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Zanzibar
22 - 29 febbraio 2012

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Abbiamo fatto una settimana di relax a Zanzibar, in questa pagina riportiamo note utili per chi vuole raggiungere questa destinazione che offre spiagge tropicali bianchissime, ma anche, cosa non consueta, una natura variegata e vestigia storiche

Stone town

Zanzibar è stata abitata dai commercianti Portoghesi, Indiani, Arabi ed infine Inglesi. Fino al 1964 la città era la capitale di uno stato indipendente, protettorato britannico. Quasi disabitata fino al 16° secolo, l'isola divenne un utile porto per le rotte lungo la costa orientale dell'Africa e verso l'India. Oltre al commercio delle spezie prodotte sull'isola fungeva anche da centro di raccolta per la tratta degli schiavi che venivano prelevati dall'interno del continente africano. Nel 1964 un colpo di stato esiliò il sultano e Zanzibar divenne indipendente per poi unirsi al Tanganika con il nome di Tanzania (tan-ganika e zan-zibar).

La cittadina è piacevole per i vicoli con molti negozietti, e per i mercati. Vi sono anche alcuni musei, noi abbiamo visto Beit El-Ajaib (il palazzo delle meraviglie, ingresso 6000 TZS), che fu costruito alla fine del 1800 dal sultano Barghash con soluzioni moderne e stupefacenti per l'Africa orientale. Era infatti molto alto, circondato da grandi porticati su tutti i piani, con ascensore, con un grande cortile coperto al centro, il primo ad essere illuminato con energia elettrica. Si visita anche la Cattedrale Anglicana (ingresso 5000 TZS) con i pochi resti del mercato degli schiavi.

Bagno con i delfini

Si va a Fumba nella punta sud occidentale dell'isola, ma incontrare i delfini è comunque abbastanza raro, perchè le barche dei turisti li assediano e quindi hanno cambiato zona. Noi non ne abbiamo visti, si diceva che è più facile vederli tra le 6 e le 7 di mattina. Comunque sull'aereo di ritorno vi era qualcuno più fortunato che era riuscito a fare snorkeling con i delfini.

Foresta

Abbastanza interessante, gli unici animali che si riescono a vedere sono le scimmie nere e quelle rosse, anche se ospita lemuri, pitoni ed altro. Comunque mentre le scimmie nere non si lasciano avvicinare, quelle rosse non si intimoriscono e si possono facilmente avvicinare e fotografare, basta trovarle sui rami bassi degli alberi. Si percorrono dei sentieri nella foresta (da 30' fino ad alcune ore a seconda del percorso), ma anche una passerella soprelevata nella zona delle mangrovie, che qui copre una grande estensione e viene due volte al giorno coperta dalle maree. L'ingresso al parco costa 2000 TZS.

Spice Farm

Se chiedete al vostro autista di fermarsi in una fattoria delle spezie non si farà pregare. Troverete una guida disponibile ad illustrarvi le piante ed i loro prodotti: pepe, cannella, cacao, banane verdi e rosse, zenzero, coriandolo, piante medicinali ed altro. Vale la pena di notare che la maggior parte delle spezie è stata trapiantata qui,dall'Oriente e dalle Americhe, e cresce grazie al clima tropicale favorevole.

Prison Island (Changuu)

Si questa isola, 5 km a nord ovest di Stone Town, era stata allestita una prigione in un forte ora ricostruito. L'isola, come quasi tutte quelle intorno a Zanzibar, è privata ed ospita un hotel. Si può sbarcare ed utilizzare il bar ed il ristorante, pagando un biglietto (7000 TZS) si può vedere l'allevamento di tartarughe giganti, importate dalle Seychelles. Arrivano a pesare 250 chili ed a vivere 200 anni, ce ne sono a decine che si ammucchiano alle 10, l'ora del pasto. Ci sono anche dei recinti per i piccoli. Una laguna in comunicazione con il mare al centro dell'isola risulta invece fuori della zona accessibile ai visitatori.

Per l'escursione a Prison Island, incluso sosta per visita di Stone City paghiamo 50$ x 4 = 200$.

Safari blu

Con questo nome vendono una escursione di una giornata in barca alle isole a sud dell'aeroporto. Si sbarca su un affioramento di sabbia, si fa snorkeling su banchi di coralli, poi ci si sposta su un'isola dove servono il pranzo, nel nostro caso un'ottima mangiata di pesce (aragostine, gamberoni, cicale, calamari, polpo, patate fritte, acqua e coca cola). Dopo mangiato si raggiunge a piedi un grande baobab coricato. Circa 80 anni fa il grande albero è crollato, ma ha fatto crescere nuovi tronchi e radici diventando un immenso ammasso di tronchi e corteccia su cui ci si può arrampicare.

Altri baobab più piccoli si trovano sull'isola. Prima di lasciare l'isola ci fanno fare un giro in una splendida laguna dall'acqua cristallina dove rocce molto frastagliate affiorano dall'acqua alternandosi alle radici delle mangrovie.

Alberghi

Si trovano praticamente ovunque, dai resort di lusso, ai villaggi fino ai semplici bungalow. Abbiamo rilevato che gli hotel di Stone Town sono più cari, sulla costa est le maree (di diversi metri) rendono non praticabile la balneazione per molte ore del giorno. Noi ci siamo sistemati al Kendwa Rocks, a Kendwa, circa due km a sud di Nungwi che si trova sulla punta nord dell'isola. Bella spiaggia, sempre balneabile (la sabbia bianchissima forma un pendio di molti metri che compensa tutte le maree). Ha diverse sistemazioni a diverso prezzo, comunque tutte con aria condizionata, ventilatore e cassaforte. Alcuni sono bungalow in legno, altri in muratura, qualcuno non ha il bagno, altri hanno il frigo. Noi abbiamo preso una sistemazione intermedia, vedi http://www.kendwarocks.com/.

Va notato che la corrente elettrica nella zona manca molto spesso e quindi gli hotel devono avere un gruppo elettrogeno che entra in funzione in pochi secondi, altrimenti vi troverete al buio e con difficoltà dormire senza areazione. Il Kendwa Rocks funziona, mentre l'hotel vicino ha il generatore guasto. Il ristorante del Kendwa Rocks, anche se un poco caro (circa 20.000 un pasto completo) cucina molto bene (qualche primo italiano, molto sushi e piatti di pesce, ottima pizza, chapati indiano), scarsa invece la colazione. A volte mangiamo nella strada fuori dall'hotel, al Fisherman, che costa meno ha del buon pesce ma non fa piatti elaborati.

Cambio

All'aeroporto si cambia, ma perdendo circa il 10%, il cambio migliore si fa nei negozi di cambio a Zanzibar City. Ovviamente negli hotel si cambia male. Il dollaro americano conviene rispetto all'euro. Il cambio fatto è stato tra 1900 e 2000 scellini tanzaniani (TZS) per un euro.

Giro dell'isola

Abbiamo preso un taxi, prenotato dall'hotel, per 55$ in tutto ed abbiamo fatto un giro per l'isola, dalle 9 alle 18. Ci siamo fermati tra l'altro alla foresta, ad una fattoria di spezie. In questo periodo ci sono problemi con la distribuzione del carburante: lunghe file e mercato nero.

Beach Boys

Su tutte le spiagge ci sono i cosiddetti beach boys, che aiutano i turisti ad organizzarsi. Naturalmente occorre trattare il più possibile sui prezzi, e comunque si prendono delle forti commissioni su tutto quello che fate tramite loro. Alcuni comunque vi organizzano le giornate con buoni servizi (barche, pasti, pullmini), altri potrebbero procurarvi taxi abusivi, o non darvi esattamente quanto promesso. Ad esempio noi abbiamo dovuto pagare l'ingresso alla tartarughe di Prison Island anche se ci aveva detto che era compreso. Se il beach boy dice che vi accompagnerà durante il tour probabilmente vi potete fidare di più.


Il nostro arrivo all'hotel Kendwa Rocks con la sua sabbia bianchissima


Una tartaruga gigante di Aldabra nell'isoletta di Changuu


Scimmia rossa nella foresta tropicale


Grigliata sulla spiaggia


Il baobab coricato sull'isoletta di fronte all'aeroporto


I pescatori tornano alla spiaggia e le donne comprano il loro pesce



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