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Viaggio in Polonia e Germania

 

Un saluto a voi tutti mi chiamo Bruno e insieme a mia moglie Nadia abbiamo pensato di scrivere questo promemoria di viaggio che ci aiuta a ricordare i fatti avvenuti in viaggio perché con il passare tempo (MIO) potrebbero sbiadirsi.

Noi viaggiamo in camper dal 1986, prima con i figli che ci seguivano e ora da soli, possediamo un Elnagh Doràl 115 del 1998 e in questi anni abbiamo visitato diversi luoghi, Turchia, Spagna, la Grecia con le isole, la Croazia e le isole, la Francia.

Questo viaggio che consiste in un giro che parte dall'Austria per poi proseguire in Polonia e terminare in Germania si svolge su di un itinerario tracciato da un componente del gruppo al quale noi ci siamo uniti. Tutto ha inizio il giorno 16 luglio 2004, ci incontriamo con Riccardo, Patrizia e Stefano il loro figliolo, che sono gli organizzatori del viaggio, al rimessaggio di Tor di Valle a Roma, facciamo gli ultimi preparativi e partiamo che sono le 15,50, la prima tappa si fa al primo distributore sul G.R.A. per incontrarci con Federico e Gina rispettivamente fratello e cognata di Riccardo, per proseguire poi verso la A1 e strada facendo ci fermiamo al distributore di Selva Candida sempre sul G.R.A. per incontrarci con Ennio e Vera, adesso la compagnia è al completo e si va, intorno alla 19,00 dopo aver fatto l'A1 e la E45 arriviamo a Città di Castello in un agriturismo che conoscono Federico e Riccardo dove con 10Euro facciamo il pernotto con la luce, una serata danzante e la mattina seguente, dal momento che la sera prima essendo stanchi siamo andati a dormire prima delle 24,00, il proprietario ci porta una pentola piena di fagioli con le orecchie di maiale che accettiamo molto volentieri.

Alle ore 9,30 partiamo e lungo la strada si scherza e si ride tramite il CB. si inizia con una schermata di battute al riguardo dell'antenna del CB. di Riccardo che dicono sia piegata e vibrante e le solite donne fanno allusioni varie, fatto sta che il CB. di Riccardo non va molto bene sembra che la tanto menzionata antenna sia in corto e durante le varie soste si fanno dei piccoli interventi che migliorano di poco la situazione ma il problema rimane, pranziamo nei pressi di Chioggia con i famosi fagioli anche loro oggetto di battute lungo la strada, un caffè, un riposino che non ho fatto e si riparte percorrendo la Romea.

Federico esprime la sua preoccupazione di trovare traffico nel tratto della tangenziale di Mestre e consiglia di fare il tratto autostradale Padova Udine, io gli faccio notare che essendo sabato pomeriggio a causa delle industrie della zona chiuse e il blocco dei T.I.R. il traffico dovrebbe essere limitato, si decide tutti insieme di proseguire la Romea fino alla fine la scelta è giusta, il traffico è inesistente e tutto fila liscio, arriviamo a Tarvisio e Federico ci guida in un parcheggio con parcometro attrezzato di pozzetto e con 7,50 Euro possiamo sostare fino alle 10,00 del giorno dopo, dal momento che sono le 18,30 andiamo a fare una passeggiata per il centro, carino e rimodernato, poi prendiamo un gelato e rientriamo ai camper per cenare, facciamo una chiacchierata e andiamo a dormire.

Il giorno seguente 18 luglio in qualche modo riusciamo a partire che sono le 9,50 prima di avviarci si è fatta un'osservazione al riguardo della sosta a Brno per la notte in quanto essendo Repubblica Ceca avremmo dovuto cambiare i soldi solo per pernottare e quindi all'unanimità si e deciso di accorciare la tappa di un centinaio di chilometri, sostare nei pressi della frontiera, per poi ripartire verso la frontiera Polacca senza fermarsi, e cosi abbiamo fatto, ci fermiamo in un paese chiamato Poysdorf  e sostiamo nel campeggio omonimo al paese, è formato in prevalenza da stanziali e all'interno c'è un laghetto artificiale dove la gente del luogo riesce a fare il bagno nonostante l'acqua sia alquanto sporca, con tutta la buona volontà noi non ci riusciamo, e optiamo per una doccia rigenerante, poi improntiamo una tavolata comune ricche risate e abbondante mangiata per poi andare a dormire.

La mattina successiva dopo aver pagato il campeggio con 10,40 Euro due persone con camper ci dirigiamo verso il confine e giunti in frontiera abbiamo una (piccola) sorpresa, Vera a lasciato i passaporti a casa e all'ufficiale di frontiera ha presentato la patente che anche se rilasciata dalla prefettura non è valida, proviamo a insistere ma l'ufficiale gli dice di andare al consolato a Vienna e farsi fare un permesso provvisorio.

Torniamo a Vienna, fortuna che sono solo una sessantina di chilometri e dopo aver parcheggiato alla meglio nei pressi di City One prendiamo il bus che con la modica cifra (si fa per dire) di DUE EURO a persona ci porta in centro. Si sta facendo tardi e Ennio prova a telefonare al numero che ci ha fornito l'ufficiale in frontiera, gli dicono che il consolato riceve il pubblico il martedì e che l'unico permesso che loro rilasciano e quello per rientrare in patria !!! ( Perché serve?), comunque gli consiglia di farsi pervenire i passaporti tramite un corriere è molto più semplice.

Andiamo al campeggio Donau, Ennio telefona a sua figlia Silvia dandogli l'indirizzo del campeggio per fargli pervenire i passaporti, dopo circa un'ora Silvia richiama dicendogli che l'indomani alle 12,00 sarebbe arrivato il plico.

Dopo  pranzo  approfittiamo  per  andare a visitare Vienna di sera, prendiamo il bus 91 A davanti al campeggio e ci lascia in centro, visitiamo: Santo Stefano, il Palazzo Reale, l'Albertina ecc.ecc. arriviamo davanti al municipio e vediamo un mare di folla, ci sono dei banchi attrezzati a cucine ognuno di diverse nazionalità e dal momento che è l'ora giusta per cenare io, Nadia, Ennio e Vera scegliamo quella Giamaicana, non me lo aspettavo, è buona!!!

Sono le 23,00, si è fatto tardi e decidiamo di rientrare, qualche volta la fortuna ci assiste, prendiamo il bus appena in tempo e scopriamo che è l'ultima corsa, alla direzione del campeggio, prima di uscire abbiamo chiesto informazioni riguardanti l'orario del bus per il rientro e la ragazza ci disse che l'ultima corsa è alle 24,00, forse sono d'accordo con qualche società di taxi.

 

 

Il giorno successivo visto che i biglietti del bus sono ancora validi decidiamo di tornare a Vienna per visitare Schonbrunn ma Federico e Riccardo avendolo già visto  decidono di restare al campeggio per sistemare il serbatoio delle acque nere di Riccardo che perde, anche io e Nadia in Aprile siamo già stati a visitarlo ma decidiamo di accompagnare Ennio e Vera.

Scendiamo con la metro alla fermata omonima proprio davanti l'ingresso e consiglio Ennio di fare il biglietto da 15 Euro che permette cinque ingressi in altrettante zone della residenza estiva. Alle 14,00 Ennio riceve un SMS da parte di Federico dicendogli che il plico è arrivato e ha pensato lui a ritirarlo in direzione, continuiamo il giro e intorno alle 18,00 rientriamo alla base e troviamo Riccardo ancora intento nella riparazione, Federico ci spiega che hanno avuto problemi nel trovare il negozio adatto che vendesse la vetroresina, ci sediamo al tavolino a cenare mentre prendiamo gli ultimi accordi per la partenza dell'indomani, poi andiamo a dormire.

Oggi è il 21 luglio sono le 7,00 e dopo essere passati in direzione a pagare 42 Euro per due notti, partiamo, dobbiamo fare circa 500 chilometri e non sappiamo le condizioni della strada, giunti in frontiera sorge un nuovo problema Ennio e Vera non si sono accorti che i passaporti sono scaduti da alcuni giorni, cerchiamo tutti insieme di vedere se c'è la possibilità di risolvere il problema facendoci garanti, l'ufficiale di frontiera ci fa passare però si raccomanda di non presentarci al confine Polacco perché rischiamo di venire rispediti in dietro, al limite andare in quello Tedesco.

Dopo aver fatto la solita riunione si decide che Ennio e Vera vanno a visitare Praga per poi andare in Germania e provare a entrare in Polonia da lì, noi proseguiamo il giro. Dopo aver percorso la strade Ceche di discrete condizioni giungiamo al confine con la Polonia, in frontiera i documenti non li guardano nemmeno forse Ennio sarebbe anche potuto venire con noi, “ma se li avessero guardati?”, chi sa !!!

Come iniziamo a percorrere le strade Polacche capiamo subito che i nostri programmi sui tempi di percorrenza vanno a farsi benedire, le strade sono percorse da due solchi paralleli lasciati dagli autotreni profondi senza esagerare almeno 15 cm. molto pericolosi e con rattoppi che fanno traballare il camper in modo assai brusco.

Giunti a Wadowic giriamo a destra in direzione di Zakopane meta della nostra prima tappa dove cerchiamo il campeggio situato molto vicino al centro indicato dal programma, quando lo troviamo ci accorgiamo che per via della pioggia è impraticabile, le signore dimostrano subito un malumore giustificato per via della salvaguardia della pulizia del camper in quelle condizioni, ne cerchiamo un altro e lo troviamo a poca distanza dal centro ma dalla parte opposta della cittadina, è un campeggio a conduzione famigliare a una sola stella ma tenuto in maniera impeccabile molto pulito e ordinato con un prato che lascia il tutto pulito, unico inconveniente è l'aderenza delle ruote sull'erba bagnata, stanchi del viaggio una volta sistemati ceniamo e andiamo a dormire.

L'indomani è il 22 luglio, mi alzo che sono le 6,30 fuori c'è il sole e la giornata è limpida anche se l'erba del campeggio è ancora bagnata dal diluvio che ha fatto il giorno prima, alle 9,00 tutti sul mio camper, e dopo aver spinto per uscire dall'erba ci dirigiamo verso il Pieninsky Park, impieghiamo più di 1 ora e mezza per percorrere 51 Km. e arrivare all'ingresso della biglietteria dove con 5 Euro a persona prendiamo delle zattere che con tre ore di percorrenza effettuano una ventina di chilometri sul fiume che fa da confine con la Slovacchia per poi all'arrivo un bus alquanto mal ridotto in venti minuti ci riporta al punto di partenza, la cosa curiosa della gita, che è stata interessante, è vedere delle persone in costume da bagno e con il documento in mano, passare una frontiera posta su di una spiaggia attraversata dal confine tra i due stati.

Rientriamo a Zakopane verso le 18,00 e ci fermiamo a fare una passeggiata nel centro della cittadina molto turistica dove le signore possono dedicarsi al loro sport preferito, lo shopping !!! fortunatamente molto economico. Rientriamo al campeggio all'ora di cena, il tempo si è guastato e il giorno seguente, 23 luglio, salta la gita sui monti Tetra da dove si poteva gustare un panorama mozzafiato, ci sono nuvole basse e minaccia di pioggia, decidiamo così, dopo aver pagato il campeggio con 68 Zl, e considerando che al cambio lo Zotli sta a 0,228 euro e quindi per due notti, due persone e il camper più luce hanno pagato la cifra “ stratosferica “ di euro 15,50         (sembrano proprio i campeggi Italiani), di recuperare uno dei giorni in precedenza persi anticipando la partenza e dirigiamo verso Cracovia, lungo la strada incrociamo il bivio per Oswiecim dove è situato il lager di Auschwitz , pranziamo nel parcheggio adiacente e alle 14,00 entriamo a visitarlo, L'ingresso è gratuito, si potrebbe prendere la guida a pagamento in Italiano (se ci fosse) ma nell'ora che serve a noi non c'è, facciamo tutto il percorso segnalato dall'opuscolo che si prende all'ingresso, il luogo non è commentabile, bisogna vederlo per capire la disumanità del comportamento di certi esseri umani nei confronti dei loro simili, usciamo alle 18,00 e riprendiamo la strada per Cracovia, la numero 44, molte numerazioni stradali sono cambiate e quindi la mia cartina non è molto affidabile, giunti a Cracovia cerchiamo il solito campeggio, e come sempre non lo troviamo subito, una volta riusciti a trovarlo è pieno e disposto male, optiamo per un altro campeggio che avevamo visto precedentemente, il Corona 3 stelle molto carino con le piazzole tutte in piano e il camper service, mentre facciamo le varie operazioni di sistemazione mi telefona Ennio dicendomi che all'ambasciata Italiana che si trova a Praga per sabato gli rinnovano il passaporto e quindi pensa di partire domenica mattina e raggiungerci a Varsavia, lo comunico alla compagnia e facciamo una variazione al programma per adattarlo all'evento.

La mattina successiva, sabato 24 luglio andiamo in direzione a chiedere gli orari dei mezzi pubblici per andare in centro, la ragazza della direzione ci fa capire che il sabato e la domenica il servizio pubblico è molto ridotto e molte corse deviate quindi arrivare in centro può essere lungo e complicato, io dico di prendere un taxi cumulativo ma Federico opta per prendere il suo camper, così tutti insieme ci avviamo verso il centro, giunti in città, a un semaforo chiediamo indicazioni sulla direzione da prendere per trovare un parcheggio, caso vuole che prendiamo un Italiano di Trieste che con la sua auto ci guida fino a un parcheggio dentro il centro, lo salutiamo ringraziandolo e ci accingiamo a entrare quando veniamo fermati dal parcheggiatore che ci proibisce di parcheggiare dicendo che il camper è troppo grande e quando il parcheggio sarà pieno diventa impossibile riuscire a fare qualsiasi manovra per uscire, proviamo ad insistere ma il tizio è irremovibile, iniziamo quindi a girare nelle vicinanze e sulla via chiamata Sebastiana vediamo un posto e ci infiliamo, si avvicina subito una signora ci fa capire che quello e un parcheggio a ore e con 24 Zl, circa 6 Euro, possiamo sostare fino al giorno dopo, accettiamo e ci riempie il cruscotto di tagliandi tipo gratta e vinci dicendoci (a gesti) che il posto è sicuro e possiamo stare tranquilli!!!

Iniziamo il giro turistico, visitiamola basilica Trojey Swietej in stile barocco molto ricca di parti verniciate in oro e con tanto legno intarsiato,continuiamo poi a dirigerci vero la piazza del mercato e mentre ci si avvicina nell'aria aleggiano le note di un violino che intonano un bellissimo valzer viennese e svoltato l'angolo di una viuzza appare la piazza in tutta la sua grandezza con al centro l'edificio chiamato vecchio mercato dei tessuti, ora un bazar di articoli di ogni genere per turisti, e la statua di un famoso poeta Polacco, facciamo alcune spese e molte foto nel mercato e visto che lo stomaco inizia a pretendere la sua razione quotidiane di lavoro decidiamo di andare a un Mc Donalds dove con 8 Euro mangiamo per tre e ci riposiamo in previsione della camminata che ci aspetta per andare a visitare il castello con annessa cattedrale tutta in stile barocco molto ricco ma un po' pesante (secondo il mio punto di vista), continuiamo a girare un po' qui e un po' lì e intanto si sono fatte le 18,00, decidiamo di rientrare la modifica al programma prevede di partire a buon ora verso Varsavia dopo aver visitato la miniera di sale di Wieliczka.

Oggi è il 25 luglio e come programmato, dopo aver pagato il campeggio con 102 Zl,  siamo arrivati alla miniera di Wieliczka, abbiamo fatto l'ottima scelta di arrivare presto, non abbiamo trovato per niente la fila, ma purtroppo la guida in Italiano è prevista alle 13,00 noi non abbiamo il tempo di aspettare e dopo aver fatto i biglietti con 40 Zl a testa ci uniamo al gruppo e scendiamo, una discesa tutta a piedi da gustare, il percorso spiega la vita del minatore di sale, una vita faticosa ma vissuta con orgoglio per l'importanza del proprio lavoro, giunti a 130 metri sotto il livello di partenza un'enorme sala accoglie i visitatori che si fermano ad ammirare una cattedrale con presepe il tutto scolpito col sale, poi il percorso continua in un'altra sala dove sono sistemati dei negozietti e a volte si svolgono degli spettacoli di vario genere, si torna su con un' montacarichi (stile minatore!) incastrati spalla a spalla, all'uscita la fila per fare i biglietti raggiunge i 200 metri.

Riprendiamo il viaggio e dopo aver preso l'autostrada A4 con casello per il pedaggio che abbiamo pagato con 10 Zl, e poi la S1 arriviamo a Czestochowa, ci sistemiamo in campeggio e senza perdere troppo tempo andiamo a visitare il santuario di Jasna Gora e un luogo di preghiera dove i fedeli vi si recano per chiedere la grazia, le messe sono a ciclo continuo e ciò non ci permette di scattare foto decenti alla famosa Madonna Nera la stessa che è raffigurata nel santuario di Loreto. Girando il bel giardino esterno dove il papa a svolto un raduno di ragazzi, percorriamo il viale principale della cittadina ma si capisce subito che tutto è imperniato intorno al santuario, decidiamo così di rientrare al campeggio e adesso che abbiamo più tempo ci accorgiamo che non è poi così messo bene come e pubblicizzato, e vero ci sono i servizi per i disabili ma non esiste un pozzetto di scarico per camper e nemmeno un luogo specifico per svuotare il wc chimico. Come al solito si finisce con i piedi sotto il tavolino e tra una chiacchiera e l'altra metto al corrente che Ennio mi ha telefonato e adesso si trova alla frontiera di Frankfurt and der Oder  in Germania sta facendo una dichiarazione per il permesso di soggiorno!!! E quindi ci si incontrerà l'indomani nel tardo pomeriggio a Varsavia.

è il 26 Luglio, oggi la partenza la prendiamo molto comoda e come al solito dopo aver pagato il campeggio Olenkaio con 34 Zl per una notte ci avviamo verso Varsavia con strada statale n°8 E67 abbastanza scorrevole se non fosse per i soliti canali che ci costringono a fare un duro allenamento come se dovessimo partecipare a una gara di sci da fondo (andando di questo passo la preparazione sarà ottima) e gli automobilisti locali che guidano come se fossero in autostrada, solo che ci sono molti attraversamenti a raso dove non è difficile trovare trattori che li attraversano.

Giunti alla periferia di Varsavia ci fermiamo a pranzare nel parcheggio di un grosso centro commerciale aperto dove entriamo a fare delle spese, la maggior parte superflue, riprendiamo la via e arriviamo nei pressi del centro di Varsavia, ci fermiamo a fare il punto quando in uno dei vari tentativi di contattare Ennio via radio riesco a sentire una vocina lontana lontana che dice di stare nei pressi del campeggio n°127 mentre noi in base al programma e alle indicazioni di altri viaggiatori cerchiamo il n°123, lui si ferma in una via nei pressi del centro e noi in 20 minuti lo raggiungiamo e dopo i saluti e baci ci avviamo tutti insieme verso il campeggio 123, giunti al campeggio, sorpresa! è pieno, l'ì affianco c'è un altro campeggio il Majiawa e visto la difficoltà di muoversi con 4 camper in mezzo al traffico delle città, decidiamo di entrare , più che un campeggio sembra un centro estivo per bambini del tempo del regime dove i servizi sono inesistenti e per scaricare i serbatoi dei camper bisogna sollevare un tombino della rete fognaria, piazziamo i camper e i tavolini per cenare finalmente tutti insieme ma quando scende il buio bisogna improntare un impianto di illuminazione  volante per il fatto che i lampioncini esistenti non funzionano, (anche questa è avventura), e dopo esserci raccontati le varie avventure con Ennio andiamo a dormire.

Sono le 8,00 del 27 Luglio, mi alzo e piove, ha piovuto tutta la notte e le prospettive non sono diverse dalla situazione attuale, con molto comodo e attrezzati di materiale antipioggia, (ombrello) usciamo dal campeggio che sono le 10,00, all'edicola compriamo i biglietti dell'autobus giornalieri a 7,20 Zl  che ci porterà fino al centro, da lì a piedi giungiamo alla Cittadella, la guida riporta che è un museo in memoria dei detenuti politici visitabile, invece giunti sul posto troviamo una zona militare adibita a caserme, pazienza, si prosegue verso la Città Vecchia Stare Miasto, all'interno notiamo che gli edifici sono stati  ricostruiti dopo la guerra che ha raso al suolo Varsavia e quindi sono relativamente nuovi, però a parere personale non hanno usato uno stile architettonico adeguato a trasmettere come era Varsavia nel periodo anteguerra. Girando per le varie vie dove è piacevole camminare ci accorgiamo che è ora di pranzo e visto che la pioggia non ci abbandona i rifuggiamo dentro un ristorantino molto accogliente e iniziamo a ordinare pietanze del luogo, grandi risate quanto a Riccardo sul tavolo è stata messa una ciotola contenente del pane affogato in una salsa di rapa rossa quando invece credeva di avere ordinato dei ravioli al sugo!!!

Comunque è stata una buona mangiata con abbondante bevuta di birra locale (ottima) e soprattutto con la spesa di 50 Zl a persona. Si riprende a girare e visto che ancora piove prendiamo un trenino turistico che fa il giro dei punti più interessanti e alla fine del giro ci rendiamo conto che abbiamo visto già tutto in precedenza è anche di più. Si rientra con calma al campeggio a conclusione di una giornata movimentata e umida.

Il 28 luglio la giornata non è migliorata molto dal giorno precedente, ci avviamo all'edicola a prendere il biglietto del bus che in 30 minuti e più ci porta alla periferia di Varsavia dove possiamo visitare il parco di Milanow, un gran complesso di giardini molto ben curato con annesso Palazzo Reale la visita porta via circa 3 ore la prima parte del percorso è una pinacoteca dedicata ai reali e tutti i loro discendenti, la seconda sono stanze arredate con lo stile dell'epoca e molte cose a detta della guida sono ancora originali, alla fine del giro ripassiamo per i giardini, un vero peccato non potere gustare a pieno la loro bellezza per via della giornata che non vuole sapere di rimettersi, ci rifuggiamo per circa 1 ora dentro un Mc.Donalds, lì decidiamo di andare a visitare il monumento del Gheto oggi trasformato in monumento in memoria degli ebrei di Varsavia, a Varsavia i siti da visitare sono dislocati piuttosto distanti quindi negli spostamenti si vedono molti luoghi che però portano via diverso tempo e giunti alle 19,00 si rientra, questa sera la cena è individuale il tempo non ci consente di stare fuori oltre all'umidità fa anche freddino (e per fortuna che siamo a luglio!!!), solita riunione dopo cena nel mio camper a base di dolcetti e limoncello casalingo (Italiano) e si decide che domani al massimo alle 9,00 dobbiamo essere fuori dal campeggio, la cosa è agevolata dal fatto che il pagamento del campeggio è stato richiesto all'arrivo quando abbiamo fatto la registrazione, con 174 Zl 3 pernotti con corrente.

Giovedì 29 Luglio, cambiamento di programma deciso la sera prima, per recuperare un po' di tempo perduto la sosta che dovevamo fare a Torun la saltiamo, ma facciamo una visita giornaliera, per poi proseguire verso Chelmo che dista 40 chilometri.

 I programmi sarebbe meglio non farli tanto ci sono sempre delle incognite che li mandano all'aria, le strade sono disastrose senza contare la guida dei locali che spesso li trovi fuoristrada dopo che hanno sbandato sui canali per lo sci da fondo, fatto è che arriviamo a Torun alle 14,30 dopo aver pranzato lungo la strada, la cittadina di Torun è molto bella, si inizia con la passeggiata sul lungo fiume e entriamo al centro da una delle tre torri del muro di cinta che delimita il centro storico fortificato, il centro è stupendo con i suoi palazzi e le chiese in stile, la casa di Copernico, quello che a Roma chiamiamo “lo struscio” che qui è ben movimentato e poi ci sono dei piccoli ristoranti molto invitati a passare una serata in intimità a lume di candela dopo aver passeggiato tutta la giornata, ma il tempo inesorabile stringe e il programma incalza, si riprende la via alle 19,00 per fare i 40 chilometri, ma come già detto altre volte le condizioni della strada non ci permettono di rispettare il programma e la visita a Chelmo salta, ci fermiamo a circa 10 chilometri dalla meta nei pressi di Siwiecie in un campeggio molto piccolo chiamato Zalawa, con pagamento anticipato per il pernotto di 30 Zl, a ridosso di un castello adibito a museo con un bel prato  e solo noi come unici clienti, unica nota negativa i servizi quasi inesistenti, ci sistemiamo in cerchio e improntiamo la solita tavolata con riunione dopo cena e si va a dormire.

Si riparte, sono le 9,50 del 30 Luglio prendiamo la statale n°7 E75 in direzione di Danzica e al bivio per Malbork svoltiamo, altri 15 chilometri e siamo a destinazione,

Federico in testa e noi tutti dietro entriamo in un parcheggio e attratti dalle lunghe gambe della parcheggiatrice messe in bella mostra non notiamo il prezzo del parcheggio, (forse è una mossa strategica), c'è ne rendiamo conto quando andiamo a pagare, 29 Zl per 6 ore di sosta, (più di un campeggio).

Melbork e un castello restaurato nel 1800 situato sulle rive del fiume, ha un grande parco ben curato, e dopo le foto di rito facciamo il biglietto e entriamo, anche l'interno è ben tenuto e completamente restaurato, la visita comprende un giro pilotato in vari settori, molto interessante e il settore con i disegni, le foto e i progetti del restauro del 1880, anche la parte con le armature si presenta interessante, per fare le foto bisogna munirsi di un bollino di autorizzazione a pagamento. Usciamo che si sono fatte le 18,00 e riprendiamo la statale per Danzica, ci arriviamo dopo un'ora abbondante e seguendo le indicazioni in nostro possesso cerchiamo il campeggio, l'indirizzo è quello di un grande parcheggio dove un ragazzo aspetta i (polli) clienti per spiegare loro che a Danzica è rimasto un solo campeggio e se vogliamo con 5 Zloti a equipaggio ci porta lui facendoci strada con la sua auto, non avendo alternative per via dell'orario, tanto meno indicazioni di altri campeggi, accettiamo. Ci porta a circa 15 Km. di distanza in un campeggio chiamato Stogi  sul mare formato da dune di sabbia sotto dei pini dove con il camper è impossibile accedere, è frequentato da stanziali con bungalow e l'unico spazio disponibile è quello davanti allo spaccio, ci sistemiamo uno attaccato all'altro per via dello spazio e notiamo che di campeggi decenti in tutta la Polonia ne troviamo pochini e se mi chiedessero dei consigli avrei difficoltà ad esprimermi, comunque la nostra bella doccia con acqua calda, fornita da una caldaia a carbone che produce anche un denso fumo che rende tutto nero nei dintorni, ci scappa ed è piacevole visto che la temperatura quando il sole tramonta difficilmente supera i 18 gradi.

Questo “Giornale di Bordo” viene scritto dall'autore a ricordo delle molte cose viste e la menzione viene fatta a fine giornata, oggi 31 Luglio, viene spontaneo dire che la giornata è stata ottima e ideale, la temperatura giusta, 25 gradi, il cielo limpido,la compagnia gradevole come sempre, e poi la città, magnifica!!! Si scende con il tram N°8 che abbiamo preso davanti al campeggio e scendiamo alla prima fermata utile per il centro, già il viaggio di circa 20 minuti è stato bersaglio di risa e battute per via dei binari che correvano lungo il tragitto in modo ondulegiante, con il prezzo del biglietto ti fanno fare anche un giro sulle “Montagne Russe”. Giunti nei presi di una delle porte per entrare al centro l'atmosfera è già turistica, bancarelle di artigianato locale e (cinese) danno il benvenuto mentre nell'aria aleggia il suono di un carillon proveniente dalla torre del municipio da dove si gusta un bel panorama a 360° sulla città di Danzica, camminare per le vie è molto piacevole tutte pulite e ordinate i palazzi color pastello tenuti in buone condizioni, tutto bello fintanto chè non arriviamo davanti a un negozietto artigianale di ambra, li sono dolori, le signore entrano in massa e si danno alle spese folli, Nadia esce dal negozio con due pendagli, una catenina, un paio d'orecchini e un anello intaccando il patrimonio di famiglia della folle cifra di ben 76 Euro.

 Scherzi a parte, si continua il giro, la chiesa di Santa Maria, il Duomo, l'Arsenale e il vecchio Mulino ora trasformato in un centro commerciale, un vero peccato, però ci hanno spiegato che le sponsorizzazioni era l'unico modo per poterlo restaurare, e per finire, nella zona del porto, il monumento dedicato ai caduti del 1970 da Solidarnoc. Ci avviamo a riprendere il tram passando per il lungo fiume pieno di gente e bancarelle di ogni tipo, giungiamo al capolinea nei pressi del campeggio e io, Nadia, Ennio e Vera decidiamo i andare a vedere il mare mentre gli altri rientrano.

Il Mar Baltico, mai visto prima, l'acqua è limpida ma scura, la curiosità ci porta a mettere i piedi a bagno spinti anche dal fatto che essendo le 19,00 molte persone stanno facendo il bagno, accidenti!!! I piedi sembrano staccarsi, è gelida! restiamo sulla spiaggia di sabbia bianca e fina per un'altra mezzora poi ci avviamo verso il campeggio insieme alla maggior parte dei bagnanti che vanno a prendere il tram che in 20 minuti li riporterà in città.

Oggi è il 1° Agosto, paghiamo il campeggio con 98 Zl  e prendiamo la strada per Lebok per poi girare a destra verso Leba, percorriamo i 26 chilometri per arrivare al paese e giunti alle porte delle cittadina turistica veniamo soffocati dal traffico, i marciapiedi sono affollati di gente che passeggia e guarda le bancarelle aiutati dal fatto che la giornata non è una delle migliori per andare a prendere il sole sulle spiagge, si cammina a passo d'uomo e a Ennio viene in mente di approfittare per fermarsi a fare un prelievo al bancomat, tenendoci in contatto radio gli diciamo che noi andiamo avanti e giriamo a destra verso la zona dei campeggi da dove poi possiamo andare ai parcheggi per visitare le dune all'interno del Parco Slowinski , ma come spesso accade sbagliamo direzione, dovevamo andare dalla parte opposta, giriamo e torniamo indietro, ma anche lì non troviamo niente, Riccardo chiede indicazioni e veniamo indirizzati all'uscita del paese dove sulla destra troveremo una traversa che ci condurrà al parco, ma il capo fila salta la traversa e dopo circa un chilometro ci fermiamo alla prima traversa a destra ad aspettare Ennio, dopo pochi minuti via radio Ennio mi dice che in mezzo alla folla si è persa Vera, decidiamo di tornare indietro alla ricerca delle persone scomparse, usciti dall'incrocio che avevamo preso in precedenza ci mettiamo in fila e calcolando la distanza e la velocità ci vorrà circa un'ora per arrivare, fortunatamente dopo dieci minuti Ennio ci comunica che ha ritrovato Vera e che ci sta raggiungendo, ci fermiamo in uno spiazzo e vista l'ora decidiamo di pranzare sperando che la fila diminuisca. Alle ore 15,00 riprendiamo la via e ci rimettiamo in fila che continua imperterrita a esserci, dopo circa 30 minuti giungiamo al parcheggio del parco, lo troviamo stracolmo (non è che ci voglia molto a riempirlo visto le dimensioni) optiamo di andare a sistemarci subito al campeggio che avevamo visto prima lungo la strada, Intercamp 84 così si chiama, è un campeggio ben tenuto e con tutte le comodità, ci sistemiamo sul prato a cerchio e andiamo a fare un giro in paese ancora affollato di gente che passeggia, non offre monumenti o attrazioni da visitare è in prevalenza un posto di villeggiatura balneare, mentre camminiamo Federico nota un trenino turistico e chiedendo informazioni ci fanno capire che porta fino all'ingresso del parco, sono le 16,30 e decidiamo di prenderlo, giunti al parco gli unici mezzi per arrivare alle dune sono, a piedi, la bicicletta, un'autovettura elettrica o un calesse trainato da un cavallo,scegliamo  l'ultima soluzione, inizia una trattativa con il noleggiatore che vuole 140 Zl per una carrozza ma visto che siamo in 9 una non basta e riusciamo a sfilargliene due con 200 Zl e ci dice che occorrono 30 minuti per andare e altrettanti per tornare quindi ci resta un'ora per fare foto e passeggiata sulle sabbia, a me sembra un po' pochino e avrei scelto un'altra soluzione, quella di fare tutta la gita il giorno successivo con la bicicletta, ma siamo in comitiva e quindi accettiamo l'offerta, il tragitto è alquanto movimentato dalle buche mentre noi  impegnati a scacciare le zanzare ci gustiamo la natura che ci circonda nel frattempo il nostro naso e sottoposto a un olezzo proveniente da una cassetta posta dietro la carrozza dove i cocchieri ripongono gli escrementi dei cavalli che sono obbligati a raccogliere per non alterare il sistema biologico del luogo (o farne concime per il proprio orto), arriviamo al capolinea e mentre scendiamo dal bosco escono di corsa due cerbiatti che con un solo salto attraversano la strada senza emettere un solo rumore cogliendoci di sorpresa, dopo i vari commenti ci incamminiamo su per in sentiero di sabbia che ci conduce in cima a una duna di sabbia alta 50 metri e lunga 300 che molto lentamente sta sommergendo il bosco lasciando fuori solo le cime degli alberi più alti, le foto sono di rito, è una fortuna avere una digitale che non limita gli scatti altrimenti ci sarebbero voluti tre rullini, il tempo è limitato ma decidiamo di raggiungere ugualmente il mare dove mettiamo i piedi a bagno, per me è il punto d'Europa più a nord che ho raggiunto nei vari viaggi fatti, ci restano 15 minuti per tornare indietro, riprendiamo la carrozza e al capolinea non c'è più il trenino, l'ultima corsa era alle 18,00, in sostituzione prendiamo un pulmino che con 3 Zl a testa ci riporta all'ingresso del campeggio, mi sembra di essere diventato un giapponese, noi con due ore abbiamo “fatto” la gita al parco, loro con quattro ore dicono di avere visitato Roma.

Sono le 19,30 io e Ennio proponiamo di andare a fare una passeggiata in paese per poi cenare in qualche locale del posto, gli altri non accettano la proposta dicendo che sono stanchi e quindi noi ci avviamo, lungo il fiume che funziona da porto canale notiamo dei pescatori che vendono dei bei Rombi a “1 Zl” a pezzo indipendentemente dalla taglia, non avendo al momento dove metterli decidiamo di acquistarli l'indomani prima di partire, proseguendo la camminata ci fermiamo in una trattoria dove fanno il pesce alla griglia, la cameriera ci porta il menù dove sono menzionati 4 tipi di pesce alla griglia, non capiamo cosa sono e decidiamo di prenderne ogn'uno di noi un tipo diverso, il più buono è il rombo con una salsa a base di pesto con prezzemolo cipolla e pomodoro arrostiti, il tutto viene innaffiato con ottima birra locale alla folle spesa di 138 Zl . Rientriamo al campeggio, i nostri compagni di viaggio sono intenti in una accasa partita a carte, noi decidiamo di andare a dormire.

Oggi è il 2 Agosto, io e Ennio andiamo a comprare il pesce, Federico Riccardo e Patrizia vanno a fare un prelievo al bancomat, noi il pesce non lo troviamo lo vendono solo la sera quindi rientriamo e partiamo, sono le 10,30 e ci dirigiamo verso la tappa successiva che è in riva al lago Dabie, lungo la strada ci fermiamo in un supermercato a fare rifornimento di viveri e mentre parcheggiamo Riccardo si accorge che la perdita di nafta che si era presentata in precedenza è aumentata notevolmente, decido quindi che mentre le donne vanno a fare la spesa io provo a togliere la perdita, dopo vari tentativi riesco a sostituire una guarnizione alla valvola della pompa con una di ripiego, sembra che funzioni, ci mettiamo a pranzo e riprendiamo la via. Arriviamo al campeggio Marina situato sulle rive del lago alle 17,30 e visto che la passeggiata al paese salta, un po' per la distanza del paese un po' per la mancanza di volontà, Vera decide di prepararci la sua mitica pasta e patate, alle 20,30 siamo tutti sistemati intorno a un tavolino situato sotto un tendone fisso con illuminazione messo a disposizione del campeggio, la cena prosegue con varie portate uscite all'improvviso dai vari scomparti dei camper e innaffiate da abbondante vino nostrano che dato il luogo è importato “clandestinamente” (speriamo che non ci spaccino per contrabbandieri). La serata continua fino a notte parlando delle varie impressioni di viaggio commentando questo o quel luogo, verso le 24,00 andiamo a dormire.

Siamo giunti (purtroppo) al 3 Agosto e oggi lasciamo la Polonia per entrare in Germania, dopo aver pagato il campeggio 59 Zl , un po' caro rispetto la media, usciamo che sono le 9,45, in verità è un po' tardi, (in fin dai conti è come sempre) e dopo poco decidiamo di fermarci a spendere gli ultimi Zotli in un centro commerciale che ci porta via una buona mezz'ora, riusciamo a ripartire e la Polonia ci vuole lasciare il ricordo delle sue strade, gli ultimi 20 chilometri sono micidiali sembra di camminare sulle traversine di un binario, non si può andare a più di 40 Km orari senza correre il rischio di vedere cadere la mobilia in terra, servirà un seraggio generale di tutte le viti, siamo in frontiera “Ciao Polonia”, in Germania la situazione stradale è la stessa ma qui almeno stanno rifacendo tutto il manto stradale anche se a  tratti.

Arriviamo a Berlino e dopo aver girato un po' per trovarlo ci sistemiamo al City Camping Berlin che sono le 14,00, il campeggio è situato sopra a una lingua di terra sulle rive del fiume, un pranzo veloce e alle 16,30 prendiamo il bus che porta fino alla fermata della metropolitana, li la prendiamo e andiamo alla fermata di Federikstasse poi ci incamminiamo verso la porta di Bradenburgo simbolo di confine tra est e ovest, solite foto e poi prendiamo la direzione del Parlamento, giunti al grande giardino situato davanti al Parlamento vediamo una fila di circa 300 metri per entrare a visitarlo, desistiamo e continuiamo a girare, alle 21,00 ci fermiamo a mangiare un panino e una birra nel parco e i prezzi ci fanno rimpiangere la Polonia, poi decidiamo di rientrare e ci dirigiamo verso la metro quando ad un tratto vediamo sopra le nostre teste lo spettacolo dei fuochi artificiali, qui li fanno alle 22,30 e la cosa è piacevole per concludere una giornata allegra romantica e spensierata.

è il 4 Agosto, la sveglia crudele suona alle 7,00 e stata messa con la speranza di giungere presto al Parlamento per non fare la fila, però tra prendere il bus, di cui ho notato l'estrema puntualità, che in fin dei conti non potrebbe essere diversamente visto che il traffico è quasi inesistente,  e poi la metro, arriviamo alle 9,45 e la fila è già di un centinaio di metri, decidiamo di farla e alle 10,15 siamo dentro, capiamo subito che la fila è dovuta ai controlli antiterrorismo che viene fatta alle borse e alle persone con il metaldetector, poi si prende l'ascensore che porta in cima a una cupola fatta interamente in vetro dove al centro è situata una torre composta di specchi posizionati in modo tale che forniscono luce solare all'aula del parlamento, dalla cupola stessa si può ammirare un panorama a 360 gradi su tutta Berlino che è una città molto estesa, e notiamo anche una centrale nucleare nella prima periferia. Continuiamo il nostro giro turistico, l'estensione della città costringe a spostarsi di frequente con la metro per visitare i posti più interessanti dove c'è un notevole contrasto tra vecchio e nuovo. Il duomo, la torre della televisione, la biblioteca, la piazza del rogo dei libri, ecc. ecc. si fanno le 18,30 e dal momento che per tornare al campeggio occorrono 40 minuti decidiamo di rientrare.

 

Anche oggi 5 Agosto ho messo la sveglia alle 7,00, ma non è servita, il campeggio è situato nelle vicinanze dell'aeroporto e confina con una fabbrica di pedane in legno dove una sega inizia il lavoro molto presto, il motivo della sveglia è stato preso ieri sera per potere andare a visitare Charote Burner, residenza estiva di Federico 2° e di andarci con i camper per poi proseguire il viaggio verso Dresdna.

Paghiamo il campeggio con 18 Euro per due notti e ci avviamo, troviamo la residenza e il parcheggio abbastanza in fretta, poi facciamo i biglietti, con 7 Euro si hanno 5 ingressi per visitare altrettanti luoghi dislocati all'interno di un parco molto ben curato, iniziamo la visita alle 9,30 e porta via tutta la mattinata, i luoghi sono belli con vari musei che mostrano gli usi e i costumi dell'epoca, c'è anche qualche signora che all'interno del parco usa prendere la tintarella integrale incurante della gente che passa, da noi sicuramente verrebbero arrestate, forse Belino da quando si è riunificata è più liberale. Finiamo la visita, pranziamo dove abbiamo parcheggiato e ci avviamo verso Dresdna, tra deviazioni e lavori in corso occorre più di mezz'ora per uscire da Berlino, arriviamo alle porte di Dresdna alle 19,30 e ci dirigiamo al campeggio segnalato, quando arriviamo lo troviamo pieno e il proprietario ci dice che suo padre ne gestisce un altro a dieci chilometri dal centro, la distanza ci sembra eccessiva e io propongo di andare a sostare nel parcheggio nei pressi del fiume dove passando avevo notato alcuni camper fermi, la proposta viene accettata e quando arriviamo sul fiume conto almeno quindici camper, ci sistemiamo anche noi e ceniamo, dopo cena ci mettiamo con la sedie sul prato, lo spettacolo è molto bello con la veduta del centro illuminato a poca distanza e le barche lungo il fiume che con la loro musica allietano i passeggeri, si va a dormire alle 1,00.

è venerdì 6 Agosto, mi sveglio alle 7,30, apro la finestra e mi godo la visuale della sera prima con la luce del giorno mentre aspetto che la comitiva si prepara, ok tutti pronti e si parte per la gita, seguiamo il lungo fiume che conduce direttamente al centro, è bello, unica nota negativa sta nel fatto che è tutto un restauro, sarebbe bello poter tornare a visitarlo tra 4 o 5 anni. Dopo aver girato per l'intera mattinata tra vari monumenti e pranzato in un Mc. Donalds, seguendo la guida di Riccardo ci troviamo nella zona più moderna dove ci sono diversi centri commerciali e lì sono dolori, le donne iniziano uno shopping non molto moderato e escono con varie borse, noi maschi andiamo per le cose più tecniche e compriamo delle sedie pieghevoli a prezzi irrisori. Decidiamo di portare le cose acquistate ai camper per poi attraversare il fiume e visitare l'ultima via menzionata dalla guida, giunti ai camper troviamo sopra i parabrezza dei volantini che ci dicono che dalle ore 21,00 del venerdì fino alle 18,00 della domenica la strada deve essere liberata per permettere lo svolgimento di una manifestazione musicale, decidiamo, invece di fare avanti e indietro per visitare ciò che resta, di andare con i camper, purtroppo i parcheggi che troviamo non offrono una buona sistemazione per passare la notte, e una volta terminato il giro riprendiamo la strada che ci porta fino a un parcheggio di un supermercato nei pressi di un bivio che segnerà la fine del viaggio del gruppo unito, si perchè purtroppo Riccardo dove rientrare per riprendere servizio e Federico lo accompagna per un altro paio di giorni fino a Roma mentre io e Ennio proseguiamo per Rothenburg.

 

Il giorno seguente dopo i vari saluti e lo scioglimento della comitiva che scherzosamente abbiamo chiamato condominio e di cui sono stato nominato amministratore, Federico e Riccardo partono alle 8,30 mentre noi ci soffermiamo a fare un po' di spesa nel supermercato, prendiamo la via alle 9,30 e come un “pollo dai piedi gialli” quando arriviamo a Chemnitz invece di cambiare autostrada e prendere la A72 continuo per la A4, me ne accorgo dopo circa 30 chilometri quando noto le indicazioni per Erfurt che non dovrebbero esserci, visto che non conviene tornare indietro proseguiamo fino a Gera dove da lì prendiamo la A9 fino all'altezza di Hof dove  la A9 si ricongiunge con la strada che avrei dovuto prendere in precedenza. Tramite il C.B. sento Federico che prova a chiamarmi, con le indicazioni chilometriche riesco a capire che si trovano 20 chilometri più avanti, con la nostra media un po' elevata e la strada in buone condizioni (specialmente perché non si paga), quando giungiamo nei pressi di Nurberg, dove noi prendiamo la A6 e loro proseguano per la A9, ci troviamo a 2 chilometri di distanza, e considerando che sono partiti un'ora prima e noi abbiamo sbagliato strada allungando di 39 chilometri, non hanno fatto poi molta strada, ci salutiamo nuovamente via radio e giriamo, arriviamo a Rothenburg alle 17,30 dopo aver fatto una sosta pranzo di “solo” 2 ore e mezza, sostiamo in un'area attrezzata con parcometro che al costo di 6 Euro si può sostare 24 ore, l'acqua si paga a parte con 1 Euro si caricano circa 100 litri. Dal momento che è presto facciamo un primo giro per il paese che si presenta interessante, purtroppo il tempo è inclemente e dopo circa due ore ci costringe a rientrare, percorriamo un camminamento sopra le mura perimetrali del paese che sono al coperto e ci portano fino alla porta d'uscita da dove siamo entrati, dopo averci pensato un po' se scegliere di andare al ristorante o cenare al camper, optiamo per la seconda, ceniamo tutti insieme nel camper di Ennio, il tempo passa senza accorgersene, alle 1,00 andiamo a dormire.

è l'8 Agosto e il sole brilla, sembra una bella giornata, usciamo dai camper con comodo per andare a fare un giro più approfondito per le vie di Rothenburg, le foto come sempre sono un rito consueto  e anche i negozi per acquistare i vari pensierini da portare a casa, dopo gli acquisti visitiamo il Municipio dove c'è la possibilità di salire sopra la torre campanaria ma purtroppo i gradini per salire sono molto stretti e la gente che sale è tanta che ci costringe dopo circa 30 minuti di attesa su un gradino malfermo a rinunciare, poi la cattedrale dove a giorni stabiliti si possono ascoltare i concerti d'organo, un museo molto carino che mostra la vita dell'epoca con tanto di celle per le torture, un museo di bambole dove ci siamo rifiutati di entrare per via del costo eccessivo e in fine il pozzo monumentale. Rothenburg è un paese fortificato dove è piacevole passeggiare per le vie strette tenute molto bene con molti “giapponesi  originali” in giro che visitano i negozi di souvenir, molti di proprietà di loro connazionali. Rientriamo ai camper alle 13,30 per pranzare e fare un riposino fino alle 16,30 tempo utile per il parcheggio.

Riprendiamo la strada e ci dirigiamo verso Fussen per visitare il castello di Neushwansteinche che ci ha indicato Federico, percorriamo i 270 chilometri che ci dividono dalla meta e arriviamo alle 19,30, è un caos!! I parcheggi autorizzati ai camper sono stracolmi e non si trova un posto, iniziamo a fare il giro dei campeggi e dopo averne visti quattro che ci hanno dato tutti la stessa risposta di esaurito optiamo per una piazzola di sosta lungo la strada statale n°16.

Il mattino seguente alle 8,30 arriviamo al parcheggio del castello, dove la sosta è consentita dalle 7,00 alle 21,00, ed è già quasi pieno.

Giungiamo davanti alla biglietteria e ci accorgiamo che i castelli da visitare sono due uno è Homeschwangan il più vecchio residenza di Ludovico di Baviera,                               l'altro è Neuschwanstein il più recente risalente al 1800 castello mai abitato per il fatto che Ludovico morì misteriosamente prima del suo completamento, decidiamo di fare la visita completa per 17 Euro e ci assegnano due biglietti con l'orario della visita imposto da loro che è comprensiva di guida e distanziati da circa due ore uno dall'altro.

Mentre attendiamo l'ingresso al primo castello che è quello più vecchio e più vicino, facciamo alcune foto e tra uno scatto e l'altro riconosco un mio amico e collega di lavoro anche lui alle prese con la macchina fotografica, mi avvicino per salutarlo e insieme a lui ci sono anche i componenti di una associazione che frequentavo alcuni anni fa, saluto tutti e mi dicono che loro sono all'inizio del viaggio che prevede anche una parte di Polonia, ci scambiamo alcune informazioni e impressioni di viaggio e arriva l'ora della visita che combina insieme. Terminato di vedere il primo castello, salutiamo la comitiva di amici e dal momento che l'orario di visita del secondo castello non combinano noi ci avviamo tramite alcuni sentieri segnalati verso il castello situato più in alto, le indicazioni indicano anche un tempo di percorrenza che è molto comodo, infatti noi impieghiamo la metà del tempo indicato, una volta visto anche il secondo, pure quello comprensivo di guida, terminato il giro e andiamo a pranzare ai camper, sistemiamo i tavolini su un prato ombreggiato adiacente al parcheggio, lì dopo pranzo mentre ci godiamo la frescura facciamo la considerazione che sì i castelli sono belli sia dentro ma molto di più al  di fuori, però non valgono la spesa fatta. Alle 16,30 ci rimettiamo in moto e ci dirigiamo verso Landek, dove decidiamo di fermarci per qualche giorno in campeggio per rilassarci un poco, ne troviamo uno sulle rive del fiume Lech nei pressi di Prutz, il classico campeggio di montagna con i servizi ottimi e tranquillo, ci sistemiamo e data l'ora facciamo una cena frugale per poi andare a letto.

Oggi è il 10 Agosto e la giornate sembra buona, per la prima volta in tutte le vacanze tiriamo giù le biciclette, pensiamo di arrivare a Landek tramite la pista ciclabile segnalata, la percorriamo per circa quattro chilometri poi vediamo che bisogna percorrere un tratto di strada statale n°180 piuttosto veloce e trafficata, Nadia e Vera non se la sentono per loro è troppo pericoloso, decidiamo di passare il resto della mattinata a prendere il sole su di una piccola spiaggia lungo le rive del fiume, proviamo anche a fare un bagno ma la cosa per noi è quasi impossibile, l'acqua sembra ghiaccio fuso e ci rinunciamo. Verso le 14,00 facciamo rientro al campeggio, dopo una doccia ci cambiamo per andare a visitare Prutz, ma la visita è deludente, un piccolo insieme di case che non offrono niente da vedere, in più ogni tanto si presenta una pioggerella fina che ci fa rientrare molto volentieri, il pomeriggio trascorre tra un temporale e l'altro e verso sera il cielo si apre un po', quel tanto che ci permette, dopo cena, di metterci a guardare le stelle, visto che si avvicina la notte di San Lorenzo, con la speranza di vedere qualche stella cadente! Dopo una mezzora abbondante io ci rinuncio, non ne ho vista neanche l'ombra! Me ne vado a letto.

è l'11 Agosto il tempo non è dei migliori, minaccia pioggia e quindi decidiamo di riprendere il via e andare al Passo dello Stelvio, sarà il tempo, sarà l'avvicinarsi della fine delle vacanze ma nell'aria c'è un po' di nostalgia che ci fa perdere tempo e usciamo dal campeggio alle 11,00 passate dopo aver pagato per due notti 55 Euro!!!

La strada è bella e panoramica ma quando si avvicinano i tornanti che portano al paso diventa impegnativa, con molta calma facciamo i 18 tornanti che portano fino a quota 2758, lì il panorama è mozzafiato, la vista è appagata dalla veduta dei ghiacciai dello Stelvio, pranziamo e decidiamo di andare a fare una prima escursione leggera per adattarci all'altitudine che anche se non sembra eccessiva rende il respiro affannoso ai primi movimenti, percorriamo il sentiero denominato “delle tre lingue”, così chiamato nel periodo delle 1° guerra mondiale perché faceva da confine a tre nazioni Italia, Svizzera e Austria, giunti in cima lo spettacolo è stupendo!! Tra una nuvola e l'altra si riesce a gustare la veduta dei vari ghiacciai tutti intorno. Si sono fatte le 19,00 la temperatura si è abbassata notevolmente quindi si rientra, per questioni di ingombro ho parcheggiato il camper con la parte posteriore fuori da un piccolo dirupo e il gradino della porta è in corrispondenza del muretto di cinta, dopo cena Ennio e Vera vengono a prendere il classico dopocena sul mio camper ma nel salire Vera perde l'equilibrio e finisce di sotto senza fere un fiato, fortunatamente torna su incolume ma con un grande spavento smorzato da una serie battute scherzose sull'accaduto, è proprio il caso di dire che “ tutto bene ciò che finisce bene”.

12 Agosto 2004: Oggi il tempo sembra migliore e la visuale molto più ampia, Vera sta bene non ha ricevuto alcuna conseguenza dall'accaduto della sera prima, usciamo per l'escursione sul ghiacciaio alle 9,00 con una brezza pungente però prevediamo che con tutto il movimento che dovremmo fare non sarà fastidiosa, la salita e molto ripida ma il sentiero è agevole e panoramico, giungiamo a quota 3000 ai piedi del ghiacciaio e continuiamo a rimpiangere i prezzi della Polonia, per salire in vetta a quota 3174 ci chiedono 12 Euro a persone , non ci andiamo, sarà l'occasione per tornare con l'equipaggiamento adatto e farla a piedi, dopo tutto questa parte di viaggio non è stato programmato e non abbiamo portato le cose adatte, torniamo un pezzo indietro e prendiamo il sentiero ce ci porta a quota 3100, facciamo una serie di foto ricordo ai piedi della croce posta in cime alla vetta e riprendiamo la via del ritorno, pranziamo ai camper alle 14,00 e alle 16,00 prendiamo la direzione per Bormio, la discesa dal passo nel versante opposto è più dolce però c'è la limitazione dell'altezza a 3,30 metri e il tratto delle gallerie è molto stretto dove il senso di marcia è gestito autonomamente dagli automobilisti, e proprio all'uscita di una di queste gallerie quando tutti erano in attesa che io uscissi, un motociclista si infila tra il camper e la roccia della galleria restando cosi incastrato, nel divincolarsi mi riga una bandella laterale, purtroppo le condizioni della strada non mi hanno permesso di tornare indietro per raggiungere il tizio che sicuramente avrei trovato al passo dove questi motociclisti si radunano, pazienza a volte è lo scotto che bisogna pagare per la prepotenza di certe persone, spero solo che si sia rovinata anche la sua marmitta!!e non solo quella!!

Arriviamo a Bormio alle 17,00 e ci dirigiamo all'area di sosta segnalata, un cartello dice che la sosta ai camper è consentita lungo il perimetro ma probabilmente la regola è valida solamente in alta stagione quando sono aperti gli impianti di risalita che si trovano proprio davanti al parcheggio perché è molto affollato, in qualche modo riusciamo a trovare due posti vicini e andiamo a fare un giro per Bormio, forse era presto ma a prima vista sembrava una città poco frequentata ma con il passare del tempo si è andata a riempire sempre di più, specialmente la zona pedonale, verso l'ora di cena decidiamo di provare a vedere come fanno la pizza da queste parti e ci infiliamo dentro a una pizzeria, devo dire che non è niente male! Sono le 21,30 e ci mettiamo seduti fuori dai camper a fare due chiacchiere, nel frattempo inviamo un SMS ai nostri amici che sono rientrati a Roma, aspettiamo una mezzora la risposta e visto che non arriva si decide di andare a dormire.

è arrivato il giorno del rientro, alle 9,00 ci mettiamo in moto in direzione di Roma, facciamo il viaggio con calma, prendiamo l'autostrada e passando per Milano scendiamo a Genova dirigendoci verso Livorno, alle 22,30 ci fermiamo su l'Aurelia al altezza di Orbetello, andiamo a cenare in un ristorante che conosce Ennio, lì decidiamo che invece di rientrare a casa ci fermiamo a Pescia Romana da un nostro conoscente che gestisce un punto sosta che noi chiamiamo “prato azzurro o cielo verde”, arriviamo al 1,30, ci fermiamo a fare due chiacchiere con Pino il proprietario e alle 2,00 siamo a dormire.

Trascorriamo qui al mare, dove noi passiamo quasi tutti i fine settimana, l'ultimo giorno di vacanza in pieno relax facendo il resoconto del nostro viaggio che in definitiva considerando che abbiamo percorso 5900 chilometri di strade in prevalenza disastrate che ci hanno costretto a volte a intere giornate di marcia, che abbiamo fatto la conoscenza di un popolo le cui persone che non hanno niente a vedere con quelle conosciute qui da noi, che durante il viaggio ci sono stati piccoli intoppi sormontati con facilità, io personalmente girerei il muso del camper e ricomincerei da capo! Purtroppo il dovere chiama, Lunedì mi aspetta il lavoro e quindi per un viaggio lungo e impegnativo ne riparliamo il prossimo anno, con Ennio abbiamo stabilito che se non ci saranno problemi nel tempo il prossimo anno torniamo in Polonia a visitare la zona nord-est dei laghi, avendo riscontrato che il clima e mite e che non fa soffrire il caldo, la vita è ancora abbordabile per via dei costi ancora contenuti e meglio battere il ferro quando è ancora caldo.

Dalla compagnia del condominio un saluto a tutti i lettori di questo “Giornale di Bordo”.

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