada normale .

Al bar davanti al faro non avevano acqua in bottiglia da darci ma è stata così gentile da riempire quella che già avevamo.

Forse eravamo così sconvolti che non ha avuto dubbi nel' aiutarci.

Abbiamo fatto i 5.5km che ci separavano dal cs alle mercé del sole cocente del mezzogiorno.

Fortuna che non era agosto, l'afa ci avrebbe ucciso.

Eravamo due deficienti per strada con le gambe a pezzi ed il morale a terra, peggio di tutto: le biciclette sul camper!

Non farò mai più niente del genere (anche se so che non è vero) siamo arrivati al cs semisvenuti (io), distrutti ed incazzato (Teo) .

Il nostro arrivo ha scatenato la curiosità degli altri camperisti che non ci hanno staccato gli occhi di dosso.

Dopo una bella doccia e una dolce mangiata ci siamo regalati una pennichella di due ore.

Al risveglio il modo aveva un altro colore, stavamo meglio anche se un po' mal conci , ma pur sempre vivi.

Alle 17.00 abbiamo acceso Camillo e siamo partiti verso la penisola di Crozon.

Camaret sur mer descritta dalle guide come il paradiso delle aragoste, è in realtà una spiaggia turistica con molte barche a vela e un paio di pescherecci incagliati che meritano una foto.

Una bella spiaggia con acqua trasparente e dei ristoranti che per sei hutres ti chiedono 30.00€, ci teniamo la voglia grazie!

Non ci resta che rimpiangere Cancal ed il suo bel porto.

Il cs è bello grande un'ottantina di camper anche se è un casino trovarlo.

Quando arrivate alla fine del paese (la strada è chiusa) ci sono alcune strade che portano verso l'alto ne prendete una e seguite le indicazioni per Stade Muicipal (lo stadio) lo lasciate alla vs dx proseguite e arrivate in una zona dove sono segnati anche degli scavi, in dx trovate il parcheggio con cs.

I cs sono tutti a pagamento solo lo scarico è gratuito e con 2,00€ ti fai il carico d'acqua.

Abbiamo passato lì la notte, non abbiamo mai trovato un italiano in tutti questi giorni, forse non è il periodo.

31.05.03

Dovevamo andare a vedere Pont de Pehir ma è risultata troppo affollata con il suo fortino post guerra compreso , a 100m la visita meritava una nuotata sulla spiaggia vicina con la sua acqua trasparente , ma la camminata di due giorni prima sotto il sole mi ha lasciato come souvenir un bel eritema che mi sta facendo impazzire.

Abbiamo scelto di spostarci verso Douarnenez che, parer mio, di bello ha solo il porto.

Siamo passati per pont du Raz ma il suo parcheggio a 5.00€ e 1500 visitatori sul posto ci hanno fatto desistere, Pont L'abbe che non abbiamo visto (forse perché non c'era niente da vedere) Pont Penmarch che non abbiamo trovato la sua pineta così poeticamente descritta non ha niente da invidiare a quella nostra o di qualsiasi zona balneare italiana.

Arrabbiati e sconsolati ci siamo diretti a Concarneau dove prima di entrare in paese abbiamo trovato un Mc Doald's , ci siamo fermati e abbiamo cenato con Mc cichen e coca ci sembrava di essere un po' più vicini a casa.

Il P è segnato e bello grande , sentiamo due equipaggi italiani , e capiamo perché non siamo i ben voluti.

I bambini girano in bicicletta facendo un gran fracasso gli adulti urlano tra un camper e l'altro.

Ci mettiamo a leggere, questo è il nostro divertimento serale, incredibili due come noi senza la tv siamo sopravvissuti.

01.06.03

Un anno di matrimonio!

Oggi è il nostro primo anniversario.

Oggi si mangia fuori, non c'è niente che tenga!

Siamo andati bighellonando per il paese , la parte nuova è un grossa città con u strada principale piena di negozi poi c' è la parte vecchia.

Una cittadella fortificata con tanto di ponte levatoio.

Dentro un piccolo paese pieno di negozi e ristoranti, ovvio dire che anche qui il turismo si è fatto strada.

Il sole oggi era in vacanza ma noi abbiamo trovato ugualmente quello che cercavamo.

Abbiamo trovato un negozietto che vende pesce in scatola e ogni genere di leccornia del posto, latte con aragosta e granchio, non ci si sperava più.

Mossa successiva il pranzo.

Abbiamo trovato un ristorantino con il menù scritto anche in italiano e ci siamo subito fiondati.

Alla "Terasse" abbiamo consumato: Moules al graten, zuppa di pesce, 6 houtres, 2 crep con cappe sante e funghi e una crema ……, pesce spada ai feri, torta con prugne, creme brulè,pane ,vino della casa litro di acqua , 2 caffè e pane a 49.00€ !!!!!!!

Un idillio! Io e Teo che di norma siamo attenti a tutti i sapori siamo rimasti piacevolmente colpiti, le porzioni erano abbondanti, i camerieri molto gentili .

Sazi e appagati abbiamo fatto il giro per la città e poi felici di aver festeggiato in maniera adeguata l'anniversario ci siamo spostati per Pont Aven .

La città dei mulini, attenzione, non a vento come credevo io, ma ad acqua!

Un piccolo paese con il suo porto con le immancabili barche a vela .

Il luogo è famoso per la produzione di biscotti, anche se non li abbiamo trovati così particolari, il gelato invece….

Il costo di una scatola di biscotti poi, va ben oltre il pensierino da portare a casa….

Pomeriggio inoltrato come il solito, partenza, per Quimperlè.

Un casino trovare il cs.

Non si deve tenere la strada principale, ma quella costiera, quando siamo arrivati abbiamo impiegato mezz'ora a far acqua perché l'erogatore era lentissimo.

Le scogliere anche se basse sono battute dal vento, forti raffiche, la brughiera ha un colore ancora poco convinto tra il giallo ed il verde, il rumore dei gabbiani continua a tenerci compagnia , le patate si stanno lessando le carote con loro, il sole sta scendendo un po' alla volta, lasciando nel cielo una striscia rossa, non si vede il mare da qui , ma lo possiamo sentire.

Dio che pace, così si chiude la nostra serata, leggendo tranquilli con il rumore del frangersi delle onde come sottofondo, non è questa poesia?

02.06.03

Svegliati dal richiamo dei gabbiani verso il tardo ci siamo mossi lungo la costa fino ad arrivare in punta dove abbiamo trovato anche un ristorante ma presi dalla nostra immancabile voglia di scoprire e vedere abbiamo fatto un giro sulle scogliere e poi siamo tornati indietro.

I colori rimarranno comunque nei nostri ricordi , le rocce sono nere sembrano vulcaniche e sono lisce levigate dal venti che soffia costante da queste parti.

Una cosa divertente e da fotografare sono i pini sulla strada del ritorno.

Quando si esce dalla penisola si nota che a sx ci sono solo scogli battuti dal vento e i pini piegati dalla forza di questo, c'è solo sterpaglia che cresce.

A destre la natura si prende gioco di chi abita dall'altra parte i pini sono ancora piegati ma il vento sembra non arrivi a disturbare la splendida lingua di sabbia e i cespugli sono più alti e la pineta cresce tranquilla.

Il nostro itinerario doveva chiudersi verso qualche castello della Loira.

Matteo aveva letto un articolo sul Plean Air di una zona a Bordeaux il golfo d'Archancon.

Quindi proseguiamo .

06.06.03

Quello che è successo vale la pena raccontarlo.

Ora sono a casa e le nostre vacanze si sono sono finite anche se non come volevo.

Il golfo sopra citato c'era descritto come un luogo ricco di possibilità, così non è stato abbiamo trovato tutto chiuso, campeggio compreso e non è stato facile perdere tempo e macinare chilometri per non avere ciò che sembrava ben descritto.

Ho un solo rammarico quello di aver perso tempo e denaro nel seguire indicazioni sbagliate.

Mentre fino al giorno successivo i nostri spostamenti sono stati calcolati in base a racconti di altri equipaggi l'unica volta che ho seguito un giornale che si presume dia informazioni testate e corrette mi sono trovata in mezzo alla ……..

In ogni caso i camperisti sono pieni di occasioni, noi siamo un po' come le tartarughe la casa è sempre con noi .

I servirà da lezione e avremo ancora tempo per tornare a visitare quel paese stupendo che è la Francia.

Non ho grandi cose da dire credo che il mio narrare sia ricco di sensazioni.

E credetemi ci sono cose che non dimenticherò mai.

La Francia rimane comunque un paese molto attrezzato per i mezzi ricreativi, non abbiamo mai avuto problemi di nessun tipo a sostare fuori mai fatto campeggio.

La lingua rimane un punto di domanda diciamo che i francesi non sono famosi per la loro adattabilità, quindi o parli bene o …….

Il resto è storia.

Buon viaggio.


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