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Destinazione Nordkapp, luglio-agosto 2003

Andrea (autista e vice cuoco, 28 anni), Silvia (cuoca e vice autista, 28 anni) e Full (quattrozampe peloso, 13 anni) a bordo di Casimiro (C.I. 549 su Fiat Ducato 1.9TD, 10 anni).

 

Prologo

Sabato 31 maggio 2003, Costa Azzurra. E' il nostro precedente viaggio in camper. Siamo sulla spiaggia e fantastichiamo su dove andare a trascorrere le ferie estive. Silvia butta li' la parola ‘Norvegia'. Andrea corre su Casimiro a recuperare l'atlante europeo. Un sguardo alla cartina, Full acconsente e la decisione e' presa: andremo a Capo Nord.

Fino al momento della partenza, saranno giornate convulse, sia per reperire le informazioni sul posto e stabilire un itinerario di massima, sia perche`, nel frattempo, Silvia si sta laureando, sia, infine (e soprattutto), per i documenti e i vaccini, assurdi e complicati, necessari per importare Full in Scandinavia (per qualsiasi info http://www.sjv.se). Comunque, in un mese e mezzo, riusciamo ad organizzare il viaggio: questo sara` il regalo di laurea di Andrea a Silvia.

 

Venerdi 18 luglio 2003, Genova - Bellinzona (CH)

Sembra incredibile, ma invece e' vero: si parte! Alle ore 11 circa, Silvia addocchia il postino: e' arrivato l'ultimo documento necessario per importare Full in Svezia! Una telefonata in ufficio ad Andrea e si decide che oggi sara` il grande giorno. Alle 18.30 Casimiro e' pronto e stracarico: le provviste alimentari hanno riempito il camper in ogni spazio disponibile (30 buste assortite di pasta, qualche secondo, dolci, merendine e biscotti in grande quantita`, frutta, 12 confezioni di latte, 20 litri di vino in cartoccio, 3 scatoloni di birra, 30 scatolette di cibo per Full). Tutti contenti imbocchiamo l'autostrada A7 direzione Milano: Andrea alla guida, Silvia al suo fianco e Full sulla coperta in mezzo ai due sedili, nello spazio che, durante la vacanza, verra` soprannominato ‘fiordo'. Alla stazione di servizio Tamoil di Castelnuovo Scrivia, Full fa colpo sul benzinaio, che ci regala un bel cappellino e un po' di allegria. Oltrepassiamo il 45' parallelo: ce ne mancano ancora quasi 12 per arrivare al circolo polare…La serata e' calda e afosa; il Po visto dall'alto ci ricorda che siamo in piena emergenza siccita`. Quando arriviamo a Milano iniziano le code, che saranno costanti fino al confine con la Svizzera. Acquistiamo l'etichetta per le autostrade svizzere (30 euro) e andiamo in cerca di un'area dove sostare. Le prime dopo il confine sono piene di tir, cosi` tiriamo dritto fino a Bellinzona e, subito dopo, ci fermiamo presso una piazzola alberata, dotata di tavolini e servizi: sono le ore 23, una bella cenetta e poi tutti a nanna, poiche' domani e' prevista una bella tirata…

Sabato 19 luglio, Bellinzona - Hannover (D)

Al risveglio l'area di sosta e' ancora piu` carina di come ci era sembrata la notte prima. Silvia raccoglie tre piccole pigne di diversa dimensione: rappresentano noi tre e vengono esposte in bella mostra sopra il cruscotto di Casimiro. Attraversiamo la Svizzera tra paesaggi deliziosi, percorriamo il tunnel del S.Bernardino e rimaniamo in autostrada fino a S.Margherten, quindi strada statale per una manciata di km in Austria (evitiamo cosi` di comprare anche il bolllino austriaco dell'autostrada) ed appena arrivati in Germania autostrada verso il nord. La A7, che ci portera` fino ad Amburgo, offre verdi aree di sosta ogni 10 km circa. Sotto un sole caldissimo, percorriamo un migliaio di chilometri e decidiamo di fermarci a dormire dalle parti di Hannover (era sempre indicato nei cartelli, ma non sembrava arrivare proprio mai…). Appena superata la citta` tedesca, ci fermiamo in un area di sosta (sono circa le 22): tutti e tre siamo affamatissimi, soprattutto Full, che non si accontenta della sua ‘razione' e viene a scroccare un po' di pasta al pesto. L'area e' pero' un po' troppo isolata, oltre a noi non c'e` nessuno, quindi ci rimettiamo in marcia e ci fermiamo al primo autogrill.

Domenica 20 luglio, Hannover - Bastad (S)

Brusco risveglio in autogrill, dovuto al rumore, e partenza intorno alle 9.00. Code interminabili prima di Amburgo (con Full a passeggio sull'autostrada durante la prolungata sosta forzata) e nei dintorni di Lubecca. Sotto un sole cocente, ci cucchiamo la coda per il mare dei turisti tedeschi… Arriviamo a Puttgarden pochi minuti prima delle 14, attesa di soli 10' e siamo gia` imbarcati (47 euro): dopo una mezz'oretta sbarchiamo a Rodby. Prendiamo l'autostrada per Copenaghen e ci fermiamo alla prima area di sosta a mangiare e riposarci un po' (sono le 15 passate). A Copenaghen prendiamo il tunnel-ponte per Malmo (275 Sek) ed arriviamo cosi` alla frontiera svedese. Andrea si arma di tutti i documenti necessari per l'espatrio di Full in Scandinavia e, tra mille ansie, si reca a dichiarare l'ingresso del nostro compagno peloso in Svezia. Il doganiere sbriga la pratica in meno di un minuto: tre timbri e via… tutto in regola! Con il morale alle stelle, prendiamo l'autostrada per Goteborg ed usciamo una quarantina di km dopo Helsinborg. Decidiamo di passare la notte a Bastad, che si rivelera` graziosissima. Posteggiamo in pineta, a pochi metri dal mare; alle 21.30 iniziamo a cenare, poi passeggiata in centro, prelevamento al bancomat e tutti a nanna.

Lunedi 21 luglio, Bastad - Oslo (N)

Ronfiamo allegramente fino alle 10.30 e dopo un rifornimento di diesel (alla cassa c'e` una bimba che avra`, si e no, dieci anni) puntiamo verso nord. Un acquazzone ci accompagna fino a Goteborg, poi spunta il sole e quasi per caso ci troviamo a visitare il nostro primo fiordo. Vediamo gente prendere il sole e fare il bagno ed in quattro e quattr'otto siamo in mare anche noi: meno male che ci siamo portati il costume! Comunque, l'acqua non e' fredda (e quasi per niente salata), il fondale e' pieno di muscoli e per poco non ci pizzica una bella medusa gigante! Dopo uno spuntino, riprendiamo il viaggio verso Oslo. Prima del confine, facciamo la spesa in un supermarket e notiamo con piacere che molti prodotti non sono piu` cari che in Italia (ad esempio, la carne). Il confine Svezia-Norvegia e' posto su un panoramico ponte sopra un fiordo: appena arrivati sul versante norvegese, parcheggiamo per fare delle foto; Full naturalmente resta a bordo di Casimiro, perche` non abbiamo fatto i documenti necessari per l'importazione in Norvegia (ci parevano piu` che sufficienti quelli per la Svezia) e quindi e' un ‘clandestino'. Ripartiamo alla volta di Oslo: raggiungiamo la capitale dopo aver pagato due pedaggi da 15 Nok cadauno e, vista l'ora (20 circa) e il traffico poco intenso, ci dirigiamo in centro. Parcheggiamo nella zona di Gronland e visitiamo le vie centrali, fino al porto e al palazzo reale. Alle 22 ripartiamo alla ricerca di Holmennkollen, ma, senza una cartina adeguata, girovaghiamo un'ora buona prima di raggiungere il trampolino piu` famoso del mondo. La fatica e' comunque ripagata: parcheggiamo vista trampolino da un lato e panorama su Oslo dall'altro. Sfiniti, ceniamo e poi dritti a dormire.

Martedi 22 luglio, Oslo - Haukeli

Iniziamo la giornata con la visita (40 Nok) al museo e alla torre del trampolino di Holmenkollen (veramente spettacolare) con superba vista su Oslo, poi torniamo in centro e ci concediamo un'ora buona di relax nel Frognerparker (pieno zeppo di sculture del Vigiland). Per le 12 partiamo verso il Telemark. Il tempo e' molto variabile e la pioggia si alterna piu` volte al sole. Spuntino in autogrill (con scarico e carico) e sosta ad Heddal per visitare la piu` grande chiesa di legno della Norvegia (30 Nok). Poi, tra scenari incantevoli, proseguiamo per la E134. Ci fermiamo per le ore 20 dopo Haukeli, in una piazzola rivolta su un lago che sembra uscito da una cartolina. La temperatura qui e' molto inferiore che ad Oslo: ci sono 14 gradi (e noi siamo ancora in sandali e braghe corte). Ceniamo e, subito dopo, scendiamo in riva al lago: Full e' il piu` entusiasta di tutti, Silvia fa il bucato e Andrea le foto; quindi, sconfitti dalle zanzare rientramo verso Casimiro felici e contenti.

Mercoledi 23 luglio, Haukeli - Prekestolen - Nesvik

Stanotte abbiamo dormito con il pigiama ‘invernale' e due coperte: faceva veramente freddo. Comunque, per le 9.30 siamo gia` in viaggio. Proseguiamo sulla ‘strada di Haukeli' (E134) tra scenari da puzzle, per poi deviare sulla statale 13 direzione sud, subito dopo Roldal, quindi traghetto Nesvik-Hjelmeland (64 Nok). Prima di partire per le ferie, abbiamo visto sulla copertina di una rivista una foto della Norvegia: ebbene quella e' la nostra meta odierna: il pulpito (Prekestolen). Per le ore 15 raggiungiamo il parcheggio (a pagamento,75 Nok, e con divieto di pernottamento). Per fortuna il tempo ci assiste: ha smesso di piovere da un paio d'ore ed il sole ogni tanto fa capolino. L'ascesa dura un'ora e mezza ed e' vivamente consigliata la calzatura da montagna. Ci dividiamo i compiti: ad Andrea lo zaino, a Silvia suo ‘fratello' (e' obbligatorio l'uso del guinzaglio). Lo scenario che si puo` ammirare dal pulpito, una roccia piatta a 600 mt a strapiombo sullo Lyserfjorden, e' davvero mozzafiato e vale certamente la fatica fatta per arrivare fin qui. Ripensiamo alla foto della rivista e con soddisfazione ed orgoglio ci diciamo: ce l'abbiamo fatta! Per fare le foto, prima Silvia e poi Andrea si alternano sdraiati a pancia in giu` fino all'estremita` della roccia (priva di qualsiasi parapetto); al loro ritorno Full impazzisce di gioia (avra` pensato ad un tentativo di suicidio?) ed attira l'attenzione di tutti i turisti presenti. Arriviamo da Casimiro che sono le ore 20 circa e ritorniamo sui nostri passi (traghetto Hjelmeland-Nesvik) per poi fermarci in un'area di sosta panoramica (ore 21.30 circa) sullo Josenfjorden. Una bella pasta alla carbonara e dopocena rigaurdiamo sul Pc le foto scattate oggi ed andiamo a dormire con le immagini del pulpito impresse nella mente.

Giovedi 24 luglio, Nesvik - Bergen

Intorno alle 8.30 Full ci fa vagamente capire che e' l'ora di scendere. Inizia cosi` la nostra tappa di avvicinamento a Bergen. Seguendo la strada 13, arriviamo a Sand: veloce visita alle cascate dove i salmoni 'dovrebbero' risalire la corrente, spesa al supermercato e traghetto per Ropeid (64 Nok), quindi ancora la 13 per poi deviare sulla E134 direzione Oslo. Pranzo alle cascate Lonfoss (pedaggio 40 Nok) e poco dopo, sulla strada per Odda, ancora cascate (Latefossen): entrambe molto spettacolari. Il tempo e' buono e cosi` proseguendo per la 13 vediamo in tutto il suo splendore il ghiacciaio del Folgefonn al di la` del Sorfjorden; ad ogni curva si puo` trovare una bancarella di morellen (fragole). Arriviamo a Kinsavirk per le 16.30 e dobbiamo aspettare piu` di un'ora il traghetto per Utme-Kvandall (116 Nok). Nel frattempo, abbiamo eliminato dal nostro tragitto le cascate Vorginfossen, in quanto troppo fuori mano. Una traversata di 50' ci porta dall'altra parte del fiordo, inizia a piovere e tra scenari sempre suggestivi arriviamo a circa 20 km da Bergen e ci fermiamo per la notte in riva ad un laghetto: sono circa le 21. Per cena e' previsto pesce, ma quello comprato oggi si rivela essere il piu` salato del mondo, cosi` ripieghiamo su degli hamburger (sempre di pesce) che almeno sono discreti.

Venerdi 25 luglio, Bergen - Gaupe

Alle 3 di notte un diluvio ci sveglia all'improvviso e ci ricorda che siamo vicini a Bergen, la citta` della pioggia. Per fortuna, al mattino e' mezzo sereno e possiamo visitare la seconda citta` norvegese per popolazione, in tutto realx. Dopo il pedaggio (10 Nok), parcheggiamo nell'area (molto bruttina e a 12 Nok l'ora) segnalata in periferia. Ne approfittiamo per caricare e scaricare in un comodo pozzetto. Il centro si rivela piu` tranquillo del previsto (avremmo potuto benissimo venire a cercare parcheggio qui): tutto ruota attorno al Torget, il mercato del pesce: acquistiamo per pranzo dei tipici panini ai gamberetti e Silvia si concede anche una vaschetta di fragole (enormi). Compriamo due Troll e passeggiamo sotto un sole cocente per le vie del centro. Decidiamo quindi di andare fino alla stazione di arrivo della funicolare, ma quando siamo quasi in cima un violento acquazzone (che durera` neanche dieci minuti) ci costringe alla ritirata. Tornati al camper (sono le ore 15), prendiamo la E39 direzione Alesund (Full nel frattempo sta gia` ronfando): pedaggio tra un ponte e l'altro nei pressi di Knarvik (45 Nok) e poi dritti fino a Oppdal, dove prendiamo al volo il traghetto per Lavik (101 Nok). Attraversiamo cosi` il Sognefiorden, il piu` profondo della Norvegia, che ci terra` compagnia per molti chilometri. Continuiamo sulla E39 fino a Vadheim, quindi proseguiamo per la 55 fino a Drasvik. Traghetto per Hella (57 Nok) e sosta conclusiva, dopo aver guidato attraverso scenari fiabeschi, al molo di Gaupe (ore 22). Non abbiamo ancora fame e allora Silvia fa il bucato ed Andrea il resoconto della giornata al Pc. E` ancora molto chiaro, il cielo e' sereno e Casimiro e' posteggiato a 40 cm dal mare: dalla parte opposta si intravede il ghiacciaio dello Jostedalsbreen. Tra poco ci aspetta un bel piatto di ravioli. Con oggi si conclude la prima settimana di vacanza, Casimiro ha superato i 3.500 km.

Sabato 26 luglio, Nigardsbreen - Geiranger

Non sono stati ne' i lamenti di Full, ne' la pioggia a svegliarci: stamani ci hanno pensato i gabbiani coi loro versi. Ad un certo punto, uno era talmente penetrante che abbiamo aperto pian pianino il tettuccio della mansarda ed eccolo li': un gabbiano proprio sopra Casimiro e' venuto a darci il buongiorno! Buongiorno mica tanto, perche` pioviccica, ma decidiamo ugualmente di prendere la tranquilla 604 che ci porta al Nigardsbreen, una lingua dello Jostedalsbreen, che arriva proprio sopra un lago a soli 300 mt di altitudine. Lo scenario e' veramente in-cre-di-bi-le. Dal parcheggio (25 Nok per l'ingresso al parco), dopo aver lasciato Full in camper, prendiamo una barchetta (altri 20 Nok a testa) che ci porta proprio sotto il ghiacciaio: un emozione unica. Tutta la mattinata e' dedicata al Nigardsbreen. Dopo pranzo, riprendiamo la 55 direzione Lom. La strada e' molto impegnativa e sale fino a 1300 mt, dove tra la nebbia e la pioggia facciamo una sosta per concedere a Full uno dei suoi divertimenti preferiti: fare le buche e rotolarsi nella neve. Nonostante il tempo sia inclemente, riusciamo a scorgere i fantastici scenari che ci circondano (ghiacciaio dello Jotunheimen fra tutti). Un'idea di come sara` qui l'inverno ce la danno i pali di legno, piantati per segnalare la strada dopo le nevicate: sono alti 5-6 metri! La strada ridiscende verso Lom, grazioso villaggio di case tutte in legno, dove ci fermiamo per fotografare la stavkirke. Finalmente non piove piu` e prendiamo la strada 15 direzione Grotli, che si mostrera` tanto rilassante quanto incantevole: prima pianure, boschi e fiumi, poi, in quota piu` elevata, laghi, montagne e ghiacciai: tutto davvero stupendo. Poco prima di prendere la 63 per Geiranger, scorgiamo perfino degli iceberg in un lago: pazzesco. La discesa verso Geiranger e' tanto ripida quanto spettacolare (panorama sul fiordo compreso). Visto che Casimiro oggi ha gia` fatto ben due gran premi della montagna, decidiamo di non sottoporlo ai temuti 11 tornanti, che da Geiranger salgono in direzione Eidsal, bensi` di concederci una mini crocera sul Geirangerfjorden; l'ultimo traghetto per Hellesylt, pero`, e' partito un'ora fa (adesso sono le 19.30). Allora sostiamo sul porticciolo e rimandiamo il tutto a domani. E' stata una giornata di montagne e ghiacciai (pero` non abbiamo visto ancora una renna ed allora ce ne siamo comprati una di pelouches), non abbiamo preso nemmeno un traghetto ed abbiamo capito perche` i fiordi, qui in zona, hanno un colore piu` chiaro ed intenso che altrove: basta vedere il colore dell'acqua dei fiumi che scendono dai ghiacciai….

Domenica 27 luglio, Geiranger - Alesund - Trollsting Pass

Partiamo per la nostra mini-crocera sul Geirangefjorden col primo traghetto (ore 8, 270 Nok): ci siamo solo noi ed un pulmann di tedeschi. Il tempo e' sereno. Arrivati a Hellesylt, prendiamo la 60 fino ad Alesund (traghetto Aursnes-Magerholm 69 Nok), dove sostiamo nella segnalata area (14 Nok l'ora) con comodo pozzetto di scarico. Il posto e' incantevole e dall'alto della passeggiata (418 scalini) godiamo del piu` bel panorama ‘urbano' visto fino ad ora in questa vacanza. Fa caldo, torniamo da Casimiro, e mentre mangiamo dei fish & chips, una coppia di tedeschi scende dal camper e in 20' pesca cinque bei pescioni. Ripartiamo per le 15.30 e, prima la E136, poi la 650, infine la 63, ci portano in cima al Trollstigen, il famoso passo dei trolls. Il tempo e' decisamente cambiato: nebbia e pioggia sono stati i nostri compagni di viaggio nelle ultime ore. Facciamo un breve giro sul passo (meravigliosa terrazza panoramica sugli undici tornanti che ci attendono minacciosi), Full e' bagnato zuppo e quindi rientriamo al camper. Sono le 19.30 e decidiamo di passare la notte qui. Siamo indecisi sul tragitto da fare domani: Andrea ricerca informazioni su internet riguardo a Dombas (che notizie ufficiose e frammentarie indicano come citta` dei Trolls), ma non trovando niente di interessante, decidiamo di escluderla dal nostro itinerario. Per la prima volta, accendiamo la stufa.

Lunedi 28 luglio, Trollstigen - Molde - Levanger

Ci svegliamo con il sole (che durera` per tutta la giornata). Percorriamo il passo dei Troll in discesa, la strada non e' cosi` brutta come la descrivevano molti camperisti nei loro diari; infatti, ci sono piu` punti in cui fermarsi per fare passare i mezzi in senso contrario (a noi sono capitati ben 4 pullmann). Arrivati in fondo, tradizionale foto col cartello di pericolo ‘attraversamento troll'. La 64 ci porta fino ad Afarnes (traghetto per Solsnes, 69 Nok), quindi E39 fino a Molde (ponte + tunnel 75 Nok), elegante cittadina di mare ricostruita dopo la seconda guerra mondiale. Passeggiamo per le vie del centro e verso il molo (invaso da centinaia e centinaia di meduse). Per pranzo decidiamo di andare sulle alture della citta`; una strada sterrata ma buona (circa 3 km.) ci permette di arrivare sul Varden: lo spettacolo e' meraviglioso. Pranziamo e decidiamo di fermarci per un po' (tagliando dal nostro itinerario Kristiansund): il panorama e' stupendo e il sole ‘cuoce' (siamo a 32 gradi). Allora stendiamo il bucato e ci spogliamo a prendere il sole. Il nostro relax dura fino a quando Full decide di inseguire dei bambini norvegesi. Andrea si lancia a sua volta all'inseguimento e recuperato il compagno peloso si riparte. La E39 ci portera` (dopo pedaggio a Krifast di 85 Nok) scorrevole e pianeggiante fino a Trondheim, con il solo intervallo del traghetto Kanestraum - Halsa (80 Nok). Trondheim e' la citta` dei pedaggi: tre per entrare e due per uscire (totale 80 Nok). Arriviamo alle 19.30 e la visitiamo in un'oretta: il centro e' piccolo, ruota intorno ad una via (Munkegata) ed una piazza (Torget). Prendiamo a questo punto la E6: un cartello intimidatorio ci informa che mancano 900 km a Narvik. Ci guardiamo negli occhi e decidiamo senza indugio di andare avanti nella nostra avventura verso nord. Il paesaggio cambia repentinamente, non piu` cascate e montagne a picco sul mare, ma dolci colline coltivate e bassa marea. Arriviamo a Levanger, un'ottantina di km a nord di Trondheim (sono circa le 22). Sostiamo nel piazzale (direttamente sul mare) del centro commerciale. Cena e splendida passeggiata sull'erboso lungomare con Full, che fa amicizia e si rincorre con un cagnolino norvegese di appena un anno.

Martedi 29 luglio, Levanger - Torghatten

Dopo colazione facciamo la spesa nel centro commerciale di Levanger (i prezzi sono notevomente saliti) ed approfittiamo del comodo pozzetto di scarico li' vicino. Ci mettiamo in viaggio che sono ormai le 11, sempre E6, sempre direzione nord. E' sereno e fa caldo. Ci fermiamo poco prima del bivio per Snasa: vista la bella giornata, ci concediamo un bagno nello Snasavatnet. Quindi uno spuntino e poi si riparte (ore 15 circa). A Gartland deviamo sulla 775 per poi continuiare il nostro cammino sulla 17, che sale quasi parallela alla E6. Propendiamo per questa scelta, perche' la strada e' piu` panoramica: infatti, gli scenari odierni, non hanno nulla da invidiare a quelli visti in precedenza. La strada e' molto buona e puntiamo dritti verso Horm con la sola deviazione per Gutvik (771) da dove si puo` ammirare Leka, l'isola dalla montagne rosse. Arrivati ad Horm, dopo un'ora di attesa, alle 20.25 prendiamo il traghetto per Vannesund (80 Nok). Puntiamo verso Bronnoysund, quindi deviazione per Torghatten, la montagna ‘bucata'. Ceniamo nel posteggio ai piedi del monte e poi verso le 23.30 saliamo, tutti e tre, un sentiero che in 20' porta dritti nel buco, alto metri 35 e profondo 20. Il panorama e' da brivido: un immenso arcipelago di isolotti appare all'improvviso attraverso il foro nella montagna. Stiamo una mezz'oretta in silenzio e a bocca aperta a contemplare quella meraviglia, poi ritorniamo al posteggio (pernottamento vietato), riprendiamo Casimiro e, dopo aver incrociato un cervo, ci fermiamo in una piazzola sulla strada per Bronnoysund.

Mercoledi 30 luglio, Bronnoysund - Holand (Svartisen)

Ci svegliamo ed il tempo e' ancora sereno. Ci vestiamo in sandali, braghe corte e t-shirt, per quella che sara` la giornata piu` calda trascorsa finora in Norvegia. Riprendiamo la Kystriksveien (strada 17) direzione nord. Dopo aver preso due traghetti (Horn-Anndalsvag e Forvik-Tjotta, per un totale di 203 Nok), arriviamo all'isola di Tjotta. Sono circa le 13, fa sempre piu` caldo e cosi', poco dopo, ci fermiamo a fare un bagno di nemmeno un minuto (l'acqua e' davvero ghiacciata, ma cristallina) con lo sfondo della catena montuosa delle ‘sette sorelle'. Ripartiamo sulla ‘nostra' 17 e, dopo un super ponte da 82 Nok, continuiamo la nostra ascesa verso nord (altro traghetto Levang-Nesna 89 Nok). Altri 90 km panoramici e stupendi ci accompagnano a Kiboghamn (una sola sosta per far zampettare Full in una cascatella), dove arriviamo per le 19.40. Ci fermiamo per una doccia e per la cena, in attesa del traghetto per Jektvik (ci sara` solo alle ore 21.25; 154 Nok) che ci fara` oltrepassare via mare il circolo polare (debitamente contraddistinto da un mappamondo). Sbarcati, in un attimo arriviamo ad Agskardet, dove prendiamo l'ultimo traghetto della giornata (il quinto!) per Foroy (64 Nok). Ancora pochi km. ed arriviamo nei pressi di Holand, con Casimiro parcheggiato in una piazzola con vista ghiacciaio Svartisen.

Giovedi 31 luglio, Holand - Bodo

Casimiro perde olio: questa e' la triste scoperta che Silvia fa durante la passeggiata mattutina con Full. L'ufficio informazioni di Holand ci indica come meccanico piu' vicino il distributore Shell di Glomfiord, dove ci rechiamo immediatamente. Piu` della meta` dei 20 km che ci separano dal distributore si percorrono in gallerie sotto il ghiacciaio. Il meccanico ci rabbocca l'olio e stringe le viti che giudica essere causa del problema. Allora ritorniamo sui nostri passi per l'escursione (battello 50 Nok cad. + camminata) all'Engabreen, la lingua dello Svartisen che arriva a 20 mt dal mare! Sara` che si trattava del secondo ghiacciaio visitato, o del caldo opprimente che ci fa sudare come in Italia a ferragosto, oppure del fatto che siamo ancora preoccupati per Casimiro: fatto sta che il ghiacciaio del Nigardsbreen ci ha sicuramente colpito di piu`. Rientriamo da Casimiro per le 14.15, dove ci aspetta un Full festante. Doccia, spuntino, scarico/carico, presso la segnalata area dal punto di informazioni turistiche, e poi ancora route 17 direzione nord. Tra scenari meravigliosi, arriviamo per le 18.30 allo Saltstraumen (una trentina di km prima di Bodo). Ci sono in tanti a pescare, ma noi preferiamo la pesca al ‘supermercato'. La guida indica per le 19.36 il momento in cui i vortici del gorgo, provocato dal repentino cambio di corrente dei due fiordi che qui si uniscono, offriranno al pubblico lo spettacolo piu` intenso. Ci fermeremo fino alle 20 e le correnti saranno costanti per tutta la nostra permanenza. Giudizio: molto bello, ma non spettacolare come lo raccontano in tanti. Tornati da Casimiro, la brutta scoperta: una nuova macchia di olio sotto il motore. Nuovamente allarmati, ci avviamo verso Bodo (terminando cosi` la nostra splendida avventura sulla strada 17), alla cui periferia ci fermiamo per fare benzina al distributore Statoil. Il benzinaio ci indica la strada delle autofficine proprio a pochi passi: sono ormai chiuse, ma andiamo a dare un'occhiata. Ci sono tutte le case automobilistiche (ma proprio tutte) tranne la Fiat. Proprendiamo quindi per fermarci al porticciolo turistico (davvero grazioso) e presentarci l'indomani da un benzinaio con officina per valutare il tutto. Ceniamo ed andiamo a dormire un po' agitati.

Venerdi 1' agosto, Bodo - Flakstad

Alle 8.00, in sandali e t-shirt, visto il caldo che fa anche oggi, siamo gia` dal benzinaio-officina Shell di Bodo. Un ragazzo controlla il motore e ci dice (o meglio, Andrea riesce a capire col suo inglese molto, ma molto scolastico) che c'e` qualche perdita, ma bisognerebbe fare un controllo molto piu` approfondito che richiederebbe un tempo imprecisato: fino al nostro rientro in Italia, sara` sufficiente controllare giornalmente il livello dell'olio (visto che la perdita e' minima), per non incorrere in brutte sorprese. Nel frattempo, Silvia si accorge che una delle due gomme posteriori e' piuttosto malcolcia. Dopo un consulto col meccanico, decidiamo di cambiare entrambe le gomme posteriori per non correre il rischi di viaggiare sbilanciati da un lato. Cosi` alle 10 in punto lasciamo la stazione Shell, sicuramente piu` rilassati di prima, con due gomme nuove e 2000 Nok in meno nel portafoglio. Dopo 10' arriviamo al porto e scopriamo, con enorme felicita`, che il traghetto per Moskenes delle ore 10 non e' ancora partito (il sucessivo ci sarebbe solo alle 17). Ci imbarchiamo in fretta e furia, dando a Full la pastiglia contro il mal di mare e pagando 585 Nok. Durante la traversata Full fa amicizia praticamente con tutti i bambini che sono a bordo. Alle 13.20 sbarchiamo alle isole Lofoten. Ci dirigiamo verso sud e dopo 5 km arriviamo ad A, il villaggio piu` meridionale dell'isola di Moskenesoy. Ci fermiamo per uno spuntino e scopriamo con orrore che un'orda di italiani, sbarcati da una nave crocera, sta visitando il luogo ed il museo dello stocafisso. Facciamo anche noi il nostro tour per il villaggio (molto grazioso, con spettacolari rorbuer sull'acqua), quindi riprendiamo la E10 direzione nord. Visitiamo in tutta calma e tranquillita` i villaggi di Reine e Hamnoy, in un panorama che ci lascia a bocca aperta. Dappertutto si sente odore di pesce e sono ben visibili i sostegni in legno per essicare i merluzzi. Compriamo un bel po' di stocafisso da portare in Italia e ripartiamo. Ci fermiamo per le ore 20 poco prima di Flakstad (nell'isola omonima), in un'area di fianco al meraviglioso spiaggione bianco di sabbia fine. Ceniamo e stappiamo la bottiglia di Moscato, appositamente portata da Genova per festeggiare l'arrivo alle Lofoten. Dopo cena passeggiata sulla spiaggia e tramonto da sogno dopo le ore 23.

Sabato 2 agosto, Flakstad - Eggum

Dopo l'acquazzone notturno, al nostro risveglio riecco il sole. Cosi`, nel nostro ormai tradizionale abbigliamento in braghe corte, passeggiamo sulla spiaggia e prima delle 10 lasciamo Flakstad, un posto veramente da sogno. Oggi dedicheremo l'intera giornata alla visita dell'isola di Vestvagoy. I villaggi sono meno caratteristici di quelli di Moskenesoy, ma non ci annoiamo di certo. Dopo aver assistito al recupero di un mezzo pesante finito in una scarpata, percorriamo tutta la costa orientale (Ballstad, Gravdal, Leknes, Stamsund) tramite le strade 818, 817 e 815. Quindi ritorniamo verso sud, passando dalla costa occidentale: Kvalnes (strada sterrata), Borg (con visita al Lofotr, il museo vichingo: ingresso 70 Nok cad. grazie alle tessere universitarie scadute; nulla di eccezzionale il giudizio complessivo), Unstad, Tangstad ed infine Eggum, lasciata appositamente per ultima, in quanto vari racconti la indicano come la localita` da cui si puo` osservare il tramonto piu` bello. Dopo il villaggio, mettiamo 10 Nok nell'apposita cassetta e proseguiamo per un breve sterrato. Arriviamo in un posto davvero magnifico: posteggio sull'erba nell'area di fronte al mare. Da qui la possibilita` di compiere varie passeggiate. Noi prendiamo il sentiero per la ‘testa', una scultura di ferro e granito, ma ad un certo punto dobbiamo tornare indietro (e rifare nuovamente daccapo la strada), perche` Full non puo` entrare nell'ultimo tratto e quindi viene riaccompagnato su Casimiro. Dopo una bella doccia (non proprio calda, a causa del forte vento che disturba il boiler) e una cenetta, facciamo una passeggiata in attesa del tramonto, la visione del quale riteniamo essere pero` migliore a Flakstad. Siamo a meta` vacanza e Casimiro ha superato i 5.500 km.

Domenica 3 agosto, Eggum - Sandset

Il tempo e' peggiorato e dei nuvoloni in cielo non fanno presagire nulla di buono, cosi` abbandoniamo la nostra tenuta estiva ed indossiamo calze e tuta. Dopo una passeggiata, per assaporare ancora un po' il magnifico posto in cui abbiamo dormito (le pecore sono venute a brucare sulla spiaggia), lasciamo l'isola di Vestvagoy e ci dirigiamo ad Austvagoy. La prima tappa e' Henningsvaer, ‘la Venezia delle Lofoten'. Dopo aver visitato questo delizioso villaggio, ritorniamo indietro e ci fermiamo per il pranzo al bivio tra la 816 e la E10, in prossimita` di una magnifica baia con spiaggia bianca, che avevamo addocchiato all'andata. Con la pancia piena, ripartiamo e visitiamo velocemente Storvagan e Kabelvag, fino ad arrivare a Svolvaer, il capoluogo delle Lofoten. Inizia a piovere e le nuvole ci permettono a malapena di vedere il monte con le caratteristiche ‘corna', simbolo della cittadina. Comunque, la cosa che ci ha colpito di piu` di Svolvaer e' stata un'agenzia immobiliare con in vetrina un annuncio di una villetta sul mare, con garage a circa 110.000 euro. Con il pazzo pensiero in testa di cambiare vita e venire ad abitare qui (che non sarebbe proprio niente male), riprendiamo la E10 fino a Fiskebol dove arriviamo prima delle 16. Data la lunga coda, dobbiamo aspettare ben tre traghetti prima di imbarcarci per Melbu (100 Nok tondi tondi). Lasciamo cosi` le Lofoten, dopo tre giorni in cui non abbiamo neanche acceso l'autoradio, poiche` incantati dal posto. Una volta sbarcati a Melbu (carico e scarico a meno di 1 km dal porto), abbiamo maggiormente apprezzato quella che e' la caratteristica delle Lofoten: dall'altra parte dell'Hadselfjorden, infatti, ecco stagliarsi prepotenti le montagne che, viste da qualche chilometro di distanza, danno un effetto ancora migliore. Proseguiamo sulla E10 fino a Sortland, quindi 820 direzione Bo. Anche qui, il paesaggio e' notevole. Alle 19.30 ci fermiamo prima di Sandset, prendendo una stradina sterrata sulla sinistra, che, dopo un centinaio di metri, ci conduce in uno spiazzo alberato in mezzo al lago: un posto veramente magnifico. Siamo soli, ma evidentemente fungiamo da richiamo, perche` dopo pochi minuti ecco altri camper unirsi a noi.

Lunedi 4 agosto, Sandset - Bo - Andenes - Steinsland

Oggi il tempo e' nuvoloso. Partiamo per le 10 alla volta della parte occidentale di Langoya. Ci dirigiamo a Nykvag e Hovden, due villaggi di pescatori, per cercare di vedere gli stocafissi, che abbiamo letto rimanere appesi anche ad agosto. Ad Hovden troviamo solo gli imponenti pali di legno con una moltitudine di resti di ‘teste' di merluzzo a terra. Il posto (e le spiagge) comunque meritavano la visita. Altrettanto non si puo` dire per gli anonimi paesi di Straume e Bo, piu` a sud. Ritorniamo, quindi, sui nostri passi e ci dirigiamo ad Andenes, a nord dell'isola di Andoya. La strada (82) e' immersa nel parco dello Skogstad e vale la pena passare da queste parti. Ad Andenes decidiamo di non fare il tour-safari per l'avvistamento delle balene, in quanto spaventati sia dal prezzo (500 Nok a testa), sia - e soprattutto - dal fatto che, da piu` parti, abbiamo letto di persone che si sono sentite male (nonostante avessero preso la pastiglia per il mal di mare). Rientriamo (sono le 17 circa) verso Sortland tramite la strada sulla costa ovest. Da sottolineare lo spiaggione con la montagna che affiora dall'acqua di fronte a Bleik ed il panorama che si puo` scorgere dal porticciolo di Nordmela. Ci dirigiamo tramite E10 verso Narvik, fermandoci dopo Steinsland in una piazzola con vista sullo stupendo ponte sullo Tjeldsundet (sono circa le 21). Abbiamo superato i 6.000 chilometri. Dopo la cena (durante la quale si festeggia il primo mese della dottoressa Silvia), rimaniamo incantati a vedere dei branchi di pesci, che noi ignoranti non sappiamo riconoscere (probabilmente merluzzi), mostrare allegramente le loro pinne fuori dall'acqua. Al tramonto passeggiata con Full e raccolta di mirtilli e ricci di mare. Una bella volpe viene a darci la buona notte.

Martedi 5 agosto, Steinsland - Narvik - Tromso

Dopo un acquazzone notturno, lasciamo le Vesteralen, alla volta di Narvik con il sole che va e viene. La cittadina si gira in pochi minuti: facciamo la spesa, benzina (finalmente ad un prezzo umano) e l'immancabile foto in centro ai cartelli stradali che indicano le distanze chilometriche da una ventina di citta` europee. Dopo pranzo, partiamo alla volta di Tromso: facciamo sosta, una volta entrati in Lapponia, ad Heia (sempre sulla verde e panoramica E6), dove acquistiamo dei souvenirs nella caratteristica piazzola con capanne sami. Arriviamo a Tromso per le 19: in cielo c'e` di nuovo il sole e fa caldo. Ci fermiamo nella rumorosa e un po' squallida area attrezzata poco prima dell'ingresso in citta`: siamo stanchi e bisognosi di una doccia, per cui lasciamo a domani la visita del centro.

Mercoledi 6 agosto, Tromso - Alta

Dopo il solito acquazzone notturno, ci svegliamo con un pallido sole ed andiamo a fare un po' di shopping nell'elegante centro di Tromso, quindi tramite strada 91 e due traghetti (Brevik-Svensby, 85 Nok, e Lyngseidet-Olderdalen, 116 Nok) raggiungiamo la E6 sulla sponda orientale del Lyngenfjorden, che, con cime innevate e ghiacciai, si rivelera` uno dei piu` bei fiordi visitati. Quasi tutti gli autobus ed i camions sono dotati di una griglia-paraurti anti-renna. Il panorama raggiunge il suo culmine in localita` Gildetun, subito dopo un lieve passo di montagna: la vista sui fiordi e suglli isolotti con lo sfondo dei ghiacciai e' da brivido, ed il colore dell'acqua sembra davvero quello del ghiaccio. Poco dopo (finalmente!) incrociamo la nostra prima renna, per l'occasione acconciata con un fiocco rosso in testa (non esageriamo, poverina: aveva un nastro impigliato nelle corna…); dopo una mezz'oretta ne spuntera` un'altra. Felici di questi incontri, ma demoralizzati dalle notizie che ci giungono da Genova (dove la siccita`, il caldo e l'afa stanno circondando la citta` con numerosi incendi), arriviamo per le 19 ad una decina di chilometri da Alta, in prossimita' di un ponte, che divide in due una diramazione dell'Altafjorden. Ci fermiamo per la notte in compagnia di innumerevoli pescatori. A mezzanotte e mezza Silvia puo` tranquillamente leggere il suo libro senza bisogno di accendere la luce.

Giovedi 7 luglio, Alta - Hammerfest -Nordkapp

Ci svegliamo un po' agitati, perche' oggi e' il grande giorno: obiettivo Capo Nord. Alle 9, sotto un cielo nuvoloso, ci dirigiamo verso Alta, che ci appare bruttina, tanto da non invogliarci nemmeno a scendere dal camper. Dopo un'acquazzone, tramite E6 e 94, arriviamo nell'isola di Kvaloya e le renne ci accompagneranno per tutto il percorso (Full le osserva incuriosito), fino a raggiungere per l'ora di pranzo Hammerfest, la citta` piu` settentrionale del mondo. Visitiamo l'elegante e piccolo centro col suo mercatino (qui i souvenir costano meno che altrove; ma noi, i nostri acquisti, li avevamo gia` fatti…). Ripercorriamo la sessantina di chilometri che ci riporta sulla E6 (al benzinaio presso il bivio carico e scarico, 20 Nok) e poi via verso nord. Ci fermiamo per comprare ed appiccicare una renna adesiva su Casimiro (aspettavamo di vederle prima di farlo) e per le ore 18 percorriamo il tunnel, oltre 200 mt sotto il livello del mare (186 Nok), che ci conduce sull'isola di Mageroya. Anche qui le renne invadono spesso e volentieri la strada asfaltata. Il tempo e' nuvolo, ma ogni tanto fa capolino il sole. Sempre piu` emozionati, ci avviciniamo a Nordkapp, che raggiungiamo dopo 21 giorni e 7276 km (circa il doppio dei 3780 che separano Genova da Capo Nord, percorrendo la strada piu` breve). Grazie alle nostre tessere universitarie scadute, paghiamo, a testa, 100 Nok anziche` 185, per sostare nel parcheggio piu` a nord d'Europa. Il panorama e' fantastico (eppure avevamo quasi sempre sentito parlare di questo posto con molto scetticismo), il tempo e' freddo (9 gradi) e c'e` molto vento. Andiamo subito a fare la foto ricordo dal mappamondo (per l'occasione Full indossa una bella bandana blu), poi riaccompagnamo il nostro compagno peloso su Casimiro e andiamo a visitare il centro turistico (da non perdere il meraviglioso filmato-documentario). Per cena ci attende un mega piatto di ravioli al ragu` e per finire stappiamo la seconda bottiglia portata appositamente da Genova: Muscador rose`. Nel frattempo, abbiamo acceso, per la seconda volta in tre settimane, la stufa (la terremo accesa anche per tutta la notte, che passeremo sotto tre coperte di lana). Con il morale alle stelle, dopo le 23 facciamo una nuova passeggiata (in giacca a vento e berretto): il sole non si vede, ma le nuvole sono tutte rosse per il tramonto. Ancora foto e dopo mezzanotte rientro in camper. E' stata una delle giornate piu` emozionanti di tutta la vacanza.

Venerdi 8 luglio, Nordkapp - Honnisvag - Nordkapp

Oggi cambio di programma. Decidiamo di trascorrere la giornata con un rilassante tour dell'isola di Mageroya, visto che il sole splende a piu` non posso. La mattina e' dedicata alla scrittura delle cartoline e alla programmazione dell'itinerario per il rientro in Italia. Alle ore 14 partiamo per il giro dell'isola, visitando Skarsvag, Gjesvaer ed Honnisvag (dove facciamo un po'di diesel al prezzo record di 8,90 Nok al litro), facendo delle passeggiate con Full e fotografando a piu` riprese le renne. Andrea, spinto da eroico coraggio, in berretto e giacca a vento, mette a bagno in mare, per quasi un minuto, i suoi due piedini, che riemergeranno congelati come due baccala'. In serata rientro al piazzale di Capo Nord (il biglietto vale due giorni), una bella doccia calda e cenetta. Il tempo e' peggiorato: pioviccica e fa freddo (6 gradi). Scattiamo ancora qualche foto, accendiamo la stufa e poi a nanna.

Sabato 9 agosto, Nordkapp - Inari (FIN)

Ci svegliamo gia` col magone. Oggi dobbiamo iniziare la fase di rientro verso l'Italia. Ultima passeggiata fino al mappamondo, poi, con la tristezza nel cuore, lasciamo Capo Nord. Le renne ci fanno compagnia sulla strada del rientro, sono ovunque: sui monti, per strada, sulla spiaggia. Riprendiamo il tunnel per la ‘terra ferma' (186 Nok) e ci dirigiamo verso Lakselv, mediante la E6. Ci fermiamo, con vista sull'ultimo fiordo norvegese, per il pranzo, quindi passiamo da Karasjok (carico e scarico presso benzinaio Shell) e tristemente salutiamo la Norvegia, entrando cosi` in Finlandia (sono circa le 17). Lungo la 92, ci concediamo una passegiata nel bosco (Full e' il primo a mettere il piede, o meglio la zampa, sul suolo finlandese): il paesaggio assomiglia a quello del Canada, visto (solo per ora) in tv. Nei pressi di Kaamanem, imbocchiamo la E75 direzione sud. Ci fermiamo ad Inari, sul lago omonimo, per la benzina (che tristezza pagare nuovamente in euro…), la spesa e per acquistare alcuni souvenir. Visto che al porticciolo il pernottamento e' vietato, proseguiamo verso Ivalo, schivando qua e la` delle renne che attraversano la strada in tutta calma. Ci fermiamo, dopo una decina di minuti, presso una piazzola immersa nella pineta, ai bordi di un laghetto.

Domenica 10 agosto, Inari - Raovaniemi

Dopo l'ennesimo acquazzone notturno, il risveglio ci propone dei bei nuvoloni. Riprendiamo la E75 verso sud e purtroppo non possiamo prendere la strada per il punto panoramico sul lago Inarijarvi con vista su alcune delle sue 3000 (tremila!) isole, in quanto un cartello indica che oggi (ma e' domenica!) la strada resta chiusa. Proseguiamo allora il nostro cammino: superato Ivalo, facciamo una deviazione di sei chilometri a Vuotso, verso il lago di Lokka. Per la prima (ed unica volta) viaggiamo col riscaldamento acceso. Il panorama cambia repentinamente: sabbie e paludi fanno da cornice al fiume che taglia in due la cittadina. Ritorniamo sulla E75 e, dopo una sosta per il pranzo, deviamo sulla E63 per Kemijarvi, quindi per Isokyla ed infine, tramite 945, per Pera-Posio. Quest'ultima deviazione, subito dopo aver attraversato il Napapiiri (ossia il Circolo Polare Artico), ci costringe ad un tratto, sebbene panoramico e contornato da laghi di varie dimensioni, di interminabile sterrato e ci fa un po' rimpiangere di non aver puntato dritti su Rovaniemi, che comunque raggiungiamo tramite strada 81 per le ore 19. Andiamo a sostare (dopo aver schivato un bel leprotto, che ci attraversa la strada) presso il centro dei cani da slitta nel villaggio di Babbo Natale, che coincide col Napapiiri (che quindi ripassiamo nuovamente). Per la prima volta, dopo una decina di giorni, alle ore 23 si fa buio e bisogna tristemente accendere la luce.

Lunedi 11 agosto, Rovaniemi - Arvidasjaur (S)

Mattinata dedicata alla visita del villaggio di Santa Claus al Circolo Polare Artico. Qui, visibilmente emozionati, facciamo la foto col Sig. Babbo Natale in persona: costa ben 17 euro, ma l'atmosfera in cui si svolge la scena ci ha talmente coinvolto... Dopo aver acquistato gli immancabili souvenirs (compriamo, con mesi di anticipo, quasi tutti i regali di Natale) e visitato l'ufficio postale (spedendo le cartoline), che espone alcune delle 600.000 letterine ricevute da tutto il mondo nel 2002, ci rechiamo al Santa Park, qualche chilometro piu` a sud. Questa attrazione si rivelera` abbastanza soddisfacente (foto con un altro Babbo Natale, stavolta gratis) e, sempre grazie alle nostre tessere universitarie scadute, otteniamo una riduzione sul biglietto di ingresso (15 euro cad.). Ritornati da Casimiro (e da un Full festante), dopo uno spuntino, ci rechiamo a Rovaniemi (troppo citta`), e quindi puntiamo dritti verso Kemi (E75). Dopo una spesa a Tornio, approdiamo in Svezia (ore 17 circa) e tramite E4 ci dirigiamo a sud. La strada e' abbastanza monotona ed assomiglia molto ad un'autostrada, per cui decidiamo di abbandonare la costa per il piu` panoramico e suggestivo interno. Dopo Lulea prendiamo il bivio per la 94 e, oltrepassato Alvsbyn, ci troviamo di fronte ad una strada sterrata. Percorsi una ventina di chilometri in queste condizioni, decidiamo di fare dietro-front, quando una signora del posto ci convince a tener duro per ancora qualche chilometro, perche` la strada ritornera` asfaltata. Rinfrancati dalla signora e dal passaggio di un branco di renne, dopo tre chilometri siamo di nuovo sull'asfalto e, con la visione di un tramonto spettacolare, per le 21.30 ci fermiamo ad una ventina di chilometri da Arvidasjaur, in una piazzola tra due laghi, con tutti gli alberi tinti di rosso dagli ultimi raggi solari.

Martedi 12 agosto, Arvidasjaur- Ostersund

Dopo la consueta pulizia di Casimiro, partenza alle 9.30 circa sotto un pallido sole. Dopo poco, arriviamo ad Arvidasjaur, dove visitiamo le caratteristiche case di legno dei pellegrini (Lappstan). Ripartiamo alla volta di Sorsele, tramite la 45, dove giungiamo, dopo uno scarico di ‘fortuna', per l'ora di pranzo. Passeggiata con Full sul lungofiume, spuntino, poi puntiamo verso Struman, ma il peggiorare delle condizioni atmosferiche (piove a dirotto) ci invita a proseguire. Il paesaggio non e' niente male: laghi e pinete, ma noi rimpiangiamo gia` la Norvegia e l'idea di seguire una deviazione per Bodo, Mo-i-Rana o Trondheim ci balza piu` volte nella mente. Consapevoli che cio` allungherebbe troppo il nostro percorso, proseguiamo sull'intinerario programmato: facciamo allora tappa a Vilheilmina, tranquilla cittadina sul lago Volgsjon e, sotto una lieve pioggia, facciamo due passi (e' la prima volta che apriamo l'ombrello). Asciughiamo Full, lo lasciamo su Casimiro e facciamo la spesa. Ripartiamo per Ostersund, che raggiungiamo per le ore 21 dopo aver incontrato un nuovo temporale. A prima vista la citta` non sembra in grado di offrire validi punti di sota, ma il formidabile intuito di Andrea ci conduce presso il molo turistico, dove parcheggiamo a mezzo metro dal lago, con vista sull'isolotto di Froson e sul tramonto. Dopo cena, passeggio nel porticciolo, sotto un vento sferzante, simile, ma solo in parte, alla nostra tramontana.

Mercoledi 13 agosto, Ostresund - Soderhamn

Appena svegli, passeggiata per il grazioso centro di Ostersund, che abbiamo visitato solo in parte, in quanto la piazza centrale era transennata e gremita di poliziotti: chissa` cosa sara` successo? Il tempo e' discreto ed in tutta la giornata piovera` solo per pochi minuti. Ripartiamo seguendo la E14 direzione sud, rimuovendo le ultime tentazioni di deviare verso Trondheim. Visitiamo velocemente Ange e proseguiamo (strada 83) tra pinete e laghetti, fra dolci sali scendi, fino a Ljusdal, il punto centrale della Svezia. Sostiamo per il pranzo, breve visita (la cittadina non e' un granche`), quindi strada 84 direzione mare. Vista l'assenza totale di camper service o simili, sono due giorni che facciamo la caccia alle fontane per poter far approvigionamento d'acqua, ma non ne abbiamo trovata una. Cosi`, poco prima di Hudiksvall, facciamo un rifornimento artigianale, presso un cimitero. Raggiungiamo Hudiksvall per le ore 15.30 e parcheggiamo proprio di fianco alle caratteristiche casette di legno sul fiordo, nel quartiere Strommingssundet. Dopo un'oretta, ripartiamo alla volta di Soderhamn, che raggiungiamo passate le 17. Andiamo a passeggio in centro, Full fa amicizia con una cagnetta che ha la meta` dei suoi anni ed in un supermercato reperiamo una cartina molto dettagliata del comune: questo ci permette di cercare una sosta quasi a colpo sicuro. Arriviamo per le 18.30 a Steno, nei pressi di Sandarne. Ci fermiamo alla fine della strada: una pineta in un istmo di fronte alla spiaggia ci fa da cornice. Dopo una doccia e cena a base di pesce: pennette allo scoglio, gamberetti e salmone. Quindi, passeggiata sulla spiaggia e riflessione se inserire la visita di Stoccolma nel nostro programma, decisione che prenderemo solo domani.

Giovedi 14 agosto, Soderhamn - Borensberg

Un temporale ci sveglia nel cuore della notte, ma al mattino il tempo e' sereno. Prima delle 9 siamo gia` in viaggio, destinazione Uppsala. Per le ore 11 arriviamo a Gamla Uppsala, alla visita della quale dedichiamo un'oretta abbondante. Dopo pranzo, giriamo in Camper il centro di Uppsala, che ci fa dare un giudizio positivo della cittadina, ma il tempo stringe e non possiamo fermarci. Dopo un pieno di carburante, puntiamo dritti a Stoccoloma, che ragginugiamo poco prima delle 15. Parcheggiamo a pochi passi dal centro. La temperatura e' cambiata: fa caldo, siamo nuovamente in braghe e maniche corte e meno male che c'e` vento. Passeggiamo due orette per il centro, quanto basta per giudicare la citta` molto bella (non paragonabile ad Oslo). Alle 17.30 siamo nuovamente in marcia. Superato il traffico cittadino, la E4 ci porta verso sud: tiriamo dritti fino a Linkoping, qunidi deviamo tramite 36 verso Motala, fermandoci una ventina di chilomeri prima del lago Vattern, a Borensberg (ore 20.30). Ci piazziamo in riva al canale, di fianco all'ufficio del turismo, con gli anatroccoli che scorrazzano davanti a Casimiro. Nel frattempo si e' messo a piovere a dirotto e Full, per la prima volta, e' costretto alla passeggiata con il cappottino impermeabile.

Venerdi 15 agosto, Borensberg - Faro (DK)

Dopo il solito acquazzone notturno, al mattino un bell'arcobaleno ci guida fino a Motala, da cui deviamo (50) verso Vadstena, dove arriviamo intorno alle 10. La cittadina, con bel castello sul lago, merita una visita accurata. Riprendiamo a costeggiare il lago e la tappa successiva e' Granna (sulla E6), cittadina in discesa tra il lago e la roccia. Ci fermiamo per il pranzo, in una piazzola con vista sul lago Vattern, poi prima delle ore 14 siamo nuovamente sulla E6. Nella nostra discesa verso la Danimarca, sole e pioggia si alternano piu` volte. Decidiamo di inserire una tappa fuori programma e cosi` per le 17.30 ci troviamo, sotto il sole, a spasso per Malmo. La terza citta` della Svezia, a prima impressione, sembra spenta, ma, girato l'angolo ed entrati nella piazza centrale, tutto cambia repentinamente. Ci troviamo, infatti, nel bel mezzo del Malmo-Festivalen e, senza accorgercene, veniamo inghiottiti dalla marea umana, che si muove festante (e soprattutto mangiante e bevente) fra punti di ristoro, tavoli all'aperto, tendoni per concerti e bancarelle varie. Dopo una decina di minuti, compressi dalla folla, siamo costretti a ripiegare per vie secondarie, per evitare che Full venga calpestato dalla moltitudine di gambe che si muovono intorno a lui. Torniamo quindi su Casimiro, e alle 19.20 paghiamo il pedaggio (275 Sek o 31 euro) per il ponte per Copenaghen. E' questo il colpo di grazia al nostro morale: sapevamo che prima o poi sarebbe arrivato il momento in cui avremmo dovuto lasciare la Scandinavia, ma la tristezza che proviamo mentre percorriamo il ponte per la Danimarca e' enorme. Per tirarci un po' su, iniziamo a pensare a quali potranno essere le mete per i nostri futuri viaggi con Casimiro. Per la notte abbiamo gia` deciso che andremo a sostare nell'isolotto di Faro, una cinquantina di chilometri prima di Rodby. Arriviamo a destinazione per le 21, un'ora abbondante in ritardo sulla tabella di marcia, ma contenti di aver impiegato quel tempo nella visita di Malmo. L'area di sosta (gia` addocchiata all'andata) e' molto panoramica e accogliente, ma spazzata dal vento: Casimiro ballera` ininterrottamente per tutta la notte.

Sabato 16 agosto, Faro - Memmingen (D)

Alle 7.00 siamo gia` svegli e, dopo aver fatto il pieno d'acqua, ci dirigiamo verso Rodby, dove prendiamo l'ultimo traghetto della vacanza: quello per Puttgarden (47 euro). Arriviamo in Germania per le 9.30 e cominciamo il nostro rientro, percorrendo a ritroso lo stesso itinerario dell'andata .Fa caldo, ma per fortuna, non come all'andata e le uniche code in cui ci imbattiamo sono prima e dopo Amburgo. Le sole soste che ci concediamo sono nelle aree autostradali, giusto per cambiare guida e sgranchirci le gambe Per le ore 21 arriviamo (sempre sulla 7), all'autogrill prima di Memmingen: siamo ad una ottantina di chilometri dal lago di Costanza e, stanchi ma soddisfatti per il tragitto compiuto oggi (quasi 1000 km, traghetto escluso), chiudiamo qui questa giornata di puro trasferimento.

Domenica 17 agosto, Memmingen - Genova

Purtroppo oggi e' il giorno del rientro, cosi` alle 8.30 (dopo l'ennesimo, ultimo, immancabile, acquazzone notturno) siamo in marcia verso casa. Decidiamo di fare una visita a Lindau, sul lago di Costanza; purtroppo il parcheggio per i camper e' ben distante dal centro (1 km in piu` di quello per i Pullman), cosi` rinunciamo alla visita. Dopo il pieno di diesel in Austria (0.76 euro al litro) entriamo in Svizzera, quindi deviamo per Vaduz, in Liechtenstein. Giriamo un'ora scarsa per il centro e poi di nuovo in marcia. Per pranzo, programmiamo la sosta sul tranquillo laghetto di Sufers, prima del tunnel del San Bernardino. Poi, il triste e definitivo rientro. Dopo le interminabili autostrade svizzere (con il limite a non piu` di 80 km/h), per le 15.20 arriviamo in Italia, dove un caldo bestiale (38 gradi) ci da` il benvenuto: Full mostra chiari sintomi di insofferenza. Alle 16.30 ripassiamo il cartello che indica il 45' parallelo e, il pensiero di essere riusciti a percorrere tutta quella strada per arrivare fino a Nordkapp, ci distoglie per un attimo dal caldo e ci riempe di soddisfazione. Alle 17.15 circa arriviamo a Genova, concludendo questo magnifico viaggio: Casimiro ha percorso egregiamente 12.275 chilometri!

Conclusione e notizie generali

  • Totale chilometri percorsi: 12.275
  • Spesa totale: 2784 euro (benzina 1137, pedaggi/parcheggi 292, traghetti 384, spesa 256, visite 71, regali/souvenirs 378, altro 266)
  • Viabilita`. Traffico pressoché` inesistente, eccetto nei pressi delle grandi citta`; strade in condizioni molto buone, tranne la 94 tra Alvsbyn ed Arvidsjaur (Svezia) e la 945 tra Isokyla e Pera-Posio (Finlandia). E' buona norma salutare tutti i camperisti che incroci per la strada
  • Clima. abbastanza caldo al di sotto del circolo polare, via via piu` freddo salendo a nord. Piogge scarse (e comunque quasi sempre di notte: siamo stati molto fortunati)
  • Lingua. Tutti parlano l'inglese (sicuramente molto meglio di noi)
  • Pernottamenti. Praticamente ovunque, con panorami mozzafiato. Non abbiamo mai usufruito di un campeggio: ci siamo resi indipendenti con l'aquisto di un piccolo inverter di corrente (12-220V) per ricaricare le batterie di telefonini, telecamera, rasoio e pc. Si puo` tranquillamente dormire isolati, la delinquenza non esiste.
  • Camper services: regolari e frequenti in Norvegia; non ne abbiamo visto nemmeno uno ne` in Finlandia, ne` in Svezia
  • Carburante. In Norvegia, soprattutto al nord, molto piu` caro che in Italia. Il rifornimento piu` economico e' in Austria (0,76 Euro/litro)
  • Zone da non perdere: la regione del Fjordland, la strada 17 e le isole Lofoten/Vesteralen.
  • Posti da non perdere: Prekestolen (Stavanger), Nigardsbreen (Gaupe), Torghatten (Bronnoysund), Nordkapp
  • Serve senz'altro una buona cartina: noi ne abbiamo comprata una, fatta a quaderno, di tutta la Scandinavia (scala 1: 300.000) dal distributore ‘Statoil' (175 Nok)
  • Informazioni. Per qualsiasi informazione, scriveteci: dria@virglio.it

Andrea, Silvia e Full

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