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Giornale di bordo

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1° Aprile 2004

Impressioni di viaggio a Vienna, Praga e Budapest in occasione del 25° anniversario di matrimonio di Bruno e Nadia :

Il tutto ha iniziò il 1° aprile del 2004, data in cui io e mia moglie festeggiamo il 25° anniversario di matrimonio, è un giovedì e insieme a una cinquantina di amici festeggiamo l'evento, per poi salutaci e apprestarci a partire per il nostro 2° viaggio di nozze.

Il giorno 3 intorno alle ore 12,00 usciamo dal rimessaggio di tor di valle e dopo aver fatto i vari rifornimenti prendiamo l'autostrada per Firenze, decidiamo di fare la superstrada E45 fino a Ravenna per proseguire poi con la Romea fino a Venezia dove prendiamo l'autostrada fino a Udine, arriviamo a un'area di servizio per dormire che sono le ore 1.30. Alle ore 9,00 del giorno 4 riprendiamo la via direzione Villach dove compriamo la vignetta autostradale per dieci giorni al costo di 7,60 Euro, il manto stradale dell'autostrada lascia al quanto desiderare, è pieno di giunture e a tratti fatto di cemento cosa che rende piuttosto rumoroso il tragitto. Entriamo alle porte di Vienna che sono le 15,00 e con le indicazioni della cartina mi dirigo verso il campeggio Wien sud, ma lo troviamo chiuso, apre dal 1° maggio, inizia il problema di cercare la sostituzione, seguendo le indicazioni della cartina stradale iniziamo a girare a un tratto Nadia si accorge dell'indicazione del Wien west che si trova un po' fuori dalla città, fortunatamente è domenica e il traffico è limitato ma dopo avere sbagliato strada molte volte riusciamo ad arrivare che sono le ore 19,00, giusto in tempo per preparare la cena e andare a dormire.

Il giorno 5 tiro giù la Vespa dal gavone del camper, non era nostra intenzione usarla, ma visto che il centro è piuttosto distante e con i mezzi avremmo impiegato molto tempo lo facciamo anche se il tempo non promette nulla di buono. Prima di uscire dal campeggio alla direzione chiediamo alcune informazioni che si rivelano molto utili.

Giungiamo al centro bagnati come pulcini, il tempo ci ha traditi, per scaldarci un po' e asciugarci entriamo in un bar per prendere una bevanda calda, qui si usa che la consumazione va fatta al tavolo quindi la nostra sosta piuttosto veloce lascia la signorina che ci ha serviti un po' perplessa. Il nostro giro turistico inizia con la ricerca di un ufficio informazioni e proviamo a chiedere notizie ma la cosa si rivela difficoltosa, la commessa dell'ufficio fa finta di non capire l'italiano, pero quando gli rispondiamo in malo modo fa una brutta faccia come di chi le cose le capisce e pure bene, riusciamo a farci dare una piantina con sopra un percorso da fare a piedi che ci mostra le cose più importanti del centro. L'itinerario inizia con la visita all'opera di stato, per proseguire verso il duomo di Santo Stefano in stile gotico molto bello e con un organo all'interno che farebbe piacere sentire suonare, al contrario la visita alla campana, oltre a spillarci 4 Euro per meno di 15 secondi di ascensore non offre niente di particolare se non la veduta su Vienna che probabilmente si potrà vedere in modo migliore dal belvedere punto panoramico della città. Alle spalle del duomo vicino Homer Mark si puo vedere un orologio dove il tempo è segnato da personaggi in movimento.

Ripreso il percorso, che è tracciato su di un'isola pedonale, si arriva al palazzo imperiale e con la modica (si fa per dire) cifra di Euro 7,50 si può visitare la collezione di argenti stoviglie e tutto ciò che può servire per bandire una tavola piuttosto sfarzosa, in particolare si fanno notare due centro tavola color oro di cui uno lungo solo trenta metri.Si passa poi alla visita delle varie stanze del palazzo reale residenza invernale degli Asburgo, tutta la visita si svolge senza l'ausilio di una guida, perche siamo capitati nel giorno in cui essa non è prevista e nei vari cartellini di spiegazione l'Italiano non è menzionato. All'uscita del palazzo il percorso conduce davanti al parlamento per proseguire poi verso i palazzi gemelli uno museo di storia naturale l'altro museo delle belle arti, al centro nello spiazzo la statua dell'imperatrice Maria Teresa, che come altre statue sono forgiate in bronzo e molto marcate dall'ossidazione dando alle varie composizioni il caratteristico colore verde scuro. Proseguendo il percorso tacciato sulla cartina ci conduce in una zona più caotica e moderna dove si può vedere la succesione, un sacrario dalla cupola formata da foglie dorate, e la filarmonica dove sul piazzale antistante si nota la statua dedicata a Beethoven, il percorso porta poi in un parco situato alle spalle della sede teatrale, luogo dove la sera si svolgono vari concerti a scopo prevalentemente turistico, e dove è collocata la statua dedicata a Johanns Strass che invita a posare per alcune foto ricordo. A questo punto il percorso indicato dalla mappa è terminato, ci avviamo a riprendere la vespa che è parcheggiata dal lato opposto del centro, e per raggiungerla passiamo davanti al municipio, un edificio che visto da fuori sembra una cattedrale con un parco dove sono situati dei platani dal tronco molto grande, alla fine del giro pensiamo che la nostra passeggiata abbia raggiunto almeno una quindicina di chilometri. Saliti sulla vespa e sbagliato due o tre volte strada, riusciamo a rientrare al campeggio dove stanchi ma appagati da ciò che abbiamo visto ci facciamo una ricca doccia calda, una cenetta stile camperistico e poi via a letto per una riposante dormita.

Il giorno seguente alle 10,50 usciamo dal campeggio dopo aver preso ulteriori informazioni, in venti minuti e senza sbagliare strada giungiamo a schonbrunn, la residenza estiva dell'imperatore Francesco Giuseppe e della consorte Elisabetta detta Sissi. Facciamo una fila di 10 minuti e con 15 euro a testa prendiamo il biglietto che offre 5 ingressi in varie zone della residenza, con l'audioguida facciamo il giro delle 40 stanze tutte ben arredate e molto belle, lungo il percorso l'audioguida spiega la vita dei vari personaggi che hanno frequentato il palazzo e a mio parere da come vedo la questione sembra che Francesco Giuseppe sia innamorato cotto di Sissi, un'anoressica alta 1,75 per 48 chili di peso, presa in sposa all'età di sedici anni per comodo alla quale la cosa non scuce un baffo e sta sempre in giro da qualche parte a farsi i fatti suoi e soprattutto per evitare una suocera molto rompi. Concluso il giro del palazzo, ci dirigiamo ai giardini privati dell'imperatore che purtroppo per via della stagione le fioriture non sono delle più rigogliose. Si prosegue con una bella camminata per raggiungere la Croisette, punto panoramico del parco con una veduta su tutta la residenza che sempre per via della stagione mostra una serie di lavori di ristrutturazioni in corso. Andiamo poi a visitare il labirinto, nel frattempo si sono fatte le 14,00 e si sente un certo bisogno di mangiare, quindi andiamo a pranzo in un locale dentro al parco stesso dove Nadia prende una cotoletta panata con insalata e io un piatto del nome strano ma in sostanza altro non è che dei salsicciotti con patate fritte kheciap mostarda e micidiali cipolle da portare fino a collazione del giorno dopo, il tutto innaffiato da una birra e una bottiglia d'acqua, per la solita modica cifra (si fa sempre per dire) di 25 euro. Dal momento che le indicazioni in italiano sono un lusso non sapevamo che vicino al locale dove si è pranzato ci fosse un museo di carrozze, lo abbiamo scoperto passandoci davanti e siamo entrati pagando un biglietto supplementare di 7,20 euro, una volta varcata la soglia restiamo colpiti da una carrozza funebre tutta nera piuttosto lugubre ma molto bella, nel frattempo si avvicina una commessa che ci proibisce di usare il flash per fare le foto, e essendo il luogo con poca luce, sperano che all'uscita uno acquisti i loro fascicoli con le foto alla ‘modica' cifra di 10 euro, ma con la mia digitale (eh eh eh) ho scattato foto eccezionali, lasciado il custode perplesso che dal monitor della macchina fotografica vedeva il risultato delle foto. Continuiamo il giro, sotto una pioggia battente, verso l'ultima tappa che ci offre il biglietto, i forni del pane, con grande meraviglia ci viene offerta una squisita fette di strudel che Nadia lascia a metà e io ne approfitto. Sono le 16,30 e si conclude qui la nostra visita al palazzo, un po' perplessi e indecisi per via della pioggia decidiamo di andare al Prater, consultando la cartina vediamo che si trova dalla parte opposta della città, impieghiamo circa 40 minuti e senza sbagliare strada, all'arrivo restiamo un po' delusi vedendo che altro non è che un parco giochi, passeggiamo un po' tra i vari stand e ci fermiamo davanti la ruota panoramica dove non andiamo perchè la cosa non ci interessa. Si sono fette le 18,00 e decidiamo di rientrare al campeggio sempre accompagnati dalla pioggia, lungo la strada mi sfugge un cartello stradale con l'indicazione A1- Linz, che io seguivo come indicazione di rientro, e ciò mi costringe a tornare indietro di circa un chilometro, ripresa la giusta strada, per una mia cattiva interpretazione segnaletica salto l'incrocio dove devo girare e questo errore ci costa una deviazione di 8 chilometri, alla fine riusciamo a rientrare al campeggio che sono le 19,30 e decidiamo di mangiare alla tavola calda, il menu offriva cose peggiori della cipolla di pranzo che ancora volteggiava nell'aria, optiamo per un piatto di pasta fatto in ca...mper molto più salutare e digeribile. Il giorno 7, decidiamo di partire alle ore 8,00, sistemo il bagno, la vespa faccio i vari rifornimenti e vado a pagare!!! 75 euro. Mentre sto per partire ecco che si avvicina un tizio, un tranviere, anche qui..!! Si perche io non l'ho detto prima, ma faccio l'operaio presso la ditta di trasporti pubblici del comune di Roma, ‘Scusa non mi parte il camper', e destino ovunque vado devo lavorare, la cosa si risolve in fretta, aria nell'impianto della nafta e batteria scarica.

Si parte, la strada per Praga è dalla parte opposta di Vienna e occorre circa un'ora per prendere la A 21 per Praga, tutto fila liscio faccio rifornimento e come paperino prendo il distributore più caro, 0,859 contro 0,740 degli altri, vabbè. Giunti in frontiera sembrava che fosse una cosa lunga, invece tutto si risolve con una guardata nel gavone da me aperto per dichiarare la vespa, ma al doganiere la cosa non interessava (forse pensava che nel gavone portassi clandestini). Si va avanti, e arriva l'ora di pranzo, cambio i soldi e ci fermiamo lungo la strada in un ristorante, io prendo un gulasch con birra Nadia un piatto incomprensibile uguale a quello che stava mangiando un bambino del posto seduto con i genitori al tavolo affianco pensando, ‘se lo mangia lui, male non mi fa' è un piatto di arrosto di tacchino al forno con verza cotta e accompagnato da del pane di polenta, bisogna dire che il tutto è molto buono, in fine grande sorpresa, il conto, 243 corone più mancia fanno 250 corone, nà svenata: 8 euro!!!. Arriviamo a Praga, e seguendo le indicazioni della cartina ci dirigiamo alla ricerca del campeggio ‘Siesta', mi fermo a chiedere informazioni a due ragazzi che sembrava facessero i falegnami e mi fanno capire che ho oltrepassato l'incrocio dove dovevo svoltare di poche centinaia di metri, mentre faccio il giro dell'isolato per riprendere la direzione opposta e noto l'insegna di alcuni campeggi, prendo quello più comodo per entrare, non è il siesta, ma è carino, piccolo a conduzione famigliare e molto pulito. Ci riceve una signora bionda che parla un poco di italiano ci da le solite spiegazioni dicendoci che il costo è di 13 euro al giorno, sistemiamo il camper su di una piazzola in erba e mentre Nadia prepara la cena io controllo le foto e scrivo la puntata odierna di questo giornale di bordo, poi si va a letto.

Oggi 8 Aprile alle ore 10,10 saliamo sul tram n°14 (Stazione Termini largo Preneste) Nadia mi prende in giro: ‘Ha fatto la battuta!'. Scherzi a parte, ci porta fino a piazza della repubblica. La prima cosa che facciamo è cercare un ufficio informazioni turistiche e lo troviamo non molto distante ma come al solito nessuno parla l'italiano, mi viene un sospetto: oh gli italiani sono tutti intelligenti e parlano tutti l'inglese, oppure è un popolo che gira poco e non spende a sufficienza per giustificare la perdita di tempo con essi, eppure ne incontriamo in tutte le vie e in numero non indifferente, fatto sta che ci accingiamo a cercare un'altra agenzia, stessa cosa, allora mi armo di cartina presa a Roma precedentemente e divento cicerone.

Partiamo con l'orologio astronomico dove aspettiamo 5 minuti e allo scoccare dell'ora si mette in movimento, credo che sia uno degli orologi più guardati del mondo, la piazza è gremita di gente tutti con il naso in aria a guardare il movimento dei personaggi. Si continua fra tante cose da vedere e da pagare, si paga tutto, vuoi fare un centinaio di gradini a chiocciola? Paga! Ti scappa di fare la pipì? Paga! Fatto sta che si avvicina l'ora di pranzo, le 12,30 forse un po' presto ma è un'ottima scelta, visto che i locali sono ancora accessibili, optiamo per un Mc Donald's dove il cibo è a comprensione internazionale e poi è veloce come servizio.

Continuiamo a girare tra i tanti monumenti ma il tempo sembra non bastare è piacevole girare con le mani in tasca senza dovere per forza seguire un programma, la città è rilassante ovunque si gira lo sguardo c'è un qualche cosa da vedere, sono le 18,30 e decidiamo di prendere la via del ritorno, ripassiamo davanti all'orologio che sono le 19,00 la gente che guarda in aria è molto di più della mattina, nella piazza adiacente a quella dell'orologio ci sono una serie di stand gastronomici e proviamo ad assaggiare qualche cosa per curiosità, poi prendiamo il tram n°14 che con 20 minuti ci riporta moto comodamente alla base. Giunti al campeggio ci facciamo una doccia rilassante che ci toglie la stanchezza di avere camminato per tutto il giorno poi andiamo a cena nel ristorante del campeggio, prendiamo due cotolette di maiale panate con insalate e patate 2 birre un'acqua del rubinetto che fanno pagare quanto una birra, una macedonia di frutta in scatola con panna e cioccolata il tutto a 450 corone pari a euro 14,50, mi viene spontanea una domanda, chissà se quando dal primo maggio 2004 la repubblica ceca entrerà a far parte della comunità europea e dopo tre anni anche loro cambieranno la valuta con l'euro, riusciranno a mantenere i prezzi, o finiranno di fare la nostra fine che ci siamo ritrovati lo stipendio dimezzato. Questa mattina la nostra gita inizia molto prima! Le 9,40. Con il bel transetto n°17 scendiamo a ponte Carlo e lo attraversiamo notando che le bancarelle sono ancora in fase di allestimento, anche loro come noi non sono molto mattutini. Proseguiamo affrontando la salita che porta al castello di Praga, giunto davanti alle casse per fare il biglietti mi accorgo che non mi bastano i soldi, vado a cambiarli al cambio interno e il ‘sola' mi propina 2600 corone per 100 euro quando normalmente non te ne danno meno di 3000, mi faccio ridare indietro i miei soldi e vado fuori, nel frattempo si sono fate le 11,30 e sapendo che alle 12,00 c'è il cambio della guardia con la banda ci fermiamo a mangiare due panini con salciccia (hot dog) per poi fermarci su la piazza principale a vedere il cambio. Torno a fare la fila per i biglietti e dopo circa 20 minuti riesco a vanirne fuori anche con l'audioguida, iniziamo a visitare la cattedrale,le catacombe, la via dell'oro così chiamato perchè all'epoca vi erano insidiati gli artigiani che lavoravano e commerciavano con l'oro e poi tutte le botteghe trasformate in museo delle armi armature e vestiario.

Usciamo dal castello e ci dirigiamo a visitare la città ebraica, con il biglietto si possono visitare 6 siti, noi iniziamo con la sinagoga, ma purtroppo anche li non c'è ne una guida ne una parola scritta in italiano, quindi figuriamoci quanto può essere interessante la cosa tra l'altro non conoscendo la cultura del popolo ebraico, una cosa che ci ha colpiti e stato il cimitero con 12000 lapidi messe alla rinfusa dove i fedeli depositavano sopra dei piccoli biglietti tenuti fermi da dei sassolini, sembra che sia un modo per comunicare con i defunti.

Camminando camminando non sapendo neanche noi quanta strada avremmo percorso giungiamo davanti alla teleferica che porta alla torre panoramica ma essendo chiusa non ci siamo potuti salire, decidiamo cosi di rientrare al campeggio e arriviamo che sono le 8,30, chiediamo alla proprietaria se ci fa cenare anche se la mattina non abbiamo prenotato e ci dice che gli sono rimaste solamente delle cotolette panate, vanno bene anche quelle, mangiamo e al momento di pagare notiamo che l'inflazione galoppo, lo stesso piatto che la sera precedente abbiamo pagato 150 corone questa sera viene 160, comunque per tutta la cena la spesa è stata esorbitante, 370 corone e buona notte. Oggi,10 Aprile, è l'ultimo giorno che stiamo a Praga, decidiamo di fare le cose con comodo e usciamo dal campeggio alle 10,00, nel mentre che andiamo via vediamo la proprietaria che armeggiava con una serie di secchi dell'acqua, chiediamo se ha qualche problema e ci spiega che tutta la zona è senza l'acqua a causa di un guasto alla rete idrica che stanno riparando. Ci dirigiamo quindi a prendere il tram 17 e scendiamo alla fermata che si trova quasi alla periferia del centro dalla parte opposta alla nostra, il percorso è bello e costeggia tutto il fiume dove transitano svariati battelli sia turistici che commerciali ed è molto movimentato. Noi scendiamo alla fermata in prossimità del cimitero monumentale situato su di un colle con alla sommità una chiesa molto bella nel solito stile gotico e alle sue spalle le cappelle cimiteriali molto artistiche dedichiamo quasi un'ora alla visita e alla sosta nel parco antistante la chiesa da dove si ammira un ottimo panorama del fiume. Lungo la via di ritorno verso il centro, che facciamo a piedi ci fermiamo ad ammirare un palazzo moderno che il progettista pare si sia ispirato a due famosi ballerini nella sua realizzazione. Da lì prendiamo il tram che ci lascia davanti alla teleferica che conduce al belvedere, ma la fila per salire sul vagone è lunga almeno 200 metri, dal momento che si avvicina l'ora di pranzo pensiamo di andare a mangiare e tornare più tardi sperando che il flusso di gente sia minore, troviamo nelle vicinanze una trattoria pizzeria con il menù in italiano, prendiamo una pizza ai 4 formaggi, una funghi e due birre alla spina da mezzo litro pagando 8,50 euro. E passata circa un'ora e torniamo alla teleferica ma la fila non è diminuita, quindi ci mettiamo in fila anche noi, dopo circa 20 minuti saliamo sul vagone che in 5 minuti ci porta a destinazione, è un bel parco con roseto e panchine ritrovo di diverse coppie di innamorati, con al centro una torretta in metallo costruita in occasione del giubileo del 1861, dove con il pagamento di un biglietto e la percorrenza di 300 gradini (che sembrano pochi) si sale fino in cima per gustare il panorama su Praga a 360 gradi. Si torna verso il centro e si nota subito che è la vigilia di pasqua, la gente è aumentata notevolmente si fa fatica a camminare, come ho faticato io a mettere mano al portafogli per pagare 170 euro per una collana di vetro solo perche chiamata Svaroski, oh come mi sono alleggerito, il bello è che dopo tutti i sacrifici che ho fatto per far si che festeggiasse un anniversario che è sembrato un matrimonio (e costato come tale) la signora mette il dito nella piaga lamentandosi di non avere ricevuto la serenata che lei riteneva obbligatoria e quindi questo è il prezzo che devo pagare'. Finisce qui la nostra gita a Praga, rientriamo al campeggio e all'arrivo trovo una piccola delusione manca ancora l'acqua quindi i miei progetti di preparare il camper per l'indomani si vanno a fare benedire, chiedo notizie alla proprietaria che mi dice di avere telefonato in continuazione e che il servizio verrà ripristinato al più presto' sarà!!

La sera dopo cena oltre a scrivere il giornale di bordo faccio anche il resoconto delle spese è quasi impossibile, a Praga è un continuo tirare fuori soldi però considerando che ho cambiato 300 euro più 170 per il ‘.vetro non è poi andata tanto male.

La mattina di Pasqua alle 8,30 usciamo dal campeggio senza avere fatto il rifornimento d'acqua, la proprietaria per il disturbo ci ha fatto lo sconto per 4 notti invece di pagare 1800 corone ne abbiamo pagate 1600. Lungo la strada come spesso ci è successo piove ed ha piovuto per tutto il viaggio in compenso non ho mai sbagliato strada (cosa rara) e siamo giunti a Budapest verso le 17,00, seguo la indicazioni di un cartello che segnala un campeggio con uno scoiattolo disegnato sopra, giunto all'ingresso sembra di stare in un deposito di tram, effettivamente nel 1800 era un deposito tranviario adesso modificato, sembra un po' trascurato ma probabilmente sarà per via della stagione, poi facendo mente locale mi sono ricordato che prima di partire, un mio amico Federico, mi aveva parlato di questo campeggio.

Faccio la registrazione in direzione e mi accorgo che il costo delle luce incide sul totale del 50% però dovendo stare tre notti mi allaccio ugualmente, andiamo a cena nel ristorantino del campeggio e io prendo un gulasch accompagnato da una decina di crocchette Nadia un brodo di pollo con pasta, una birra e mezza alla spina un'acqua una porzione di creps il tutto per 9,60 euro, abbiamo così compensato il prezzo del campeggio. Il lunedì di pasquetta mi sveglio alle 7,30 il tempo è nuvoloso facciamo le cose con comodo, verso le 8,30 vado in direzione a prendere i biglietti dell'autobus che il gestore il giorno prima mi ha detto che avrei trovato lì, così non è, il caso ha voluto che entra una signora tedesca a pagare per andare via e avendo sentito il problema mi dice che lei ne ha 2 dalla durata di 24 ore se voglio me li vende, accetto volentieri e gli do 10 euro, sarebbero venuti 9,24 ma non aveva il resto, pazienza! Mentre siamo sul bus controllo la cartina che ho a disposizione per stabilire un percorso ma la cosa diventa ardua, la cartina non spiega ciò che si va a vedere, per non sbagliare prendiamo la direzione del castello seguendo un cartello turistico, ci troviamo così a Buda, e iniziamo a seguire un itinerario pedonale che ci porta davanti a una bellissima cattedrale in stile gotico, sorpresa, è chiusa ed è pasquetta!!. Ci dirigiamo alla ricerca di un ufficio informazioni turistiche e lo troviamo nelle vicinanze ma come al solito non parlano una parola di italiano (dicono), comunque riesco a capire che la maggioranza delle cose da visitare sono chiuse per via della festa nonostante le vie siano gremite di gente e di comitive con guida turistica che mostrano alla gente le cose da vedere solamente dal difuori, anche noi facciamo la stessa cosa , poi una volta girata tutta Buda ci dirigiamo verso Pest dove prendiamo l'autobus fino alla cittadella, solite foto di rito e andiamo verso il parlamento anche quello chiuso e comunque le visite con lingua in italiano si svolgono solamente a partire dal mese di luglio alle ore 16,00 dietro prenotazione. Continuiamo a girare per la città notando il volto dei turisti che appaiono delusi dal fatto che, un luogo da vivere nei giorni di festa è tutto chiuso.

Mi viene da fere una considerazione prettamente personale, girando per la città si nota una notevole trascuratezza generale a partire dalla pulizia, si nota che i luoghi turistici sono abbastanza puliti mentre tutto ciò che e al difuori del circuito turistico viene lasciato sporco e in balia di barboni e ubriachi che dormono ovunque.

Si sono fatte le 19,00 e rientriamo al campeggio dove una volta fatta la doccia ci rechiamo a cena, il locale adibito a ristorante e direzione è accogliente, interamente in legno ha sulle pareti delle litografie dell'epoca, quando il campeggio era un deposito di tram, ci sedia mo e ordiniamo, io un gulasch con fagioli Nadia un gulasch fatto a zuppa, ma probabilmente la proprietaria che fa anche da cameriera e cuoca deve avere finito tutto e ci propina un miscuglio di roba che fortunatamente e mangiabile e anche buona, le solite patate fritte, le birre che sono la nostra bevanda principale, il tutto a 10 euro, niente male!

È il 13 Aprile alle 7,10 sono in piedi e decidiamo di partire faccio i rifornimenti e mi reco in direzione per pagare, al proprietario ho espresso il mio disappunto per il prezzo della corrente elettrica, mi fa un lieve sconto e invece di pagare 44 euro ne pago 40, meglio di niente!

Lungo la strada che attraversa Budapest seguo le indicazioni per l'autovia n°M7, tutto bene finche ad un tratto non hanno deciso di sostituire l'indicazione M7 con il nome della città di destinazione della strada cioè Vienna, Gior e lago Balaton, fatto sta che come al solito sbaglio e per recuperare faccio un largo giro che mi fa perdere 30 minuti, ripresa la giusta via facciamo tutta una tirata lungo la strada che porta al confine con l'Austria che poi ci porterà in Italia, fino all'ora di pranzo, dove ci fermiamo in una trattoria, io prendo un gulasch di cinghiale che è una squisitezza, Nadia una bistecca di cervo ai ferri, in realtà è fatto al forno ed è piuttosto asciutto a Nadia non piace e quindi mangio io anche quella bagnandola con una crema che la rende più morbida, come contorno ci portano due insalate miste piuttosto abbondanti solite birre solito prezzo che fa ponderare sempre di più che conviene mangiare nei ristoranti invece di fare la spesa. La strada che percorriamo è frequentata da molti camion per il fatto che è la più breve e diretta per il confine, un volta entrati in Italia visto che si avvicina la sera e dobbiamo cercare un posto per pernottare ci dirigiamo verso Udine da momento che sul portolano ho letto che c'è un punto sosta vicino all'ospedale, entrati a Udine ci rendiamo conto che la città e carina e vale la pena farci una visita, decidiamo così di non andare al punto sosta visto che si trova distante dal centro e quindi sarei costretto a prendere i mezzi o tirare giù la vespa, ci fermiamo in una stradina adiacente a piazzale 1° Maggio.

Il giorno successivo andiamo all'ufficio turistico situato dalla parte opposta al piazzale vicino l'ingresso del centro storico, lì una signorina molto gentile ci riempie di informazioni e ci consegna una piantina molto dettagliata di Udine, passiamo tutta la mattinata a passeggiare in un centro storico molto accogliente e carino specialmente il castello da dove si gusta un bel panorama dei monti dolomitici innevati.

Siamo giunti all'ora di pranzo ci avviamo verso il camper e dopo aver pranzato ci dirigiamo verso Venezia, ci arriviamo alle 17,00 e puntiamo verso il parcheggio per camper situato al tronchetto, il prezzo per la sosta ci lascia sbalorditi per 24 ore ci chiedono 24 euro ( da matti), andiamo a San Giuliano che si trova all'inizio del ponte che collega la laguna alla terra ferma dove è situato un parcheggio a pagamento molto più economico con 7 euro possiamo stare fermi fino alle 18,00 del giorno dopo, e visto che è relativamente presto per cenare ma ormai troppo tardi per andare a fare un giro Venezia, comincio ad attrezzare la vespa per il giorno dopo. Ci alziamo con comodo e alle 9,00 ci avviamo verso Venezia lasciamo la vespa alla stazione e seguendo le indicazioni affisse sopra i muri andiamo in diversi luoghi, piazza San Marco, ponte Rialto ecc., è bello girare con le mani in tasca e senza la frenesia di dovere per forza visitare tutto il visitabile, d'altronde questa per noi e la quarta volta che ci veniamo e si può dire che le cose da vedere le abbiamo gia quasi tutte viste la nostra è stata più che altro un ricordo del primo viaggio di nozze. Per nosta fortuna la giornata è bella, pranziamo con un bel gelato abbondante e a tarda serata rientriamo.

Il nostro viaggio è quasi finito ci restano due giorni per rientrare e lungo la strada ci fermiamo a Palaia, un paesotto vicino a Pontedera, a trovare degli amici per poi proseguire con la cassia fino a Roma. Questo è il tutto, spero che le indicazioni date siano utili a qualcuno che voglia intraprendere un viaggio nei stati qui descritti, per far si che risparmi del tempo che quando si è in vacanza risulta non essere mai abbastanza, se poi ci mettiamo anche a sbagliare le strade, girare inutilmente a cercare campeggi o luoghi mal segnalati come è successo a noi, all'ora siamo fritti.

Un cordiale saluto a tutti i lettori e arrivederci al prossimo ‘Giornale di Bordo By Bruno e Nadia'.


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