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In Provenza l'estate non finisce mai…

 

Equipaggio: Matteo autista

Greta navigatore e cuoca

Dida sicurity

Golia Nabuccodonosor Mc Louis 430 la nostra 2°casa.

 

Km percorsi 2500 spese complessive di tutto ,regalini compresi 985.00€.

 

“ In questo paese che designato come “benedetto dagli dei “ , Bacco sembra aver fatto bene le cose. Cammino nel mezzo dei vigneti e mi lascio condurre su questa strada che invita alla degustazione dei vini come a quella dei paesaggi ….a ciascuno i suoi piaceri….”

 

Piccola premessa: quest'anno il nostro equipaggio si e' ridotto, abbiamo perso per strada Ale e la Marty,la vita e' sempre una sorpresa ! Loro hanno preso strade diverse noi continueremo per la nostra. Anche se non ci saranno più ferie con loro, voglio comunque ringraziarli per i tanti viaggi fatti insieme, le risate ,le discussioni e le tante battute che non saranno mai dimenticate.

 

09/10/2008

 

Nei viaggi precedenti le nostre partenze sono sempre state caratterizzate dalla velocità di caricare il camper per fuggire verso la meta,questa volta ce la siamo presa con calma!

Partiamo da casa ( jesolo VE ) alle 10.30 dopo una buona colazione e controllando che non manchi nulla.

Metto la cuccia di Dida, fra i due sedili per vedere se riusciamo a gestire il suo mal di camper che ci opprime ad ogni viaggio, funziona! Acciambellato sul suo guscio, non da cenno di dispiacere, neanche dopo 300km. Passata Piacenza ci fermiamo per mangiare, ripartiamo e arriviamo a Ventimiglia alle 18.00 circa.

Io sono un po' provata dalle tante ore di viaggio, Teo è isterico per mancanza di nicotina, in camper non fuma, e Dida fresco come una rosa….cuccia per tutti!

I parcheggi in centro sono tutti a pagamento e troppo piccoli per ospitare un camper, decidiamo di spendere in favore della comodità e optiamo per il campeggio, “Camping Roma a 200mt dal centro.

Il posto si presenta pulito anche se piccolo, ci costa 23.00€ con la corrente.

Ci rendiamo conto subito della differenza di temperatura, siamo partiti da casa con la felpa, qui il termometro segna i 28°!

Tutte le roulotte del campeggio sono incastonate su strati di legno, sembrano tutti dei mini chalet di montagna.

Andiamo in giro per il paese, il lungomare ha una lunga passeggiata e la spiaggia è tutta a ciottoli, il tramonto mi regala qualche bella foto di uomini che pescano sugli scogli.

Girando a casaccio troviamo un panificio dove compriamo la famosa focaccia, tutti i negozi e i bar sono piuttosto datati anche se puliti. Rimaniamo un altro po' in centro poi rientriamo in campeggio ,notiamo che c'è un mercato coperto oramai chiuso, un vero peccato vista la grandezza del posto indubbiamente un luogo dove acquistare fiori o generi alimentari a poco prezzo…

Dopo cena Teo crolla sul letto alle 21.15, io rimango a leggere ancora un po'. Fuori c'è silenzioso, si sentono i grilli cantare e ogni tanto il rumore del treno che passa, unico neo in questa valle di pace.

 

10/10

 

La sveglia suona alle 8.15, ci mettiamo subito al lavoro con spazzole per pulire il camper dai peli che Dida lascia così gentilmente in giro, non possiamo farci niente si sa che avere un cane è anche questo….

Alle 10.10 si riparte, direzione Aix en provence.

L'autostrada da Ventimiglia a Monaco è gratuita ,poi si comincia a pagare! E quando dico pagare intendo essere derubati!

Lo sanno tutti che le autostrade francesi sono care ma non credevo fino a questo punto, 15.60€ fino a Le Luc.

Ci fermiamo a mangiare lungo la strada in un'area pic-nic, la vegetazione qui è decisamente mutata ,tutto è molto più verde rispetto alla zona costiera e cominciamo a vedere vigne un po' dovunque. Arrivati ad Aix ci siamo resi subito conto dello sbaglio , la città delle fontane è caotica e priva di campeggi, le informazioni che arrivo a raccogliere da alcuni passanti mi portano sempre alla stessa conclusione per mezzi come i nostri non c'è posto.

Avevo letto su un itinerario, che vicino alla stazione ferroviaria si poteva sostare.

Sbagliato, il tempo passa anche per chi trascrive informazioni viaggiando e i parcheggi descritti oggi sono bloccati da una sbarra che delimita l'accesso al di sotto dei 2mt!

La nostra delusione è talmente grande , io e teo cominciamo a beccarci come due comari ,versandoci addosso colpe che non sono di nessuno dei due.

Usciamo dalla città , che sconsiglio vivamente a chi abbia un mezzo superiore a i 6mt,e ci rimettiamo nella statale direzione Pelissanne dove troviamo il cs e la possibilità di passare la notte tranquilli con altri camper.

Dopo la docciona e la cena anche la giornata non sembra più così brutta , riusciamo anche a ridere sopra le nostre stupide controversie adesso dobbiamo pensare solo a rilassarci, queste sono le nostre sudate vacanze che arrivano dopo una stagione di lavoro per me e turni soffocanti per Teo (autista di ambulanze).

 

11/10

 

La sveglia alle 8.00 , non ci sono incertezze , consci della giornata poco felice di ieri non vogliamo sprecare altri minuti prezioni.

Dopo aver fatto colazione ci spostiamo per fare cs, vicino a noi due equipaggi francesi scherzano e ridono fra di loro , mentre li guardo penso a noi con Ale e la Marty….

Faccio manovra con il camper per facilitare lo scarico delle acque grigie a Teo che continua ad urlarmi di spostarmi a destra o a manca, come da brava mogliettina faccio sbucare la capoccia fuori dal finestrino e comincio a sbraitare , dicendo che se non gli va bene quello che faccio può sempre farselo lui….

A questo punto ho la piena attenzione di tutti i francesi presenti , uno di loro mi dice che bisogna dar sempre ragione alle donne!

Bravo, questo a capito come va la vita….

Quando scendo, mi chiede da che parte dell'Italia veniamo,così cominciamo a chiacchierare del più e del meno , a Teo chiede quanti serbatoi di acque grigie tiene il nostro camper lillipuziano…

Che voglia prenderci in giro?

Loro vengono dal Bordeaux e Teo si accende come una lampadina pensando a quanto buon vino abbia quella regione, così mentre io cerco di fare da interprete ,loro parlano della differenza tra il nostro prosecco ed il loro vino locale…..

Usciamo da questo primo scambio fra nazioni cee con una bottiglia di prosecco in meno e tanti suggerimenti per vedere la vera Provenza.

Con il navigatore acceso, io passo molto meno tempo con il naso sulla cartina e molto di più a godermi il paesaggio.

La strada che porta a Stes. Maries de la mer, è bella larga ,con il classico asfalto francese perfettamente piatto e perfetto.

In prossimità del paese, cominciamo a vedere le zone delimitate a parco naturale e cominciano a spuntare in qua ed in là alcune corna, sono i famosi Tori della Camargue.

Il cs è ben segnalato e all'entrata del paese, troviamo la signora all'entrata che ci aspetta per consegnarle gli 8.00€ x le 24ore , non ci rilascia nessun scontrino.

Facciamo subito il cs , poi ci sistemiamo fra due camper olandesi ,non aspettiamo altro ci dirigiamo subito verso il paese nella speranza che questo non sia una delusione.

Le nostre aspettative vengono premiate, anche se molto turistico e piccolo è ben racchiuso intorno alla chiesa , le vie sono piene di negozietti che vendono di tutto, dall'attrezzatura per far equitazione , compreso di stivaloni e cappello alla gardiane ,a cartoline e monili di ogni genere.

Le case bianche e gli infissi celesti mi ricordano un po' la Grecia, facciamo fatica a contenere la solita irruenza di Dida che abbaia a tutti e non molla un secondo!

Attraversiamo tutto il paesino fino ad arrivare al lungo mare da dove parte la famosa diga panoramica, non è altro che il lungomare ben rialzato e ben curato che prosegue per km verso est.

All'ufficio del turismo ,recupero piantine ed informazioni sui sentieri che portano in mezzo al parco con gli itinerari tematici da fare in bici, peccato non averle..

Ritorniamo verso il centro e dopo aver confrontato alcuni prezzi dei tanti ristoranti, decidiamo di prenderci il necessario per il pranzo in una rosticceria che offre il ben di Dio ,tutto bello esposto.

Acquistiamo un'insalata di pesce (per 2 persone) che tanto ci faceva gola con patate e cipolla , 1schiacciatina dolce con tapenade (patè di olive nere),1sfilatino con olive e alici e 1porzione di “Gardiane” ,lo stufato fatto con la carne di toro ,il tutto 16.00€.

Prima di rientrare in camper ci fermiamo ad una rivendita di vino per acquistare un rosè della Camargue 3.40€.

Il pranzo risulta una sorpresa.

L'insalata di pesce, su cui avrei puntato dei soldi ,è piena di aglio da far paura ,immangiabile!

Riscaldo lo stufato su un tegame, all'interno del camper si sprigiona un aroma profumatissimo , un misto di vino e erbe aromatiche , olive e rosmarino. Il colore, aimè rimane lo stesso ,ma una volta assaggiato perdiamo la testa!

Consiglio a tutti una porzione doppia!

Dopo il caffè decidiamo di ritornare in centro ma senza Dida !

Andiamo a visitare la chiesa e ad accendere una candela a Santa Sara, protettrice dei viaggiatori.

La chiesa è piccola e molto cupa, tutte le candele accese per chiedere e per ringraziare, hanno reso i muri neri.

Una riproduzione della Sacra Sindone attrae la mia attenzione ,rimango a fissarla un bel po' e mi stupisco a pensare che non può essere Cristo quello raffigurato perché troppo brutto…non posso essere più ignorante di così temo…

Teo esce ,intossicato dall'odore delle candele e dalla poca luce ,io rimango ancora un po' e cerco di capire tutti gli ex voto, ce ne sono tanti, uno raffigura un bambino schiacciato da un calesse la data risale al 1895.

Mi rendo conto di quanta gente al mondo chiede ogni sorta di miracoli, e io mi soffermo a pensare che forse non ringrazio abbastanza Dio per tutte le fortune che ho ,forse dovremmo farlo tutti noi fortunati.

Quando esco Teo mi fa notare, che sopra l'entrata della porta un cartello dice:“i cani non possono entrare da soli in questa chiesa ma se li tenete in braccio possono accompagnarvi”.

E' la prima volta che leggo una cosa così su una chiesa, non posso che fare i complimenti ai cattolici francesi.

Per salire la torre e godere del panorama il costo è di 2.00€ ma non ne abbiamo voglia , teo insiste per prendere il trenino , io che non voglio mai fare queste cose da “turista”sono costretta a cedere per il bene delle vacanze.

Il giro di 50minuti al costo di 6.00€ a testa ,ci porta a fare il giro dei luoghi più famosi del paese, forniscono anche un libricino plastificato con tutto spiegato in italiano.

Passiamo davanti alla croce di Camargue e ci spiegano il suo significato:fede la croce ,amore il cuore e costanza l'ancora.

Si passa con il trenino dentro una stradina stretta, per vedere da vicino le casa dei Gardian e poi diretti dentro ad un Paddok per poter accarezzare e vedere da vicino i famosi cavalli bianchi.

Da vicino li vediamo di sicuro!

Lanciano pezzi di pane e ne distribuiscono a tutti, i cavalli sono così interessati alla nostra presenza, che entrano letteralmente con le teste dentro ai vagoni sconquassando il trenino.

Alcune vecchiette colte dal panico non fanno che aumentare l'ilarità generale, anche se come dico io, queste cose sono troppo”turistiche”devo ammettere che mi sono divertita!

Finito il giro con “il trenino da turista” proseguiamo la nostra passeggiata lungo la spiaggia ,fa un caldo incredibile vista la stagione, e qui c'è ancora gente che fa il bagno.

Prima di rientrare in camper mi fermo a prender l'adesivo per Golia e un paio di cartoline.

Rientrati non abbiamo voglia di cenare, ci facciamo il doccione .

Decidiamo per l'indomani, di svegliarci prima per spostare il camper e andare nell'altro parcheggio vicino alla spiaggia ,dove poi sarà più breve la strada per andare a vedere i fenicotteri rosa.

Chiudiamo la serata con un buon caffè ed il nostro libro.

Il parcheggio rimane silenzioso e tranquillo , si alza un leggero venticello ma il soffio è dolce e caldo.

 

12/10

La sveglia questa mattina suona ancora una volta presto , fuori c'è ancora buio il sole comincia adesso a tingere il cielo con una leggera sfumatura di rosso , io voglio andare a fare le foto ai fenicotteri prima che ci sia troppa luce.

Mentre Teo cerca di svegliarsi io porto fuori dida,mezzo parcheggio si sta spostando.

Ci spostiamo anche noi, facciamo tutta la via principale completamente deserta a quest'ora e quando arriviamo alla diga giriamo in sx proseguiamo fino all'ultima rotonda, poi seguiamo la strada e giriamo subito a dx seguendo dei condomini colorati con delle terrazze a vista, poco oltre troviamo l'altro parcheggio.

Ha la sbarra ma è aperta, anche questo è a pagamento e anche questo 8.00€, ma la vista che si gode da qui è migliore anche se è molto più affollato e un po' in pendenza.

Andiamo a vanti e parcheggiamo sullo sterrato, vediamo di non svegliare nessuno, rimettiamo gli oscuranti per poter lasciare Dida da solo ma tranquillo in camper e ci addentriamo per il sentiero.

Cerchiamo di capire se dobbiamo seguire una strada ben definita, ma purtroppo non ci sono ne cartelli ne piste da seguire, il sentiero è appena accennato e così seguiamo il rigagnolo di stradina che ci porta in mezzo alle valli.

Il silenzio che ci circonda al sorgere del sole è qualcosa di spettacolare, una sensazione di pace che ci avviluppa, l'unico rumore sono i versi dei fenicotteri che scorgiamo poco distanti da noi e degli aironi che banchettano ,con quello che offre questa terra limacciosa.

Su ogni viaggio che faccio ribadisco, scrivendo il diario di bordo ,che spesso non trovo le parole per spiegare sensazioni e sentimenti che provo,questo è uno di quei momenti.

Questi uccelli così aggraziati in acqua, appoggiano le loro zampe quasi con delicatezza sfiorando il terreno,la loro immagine riflessa rimanda verso l'alto il loro colore così delicato e le loro zampe esili si piegano flessuose ad ogni loro passo, il collo si allunga fino a toccare il terreno con la testa,quando atterrano per un breve istante fanno vedere il rosa acceso che si cela sotto le piume.

Immaginate tutto questo in pieno silenzio ,con l'unico rumore delle onde ,che si infrangono sulla scogliera a 300mt di distanza.

Rientriamo in camper con 10cm di fango sulle scarpe, giriamo Golia e ritorniamo da dove siamo venuti.

La sparra ora è giù e ad attenderci troviamo un signore panciuto e sorridente che ci chiede dove abbiamo il taglioncino della notte, con ancora la macchina fotografica in mano,spiego che siamo entrati un'oretta fa solo per fare le foto.

Anche se ,non felice,ci fa segno di passare e di uscire senza pagare.

Salutiamo il paesino che comincia a svegliarsi ,mentre sulla piazza più grande cominciano ad allestire un mercato.

Lungo la strada che porta ad Aigues Mortes ci fermiamo per fare ancora qualche scatto alle mandrie di tori che riposano al sole.

A circa 1km da Aigues,troviamo un super U con relativo centro commerciale e il distributore con il gasolio a 1.20!

Arriviamo in paese e seguiamo le indicazioni per il parcheggio dei camper , ci sono le giostre, il mercato, che fortuna sfacciata!

Il parcheggio è proprio sotto le mura e ad un passo dall'entrata alla città fortificata, lasciamo Dida a guardia ed entriamo per fare un giretto.

Dentro le mura il paese è davvero piccolo, un sacco di negozietti stretti in mezzo alle viuzze e in una delle traverse principali un negozio stile Art Nouveau di dolci costosissimi ,che però merita la nostra visita.

Andiamo a prenderci la nostra brioches e la nostra baguette quotidiana.

Troviamo cartelli ovunque che vietano di sostare in centro perché ci sarà una manifestazione “equina e taurina”, ma non c'è scritto il giorno.

Prestando più attenzione vediamo che in alcuni punti ci sono zone transennate e la gente comincia ad affollare la strada.

Ma come, fanno correre i tori lungo le strada?

Teo è convinto di si, come a Pamplona sostiene, io non ne sono convinta troppo piccole le transenne e se fosse così sarebbero ovunque non solo in alcuni punti!

Ci informeremo, decido che il punto migliore per svolgere le mie indagini è di certo il mercato locale, così andiamo a fare un giro,per un po' di insalata e due pomodori mi pelano 7.00€ , cari sti francesi!

Mi perdo fra i colori del mercato.

Non c'è nulla da fare ,sono affascinata da questa lingua ,anche se non ascolto tutto mi piace questa forma di arpeggio lessicale, Teo invece rimane molto più affascinato dal colore e dal profumo delle olive che sono in bella mostra e in quantitativi eccellenti su un banchetto ogni due..

Quasi tutti i banchi propongono frutta e verdura di propria produzione , siamo ancora assorbiti dai colori e dai profumi ,quando ci accorgiamo che parecchia gente comincia ad avvicinarsi alle transenne e si apposta.

Decidiamo di seguire l'esempio e ci spostiamo vicino ad un panificio,rimaniamo interdetti sul perché non venga transennata tutta la strada, i tori non sono famosi per non essere animali docili e amichevoli?

Una coppia di vecchietti ,discute davanti a noi se rimanere li o se proseguire,così con il mio lessico stentato gli chiedo che cosa aspettano tutti “ i tori “mi risponde il nonno , ma come chiedo:”passano per la strada?”

Mi guarda come se avessi bevuto ed esclama :“certo e dove se no! ”.

Sono sconvolta, continuo a fissarlo come se fosse lui il marziano ,e gli chiedo se è pericoloso “un po'”mi risponde, mi guarda sorridendo e mentre io, cerco di infilarmi da brava coraggiosa quale sono sulla prima stradina per andarmene terrorizzata , il bicentenario mi afferra per il gomito e mi spinge più avanti “alè,alè” mi rimprovera ,“per vedere meglio bisogna andare avanti”.

Ma come? Io voglio scappare al suicidio di massa, e mi trovo costretta a dover per forza aderire a questa strana manifestazione francese?!

Mentre ci avviciniamo all'entrata della città, una delle tante entrate sui bastioni ,mi ritrovo a pensare che infondo i francesi non sono poi tutti con le rotelle a posto.

Mi posiziono dietro una transenna ,ed il nonno tutto sorridente se ne và dicendo qualcosa sulle palle di cannone o roba varia.

Teo sembra non soffrire nessuna sindrome da rapimento ,che invece sembra aver preso me, sto giusto per dirgli di squagliarcela quando dall'autoparlante una voce comincia a dare informazioni,il suono è così storpiato che non capisco nulla di quello che viene detto, ma poi sento musicalmente il tono cambiare e la stessa voce comincia a dare informazioni anche in italiano!

La voce informa che sta per iniziare la manifestazione, che si prega di lasciar libera la strada e di stare attenti a cavalli e tori , dopo il segnale acustico.

Dopo poco si sente lo scoppio di un cannone!

Ecco cosa intendeva il signore per cannoni!Avevo capito giusto quindi!

Dopo poco si sentono gli zoccoli in lontananza e qualcuno grida “arrive!”, da lontano su per la strada, si vedono dei cavalli bianchi ammassati vicini gli uni agli altri che si incuneano al trotto forzato,ci passano davanti .

Teo scatta foto, io guardo a bocca aperta .

Anche se i cavalli non sono imponenti ,percepisco una strana sensazione,un'emozione nel vedere questi visi seri e concentrati mentre cercano di tenere insieme i cavalli.

Sporchi di fango fin sopra le orecchie ,sia cavalieri che animali.

Ci sono anche delle donne nel gruppo,i cavalli slittano sull'asfalto lucido e gli zoccoli taccheggiano la strada, rumori di grida dei Guardians che incitano il cavallo si mescolano agli applausi della gente tutto dura pochi secondi davanti ai miei occhi ,eppure il sorriso ebete mi si forma sul viso.

Dobbiamo aspettare un po', prima di risentire il rumore degli zoccoli riaffiorare dal fondo della strada, e si ripresenta la stessa scena di prima ma con una differenza ,dietro a cavalli e guardians c'è gente a piedi che corre e urla … perché?

Non riusciamo a capire dove sono i tori ,forse li faranno correre dopo,penso.

Al passaggio successivo,il gruppo di gardians si allarga un secondo e vediamo sbucare dal centro del cerchio che formano, un paio di corna lunghissime!

Ecco dove sono i tori!

Fanno attraversare il paese ai tori ,in mezzo ai cavalli!

Rimaniamo fino alla fine della transumanza cittadina,un colpo di cannone segna la fine e noi ritorniamo soddisfatti al camper per pranzare.

Mentre metto su l'acqua ,sento Dida che si agita, guardo fuori e vedo una decina di gardians a cavallo che attraversano il nostro parcheggio per tagliare in mezzo ai campi, non faccio a tempo ad immortalare la scena con la macchina fotografica ma alzo la mano in segno di saluto,loro rispondono toccandosi la tesa del cappello,siamo nel far west!

Verso pomeriggio inoltrato ,decidiamo di rientrare in paese, per vedere che cosa succede e per controllare dove si trova l'altro parcheggio camper segnalato.

Sorpresa! Dietro le mura, fuori dalla cinta, hanno allestito una specie di arena in legno e un sacco di gente ammassata per guardare dai buchi che ci sono fra una struttura e l'altra.

Si sentono grida d'incitamento provenire da dentro l'arena ,tonfi ed urla.

Che fanno questi francesi?

Mi faccio spazio e cerco di infilarmi ,mentre Teo rimane dietro con Dida spaventatissimo.

Incredibile , dentro il toro scorrazza libero e ci sono dei ragazzi che lo affrontano a mani nude.

Il toro carica,e oplà il tipo di turno finisce a gambe all'aria dentro la paglia!

Rimango in allerta e cerco di capire meglio funziona così :dentro all'arena oltre al toro, ci sono dai 3 ai 5 ragazzi e ragazze,sembra tipo una prova di coraggio la loro, lo scopo è catturare l'attenzione del toro per poi infilagli sulle corna dei cerchi colorati e delle decorazioni,il problema è riuscire ad infilarglieli senza perdere 10cm di carne sulle corna!

I tori sembrano giovani ,ma poco conta vista comunque, la mole generosa e le lunghe corna.

Quando riescono ad infilargli l'amuleto, l'unica cosa che possono fare è buttarsi in mezzo alla paglia.

Non sempre il toro rispetta il limite e mentre guardo, i 200kg di animale fanno un balzo e saltato le balle di fieno per finire giusto dentro alla barricata, un fuggi fuggi generale ha portato tutti otre alla staccionata di legno e lasciato il toro con un brandello di jens appeso alle corna.

Niente paura però, il proprietario del pantalone ride ed incita il toro battendosi sul posteriore illeso, come a sfidarlo ancora…questa volta però dietro la staccionata!

Lascio la vista dell'arena a Teo, sotto lo scroscio di ilarità del pubblico, per dare la possibilità anche a lui di gustarsi lo spettacolo.

Ritorniamo a girare per il paese, sono tutti in festa, tutti con le bottiglie in mano che cantano, ridono, urlano!

Facciamo per rientrare in parcheggio ma una signora ci ferma dicendo di stare attenti ai tori.

Come ancora tori?

Rimaniamo a parlare con questa signora che sembra faccia parte dell'organizzazione.

Ci chiede da dove veniamo e come siamo finiti qui, ci dice che la festa dei gardian è questa non quella che fanno a Stes Marien de la Mer , perché quella che organizzano la è prettamente turistica mentre questa è pura festa paesana.

Siamo stati fortunati a cadere giusti per questo evento,lei ci dice di stare attenti ad uscire alla sera perché anche se durante il giorno la festa è bella, di notte la gente esagera con l'alcool e succedono spesso incidenti, troppi ubriachi mi dice.

Le chiediamo dove possiamo acquistare del buon vino della zona e ci dice che una sua amica ha una rivendita proprio dietro l'angolo ,di dirle che ci manda lei, ci spiega che è una persona molto affabile e che sarà lieta di rispondere alle nostre domande.

Prima di allontanarci ci invita a bere un bicchiere a casa sua.

Sono sconvolta dall'ospitalità di questa persona, ho sempre considerato i francesi gente cordiale ma fredda, sbagliavo, almeno qui.

Decliniamo l'invito e andiamo dall'amica a prendere il vino.

Quando entriamo, mentre le spiego che ho avuto il suo nome da una signora ecc, le suona il cel. è la signora che la informa del nostro arrivo e le raccomanda di trattarci bene….

Mentre assaggiamo il vino e ci facciamo spiegare la differenza, un signore ascoltando la mia cadenza ,e mi chiede da dove veniamo così finisco per parlare dell'italia e delle bellezze artistiche del nostro paese…

Rientriamo dopo un'ora al camper con 4 bottiglie ,di vino di qui uno sfuso a 14.00€ ,felici di aver passato una bella giornata.

 

13/10

Partiamo dopo aver fatto la solita colazione, mi ero proposta di andare a prendere la brioches ma Teo ha declinato l'invito…

Seguiamo le indicazioni e troviamo vicino alla darsena il secondo parcheggio.

Ci sono le sbarre e per entrare bisogna pagare 12.00€.

Entro a piedi e trovo due equipaggi che fanno cs ,chiedo informazioni, e tutti mi dicono la stessa cosa cioè se voglio entrare e fare cs devo pagare i 12.00€.

Anche loro concordano che sono troppi se non mi fermo… chiedo se sanno dell'esistenza di altri in zona, ma mi rispondono di no.

Faccio per andarmene quando uno dei signori mi richiama indietro, e mi dice che se voglio, posso accostare il camper vicino alle mura ,lui sarà felce di passarmi la pompa dell'acqua e per le acque grigie posso passargli io la bacinella e svuotare il serbatoio un po' alla volta… versione meridionale del francese doc….

Dirò la verità,mi aveva convinto!

Teo invece da bravo “nordista” decide per il no e di rispettare le regole, quindi ce ne andiamo nella speranza di trovare qualcosa per strada.

Ci dirigiamo a Pont du Gard.

Lungo la D979 direzione Nimes a St.Laurent d'aigouze troviamo le indicazione per un cs.

Magicamente scompaiono.

Ci fermiamo ad una rivendita di caravan per chiedere informazioni, sono costretta a farmi sbavare addosso dai due boxer di guardia ,prima di raggiungere il titolare che mi spiega come arrivarci.

Non è un cs è un servizio offerto da un gestore di un ristorante.

Al rist. Relais Camarguais nel parcheggio troviamo un ragazzo su un fiorino che ci chiama e ci chiede se vogliamo fare cs.

Comincia così la nostra tiri-tera, gli spiego da dove siamo e gli dico che siamo appena arrivati da Aigue Mortes, mi dice che lì c'è il cs , gli spiego che volevano 12.00€ per il servizio “ ma sono pazzi” mi risponde.

Lui offre il servizio a chi si ferma per mangiare nel suo ristorante, il posto sembra bello e pulito la cucina deve essere tipica e casereccia , ma sono le 10.00 di mattina e noi non possiamo perdere tutto il giorno qui.

Ci capisce benissimo,e ci ospita lo stesso nel suo cs.

Non vuole soldi, allora gli lasciamo una bottiglia di Raboso di casa nostra.

Dopo 20min eccoci di nuovo in partenza!

Ci fermiamo presso un super U per fare un po' di spesa,30.00€ per quattro cose e risate generali al banco del prosciutto per cercare di farglielo tagliare sottile, qui non vanno a hg ma a fette “tranch” e sono fettazze da mezzo chilo!

Arriviamo a Pont diu Gard dove troviamo, prima di passare il centro un altro cs segnalato, andiamo a vedere il ponte romano ben segnato in zona, parcheggiamo e facciamo pausa pranzo.

La visita al ponte è gratuita si paga solo il pargheggio 5.00€, all'ufficio informazioni si trovano le piantine in italiano, giriamo per il sito e andiamo a vedere i giardini che in questa stagione non regalano molto ma io ho voglia di camminare così costringo Teo e Dida a seguirmi.

Il ponte non è nulla di così spettacolare, forse questo è la conseguenza del nostro essere italiani, siamo abituati a vedere esempi d'architettura romana un po' ovunque, quello che mi colpisce di più è il paesaggio che lo circonda, sembra la foto da puzzle.

Giriamo Golia e accendiamo il navigatore satellitare, direzione Tarasconne.

La città ,secondo quel poco che ho visto deve essere carina,ma non ha parcheggi per camper e quindi dopo aver preso, grazie al navigatore strade impossibili da praticare, abbiamo deciso di proseguire senza fermarci verso Fontane Vaucluse.

Il navigatore toppa ancora e ci fa fare un giro assurdo per arrivare, lo spengo inacidita e ritorniamo al vecchio sistema: Greta legge cartina.

Riprendo subito possesso del mio vecchio posto di manovra e faccio arrivare senza nessun “fra 300mt girare a dx..” a destinazione tutta la famiglia.

Il parcheggio a Fonteine è bellissimo, il fiume lo costeggia ci sono alberi e anche se la strada è a pochi mt non si sentono rumori fastidiosi,qui possiamo dire di cominciare ad apprezzare la nostra pace.

Ci sono un sacco di camper anche se la stagione è bassa.

 

14-10

Ore 8.30 comincia la nostra giornata,gli altri camperisti sembrano contagiati da tutto quello che ci circonda, ovvero la pace più assoluta ,così sono tutti impigriti e con molta calma vedo estrarre da garage seggioline in plastica che vengono posizionate al sole autunnale e poi con libro alla mano e due sospiri di pace si siedono per cominciare la loro pigra giornata.

Noi decidiamo di andare a visitare le sorgive,dopo aver girato a vuoto per il piccolo paese anch'esso assopito, prendiamo il sentiero (prima del ponte subito in sx) che ci porta prima a visitare il museo della carta,gratuito,e poi ad oltrepassare una vietta tappezzata da negozietti di ogni genere dove si possono acquistare anche i famosi “santos”,che però io lascio visti i prezzi sconvolgenti.

Arriviamo alla fine del sentiero da dove si vede il pozzo delle sorgive.

Vista la mia insofferenza all'altezza (soffro di vertigini) lo ammiro con un certo distacco e un senso di costrizione allo stomaco.

Il paese è famoso per aver dato asilo al Petrarca ,che durante il suo soggiorno decennale qui sembra abbia scritto alcuni sonetti del “canzoniere” non posso ce condividere con quest'ultimo l'espressione “chiare e limpide dolci acque..” perché se sono sembrate stupefacentemene limpide a me dopo sette secoli non oso immaginare come fossero le sorgive e le cascatelle un tempo.

Decidiamo a malincuore di proseguire il nostro viaggio verso Gigondas e Seguret,la zona famosa per il vino che ci porta verso i vigneti della cotes du rhone.

Sulla mia guida mi risultano aree sosta nei paesi vicini , in realtà le cose non sono proprio andate così,le aree o non c'erano più oppure erano chiuse e questo ci ha fatto girare un po' per nulla e aumentare la nostra fame, visto che alle 12.45 eravamo ancora per strada,ma devo essere onesta e ammettere che il paesaggio merita la visita.

Distese di vigne un bel sole caldo e un silenzio che rigenera l'anima,anche qui l'unico suono il canto delle cicale.

A Sablet ci siamo fermati presso un vigneron che troviamo segnalato lungo la strada.

Segna la possibilità di fare cs , la cantina aderisce al progetto “france passion”, una specie di gemellaggio fra aziende vinicole e camperisti francesi per promuovere l'eno-turimo ,un equo scambio oserei dire, mentre l'azienda fornisce la possibilità al camperista di sostare e fare cs il camerista è libero di approfittare e di assaggiare le delizie locali ,siano esse di natura vinicola che gastronomica (www.france-passion.com)

Il proprietario ,un corpulento signore, ci informa che è possibile fare cs e se vogliamo anche sostare sotto la riga di cipressi che affianca la cantina.

Il nostro stomaco che brontola esige essere ascoltato più di qualsiasi cosa, così chiedo se nei dintorni possiamo trovare un ristorantino ,che ci cucini due bistecche ed un'insalata.

Come tante persone incontrate durante questo viaggio,il vigneron mi stupisce per la sua gentilezza,si mette a nostra disposizione chiamando al telefono un suo amico che gestisce un'altra azienda poco lontano e che fornisce anche il servizio ristorazione.

Dopo poco, parcheggiamo il camper a circa un km dal nostro vigneron di fiducia ,ed entriamo in posto che ci mette subito un po' in soggezione vista la linea chic del posto.

Sedie in foglie di palma, tavoli in vetro ,il tutto in un casolare rustico.

Il proprietario ci accoglie sorridendo e ci fa accomodare “en terrasse”, il paesaggio che si ammira vale il viaggio e l'attesa per mangiare.

“les Genets”

La terrazza, è un portico in legno rivestito fuori all'aperto, con vista del vigneto da una parte e frutteto dall'altra.

La giornata sembra primaverile,le cicale cantano e tutti i commensali parlano sottovoce.

Mi soffermo a pensare all'enorme differenza che corre fra un pranzo all'italiana e uno alla francese.

Qui nessuno si sporge per vedere che cosa mangia chi ti sta vicino,nessuno alza il tono della voce per un'affermazione o una risata, sono tutti educatissimi.

Troppo per me devo ammettere, anche se il silenzio mi ha dato ancora una volta un sacco di pace.

Ordinare dal menù non è stato facile come pensavo,non sono riuscita a capire molto e presa alla sprovvista ho scelto qualcosa che finiva per “affumicato”, nella speranza di gustare qualcosa di buono.

Teo per non sbagliare ordina “entrecotte” con insalata,mentre mi prende in giro perché è convinto che abbia ordinato qualcosa di schifido,nello stesso momento si vede ritornare la cameriera che lo informa scusandosi, che la carne alla brace è finita..

Alla fine io mi sono vista portare una maxi insalata con fegato d'oca affumicato,e teo una specie di spezzatino con riso.

Mentre tutti i commensali ci guardavano incuriositi,noi abbiamo fatto vedere come si comporta a tavola il vero italiano doc, dopo pochi secondi di stupore le nostre risate hanno fatto tremare la sala e la buona educazione francese.

Il vino a dir la verità era ottimo così come il pane ed il dessert, nessuno batte i pasticceri francesi!

Lo consiglio muniti di un buon dizionario,costo pranzo €30,50.

Ritorniamo dal nostro Vigneron e mentre chiacchieriamo del più e del meno facciamo un giro di bicchieri di vino, questa zona è famosa per i suoi vini corposi e quindi io non assaggio, lascio questo onore a teo,e mi limito a fare da traduttore.

Lasciamo la cantina con 5 bottiglie e €21.80 in meno.

Ci spostiamo e arriviamo a Gordes alle 16.00 circa, fatichiamo a trovare il parcheggio, in città c'è divieto assoluto e quelli che troviamo prima sono troppo isolati e privi d'illuminazione.

Scendiamo e dopo un paio di km troviamo un ampio parcheggio e due camper in sosta, decidiamo di fermarci li, Teo mi fa notare che siamo a pochi km da Fontane e se proprio ci va male possiamo riprendere la strada e ritornare.

Decidiamo di andare a vedere le abitazioni in pietra,ovvero le Village des Bories.

La scarpinata ,che va evitata nelle ore più calde del giorno,ci ricorda che non aver portato via le bici è stato davvero controproducente.

Arriviamo al sito che ci casta € 5.50 a testa e che scopriamo essere l'equivalente dei nostri trulli,poco male penso,non ho visto quelli pugliesi ora sono a posto.

Giriamo per il sito per un'oretta giusto per non aver buttato nemmeno quei 10.00€!

Ritornati al piazzale ,la coppia del camper furgonato ci ferma e ci chiede comè andata la visita al sito, parliamo del più e del meno i signori dimostrano una certa età l'uomo sorride quando gli dico che siamo italiani e mi racconta che, durante la seconda guerra mondiale, ha visitato il nostro paese!

Rimaniamo a chiacchierare un'altro po' con loro fino al rientro dell'altro equipaggio loro amici.

Ci salutiamo,e andiamo a farci la doccia.

Stiamo cenando ,quando rumori di auto che sgommano nel piazzale ci disturbano, dopo poco sentiamo il camper vicino accendersi,abbassiamo gli oscuranti e dal finestrino vedo il sign.che si sbraccia gesticolando.

Apro la finestra ,la sign.ra mi dice che ha visto brutte facce sulle auto poco fa,e hanno deciso di spostarsi in paese e di sostare vicino alla gendarmerì,ci chiedono se vogliamo seguirli.

In cinque secondi siamo scesi dai cugni e siamo risaliti in coda agli amici francesi.

Arrivati al parcheggio scendiamo per due chiacchiere,non possiamo far altro che ringraziarli della loro gentilezza con una bottiglia di raboso.

La notte passa tranquilla e io ringrazio in cuor mio,i nostri vicini per la loro gentilezza e cortesia, che oramai poche persone regalano così senza averne un tornaconto.

 

15-10

 

La nostra sveglia suona alle 7,i nostri amici sono già andati via ,noi dobbiamo ancora visitare il paese e decidiamo di fermarci anche se i divieti di sosta per camper ci informano che li non possiamo stare.

Dietro la gendarmerì c'è un parcheggio ,con relativo cs non segnalato, costo sosta giornaliero €5.00 ,questa volta ne approfittiamo e lasciamo parcheggiato il camper vicino ad altri che sono la da tutta la notte scorsa.

Scendiamo in paese ed il nostro risveglio mattutino viene premiato.

La città si sta svegliano ed il profumo di pane e briches aleggia ovunque,ci perdiamo per le viete senza meta e dietro al castello arriviamo su un belvedere che ci lascia senza parole.

La nebbia sta salendo dai campi sottostanti ,coprendo tetti e case con una pellicola lattiginosa e trasparente,un velo che si lascia filtrare a sprazzi dal sole che sorge dietro alle colline coltivate a vite.

Questa è la Francia che adoro, fra poco tutto riprenderà il suo lento ritmo,macchine,bambini che vanno a scuola,rumori, ma io sono qui adesso e mentre scatto foto respiro a pieni polmoni tutti questi odori , sperando di tenerli impressi nella memoria per quei giorni pieni di caos che mi faranno rimpiangere questi splendidi momenti.

In centro acquistiamo le brioches ed il pane per la giornata.

Rientriamo in camper e consumiamo la colazione tranquilli, prima di spostarci verso Roussilon ,dove andremo a vedere il sentiero dell'ocra.

Arriviamo al paese dalla D104 ,l'unico parcheggio autorizzato segnalato dalla guida è al conservatorio dell'ocra, ma noi arriviamo dall'altra parte ed il paese è pieno di divieti di accesso per camper ,così parcheggiamo Golia su uno spiazzo a 500mt dall'entrata del sentiero.

Non ci sono divieti e nessun cartello,ne approfittiamo.

Decidiamo di fare un giro per il paese prima di andare a vedere il sentiero,non ci porta via molto tempo è solo un piccolo centro turistico,ovvio neanche a parlarne il rosso dell'ocra colora la città.

Prima di entrare al sentiero vado all'ufficio informazioni,lo consiglio a tutti, sono molto gentili e anche se non sempre hanno materiale in italiano cercano sempre di aiutare il turista.

La sign.ra è così gentile da darmi anche una lista di aree cs e sosta della regione.

Lascio l'ufficio e finalmente entriamo nel sentiero, €2.50 a testa Dida non paga.

Il giro delle ex cave d'ocra non porta via molto tempo,nemmeno quello più lungo volendo in mezz'ora si fa ,ricordarsi di seguire il consiglio di molti,entrate al tramonto o mattina presto.

Noi alle 9.00 abbiamo ottenuto ciò che cercavamo,un bel caldo e poca gente ci ha regalato belle foto ,in questo mondo ricoperto di colori caldi e varie sfumature su un sentiero che porta in mezzo ad un boschetto.

All'uscita si possono trovare cartoline e ricordini da portare a casa allo stesso prezzo del centro ma con fatture migliori.

L'unico neo,ricordatevi di pulirvi bene prima di salire in camper la polvere di ocra macchia e difficilmente viene via dai vestiti!

Se siete interessati seguendo la D104 direzione Apt troverete il Conservatoire,citato pocanzi,oltre al parcheggio gratuito ma con divieto di sosta notturna,potrete visitare l'ex fabbrica e seguire tutti i procedimenti per l'estrazione dell'ocra e la sua lavorazione.

Risaliamo in camper e procediamo la nostra visita verso i paesaggi dell'ocra,prossima meta Colorado Roustrel,con piccola sosta alla caotica Apt per fare gasolio.

Seguiamo le indicazioni per Colorado Provenzale, non ci fermiamo al primo parcheggio vicino al camping ma al secondo.

Il posteggiatore è un personaggio simpatico e con un gran senso dell'umor,ci spiega bene quali sono i sentieri e le difficoltà,il parcheggio è pianeggiante ed è un vero peccato non poter sostare la notte ,la pace e il canto delle cicale è puro godimento anche qui.

Decidiamo di pranzare e mentre ci beviamo il caffè vediamo passare gente attrezzata di tutto punto,scarponi,picchetti,cominciamo a preoccuparci.

Affrontiamo il primo percorso con un certo cospetto,pensierosi sulle nostre scarpe da ginnastica,in realtà non ci si deve preoccupare,come in molte circostanze c'è chi affronta le cose esagerando e chi con filosofia e realismo,noi siamo della seconda categoria.

Facciamo due percorsi il “chemineès des fées” percorso blu 30”min e “sahara”percorso rosso 45”min,non voglio privare nessuno delle sensazioni che crea questo paesaggio quindi lascio il giudizio ad ognuno,l'unica cosa che mi dispiace è stato avere una scolaresca davanti e non aver potuto apprezzare il vero silenzio che avvolge questi posti,e non essere rimasti fino al tramonto,per il resto godetevi i colori.

Non abbiamo fatto il percorso giallo segnalato 1ora e 30” perché assetati,ricordatevi di porarvi via liquidi! Volendo sulla cartina che vi viene data gratuitamente in parcheggio dal parcheggiatore ci sono segnati tutti sentieri,se avete voglia di camminare ce né per tutti i gusti.

Siamo accaldati e assetati quando rientriamo in camper,mentre ci scoliamo l'acqua,decidiamo dove andare,la nostra scelta cade su Goult.

La N900 che ci porta al paese è letteralmente foderata di vigne,hanno un colore stupendo,sembra che l'estate qui non finisca mai,il sole splende bello alto le cicale cantano i profumi aleggiano nell'aria,arriviamo a Goult il parcheggio è bello pianeggiante ( P autobus), ci sono già tre camper in sosta,ci posizioniamo per passare la notte.

In questo parcheggio ci sono i bagni pubblici ma nessuna possibilità di fare cs,c'è una dolce arietta che ci rinfresca la zona è ombreggiata un po' come a Vaucluse ma più piccola,che vacanze rilassanti.

 

16-10

Questa mattina ci siamo svegliati con molta fiacca,abbiamo fatto colazione e poi la pulizia del camper che ne aveva davvero bisogno.

Mi sono chiesta spesso durante i viaggi fatti come mai il solo equipaggio che fa le pulizie è il mio…come si fa a tener pulito il camper e non sbattere mai nemmeno un tappeto?

Forse puliscono di notte?

Saliamo per un breve giretto del paese,le vie sono strette e tutto è molto ristretto ma altrettanto caratteristico.

Ci fermiamo in macelleria ,il macellaio ci chiede da dove siamo.

Italia. Il bel paese. Famoso in tutto il mondo per cibo e arte .

Anche qui lo scambio culturale è di rito, qui sono gemellati con Alba per lo scambio di tartufi anche qui, ci spiega il titolare, sono molto rinomati.

Quando entra una sig.ra la disputa è generale,sono più buoni i tartufi italiani o quelli francesi?

Rimaniamo a discutere un altro po' ,poi dopo aver acquistato salsicce e salame casereccio ,ce ne andiamo a zonzo.

Il paesaggio visto dal belvedere del paese ci mostra ulivi e montagne da un lato mentre dall'altro vigne,vigne,vigne e ancora vigne.

Il colore va dal giallo al rosso, sono foto meravigliose quelle che scatto!

Ci spostiamo di nuovo,direzione Oppède le Veux .

Leggo che il paesino è in fase di restauro e abitato da poche persone.

Arriviamo dopo poco,la strada è breve nel parcheggio troviamo una pompa per far acqua ma nessun servizio di scarico.

Costo del parcheggio €2.00.

Saliamo in paese,per farlo attraversiamo i giardini i quali sono ricchi di pannelli descrittivi che ci spiegano ogni tipo di pianta e come viene usata,come arriviamo su in paese,veniamo attratti da un piccolo ristorantino,che con la sua terrazza all'ombra e la sua pace ci invita ad approfittarne.

Tutti i commensali parlano a bassa voce anche noi dobbiamo adattarci,tutti tranne Dida ,il quale infastidito dalla presenza di un pastore tedesco randagio ci ha fatto venir voglia di scappare a gambe levate dal paradiso.

Mangiamo pollo,patatine e verdure pastellate,nessun assaggio alla nouvelle cousine francese nemmeno oggi,ma il pranzo semplice ci è gradito comunque ,costo € 35.80 con caffè e dolce.

Sazi e felici di esserci goduti questo angolo di vera provenza ,andiamo a zonzo per il paese semideserto.

Questo borgo si estende su uno perone roccioso,dalla terrazza che si trova davanti ala chiesa ,si gode di una splendida vista sulla valle.

Ovunque rovine in restauro,ma devo ammettere che il silenzio,e la vista magnifica che si gade da questo paese fa ritornare indietro nel tempo.

Ritorniamo al parcheggio verso metà pomeriggio e decidiamo di ritornare a Vaucluse vista la nostra necessità di fare cs,da qui sono solo 15km.

Arriviamo verso le 16.00, il tempo qui sembra non aver mutato assolutamente niente tranne qualche foglia caduta.

 

17-10

Io chiamano dolce far niente,e c'è da credermi alla parola “dolce”.

Il vento scuote le fronde di questi giganti in sosta, anche oggi il sole ci riscalda,il fiume segue il suo corso lento ed inesorabile.

Le anatre che vengono a mangiarmi dalla mano,le chiacchiere scambiate con un anziano del posto,il profumo del caramello che esce dalla pasticceria all'angolo, il lento respiro di Teo che dorme, questa è mia giornata di oggi.

E ancora,il sapore di un buon vino,il gusto della schiacciata alle noci presa in panificio,il sorriso nel costatare che dal fruttivendolo in paese l'uva da tavola più buona è made in italy.

Costo della giornata?

La pace in mezzo al verde,il silenzio,gratis la natura non si fa mai pagare.

 

18-10

La giornata di relax di ieri ci ha resi particolarmente pigriti, e la sveglia ci disturba alle 9.20.

Decidiamo di lasciare Vauclouse e di spostarci verso Bonnieux dove, secondo delle piccole ricerche,dovrebbe essere il luogo in qui hanno girato il film ,“un'ottima annata”, con R.Crow.

Arriviamo in paese sotto mezzogiorno,ma solo perché ce la prendiamo comoda.

Arroccato e circondato da vigneti, come nel film, rispecchia alla perfezione l'idea poetica che mi sono fatta.

Parcheggiamo vicino ai vigili del fuoco,alla prima rotonda in dx,il piazzale è ampio e pianeggiante.

Saliamo a fare un giro,fino alla chiesa più alta.

Il paesaggio è stupendo, si vede tutto il Luberon, e capisco come mai abbiano scelto di girare qui il film. Sul pannello informativo troviamo anche la dicitura Chateau Canorgue ,dove hanno girato le scene della villa,sono tutta eccitata all'idea di riuscire ad andarlo a vedere.

Spesso penso ai film come luoghi costruiti ,set cinematografici,e so che poi quella non è realtà.Sapere di poter andare a vedere il luogo dove hanno girato un particolare film ce mi è piaciuto,non so mi mette una strana ansia.

Giriamo liberi ed avvolti nel silenzio irreale ,è la nostra pancia che ci porta alla realtà ,quando ci rendiamo conto di quanta fame abbiamo.

Entriamo nella boulangerie della via principale.

Spinta dalla curiosità, chiedo al panettiere se conosce il chateau in questione,mi risponde di si che lo conosce e mi spiega che è una “cave”,ovvero un'azienda vinicola.

Gli chiedo se è visitabile,mi fa un sorriso accondiscendente , e mi dice che se voglio acquistare del vino sarò sicuramente la bene accetta.

Mi arrendo e gli snocciolo tutto il discorso,gli dico che veniamo dall'Italia ed il motivo per cui visitiamo il paese.Diventa Cicerone!

Mi racconta un sacco di cose,mi dice che la “cave”è stata usato per le riprese della vigna ma che gli interni sono stati realizzati in paese, in una cantina poco lontano dal suo negozio.

Il ristorantino non si trova in paese,pensa a Coucuron o a La Coste,mentre la piscina è stata realizzata in un terreno poco lontano, ma è stata subito dopo smantellata.

Aggiunge, di aver conosciuto personalmente il Sign. Crow,il quale più di una volta si è fermato a prendere le baguette nel suo negozio,una persona molto gentile e beneducata.

Prima di impachettarci i tranci di pizza ed il pane,ci aggiunge che spesso in tutto il luberon girano personaggi famosi “gente americana”,li definisce,ma che gli abitanti di questa regione sono persone semplici che non badano a queste cose.

Era un messaggio velato?

Non l'ho capito.

Rientriamo tutti felici e ciarlieri al camper dove mangiamo la pizza,buonissima,e ci gustiamo la baguette con il formaggio.

Mentre Teo sonnecchia io esco e vado in giro a far foto per il paese e per le vigne.

Ripartiamo direzione Loumarine , all'incrocio con la D943 e la D36 troviamo la “cooperatife agricole vinicola”, ci fermiamo e dopo vari sorseggi ,acquistiamo 5 botteglie di vino fruttato e dolce compreso il moscato € 16.00.

Arriviamo a Lourmarin ma capisco subito che il paese è molto diverso da quello che mi aspettavo,sicuramente più animato ,ma le troppe case d'arte e le boutique rendono il posto troppo scic per me e Teo,decidiamo di approfittare del parcheggio che si trova all'entrata del paese sulla dx,passiamo la serata a guardare tutto il paese riunito al bocciodromo,qui in Provenza le bocce non sono uno sport, sono una vera e propria droga!

Leggiamo ,guardiamo un film, e passiamo la notte con altri tre camper.

 

19-10

Anche questa mattina la sveglia è lenta.

Stiamo cominciando a vivere come i provenzali,non c'è che dire.

Facciamo colazione e partiamo verso Cucuron,il parcheggio vicino ai vigili del fuoco è ampio con possibilità di sosta notturna.

Un'enorme vasca,stile piscina olimpica,delimita la piazza ,tutto intorno platani altissimi ombra e bar.

La riconosco solo alla fine,è la stessa del film,dove si danno appuntamento e lui le fa assaggiare “le coeur perdù”.

Il paese risulta deserto.

Giriamo fino a trovare un piccolo negozio dove vendono di tutto, dai vasi alle cariole in legno.

Quando entro sono affascinata da tutto, ma mi rendo conto, che tutto è carissimo.

In un cesto vengo attratta da delle bambole di pezza,chiedo alla signora quanto costano ,€11.00,fanno al caso mio ne compro una per la mia nipotina.

Mentre la signora mi fa il pacchetto ,mi chiede da dove vengo.

Comincia così il dibattito fra la bella Italia e la fantastica Francia.

Teo all'esterno scalpita e io sono costretta a salutare la signora, che sorride, e mi augura un buon viaggio e un dolce rientro.

Dopo aver preso la baguette ci spostiamo diretti a Ansouise,parcheggio sulla dx del paese.

All'entrata del paese ci sono due bancarelle,una di olive l'altra di gastronomia,fanno al caso nostro per il ritorno.

La visita non ci porta via molto,anzi non la suggerisco.

Il castello è chiuso oltre che a pagamento,la chiesa mette ansia, come il paese arroccato .

Poco male scendiamo e facciamo acquisti per il pranzo.

Al banchetto delle olive prendiamo ,porzioni abbondanti di verdi del Luberon salate,e nere al naturale.

Dalla rosticceria, patate arroste1galletto, 1stinco d'agnello, 1coscia di tacchino, 1vaschetta abbondante di ratatuille, so che sembra tanto ma siamo voraci, il tutto a € 25.00.

Decidiamo di non far raffreddare niente e di consumare nel parcheggio il ben di Dio.

Tutto stupefacentemente buonissimo.

Dopo il caffè, prima di essere colti da abbiocco per digestione, decidiamo di spostarci.

Salutiamo con il cuore gonfio, le colline dolci del Luberon, e ci dirigiamo verso il Lac de s.ta Croix.

Lungo la strada ci fermiamo a St.Paul les Dourance per fare cs, ci sono molti camper in sosta ma non ci piace la zona decidiamo di proseguire.

Prima di arrivare a Riez lungo la D952 ci fermiamo alla “Maison des produits du pays du verdon” una specie di consorzio dove si trova di tutto a prezzi ragionevoli.

Miele, vino formaggio, vestiti, gioielli, lavanda, sidro, santos.

Approfitto per comprare i pensierini da portare a casa, e finalmente trovo il santos per mio papà, ad un prezzo equo 9cm a 9.00€, così va bene.

Proseguiamo la strada che ci porta al lago, circondati da distese infinite di lavanda e campi di meli.

L'area attrezzata è poco prima del paese, completamente gratuita, con vista stupenda sul lago.

Ci parcheggiamo vicino ad un equipaggio inglese, e ad un Concorde tedesco.

Il nostro camper messo a confronto con quest'ultimo sembra uno scricciolo.

 

20-10

 

Giornata d'ozio.

Siamo saliti in paese per costatare che non c'è nessuno, nel vero senso della parola.

Nessun negozio, niente, neanche il panificio.

Siamo scesi in spiaggia con dida, il divieto per i cani è categorico ovunque, persino camminarci in strada è vietato!

Ce ne freghiamo,siamo categorici anche noi su questo.

I cani sono esseri viventi e anno il diritto, quanto noi di esistere e di poter camminare.

L'unica cosa che fanno, che può dar fastidio, è quella di lasciare i loro bisogni ovunque.

Sta, ad un padrone corretto e rispettoso quali lo siamo noi, di raccogliere dove Dida sporca.

Abbiamo costeggiato tutto il lago fino ad arrivare ad una strada chiusa per lavori, la riva merita il giro, le spiagge sono ampie e sicuramente gremite d'estate.

Troppo freddo per fare il bagno, ma non per rimanere affascinata dalle farfalle che giocano sui fiori in quest'ennesima giornata stupenda.

Il pomeriggio l'ho trascorso a leggere seduta fuori,un pettirosso si è persino posato a pochi passi dal mio piede.

Teo fa amicizia con l'equipaggio inglese e parla di rugby.

La natura in questo posto sembra incontaminata, adoro tutto questo, mi fa sentire felice e serena.

Durante la cena, sentiamo un ronzio provenire da fuori, capisco quasi subito che i nostri vicini con il mega camper hanno acceso il gruppo elettrogeno.

Pace finita altro che grilli l'unico stridio, se vanno avanti tanto, saranno le mie urla verso questi imbecilli.

Mi dispiace ma non condivido chi sceglie quel tipo di mezzo per fare vacanza, non è spirito da camperista il loro, non se dentro la tua casa viaggiante ha bicchieri in cristallo, impianto satellitare e gruppo elettrogeno che mi rompe le palle!

 

21-10

Partiamo dal lago dopo la colazione e le pulizie Dida,perde un sacco di peli.

I nostri vicini inglesi, sono partiti prima, salutandoci con un “arrivedorci”.

Facciamo cs, io carico l'acqua, mentre Teo manda a quel paese gli incivili che lasciano il wc del chimico sporco.

è una cosa che non capisco, ci si dovrebbe evolvere con il passare del tempo,perché invece di affinare l'intelligenza e l'educazione c'è sempre più gente idiota e maleducata?

Ci rimettiamo in strada, diretti alle Gole del Verdon sulla D952 abbastanza panoramica e non così impraticabile come sembra.

La strada è lunga e non così interessante come credevo, ma va a gusti.

Ci fermiamo a Castellane, dove sulla strada principale c'è una boulangerie che fa da ristorantino, il menù franco-italiano ha dei buoni piatti a prezzi bassi.

I proprietari sono una coppia di ragazzi giovani,innamorati dell'Italia.

Ci vengono spesso,mi assicurano,e proprio per questa loro ossessione per il nostro paese,hanno deciso di associare la cucina tradizionale francese a quella italiana.

Noi non possiamo fermarci, ma compro in ogni caso una varietà di pizzette, 1piada con la pasta d'acciughe e formaggio, 1baguette e 2tranci di dolci, uno con miele e pinoli, l'altro cioccolato e looaker, risulteranno buonissimi ed al costo €15.00.

In centro,prima di passare il ponte sulla sx, si trova il cs con parcheggio a 5.00€.

Ci fermiamo fra Draguignan e Ste Maxime ad un carefour per un po' di spesa, ci pelano 35.00€, basti pensare che l'insalata, un paio di ciuffetti c'è costata 4.00€!

Il cs a Ste Maxime risulta molto fuori centro e privo di ombreggiatura oltre che molto frequentato. Decidiamo di proseguire per St.Tropez, prendiamo la D98A direzione St.tropez, prima del centro dopo una delle tante rotonde si trova l'indicazione per “les plages”la seguiamo e prendiamo la D93 dopo circa 5km riprendono le indicazioni per le varie spiagge in sx , prendere per spiaggia di Pampelonne altezza comune di Ramatuelle,indicazione parcheggio “bonne Terasse” gestione comunale a 7.20€ a notte.

Arriviamo,l'addetto non c'è, ma le sbarre sono sollevate,il parcheggio è un piazzale suddiviso da canneti bello grande.

Ci posizioniamo per la notte,tutti gli altri sono fuori per giocare a bocce ovviamente!

 

22-10

Fra un mese è il mio compleanno.

Se potessi esprimere un desiderio,vorrei avere un sacco di soldi per realizzare il mio sogno.

Viaggiare, viaggiare, viaggiare.

Oggi piove, il primo giorno brutto da quando siamo partiti.

Mi piace pensare che il cielo sia triste perché le mie vacanze stanno finendo.

Abbiamo pagato le due notti all'addetto, parla poco italiano ma si fa capire lo stesso per chi ha difficoltà, è arrivato qua intorno alle 9.00.

Siamo andati a piedi fino alla Despar che dista 2km dal parcheggio, il centro di Ramatuelle a 5km e St.Tropez a 12km.

In supermarket abbiamo conosciuto un sign.di cui ora non ricordo il nome,italiano.

Si è trasferito qui da giovane perché si è innamorato di una ragazza del posto.

Ci ha detto che adora la costa azzurra ma piange spesso l'Italia.

Mi ha fatto pensare quest'incontro.

Sarei in grado di lasciare tutto,la mia casa,i miei amici,per andare a vivere in un altro paese?

Non lo so, forse sarei in grado di abituarmi, o forse questo viaggiare sempre senza meta è quello che fa di me una vera camperista.

Passeremo il resto della giornata ad oziare, ultimi rintocchi di pace prima di partire.

 

23-10

 

Dopo la solita colazione lenta ci apprestiamo a togliere le tende.

Decidiamo di fare un salto a St.Tropez giusto per dire di non aver buttato via quest'occasione, si può parcheggiare il camper prima del centro o vicino al supermarket che si trova in dx entrando in paese.

Non sono rimasta colpita, forse perché rimango una persona semplice, i negozi griffati non mi affascinano mai, e vista la fama la facevo molto più curata.

Il porto invece fa la sua bella figura.

Decidiamo di fare la strada costiera questa volta, e la consiglio anche se un po' più lunga è molto bella,e molto meno costosa.

A Monaco prendiamo l'autostrada che ricordavo gratuita fino a Ventimiglia.

Abbiamo mangiato schifezze al volante, e guidato fino alle 20.00.

Ci fermiamo a 100km da Brescia in autostrada su un autogrill, Teo approfitta per mangiarsi le schifezze di Mc Donald, io sono triste,affogo il mio dolore con una minestrina.

Mi succede sempre così,la fine delle ferie mi abbatte.

A differenza di molti, non sento la mancanza da casa, starei sempre via.

 

24-10

 

Ci fermiamo all'outlet Franciacorta di Brescia per approfittare dei prezzacci,mangiamo qui e lungo la strada facciamo un salto anche all'Ikea di Padova per prenderci due cose per la casa.

Arriviamo a casa verso le 20.00.

La Provenza ed il suo clima mite sono lontani, qui fa freddo e l'aria è piena d'umidità.

Entro in casa e scopro con rinnovato stupore che tutto, dopo 16 giorni, sembra grandissimo.

 

 

Note:

Come fare conclusioni dopo aver scritto così tanto su questo viaggio?

La Provenza è una regione bellissima, ricca di colori anche in un periodo a volte infelice come l'autunno.

La gente è stupenda, persone socievoli, ricche di sorrisi e prodighe nelle informazioni.

Una cosa che mi ha colpito molto dei camperisti francesi, è che scambiano ancora il saluto quando ci s'incontra.

Questo, devo essere sincera, è andato perso in Italia.

Ne ho un immenso dispiacere nel costatarlo, perché dimostra solo una triste realtà.

Mentre prima il camperista era una scelta di vita,spinta dalla libertà e del rispetto per la natura e del bel viaggiare,oggi chi possiede un camper è preso solo dal rapporto economico che significa possederne uno.

Una famiglia di 4persone trova più facile ed economico viaggiare in camper e sostare su aree attrezzate o campeggi, anziché pagare un appartamento per 20 giorni l'anno.

Posso capire che questo sia più vantaggioso, ma non capisco perché queste persone non si rendano conto che possedere un camper è sinonimo di comunità, di fratellanza nel viaggiare.

Ho visto cose di cui mi sono vergognata in questo viaggio, non d'essere camperista, ma d'essere camperista italiana.

Cose che non ho scritto, come gente incivile che lascia sporcizia nell'area sosta, scarichi aperti mentre si viaggia, gente che svuota serbatoi di grigie sull'erba per non fare 100mt e svuotarle in bagno.

Tutte queste cose fatte da camperisti, solo ed esclusivamente, italiani.

Chi avesse voglia di leggere questo viaggio, si ricordi di alzare la mano quando incontra per strada un altro camper, noi siamo una tribù,ricordiamocelo sempre.

 


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