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Viaggio in TUNISIA con Ford Pilote 2360 del 1984

di Michele e Grazia

 

1° giorno: 8/05/2003 - alle ore 10,30 si parte per Napoli, arrivo al porto alle 14.30. Alle 15,30 cominciano le prime operazioni di imbarco. Il mio passaporto (ahimè) mi grazia 10 anni, mi fa nascere il '67 anziché il '57. Fino alle 18 con il fiato sospeso. Poi con un fax il problema è risolto (almeno per l'imbarco), alle 20 si parte (2 ore di ritardo). Nave piccola, cuccette scomode, servizi deludenti.

 

2° giorno: 9/05/2003 - alle ore 16,00 arrivo al porto di Tunisi (orario previsto: 14,00). Procedure di sbarco: velocissime, 10 € al signore che ci ha offerto il suo aiuto. Siamo in camper, destinazione HAMMAM-CHAT campeggio e campo scout “la pinede” alle spalle della stazione di Bordj Cedria o Borj Cedria: piccolissimo, servizi inesistenti, buona ombra è possibile però fare la doccia calda. Costo 8 dinari + 2 dinari di mancia al vecchietto con funzioni di guardiano che la mattina successiva ha raccolto 3 boccili di rosa e me le ha donate. Campeggiatori: mio marito ed io. A circa 100 m. la spiaggia.

 

3° giorno: 10/05/2003 - si parte per KAIROUAN. All'arrivo in città ci insegue in motorino un signore che si offre da guida. Ci fa visitare la Medina (molto interessante), la Moschea el bey Birbaroute, e poi  ci accompagna con la scusa di vedere la Medina dall'alto, in un negozio di tappeti. Il venditore dopo averci portato sul tetto (dove c'è poco da vedere) ci ha offerto dell'ottimo the vede con pasticcini ai datteri e nel contempo altri 2 signori ci facevano vedere i tappeti. Con molta educazione abbiamo spiegato che i tappeti non ci interessavo. Fuori davanti alla porta ci aspettava “la guida”, gli abbiamo spiegato che non  avevamo più bisogno di lui, costo: 10 dinari.

Al venditore di tappeti: 5 dinari.

Ci incamminiamo soli verso la Grande Moschea, diverse persone si sono avvicinati offrendosi come guida, non ci si riusciva a liberarcene, finché arriva in nostro aiuto un ragazzo, il quale ci libera dalle varie “guide”, ci spiega che la grande Moschea è aperta dalle 8,00 alle 14,00, il venerdì fino alle 12,00, (erano le 15,00), che a Kairouan così come in tutta la Tunisia conviene rivolgersi al “Sindacate d'iniziative” la nostra “pro-loco” oppure ad un ragazzino che ti guida per 2 dinari.

Alle 16.00 si parte per GAFSA, l'unico campeggio è chiuso. Parcheggiamo di fronte alla Police, sul viale principale.

 

 

4° giorno: 11/05/2003 - visita alla città e alla Medina dove i bambini ti chiedono “bon-bon” e “stilò” (è bene andare forniti, i bambini sono tantissimi). Qui si possono acquistare erbe profumate da bruciare in casa. Si parte per  TOUZER. Quando si arriva in città, dalla strada principale si imbocca “la route touristique” si costeggia la Medina e si segue l'indicazione campeggio “les beaux Reves”. Accogliente, ombra discreta, servizi inesistenti, non è possibile fare la doccia calda.  Qui incontriamo 2 signori bolognesi, sono i primi ed unici italiani che incontriamo: Francesca e Guido. Il proprietario del campeggio: Ammar Bey, (E-MAIL: camping_beauxreves@voila.fr) persona squisita e gentilissima ma tipicamente “levantina”, parla bene l'italiano. La sera siamo ospiti a casa sua: piatto di verdure miste e cous-cous all'agnello.

 

5° giorno: 12/05/2003 - si parte per le oasi di montagna (il viaggio lo ha organizzato Ammar: il proprietario del campeggio) insieme a Francesca e Guido. Ci accompagna Sofià con una “Polo”. 1ma tappa: stazione di METALUI  dove prendiamo il treno d'epoca “le Lazzard  Rouge che ci porta alle “GOLE DE SELJA”. Al ritorno (il viaggio dura circa 1 ra e mezza) riprendiamo la Polo e partiamo per le oasi: TAMERZA - MIDES - CHEBIKA.  Pranziamo in un ristorante di Tamerza: costo bassissimo, aria condizionata, mosche a volontà, igiene scarsa; meglio portarsi qualcosa dietro ed evitare i ristoranti. Il viaggio alle oasi è stato molto bello ed interessante e si impegna l'intera giornata; il costo comprensivo di mancia a Sofià e pranzo: 135 dinari a coppia.

6° giorno: 13/05/2003 - prendiamo il calesse per fare il giro dell'oasi di  Tozeur (la stazione dei calessi si trova a dx del camping a circa 300 mt). Il giro è molto bello e rilassante,  dura circa 3 ore ed oltre ad imparare tutto sulle palme da datteri è possibile visitare il “Jardin du paradis” e l'adiacente zoo, la fabbrica dei mattoni, il campo da golf in costruzione, e tutta l'oasi. Costo: 30 dinari a coppia per il calesse (se si va in 4 si spendono 20 dinari a coppia) più 4 dinari per l'ingresso al giardino e allo zoo. La sera shopping  per Tozeur.

 

7° giorno: 14/05/2003 - giorno di festa, uffici pubblici chiusi: compleanno di Maometto.  Si parte per DOUZ: attraversiamo il lago salato: uno spettacolo della natura. Arriviamo al camping “deser club”. Se si è fortunati si trova un po' di ombra è munito di servizi e di docce calde sufficientemente pulite e attrezzate. Il costo è uguale al “Beaux Reves”: 13 dinari a coppia con camper. Qui conosciamo Brahim Ben Brahim (e-mail: brahim_2020@yahoo.fr), l'abbiamo invitato a cena, gli piacciono gli spaghetti italiani. Ci ha parlato di una associazione modenese: “Bambini nel deserto”.

 

8° giorno: 15/05/2003 - il giovedì a Douz c'è un grande mercato, vale la pena immergersi e…. occhio ai prezzi: ognuno chiede quello che gli pare.  Pomeriggio si aparte per MATMATA,  la strada è desertica, si possono vedere accampamenti berberi e mandrie di dromedari. Nei pressi di Mattata cominciano le costruzioni sotto terra: i “troglodite”. Arrivati in città ci siamo rivolti al “Sindacate d'iniziative” , una guida ci fa vistare le troglodite  tra cui uno abitato, la signora ci offre the verde insieme a mandorle sgusciate e ceci arrosto. (costo della guida 10dinari). Parcheggiamo nello spaizzo dell'albergo “hotel Kousseila” per 5 dianari. E' possibile fare una doccia e usare i bagni.

 

9° giorno: 16/05/2003: si parte per le Ksar. Da Mattata andiamo a Nouvelle Matamata e poi  per MARETH per raggiungere MEDENINE e poi TATAOUINE . c'è un'altra strada più breve che collega Mattata a Medenine ma è percorribile solo con la jeep. Da Tataoune abbiamo preso la strada per CHENINI non siamo riusciti a visitarla perché una frotta di bambini e adulti ci hanno quasi assaliti offrendosi da guida e poi era zeppo di turisti con pulman e jeep degli alberghi. Proseguiamo fino a DOUIRAT: uno spettacolo meraviglioso, non c'è ombra ma è possibile fermarsi in uno spiazzo sotto lo Ksar (c'è un camping e casa vacanza ma èchiuso). Non c'è nessuno ed è possibile godersi lo spettacolo. Continuiamo per Ksar OULED DEBBATI, non è molto interessante e i bambini ti assalgono (è bene portarsi molte penne e caramelle per rendeli felici).  Torniamo verso Tatauine e prendiamo per Ksar OULED SOLTANE. Qui vale proprio la pena venire. Si arriva direttamente nello Ksar, c'è quiete e pace indescrivibile, nella piazzetta un piccolo bar gestito da un ragazzo simpaticissimo che serve dell'ottimo the verde. Lo ksar è ben conservato, pochi turisti e quindi si può veramente goderselo. Torniamo a Tataouine , fuori città verso Chinini c'è l'hotel “Nabrouk” , l'insegna sulla strada porta la scritta camping ma in realtà si può parcheggiare nello spazio dietro l'hotel, c'è ombra, corrente elettrica e i servizi all'interno dell'albergo. Costo 10 dinari a persona, non è possibile il rifornimento di acqua potabile.

 

10° giorno: 17/05/2003: si parte per lo Ksar JELIDOT  ma non abbiamo trovato la strada (in  realtà non l'abbiamo nemmeno cercata con molto impegno). Puntiamo verso BEN GUARDANE  e a 16 km troviamo il bivio per ZARZIS (Isola  Djerba). E da qui, attraversando il viadotto romano ad AGHIR. Tra Aghir e MIDOURI c'è il campig “hotel Sidi Ali” (alle spalle dell'Hotel Sidi Slim).

E' un camping di tipo occidentale, in riva al mare,  oggi però è deserto, servizi sporchi, acqua di pozzo, poca ombra. Costo 12 dinari.

Ad oggi oltre al camper di Francesca e Guido, abbiamo incrociato sulle strade delle ksar solo 2 camper francesi.

Il pomeriggio girovaghiamo per l'isola. Ad HOMMUT SOUK visitiamo il forte di Ben Mustapha. Tra OUOLEGH ed ER RIAD c'è una Sinagoghe, non è stato possibile visitarla perché presidiata dalla polizia e dai musulamani.

 

11°  giorno: 18/05/2003 - tira vento forte e fa freddo per cui cambiamo programma: anziché andare all'isola di Kerkena puntiamo di nuovo verso il deserto. Ci dirigiamo verso AJIM prendiamo il traghetto (per fortuna la traversata è breve, il mare è molto mosso). Prendiamo per MARETH poi GABES, EL HAMMA  e arriviamo a KEBILI. Attraversiamo il centro città e prendiamo per Rjim Maatoug a 1 km fuori città a sinistra c'è il camping  “les amis du camping” (e-mail: les_amis_du_camping@voila.fr) un grande palmeto servito da corrente elettrica , bagni e acqua calda, gestito da Arafat Sghaier amico fraterno di Roberto Amati, un italiano che ama la Tunisia (la percorre in bici) e da cui abbiamo attinto l'informazione. Appena arrivati Arafat ci ha offerto the verde, fave lesse aromatizzate al cumino, brioss (italiane) e acqua; poi ci fa da guida per la città. Ci fa visitare la città vecchia, sacra per i cittadini di Kebili., ci abitano ormai solo 2 famiglie, ma la domenica è luogo di scampagnata per tutti gli ex schiavi (fino a 100 anni fa). Abbiamo visitato un Marabut, (tomba di persona buona, equivalente ai nostri santi). Nella piazza della vecchia Kebili,  dove stava il mercato degli schiavi incontriamo prima una famiglia in gita che ci ha accolto suonando una specie di bongo e gridando alla loro maniera, felici di averci incontrati, e poi un'altra famiglia sempre in gita che ci ha offerto una focaccia berbera cotta sul fuoco all'aperto. Poi Arafat ci ha accompagnato alle terme dove c'è una grande cascata (al momento ci sono in corso i lavori che termineranno presumibilmente in giugno/luglio). Al rientro ho chiesto ad Arafat se mi insegnava a cuocere il cous-cous. Così la sera dopo aver cucinato  abbiamo cenato insieme ad altri suoi amici in un grande piatto. Per concludere la serata abbiamo fumato il narghilè.

 

12° giorno: 19/05/2003 - Arafat ci offre la colazione e una ragazza: Fatià, mi ha donato la “croce del deserto” e mi ha dipinto un fiore sulla mano con l'hennè. Al momento di pagare Arafat ci ha chiesto una cifra irrisoria, per cui il prezzo l'abbiamo fatto noi. Arafat è una persona squisita, è stato bello conoscerlo, è altruista e soprattutto molto onesto (cosa rara in Tunisia, dove gli addetti al commercio cercano sempre di fare “ l'affare”).

Si parte per SFAX, città caotica e rumorosa, arriviamo tardi per cui non siamo riusciti a partire per Kerkenna (l'ultimo traghetto parte alle 16.30), per cui partiamo per EL JEM.

Un ragazzo ci accompagna al parcheggio sotto il colosseo. Poco dopo, i due camper francesi che incrociammo sulle vie delle ksar vengono a parcheggiare vicino a noi. Due coppie simpatiche, ceniamo insieme.

 

13° giorno: 20/05/2003 - Visitiamo la città e decidiamo di tornare verso il mare, passando però di nuovo a KAIROUAN per visitare la grande Moschea e la Moschea del Barbiere che non riuscimmo a visitare precedentemente. Si parte per NABEUL , rintracciamo un piccolo camping (dalla strada principale, venendo da sud, si arriva al ristorante “Slovenia” girare a destra subito dopo a sinistra si legge “hotel Jasmine “ e subito dopo “camping Jasmine”). Servizi scarsi, non c'è acqua calda, molta ombra: Costo 11 dinari. La doccia calda è possibile farla all'hotel per 2.30 dinari a persona.

 

14° giorno: 21/05/2003 - Allah non vuole che prendiamo la “tintarella” fa freddo e tira vento. Visita alla città di Nabeul e shopping (si vendono delle belle ceramiche).

 

15° giorno: 22/05/2003 - raggiungiamo KERKOUANE verso Cap Bon. Ci fermiamo a visitare la città punica e il  museo. Continuiamo per GHAR EL KEBIR subito dopo Cap Bon, ci sono le grotte dove i punici scvavano la pietra perr costruire cartagine: una visione che conserva il suo fascino. Da qui attraversando il golfo di Aominan lif raggiungiamo CARTAGINE: è rimasto poco e niente, continuiamo verso SIDI BOU SAID. Lungo la strada tra Cartagine e Sidi Bou Said (graziosa cittadina caratterizzata dalle case tutte bianche con infissi azzuri, non ci sono altri colori) si può ammirare il Palazzo Presidenziale. E' sera, raggiungiamo il camping “la pinede” ad Hammam Chat (dove parcheggiammo la sera in cui siamo arrivati).

Da Sidi Bou Said aad Hammam Chat il tragitto è breve se si prende il traghetto che porta da una sponda a l'altra di RADES, vicino al porto “La Goulette”.

 

16° giorno: 23/05/2003: partiamo per DUGGA, sufficientemente ben conservate le rovine della città romana del II° sec.d.C.: il Campidoglio e il teatro sono affascinanti, ben visibili le strutture delle case. Al rietro cambiamo strada per non attraversare Tunisi, raggiungiamo così l'acquedotto romano, anch'esso ben conservato e parzialmente ristrutturato, percorrendo la strada n. 3 tra FAHS e TUNISI si può godere di un tratto molto lungo dell'acquedotto.

Rientriamo sempre al “la pinede” di Bordj Cedria ad Hammam Chat. E' l'unico posto nei pressi dove è possibile fare una doccia calda, e, poi domani andremo a Tunisi con il treno: la stazione è a 1 km dal camping.

 

17° giorno: 24/05/2003: visita a TUNISI in treno fino alla stazione centrale e poi con il tram n. 4 per BARDO. Bellissimo e ricchissimo il MUSEO DEL BARDO, casa residenziale del Bey, si possono ammirare una quantità enorme di mosaici.

 

18° giorno: 25/05/2003: porto “la Goulette”: ore 14  si prende la nave, mare molto mosso.

 

19° giorno: 26/05/2003:  ore 10 sbarco a Napoli. Ore 14 Serracapriola: giusto in tempo per votare alle provinciali.


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